Stacks Image 2

Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO VI d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

DOPO FICO DEDICATO AL CIBO, POTREBBE ARRIVARE PERA, LA FIERA DELLE DROGHE


Mentre a Bologna sta per riaprire i battenti l'esposizione dedicata al cibo nostrano, l'A.N.S.I.A. (Associazione Nazionale Spacciatori Italiani Autorizzati) sta valutando i presupposti per organizzare la fiera delle droghe pesanti.


Se New York è la Grande Mela, grazie al triste primato per consumo pro capite di eroina, Perugia potrebbe essere definita la Grande Pera.


La location migliore per questa kermesse è senza dubbio il capoluogo umbro.


Sono previsti ospiti importanti da tutto il mondo, main sponsor potrebbe essere una multinazionale colombiana leader del settore cartellonistico.


Tra pochi giorni il presidente di ANSIA, Pippo Allagrande, pubblicherà sui principali Social e Asocial il programma completo della manifestazione.


Altre associazioni stanno organizzando svariate manifestazioni in tutta la penisola a denominazione ortofrutticola:


PRUGNA: la fiera dei lassativi

PATATA: la fiera dedicata alle donne

BANANA: l'unica fiera dell'amor

CETRIOLO: la fiera delle donne sole

AVOCADO: la fiera delle professioni legali

FINOCCHIO: la fiera dedicata agli omosessuali

GIUGGIOLA: la fiera degli emotivi

LIME: la fiera dei carcerati

MELONE: la fiera della protesi al seno

FAVA: la fiera dei superdotati

PISELLO: la fiera dei normodotati

PISELLINO: la fiera degli ipodotati

ACACIA & PESCA: la fiera dedicata alle attività venatorie

BROCCOLO: la fiera degli sportivi perdenti

UVA: la fiera dei dispositivi abbronzanti

SCALOGNO: la fiera della sfortuna

.

.

Paul Rice – ACC

L'INARRIVABILE NONNO ABEFFARDO


Esiste il family bed, un maxi-materasso in grado di ospitare famiglie numerose. Io sono entusiasta ad avere un materasso matrimoniale, e tutto a mia disposizione!

£ £ £ £ £

Meteo RaiTre Piemonte ha promesso un “Aumento della copertura alta e sottile”. Ci prendono in giro, ma chissà se almeno se ne rendono conto. Io non lo apprezzo.

£ £ £ £ £

Domani niente lavoro! Ho fatto DUE al Superenalotto, e ho vinto 5 €uro, sebbene in condivisione con un socio. Un momento: io non ho un lavoro, sono pensionato...

£ £ £ £ £

Paolo Crepet è uno psichiatra, sociologo, educatore, saggista e opinionista. Dice che dopo una certa età si deve praticare lo slow sex. Se tendi ai 70 anni come lui, e sei ancora interessato a praticare certe faticacce a letto, ti puoi informare su internet.

£ £ £ £ £

Un signore di Roma ha fatto tagliare le orecchie al suo American Staffordshire a fini estetici, per un concorso di bellezza. Condannato a quattro mesi di reclusione e al pagamento delle spese processuali. La pratica configura il reato di maltrattamento di animali ai sensi dell’articolo 544 ter del Codice penale. Ormai siamo tutti isterici.

.

Nonno Abeffardo

LE GRANDI SFIDE LETTERARIE DELLA STAMPELLA


Poco fa l’Italia era tra rosso e arancio, e solo la Sardegna era bianca. Ora l’Italia è tra giallo e l’arancio, solo la Sardegna è rossa. Crediamo ancora a questi cialtroni?

Il vecchio tarlo

* * * * *

Censis: per un italiano su due la comunicazione sul Covid-19 è stata confusa. Nel corso dell’emergenza ha trovato sul web e sui social media notizie false o sbagliate. Quindi, l’altro italiano ha capito tutto, cioè ha trovato notizie vere e condivisibili?

Carlo Chievolti

* * * * *

Un barista di Mortara ha offerto il dehors al vicino ristoratore. Chi non ha tavolini è penalizzato, e lui gli permette di lavorare, con le nuove regole. Solidarietà italiana che va incontro alle cecità di chi ci governa, e purtroppo legifera senza capire nulla.

Il vecchio tarlo

* * * * *

Molti anni fa, quando i disturbatori telefonici che volevano propormi dei contratti a prestazioni migliori e prezzi inferiori non erano ancora incarogniti truffatori come oggi, dicevo che “non ho bisogno di risparmiare”. Questo li disorientava e li zittiva.

Carlo Chievolti

* * * * *

Maria Elisabetta Alberti Casellati, la presidente del Senato della Repubblica, ha gironzolato con aerei di Stato, facendoti spendere un milione di €uro, per andare a casa dal lavoro. Spiega che lo fa per eludere il rischio di contagio Covid, e che evita lunghi viaggi perché ha un problema alla schiena. Allora, è tutto ben giustificabile.

Il vecchio tarlo

* * * * *

Ginevra Elkann lascia il board del colosso del lusso francese Kering. La notizia è ininfluente, ma è solo per dire che non sapevo esistesse una sorella di John e Lapo.

Carlo Chievolti

IL PROFESSOR MIGLIO E I SUOI

La dedica ONE SHOT autocensurata va a

Francesco, il Papa della Cristianità.

Con la seguente motivazione:

Dedica maggio a una no-stop di 31 giorni, che coinvolgerà 30 santuari nel mondo,

“perché si facciano promotori presso i fedeli, le famiglie e le comunità della recita

del rosario per invocare la fine della pandemia”. Affinché l’umanità venga liberata

dal Covid, alcune streghe saranno bruciate sulle pubbliche piazze dall’Inquisizione.

@ @ @ @ @

Il Vaffa della settimana va a

Khan-Cullors Patrisse, nera, cofondatrice del movimento “Black live matter”.

Con la seguente motivazione:

Si definisce marxista, combatte le disuguaglianze civili e sociali che colpiscono gli afroamericani. Ha comprato una casa da 1,4 milioni di dollari, a Los Angeles, in un quartiere esclusivo abitato da bianchi abbienti. E il suo patrimonio ammonterebbe a tre milioni di dollari, dei quali ci si potrebbe ovviamente chiedere la provenienza.

@ @ @ @ @

L’esortazione a recarsi a defecare sulla urtica dioica va a

Belpietro Maurizio, giornalista, commentatore, direttore del quotidiano LaVerità.

Con la seguente motivazione:

Per contribuire a risolvere il problema delle vaccinazioni Covid, suggerisce di usare Poste Italiane. Gli uffici postali sono 13mila, gli addetti 135mila. Poste smisterebbe i vaccini, e il personale si occuperebbe della parte logistica e della registrazione dei vaccinati. Sarebbe sufficiente installare un gazebo con un vaccinatore, per risolvere. Immagino che il signor Belpietro non sia mai entrato in un ufficio postale italiano.

@ @ @ @ @

Il Cetriolo Plumbeo Honoris Causa va a

I consiglieri M5S del Comune di Torino.

Con la seguente motivazione:

Vogliono cambiare il regolamento Toponomastica, per fare in modo che a ogni via dedicata a un uomo ce ne siano due intitolate a donne. Sono questi, i veri problemi!

@ @ @ @ @

Il premio pane e volpe va a

Anonimo proprietario di una Ferrari 812 GTS, costo “a partire da” 336mila €uro.

Con la seguente motivazione:

Si è fermato presso la spiaggia di Brema a Sirmione (Brescia), senza freno a mano né una marcia. E l’auto è finita nel lago di Garda. Piccolo guaio, ma pessima figura.

IL PENSOLOGO - QUESTA SETTIMANA LA TOP FIVE RADDOPPIA


Rapina i supermercati con la pistola legata alla protesi del braccio. La disabilità non è un limite!


2445 anni al giornalista nemico di Erdogan. Ma dopo 2300 anni forse uscirà per buona condotta.


L’artista Aiello: “Una volta a Roma ho cantato soltanto per sette persone”. Dai, addirittura sette!


Puntuale, è arrivata la variante svizzera del Covid-19. Ti ricoverano in una cassetta di sicurezza.


Tangenti: bustarelle consegnate in ascensore. Sempre meglio di quello che parla solo del meteo.


Torino: trasformato in condominio il palazzo Rai. Gli inquilini pagheranno spese e canone Rai...


Le piante sono grate a chi dà loro amore. Il mio basilico mi ama, tanto che mi fa il pesto da solo.


Calabria: i Carabinieri multano un gruppo di Poliziotti assembrati al bar. Le Divise sono divise.


Buffon vuole aprire un’Accademia per giovani portieri. Fa bene, i palazzi incustoditi sono tanti.


Mutui agevolati per i giovani che comprano casa con i soldi dei genitori, e soprattutto dei nonni.

I VACCINI DEI VIP



Che squillino le trombe (ma non i trombi): anche nonna Abeffarda è stata vaccinata contro il Covid19.


La cerimonia di vaccinazione è avvenuta ieri, alla presenza del Gen. Figliuolo, del Presidente Mattarella e dei membri dell'Accademia dei Cinque Cereali, ed è stata trasmessa in diretta da tutte le reti televisive pubbliche e private, e persino su Canale Marte della Stazione Spaziale Internazionale.


Il farmaco usato è stato Astrazeneca, e non Moderna come molti si aspettavano.


Del resto, per avere diritto al vaccino Moderna (che, tra l'altro, è anche uno dei più costosi) non basta essere pazienti 'fragili', e neppure essere la fondatrice del settimanale più letto dalle signore over 50: Nonna Moderna.


Per questo tipo di vaccino devi essere sottoposto a un test, piuttosto approfondito, su questioni legate alla moda.


La nonna, pur avendo una vasta cultura generale che abbraccia vari campi dello scibile umano, ha scarsa dimestichezza con la moda, lo stile e le nuove tendenze.


È caduta già alla prima domanda, sulla differenza sostanziale fra una giacca da pomeriggio e una da sera: lei sosteneva che la giacca da sera fosse quella del pigiama.


Alla domanda su quale stilista avesse di recente introdotto la gonna nella moda pret à porter maschile, lei ha risposto, senza esitare: "Di sicuro è stato un cretino".


Alla fine le è stato chiesto se avesse mai comprato un accessorio Louis Vuitton.

- No - ha risposto lei - ma ho comprato una borsa della spesa all'Emporio Anziani.

.

Dottoressa Stephanie Hop-là - ACC

Nonna Abeffarda, subito dopo la cerimonia, saluta il pubblico dall'autobus

L'ANGOLO DELLA (S)CULTURA

.

A cura di Manfredi Maria Miglio Marello

.

.

MENU (da scancellare)

.

Scombri allo scoglio

Scampi scongelati poi scaldati

Scampoli di scamone ben scremato

Scaloppine allo scalogno scolato e scondito

Scarola in scatola con scaglie (scarse) di scamorza scaduta

Scorfano a scottadito in scarpetta di cardi scottati

Schiacciata scandita (senza canditi)

Caffè scorretto

Vini scarlatti dello Scantinato Sociale

Scorpacciata garantita - Sconti scandalosi - No scontrino

Scaramelle scartocciate e scagliate sui clienti scalmanati e/o scoglionati.

.

MMM

LE PERLE DEI PIRLA


In arrivo venti milioni di vaccini. Se ogni medico ne somministra venti, risolviamo il problema del milione di posti di lavoro.

Chaltron Teston

I telefoni sono più sporchi delle tavolette dei cessi. Ecco perché scrivete solo cagate!

Martin Scortese

Le telefonate da cellulare compiono mezzo secolo, e anche le chiamate dei fornitori di disservizi.

Martin Scortese

A fine anno vado in pensione: 51 anni di età + 24 anni di lavoro + 25 che mi fanno girare le balle = Quota Cento

Gary Buja

Non sempre chi è bravo sul campo lo è anche nel dirigere le operazioni. Il Generale Figliuolo sta facendo la figura del Pirlo.

Al Damerini

Un giorno leggeranno il vangelo del terzo millennio: il Signore inviò il proprio Figliuolo che fece la moltiplicazione dei centri vaccinali.

Tony Luganega

Se alla Festa dei Lavoratori non si lavora, perchè alla festa dei motociclisti tutti vanno in moto?

Bepi Ciopadepan

Era un pasticciere assai meticoloso, un uomo molto bignolo.

Freddy Marchiori

Mi piacciono le donne vintage: dai 20 ai 25 anni di età.

Chaltron Teston

Avete notato che quando si parla di assassini, ladri, corrotti, ricattatori, nessuno chiede la declinazione al femminile?

Al Damerini

Governo Draghi: il 48% hanno fiducia, il 38% no. Gli altri non si sono accorti che ultimamente è cambiato il governo.

Tony Luganega

Ammetto di essere analfabeta funzionale: non riesco più a comprendervi.

Bepi Ciopadepan

Era così povero che invece del Prosecco Millesimato, beveva quello Decimato.

Paul Rice

Un notaio può fare atti osceni?

Freddy Marchiori

Invece che multarci non potrebbero spararci? Giusto per dare un senso alla parola coprifuoco.

Martin Scortese

Ascoltare attentamente i dischi di Battiato è propedeutico a comprendere i discorsi del Presidente Mattarella.

Tony Luganega

L'ANGOLO DELLA (S)CULTURA

A cura di Manfredi Maria Miglio Marello

.

IL BELLO DELLA CITTÀ DI BIELLA

.

Il bello della città di Biella

è che ci sono pochi bulli,

in giro, a far girar le balle.

Il bello della città di Biella

è che la sera non ci si sballa,

e al mattino non si traballa.

Ci si alza sempre in bolla:

si divora una ciambella,

e al lavoro poi si bolla.

E via a scartabellar tabelle,

negli uffici della Banca Sella.

Il bello della città di Biella

è che il crimine non si sobilla,

ma si debella. E non si ribella,

alle gabelle, la gente di Biella.

Il bello della città di Biella

è che lì vive, con la sua bella,

lo sbiellato Direttor de

LA STAMPELLA.

.


Stefania Marello

SEI DI CHIVASSO SE... NON ESCI DAL CASO MEDIATICO


Parlando della torteria ribelle ai DPCM e alle restrizioni…

(disegno e testi by Dave Lingua)

LA MAFIA CHIEDE DI AUMENTARE IL PIZZO DEL 5%: CON LA CRISI NON COPRIAMO NEMMENO LE SPESE


INTANTO LA 'NDRANGHETA CHIEDE PRESTITI A STROZZO ALLA CAMORRA


Sembra incredibile, ma in tempo di crisi, le ristrettezze economiche colpiscono tutti, criminalità organizzata compresa.


Con la chiusura dei locali è stato inferto un duro colpo al mercato del sesso, delle scommesse clandestine e del gioco d'azzardo.


Anche il mercato degli stupefacenti ha dovuto adattarsi, passando al delivery; con lockdown e coprifuoco non è possibile approfittare del take away.


Il mercato delle armi potrebbe prosperare con l'asporto, ma a chi si potrebbe mai sparare, visto che stanno tutti in casa?


Le rapine sono impossibilitate dalle norme previste nei DPCM, si rischia di più per le violazioni al coprifuoco che per il reato stesso.


I costi di gestione della criminalità organizzata tuttavia sono fissi e diventano talora insostenibili.


Per questi motivi la mafia, attraverso il portavoce Semiro Tisparo, chiede che venga inserito nella prossima Legge di Bilancio un articolo dedicato il quale preveda l'aumento sul pizzo, praticato alle attività commerciali e produttive, perlomeno del 5%.


Per quanto riguarda le tangenti sui lavori pubblici, data la liquidità proveniente dal recovery fund, le mafie sono ottimiste, ritengono che un incremento del 2% sia più che sufficiente a risollevare i loro bilanci.



Paul Rice – ACC

IL PENSOLOGO - LE MIGLIORI DELLA SETTIMANA

A maggio riapriranno i ristoranti, e ripartirà lo sport. Secondo me, lo sport può sempre aspettare.


A maggio riapriranno i ristoranti. Sempre che i ristoratori non siano in coda alle mense Caritas...


Giulia Salemi si ritiene la vincitrice morale del “Gf Vip”. Morale e “Gf Vip” nella stessa frase?


Fariba, Vera e Miryea in nomination all’Isola dei Famosi. E sono famosi... figuriamoci gli altri.


Ospedale di Catanzaro: prende lo stipendio per 15 anni senza mai lavorare. Io ne conosco tanti...

Stacks Image 282679

PIEMONTE: TAGLIATI 500 POLIZIOTTI SI SCATENA LA CACCIA AL FERITORE



La notizia del taglio di 500 poliziotti in tutta la regione ha fatto immediatamente scattare la più grande caccia all’uomo dai tempi della banda Cavallero.


Già si cercava di raccogliere le testimonianze delle vittime e si stavano diffondendo i primi identikit del presunto pluriferitore, sempre ammesso che avesse agito da solo.


In poco tempo scattavano i primi fermi per alcuni sospetti e iniziavano gli interrogatori per un lanciatore di coltelli del circo Mediano, tre macellai, due chirurghi, nove parrucchieri, un rappresentante di rasoi Bic, un inglese di nome Wilkinson, i titolari del ristorante sardo “La Pattada Bollente”, 23 ragazzini sorpresi a tagliare da scuola nonostante la chiusura delle scuole stesse e inoltre cinque sarti, sei giardinieri e due arrotini. Sequestrate lame di ogni genere, dai rasoi usa e getta alle alabarde.


A un certo punto è però emersa un’altra realtà, purtroppo ben peggiore. Alla chiamata a raccolta delle forze di Polizia, risultavano rispondere solo il 75% degli agenti e poco più della metà delle Volanti che avrebbero dovuto essere in servizio.


Sembrava ovvio che molti dei “tagliati” non fossero in condizione di rispondere all’appello, eppure nessuno risultava essere ricoverato presso gli ospedali della regione e non c’era traccia neanche di un loro seppur rapido passaggio per una veloce medicazione al pronto soccorso.


A dire il vero, gli addetti della centrale operativa, non avevano ricevuto alcuna chiamata che avvertisse del ferimento con arma da taglio, di qualche collega e nessun cittadino aveva denunciato di aver visto tracce di sangue qua e là per la città. La triste e amara realtà veniva fuori in breve tempo. I 500 poliziotti erano stati “tagliati” dal servizio, non sarebbero più stati a disposizione della cittadinanza, forse destinati a nuovi incarichi o al prepensionamento. Quindi niente più uomini e mezzi, ma solo “mezzi”.


Se da un lato la reale notizia ha gettato nello sconforto la cittadinanza, dall’altro ha fatto esultare il F.U.S.O. (Federazione Unitaria Spacciatori Organizzati), il S.C.I.P. (Sindacato Confederato Scippatori Italiani) e la S.C.A.S. (Società Cooperativa Addetti Scassinatori) and many, many others.


Franco Marellavò (AGOSTO 2012)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

PAROLE ANTICHE DA RECUPERARE


A cura di Stéphanie Hop-là e dell’Accademia dei Cinque Cereali (AGOSTO 2012)

.

.

SESQUIPEDALE


DEFINIZIONE

Enorme, smisurato, madornale; propriamente, lungo un piede e mezzo

dal latino: [sesquipedalis], composto da [sesqui] contrazione di [semisque] mezzo in più e [pedalis] piede.

UN PO’ DI STORIA

Nei tempi antichi il ritmo della metrica poetica si scandiva battendo il tempo col piede.

I Trovatori (poeti erranti di contrada in contrada, che, per guadagnare un tozzo di pane, cercavano e ricuperavano i tori fuggiti dalle stalle) recitavano i propri versi nelle pubbliche piazze.

Portavano scarpe di una misura più grande, sia per dare spazio ai piedi gonfi (camminavano a lungo e correvano, come si è detto, dietro ai tori), sia per battere più sonoramente il tempo dei poemi in metrica.

Per questo motivo erano chiamati SCARPANTIBUS PEDANTIBUS.

Le loro opere, trasmesse per secoli solo oralmente, vennero successivamente raccolte in antologie (o Podologie). I versi dei loro poemi erano così lunghi ed ampollosi che vennero definiti Sesquipedale, termine latino che significa “lunghi un piede e mezzo”.

Da allora, il termine SESQUIPEDALE ha assunto il significato di enorme, smisurato, pesante, noioso, molesto. Sia nel senso della durata che delle dimensioni.

ESEMPLIFICAZIONI:

SESQUIPEDALE è un film ucraino in bianco e nero, in lingua originale e sottotitoli in francese, della durata di 2 ore e un quarto, più i supplementari del dibattito con il regista.

SESQUIPEDALE è la conferenza del dottor P. A. Leonto Glandesburg sulle disfunzioni erettili dei rettili del Pleistocene.

SESQUIPEDALE è un concerto di 25 Inni Sacri Medievali per coro, clavicembalo e liuto barocco.

SESQUIPEDALE è Il russare del vicino di poltrona al concerto di 25 Inni Sacri Medievali per coro, clavicembalo e liuto barocco.

SESQUIPEDALE è la proiezione di 2500 diapositive delle vacanze a Marina di Pietrasanta del capufficio e famiglia, suocera e cane compresi.

SESQUIPEDALE è il trattato di Geofisica Teorica e Scienza dei Materiali applicate allo studio dei giacimenti marnosi nella valle del Vajont.

SESQUIPEDALE è il cappello da gaucho indossato dalla Regina Elisabetta al matrimonio della contessa di Windsor.


ESEMPLIFICAZIONI IN VERSI SESQUIPEDI:

SESQUIPEDALE è

l’Inno di Mameli cantato dai calciatori, prima della partita

La Penna Nera, cantata dagli Alpini, dopo un grappino e una salita.

SESQUIPEDALE è

un giro in moto senza casco

o l’ultimo concerto di Vasco.

SESQUIPEDALE è

la fiaba di Biancaneve e i suoi gusti strani:

ne amava sette, tutti vecchi, calvi e pure nani.

SESQUIPEDALE è

una zucca fallica cucurbitacea torrazzese

alta come un cavallo berbero al garrese.

.

.

ESEMPLIFICAZIONE PER IMMAGINE:

(Foto per gentile concessione del Museo Italo L’Ombroso di Torrazza Piemonte)

.

.

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

TROVATO IL RIMEDIO DEFINITIVO PER L’ALLERGIA AGLI ACARI DELLA POLVERE


SENSAZIONALE RISULTATO MEDICO-SCIENTIFICO OTTENUTO DA UNA RICERCATRICE DELL’ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI


Gli acari sono animaletti invisibili non solo ad occhi nudo, ma anche con gli occhiali.


Al microscopio appaiono simili a graziosi ragnetti. Ebbene, questi ragnetti vivono con noi, nelle nostre case, senza dare alcun incomodo, nutrendosi di materia che il nostro corpo, in continua trasformazione, butta via: forfora, squame di pelle morta, tutta roba che va a costituire buona parte della polvere domestica. Perché, come disse qualcuno, noi umani siamo polvere e polvere ritorniamo tutti i santi giorni.


Il problema degli acari è costituito dai loro escrementi.


Qualcuno potrebbe chiedersi: ma che razza di escrementi faranno mai animali così piccoli? Fanno, fanno: sono in tanti e basta che ciascuno di loro evacui regolarmente due volte al dì (anche i più renitenti hanno scoperto ormai il Bifidus Attivo) per avere milioni di particelle di dimensioni microscopiche in giro per la casa, che vengono facilmente inalate e causano forme di asma e rinite.


Purtroppo questo tipo di allergia è in costante aumento e, a differenza di allergie stagionali come quelle ai pollini, non dà mai requie. Non dimentichiamo che la polvere domestica si trova dappertutto, ad ogni latitudine, longitudine e larghitudine, ovunque ci siano insediamenti umani.


Ora, gli insediamenti umani non si possono facilmente eliminare, quindi l’unica soluzione sarebbe eliminare gli acari. Ma non è facile.


Non funzionano gli insetticidi più potenti, la disinfezione chimica, il trattamento con il lanciafiamme e probabilmente neppure la bomba H, anche se nessuno ha ancora provato, per ora.


La Dottoressa Stephanie Hop-là dell’Accademia dei Cinque Cereali, è allergica da sempre, ed è perciò molto sensibile a questo problema. Lei conosce bene il disagio delle persone allergiche. Gli occhi che prudono, i fastidiosi starnuti a raffica, spesso complicati dallo strazio di quei “Salute!”, ripetuti con inspiegabile ossessione dai fissati dell’augurio ad ogni costo. Che poi, diciamolo, salute è certo la parola più sbagliata in questi casi. Perché l’allergia è una malattia, anche se molto particolare.


Gli allergici sono degli incompresi: non sono abbastanza malati da mettersi in mutua, ma in ufficio sono tenuti a distanza di sicurezza come degli appestati. Se, sfiniti dalle insistenze, accettano un antistaminico gentilmente offerto dal collega, si addormentano al computer e nel sonno continuano a starnutire sulla tastiera. Hanno perennemente il naso tappato e nessuno li capisce più quando parlano; il loro ce- stino deborda schifosamente di fazzoletti usati. Ogni tanto rantolano riversi sullo schienale della sedia per un improvviso attacco d’asma.


Alle riunioni di lavoro si portano appresso una borsa con tre o quattro erogatori spray di diversi tipi, dozzine di pacchetti di fazzoletti di carta.


Tra loro non fanno altro che parlare di vaccini miracolosi (i miracolati però sono sempre altri) di rimedi omeopatici, di allergeni, allerscemi, farmaci dell’ultima generazione, che si rivelano all’atto pratico farmaci dell’ultima fregatura.


Di nascosto dai colleghi, specialmente in prossimità del weekend, partecipano a danze della pioggia collettive, poi- ché stanno un po’ meglio quando piove e le polveri, appesantite dall’ umidità, volano basso.


Consapevole di questi piccoli drammi, la Dottoressa Hop-là ha studiato a fondo il problema degli acari.


Ha partecipato a conferenze in tutto il mondo, ha letto relazioni di allergologi e gruppi di studio su farmaci per uso generale, topico e persino gattico.


Alla fine è giunta a una conclusione a dir poco geniale: gli acari causano allergie perché sono piccolissimi e le loro deiezioni microscopiche si spargono nell’ aria raggiungendo facilmente le mucose. Da qui il colpo di genio, l’uovo di Colombo (anzi di acaro) cui nessuno aveva mai pensato: basterebbe rendere gli acari molto più grandi, per risolvere il problema.


La dottoressa ha cominciato a nutrire alcuni acari con pezzi di forfora grandi come calcinacci, (che andava a prelevare dalle giacche dei pazienti nelle sale d’attesa dei dermatologi) con aggiunta di vitamine, farina di manioca maniacale, pappa reale di api repubblicane, miele di api diabetiche, anabolizzanti speciali suggeriti da sedicenti medici sportivi.


In breve tempo i microscopici acari trattati con questo tipo di alimentazione sono cresciuti, assumendo dimensioni via via più macroscopiche: da quella di un criceto, a quella di un ratto, fino a quella di un cane pastore.


La dottoressa a questo punto si è accorta che, in loro presenza, non starnutiva più.


Il problema era un altro: aveva la casa piena di acari-cani, che defecavano dappertutto come prima, ma le loro deiezioni erano molto più grandi. Ed erano ancora fastidiose, se pure in modo diverso, per le delicate mucose nasali...


Così ha tenuto per sé, come cani da guardia e da compagnia, due acari grossi come labrador (una femmina e un maschio, Ciapa e Puer) e con gli altri ha realizzato in aperta campagna un allevamento di acani (questo è il nome della nuova specie).


C’è voluto un po’ perché gli acani venissero accettati come animali domestici.


Obiettivamente, secondo i canoni estetici tradizionali, non hanno un gran bell’aspetto, ma alla fine sono stati apprezzati per la loro indole docile, la loro attitudine ad aspirare ogni schifezza dal pavimento, il loro basso costo di mantenimento (mangiano davvero di tutto) e la loro intelligenza medio-bassa, che ne fa animali da compagnia per tutti.


Pare che persino molti esponenti del governo se ne siano comprati uno.

.

Stefania Marello (SETTEMBRE 2012)




AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

DUE CAPODANNI SONO MEGLIO DI UNO



Gentilissima Sig.ra Accademia,


sono Pasquale da Settimo T.se, e ho un tarlo che mi perseguita dallo scorso Capodanno. Visto che, passato il Ferragosto, è già tempo di pensare al prossimo Capodanno vi richiedo gentilmente un parere. Lo scorso settembre ho prenotato in un noto ristorante per Capodanno e la sera del 31 dicembre mi sono recato sul posto scoprendo che non avevo il posto, perché secondo me il ristoratore non è a posto: mi ha detto che per lui il Capodanno è il pranzo del primo gennaio.


A parte che di "capodanni" ce ne sarebbero un paio, uno alla fine e uno all'inizio, ho provato a chiedere ad almeno un centinaio di amici cosa hanno fatto a capodanno, e tutti quanti mi hanno parlato della notte di San Silvestro; nessuno mi ha descritto ciò che ha fatto il 1° gennaio, per cui immagino che sia uso e costume consolidato di pensare al Capodanno come alla notte del 31 dicembre.


Che interpretazione potete dare al Capodanno per evitare equivoci? Grazie

.

.

RISPOSTA:


Gentile Lettore,


l’argomento che Lei ci pone ricorda molto da vicino la questione se il nuovo millennio iniziasse con l’anno 2000 o con l’anno 2001. In effetti, il “Capo” dell’anno dovrebbe essere il primo giorno del nuovo anno e quindi, il 31 dicembre dovrebbe chiamarsi “Codadanno”.


Purtroppo nessuno usa festeggiare il “Codadanno” e s’innesca la confusione.


Personalmente, dopo i bagordi e le ore piccole della notte di San Silvestro, non me la sentirei di andare al ristorante al mezzodì del 1° di gennaio eppure, se i ristoranti sono aperti anche in quella data, un motivo ci sarà. Sia più chiaro la prossima volta e specifichi l’ora, ma non dicendo 12 AM o 12PM come gli anglosassoni, dica pure mezzogiorno o mezzanotte. Io l’ho fatto e sono andato da solo a cena a mezzanotte del 1° gennaio.

.


Frank Oats - DITTATORE DELL’ACC (SETTEMBRE 2012)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

A PORTA PALAZZO, CREATA PER CASO, UNA NUOVA SCIENZA: L’ORNITTIOLOGIA

L’INTUIZIONE A SEGUITO DELLA CHIUSURA DEI DEPOSITI DEL MERCATO ITTICO DOPO UN CONTROLLO DELL’ASL


Pare che, dall'accoppiamento tra i pesci morti e i piccioni vivi, si siano originate nuove forme di vita

Gli ispettori dell’ASL, inviati al mercato del pesce di Porta Palazzo per i consueti controlli sul rispetto dell’igiene, avrebbero trovato sui banchi strane uova, apparentemente di pesce. Un campione di queste uova è stato prelevato e portato nell’acquario- incubatrice del laboratorio di Pescopennataro (IS). Una volta schiuse, hanno liberato animali con la testa di storione, ma branchie così sviluppate da sembrare ali di Columba livia domestica, cioè di comune colombo. Con tali pseudo ali, di tanto in tanto e se ne hanno voglia, questi animali possono spiccare il volo. In pratica si tratta di pesci volanti, ma solo se volenti. Se nolenti invece restano nell’acqua. Gli ittiologi li hanno definiti storiombi, subito smentiti dagli ornitologi, secondo i quali si tratterebbe di colomboni.

Un’altra curiosità degna di studio è il fatto che alcuni pesci all’interno del mercato, simili per dimensione, forma e colore alle orate, presentino uno strano piumaggio al posto delle squame. Anche a questa nuova specie è stato dato un nome: ornitorata.

Inoltre i piccioni che, contro ogni norma igienica, zampettavano tra le cassette del pesce fresco, presentavano aspetti anomali. Alcuni parevano respirare a fatica e, con cadenza regolare, andavano a tuffarsi nelle vasche delle anguille vive, dove stavano a lungo immersi nell’acqua, come a riprendere fiato. Naturalmente le anguille, che hanno un forte senso della comunità e della difesa del territorio da incursioni extra specie,si sono subito raggruppate sul lato nord della vasca, annodandosi tra loro in atteggiamento ostile, formando quella che i pescatori di Comacchio chiamano una Ligà d’anguile. Ma altre stranezze zoologiche si sono verificate fuori dai locali del mercato ittico di Torino.

È notizia dell’ultima ora che, nei pressi di Vengo Ligure, una famiglia di turisti inglesi (la signora e il signor Hitchcock e i loro tre bambini) siano stati aggrediti - mentre erano sul pedalò e mangiavano tranquilli un panino - da strani uccelli, simili in tutto e per tutto ai comuni piccioni.

Questi uccelli, dopo aver trafugato i panini, si sono posati sull’acqua, come fanno le anatre e i gabbiani, però tubando come tortore.

Gli Hitchcock sostengono di averne contati tredici, uno dei quali emanava una sorta di alone fosforescente (forse un effetto radioattivo?) e camminava sulla superficie dell’acqua.

Da tempo si sono insediati sulle rive del Po e della Dora i gabbiani di fiume, ma mai si erano avute segnalazioni di piccioni di mare al largo delle coste.

L’ultima segnalazione viene dalla Sicilia, dove ormai i tonni rossi del Mediterraneo scarseggiano e la pesca è stata vietata. Alcuni pescatori di frodo avrebbero avvistato dei tonni, dotati di una specie di grosso becco giallo.

Sui tonni becco giallo, e sulle altre strane creature, gli ittiologi e gli ornitologi litigano in continuazione, con insulti anche pesanti. Un ornitologo ha addirittura sporto denuncia per essere stato chiamato “ornitorinco” da un ittiologo.

Si sa che c’è una sorta di competizione tra queste due categorie di scienziati, fin da quando non riuscivano a mettersi d’accordo su quale delle due dovesse studiare la passera, considerata dagli uni un pesce (Scophthalmus rhombus) e dagli altri un volatile (Prunella modularis, detta anche Passera Scopaiola).

Guariniello sta studiando il modo di riappacificarli, affinché possano contribuire alle indagini con spirito collaborativo. Ha già annunciato la creazione, presso l’Istituto di Zoologia dell’Università di Torino, del Dipartimento di Ornittiologia Comparata. Per mancanza di aule e laboratori, il Dipartimento sarà provvisoriamente ospitato in alcuni locali privati di via Cristoforo Palombo.

A Pasqua si festeggerà con il caviale di storiombo, e per dessert si mangerà la colomba salmonata? Al di là di queste battute divertenti, in molti si chiedono dove ci porteranno questi incroci così inquietanti.



Stephanie Hop-Là (SETTEMBRE 2012)





AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

Il VERO e il FALSO della SALUTE


Cinque luoghi comuni sottoposti al giudizio degli esimi inesperti dell’Accademia dei Cinque Cereali

A cura di Stephanie Hop-Là


.

UNO SPICCHIO D’AGLIO A DIGIUNO TIENE LONTANI I VIRUS

FALSO. È uno di quei consigli della nonna (o di altri parenti ugualmente ignoranti) da sfatare. Secondo una recente ricerca del chimico iraniano Amir Alì Tosi (conosciuto come il dottor Solitario negli ambienti accademici di Teheran) l’aglio tiene lontano tutti tranne i virus.

.

CERTI YOGURTH FANNO ABBASSARE IL COLESTEROLO E SGONFIARE LA PANCIA

PARZIALMENTE VERO. Non è ancora provato l’effetto sul colesterolo, ma di sicuro Raffaella Carrà e Alessia Marcuzzi hanno sgonfiato parecchio.

.

DIRE CIAO A TUTTI QUELLI CHE PASSANO È SALUTARE

VERO. Lo afferma il vocabolario.

.

L’ACQUA MINERALE FA PULITI DENTRO E BELLI FUORI

FALSO. L’acqua, se usata con il sapone, fa puliti fuori, mentre dentro si resta i soliti scarafoni. Basta una radiografia per rendersene conto.

.

IL VIAGRA PROVOCA MAL DI TESTA

VERO. Per l’uomo. Il mal di testa della donna ha cause tuttora sconosciute.

.

.

Stefania Marello (SETTEMBRE 2012)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

FONDI NERI E CONTI IN ROSSO




Gent.mi tutti,

sono Gianni, impiegato presso una piccola falegnameria artigianale di Rivarolo e vorrei porvi un quesito.

Lo scorso luglio l'Agenzia delle Entrate ha fatto un controllo al mio datore di lavoro: con villetta di proprietà, appartamento a Loano e BMW serie 7, risultava dalle loro tabelle che il suo reddito deve essere di 68.000 Euro; avendone dichiarati 64.000 è stato sanzionato per la presunta evasione di 4.000 Euro.

Io sono impiegato con stipendio di 1.200 Euro al mese, con appartamento di proprietà, Ford Focus e tessera al Circolo del Tennis. Se dalle tabelle dell'Agenzia risultasse che per potermi permettere questi lussi dovrei avere uno stipendio ad esempio di 1.700 Euro, come posso fare per avere i 500 mensili extra che mi spetterebbero per rientrare nei parametri?

Colgo l’occasione per questa rivelazione, non vorrei sembrare una spia del fisco ma al mio vicino di casa, pensionato con una villa a 2 piani e campo da bocce, secondo me l'INPS paga una parte di pensione in nero...


.


RISPOSTA:

Caro Gianni,

permettimi di rispondere al tuo quesito con un esempio tratto dalla fisica: se tu infili un imbuto nel collo di una bottiglia, potrai versarvi dentro del liquido e questo liquido andrà sempre giù, verso il basso, finendo dentro la bottiglia. Mai, dico, mai il liquido tornerà su, verso di te. Giusto?

Chiarito questo, metti che la bottiglia abbia un’etichetta che dice: Agenzia delle Entrate. Essa funziona esattamente allo stesso modo, solo che in questo caso, la parola liquido non devi intenderla nel suo primo significato (in senso fisico: materia allo stato liquido), ma nell’altro (in senso figurato: denaro contante).

Qualunque sia il tuo QI, carissimo Gianni, avrai capito da questo esempio che l’imbuto funziona sempre in un verso – e lo ribadisco: dall’imbuto alla bottiglia e mai viceversa – per entrambi i tipi di liquido.

Ti do perciò un consiglio: anche se pensi di avere diritto ad un qualsivoglia rimborso, STAI LONTANO DAL BORDO DI QUELL’IMBUTO!

Sul discorso INPS ci siamo informati e abbiamo saputo, da fonti accreditate, che ben presto l'ente pagherà TUTTE le pensioni in nero, ma non nel nero che pensi tu, ma in nero-fumo. anzi, più fumo che nero.

Le tue domande denotano comunque un grande senso dell’umorismo e questo, unito al fatto che tu sei un impiegato con 1200 euro al mese (una specie in via di estinzione, che sta pagando, con le trattenute dallo stipendio, i servizi pubblici ancora funzionanti) merita tutta la nostra stima e riconoscenza.

Con i migliori saluti e auguri dall’Accademia dei Cinque Cereali.


.

M&M – Marchiori & Marello (SETTEMBRE 2012)




AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

NON CORRERE... MANGIA!


PER LA SERIE: NON PERDIAMO L’ABITUDINE ALLA LETTURA - IL RACCONTO DEL MESE

Cresciuta (per la verità, non molto) sotto l’ombrello delle attenzioni e delle ansie di sua madre, Margherita non era solo una bambina di salute cagionevole, era una demo vivente dell’enciclopedia medica, a partire dalla A di Acetone, Adenoidi, Allergia, passando attraverso Bronchite, Faringite e Raffreddore, fino alla T di Tonsillite.

Più malata del solito a Natale e Pasqua, eterna assente alle cerimonie di famiglia, era invece una presenza costante nell’agenda delle visite del medico.

Sua madre viveva in perenne stato d’ansia che si ammalasse e, tra le sue innumerevoli raccomandazioni (copriti le orecchie, asciugati bene i capelli, non stare al sole, bevi piano che è fredda eccetera) due prevalevano di gran lunga su tutte.

La prima era: Non correre che sudi.

Ora, il corpo umano è fatto così: se si corre, si suda. Inevitabile. E sudare è una funzione fisiologica di tutto rispetto. I bambini poi, prima di diventare persone sedentarie e soprappeso come tutti, transitano attraverso una fase frenetica, per gli adulti incomprensibile. Non amano le passeggiate tranquille, le soste, i riposini del pomeriggio. Per loro la vita è tanto più divertente ed eccitante quanto più è veloce.

Eppure ogni volta che Margherita rientrava in casa sudata, sua madre veniva colta da crisi di panico.

Il rito di scongiuro di una temuta polmonite fulminante era sempre uguale: cambio abiti, asciugatura dei capelli, obbligo a stare ferma, seduta su una sedia a meditare sulla disobbedienza alla Regola Numero Uno. Una noia mortale per una bambina, tenendo conto del fatto che non avevano ancora la TV.

La Regola Numero Due, altrettanto chiara e ben motivata, non era un divieto, ma un obbligo: Mangia, che diventi grande.

Chi conosce Margherita potrebbe pensare che sia vero. Ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze: Margherita è rimasta bassa, non perché mangiava poco, ma per ragioni genetiche. Se uno discende dall’albero genealogico della Banda Bassotti poco importa quanto mangerà. Al massimo, invece di essere piccolo e esile, sarà piccolo e rotondo.

Suo padre, uomo concreto e razionale, che si era fatto quattro anni di servizio mi- litare durante la guerra, offriva una versione più scientifica e ardita della raccomandazione Numero Due:

- Se mangi - tuonava con piglio da caporale - combatti le malattie.

Lei immaginava il cibo trasformarsi in sentinelle armate fino ai denti, schierate contro i microbi e i germi cattivi, che cercavano di entrare nel suo corpo.

Ciò nonostante andava a sedersi a tavola con svogliata lentezza, e non perché fosse proibito correre dalla Regola numero Uno, ma per il presentimento di ciò che l’ attendeva disobbedendo alla Numero Due. Perché il suo era un caso disperato di inappetenza grave e persistente.

Quando i commensali si auguravano buon appetito, Margherita si chiedeva tra sé di che cosa stessero parlando. Appetito? Per dirla come Don Abbondio: chi era costui?

Se davvero esistono nel sistema nervoso cellule preposte a trasmettere la sensazione di fame, le sue dovevano essere poche, inefficienti e inclini allo sciopero come quelle di Pannella. Ma i grandi digiuni politici erano ancora lontani e nessuno aveva rispetto di questa sua vocazione.

L’odore proveniente dalla cucina non le piaceva quasi mai. I sapori erano anche peggio. Ancora oggi Margherita ricorda con orrore il piatto ornato di fiorellini rosa che facevano ghirlanda ad un’orrenda cotoletta grigiastra, tagliata da sua madre a piccoli pezzi.

E ricorda perfettamente come ad ogni boccone di carne, per non sentirne il sapore putrescente, inseriva in bocca un pezzo di pane e iniziava a masticare. Chissà per quale fenomeno fisico, chimico, osmotico nella sua bocca si separava sempre il pane dalla carne, l’uno scendeva disciplinatamente nello stomaco e l’altra continuava a vagare in bocca, assumendo ben presto la consistenza del polistirolo.

Sua madre invocava i santi del paradiso per vedere almeno una volta il piatto vuoto.

Suo padre si indignava dicendo: - Avresti bisogno di un po’ di naia!

Ignara di che cosa fosse la naia, Margherita immaginava una cella spoglia, in cui le veniva portato un tozzo di pane e un bicchier d’acqua una volta al giorno. Ma che punizione era? Pane e acqua e un solo pasto al giorno: una pacchia!

A quel punto, tra le lacrime di frustrazione per sentirsi causa del malumore della famiglia, diceva con rabbia che sarebbe andata anche subito a naia, se solo avesse saputo dov’era! A suo padre scappava allora un sorriso e suo fratello subito cantilenava:

‘Tu-non-puoi-fa-re-la-naia per-ché-tu-seiu-na-femmina’.

Oh come li odiava tutti quanti in quei momenti! Avrebbe voluto essere grande solo per poter buttare il cibo nel water e per picchiare suo fratello!

Ma tutto passa nella vita e, bene o male, oggi Margherita è adulta. Non è più sana né più malata di tanti altri, forse un filo più stordita, ma per cause, diciamo, naturali.

I suoi figli corrono (e sudano) a loro piacimento, tra le proteste degli inquilini del piano di sotto e il furioso abbaiare del cane. Mangiano se hanno fame, bevono se hanno sete. Ogni tanto si ammalano e guariscono come tutti gli altri bambini.

E anche lei corre, finalmente.

Mangia sempre poco, detesta ancora la carne, ma corre sempre. Corre per raggiungere l’auto parcheggiata lontano, per non perdere l’autobus, per arrivare in tempo alla riunione dei genitori. Corre al supermercato, spingendo un enorme carrello alto pochi centimetri meno di lei, giusto da permetterle di vedere dove sta andando.

Corre persino nei lunghi corridoi dell’azienda dove lavora. Le hanno riferito che qualche collega l’ha soprannominata Forrest Gump. E che il capo si lamenta perché, al suo passare, svolazzano i fogli sulla scrivania.

Pazienza – dice Margherita - Gli regalerò qualche sasso da utilizzare come ferma- carte.


Stefania Marello (SETTEMBRE 2012)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

CULTUS DE SAC

Gent.ma Accademia,

sono Giusto da San Giusto e la scorsa settimana mi sono recato alla Locanda del Giorgione a Vallo di Caluso, con Teodoro da San Teodoro, un amico giunto qui dalla isolata, isolare e assolata Sardegna. Nella locanda ho notato il cartello (del quale allego la foto) indicante la toilette con la curiosa scritta "CULTUS".

In un primo tempo credevo si trattasse di una scritta in antica lingua sarda, ma il mio amico Teodoro ha assicurato che non è così. Potete per favore dirmi il collegamento tra il cultus e la toilette? Al ritorno ho mancato una precedenza all'incrocio e un automobilista mi ha detto: "Vaffancultus", cosa significa?

Con i giusti saluti


Giusto da San Giusto

.


.


RISPOSTA:

Caro Giusto, come sicuramente saprai Cultus è una parola latina, traducibile in italiano con Culto. Tutti noi usiamo questa parola per indicare venerazione per qualcosa (culto del cibo, culto del bello ecc.) oppure intendiamo l’insieme dei riti di una religione.

Ma tu ti chiedi, giustamente, perché in quella locanda la parola è stata associata alla toilette.

Ed è qui che intervengono i linguisti dell’Accademia.

Esistono due spiegazioni. La prima è anche la più semplice.

Cultus potrebbe essere la contrazione di cul tuus (tuus = tuo, in latino), dall’ovvio significato di parte del tuo corpo che, in un locale pubblico, scopri soltanto quando vai in bagno.

La seconda spiegazione è decisamente più ardita ed elaborata.

La parola cultus, associata alla toilette dei luoghi pubblici, potrebbe derivare, pensa un po’, da cul-de-sac, espressione tardo francese che significa strada senza uscita. Alcuni dialetti provenzali hanno storpiato la parola in cul-tu-sacc, da cui è derivata successivamente la forma contratta cul-tus.

Se ci pensi bene, i servizi dei locali pubblici sono situati quasi sempre in fondo ad un corridoio o nell’angolo estremo del locale o ancora in fondo ad un cortile. Prova a farci caso: quando entri non c’è uscita, se non da una stretta finestrella, troppo piccola per far passare chiunque.

Una volta espletate le tue funzioni, se vuoi uscire devi riaprire la porta da cui sei entrato, ma di solito c’è poco spazio: ti tiri la porta in faccia e devi fare acrobazie, tra il water o la turca, la porta e il muro. Un vero incubo, un vero cul-de-sac, che ti fa dire, a volte, vaffancul-de-sac.

Un’altra imbarazzante situazione è quando la serratura, che hai voluto chiudere a doppia mandata per motivi di privacy, si blocca e tu cominci a innervosirti, a picchiare contro la porta, gridando: “Aiuto!” e poi “Vaffancul-de-sac!” a cui aggiungi magari “Sac-de-m..d.!” e avanti così, per dare più enfasi, finché qualcuno non ti sente, chiama il gestore, che ti spiega come girare la chiave.

Alla fine esci, ma ci fai sempre una figure-de-emme, per dirla con un’altra curiosa espressione tardo-provenzale.

Potrebbero esserci altri significati, ma qui lasciamo alla fantasia dei lettori e alle loro esperienze di viaggio, poiché, come dice il motto latino, “Quo vadis, cultus qui trovis”, cioè dovunque tu vada trovi cultura.


Stephanie Hop-là – Paul Rice e gli esperti dell’ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI (OTTOBRE 2012)

.

.

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

Disclaimer. Questo blog non è da considerarsi una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. Alcuni testi o immagini inserite in questo blog potrebbero essere estrapolati da internet e, pertanto, se non considerate di pubblico dominio, perlomeno accessibili a chiunque. Qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, siete pregati di comunicarcelo senza esitazioni all’indirizzo e-mail: info @ lastampella.it e saranno immediatamente rimossi.
Gli scritti che contengono riferimenti a persone realmente esistenti hanno il solo scopo (si spera) di far sorridere e sono frutto del vaneggiare degli autori. Se tuttavia qualcuno non gradisse un articolo o una sua parte può chiederne la rimozione all’indirizzo di cui sopra, motivando l’istanza.
Non siamo responsabili dei siti collegati tramite link, né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.
| Copyright © 2016 La Stampella | contatti | newsletter | privacy policy | sitemap |