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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO VI d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

PONGOLITICA


pon-go-lì-ti-ca


SIGNIFICATO: Politica del Pongo


 ETIMOLOGIA: parola composta da Pongo, marchio registrato di materiale plasmabile e colorato, simile alla plastilina, usato dai bambini per modellare, e da politica (sottinteso arte o tecnica) dal greco antico politikḗ 'che attiene alla polis', cioé l'arte del governare uno Stato.


Come si arrivi da un popolare gioco infantile alla nobile arte del governare è presto detto. Chiunque abbia giocato da bambino con il Pongo, o abbia figli e nipotini che manipolano questo materiale, ne conosce le caratteristiche.


Il Pongo viene prodotto in svariati colori dall'aspetto intenso e brillante. Dopo un certo tempo di utilizzo, tempo che dipende dalle capacità creative, ma anche (e soprattutto) dal potenziale distruttivo di ogni bambino, i colori vengono mescolati fra loro e riutilizzati più volte, finché ne resta una massa informe, praticamente inutilizzabile, di un colore indefinito tra il grigio canna di fucile e il marrone cacca di cane.


Nelle moderne democrazie, là dove si parla di governi di larghe intese o di grande coalizione, accade qualcosa di molto simile: ogni elettore propone, tramite il voto, il suo colore preferito, ed è un colore deciso, brillante e ben definito come quelli del Pongo ancora confezionato.


Terminato lo spoglio delle schede, al momento di comporre un governo, i politici esercitano la loro creatività, esattamente come i bimbi impegnati nel gioco del modellare: tutti vogliono dare forma al proprio colore. Così, dopo una serie di rimpasti, mescolamenti, stiracchiamenti per mancanza di materiale, palleggi e successive manipolazioni, dopo aver aggiunto qui un po' di nero, là un po' di rosso, può succedere che il nuovo governo abbia un inqualificabile colorino marrone e si riveli quindi inutile al suo scopo: risolvere i problemi del paese.


Questa è una parola recente: si attribuisce ad una maestra elementare l'idea di servirsi della similitudine tra i giochi politici e il gioco del Pongo, nel tentativo di spiegare ai bambini, con un esempio famigliare, le complicate questioni governative.


I bambini, si sa, raccontano in famiglia ciò che apprendono a scuola, e la parola Pongopolitica (successivamente contratta nella forma attuale, Pongolitica) si diffuse rapidamente attraverso i media.


Riassumendo, la Pongolitica sarebbe l'arte di creare un governo pressoché inutile, di colore indefinito e privo di una chiara connotazione politica.

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Stefania Marello (1° APRILE 2018)

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Con l'invenzione di questa parola la nostra Stefania Marello ha vinto il prestigioso e goliardico concorso "Una Burla al Giorno 2018", organizzato ogni anno a partire dal 2015, in occasione del primo aprile, dal prestigioso sito www.unaparolaalgiorno.it.


L'obiettivo del concorso è inventare una parola inesistente, per poi spiegarla e commentarla come farebbero i migliori vocabolari.





LA STAMPELLA PRESENTA


La (il?) transgender Susan Cuthbert, di 51 anni, ha scoperto il suo fidanzato con il suo ex amante, nello Yorkshire. Li ha accoltellati entrambi, in un raptus di gelosia alimentato da alcol e droga. La gelosia non ha limiti e confini, come diceva Lucio.

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I medici di Duhok, in Iraq, hanno pubblicato uno studio che descrive un caso di trifallia: è nato un bimbo con tre pirilli, e sembra il primo caso al mondo. I casi di difallia (2) registrati sono circa 100, pari a uno ogni sei milioni di umani. Al piccolo sono stati eliminati due dei tre pirilli. Purtroppo, nessuno gli ha chiesto il suo parere.

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L’Antitrust ha sanzionato per cinque milioni di €uro “Autostrade per l’Italia” per pratica commerciale scorretta, per non aver gestito adeguatamente i pedaggi. Perciò la relativa multa sarà pagata dagli utenti tramite un congruo incremento delle tariffe.

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Papa Francesco ha detto: “Gesù disse una volta: nel mondo ci sono due Signori, Dio e il denaro, chi serve il denaro è contro Dio”. Il Vaticano è proprio senza soldi?

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Nacho Vidal, porno attore spagnolo 47enne, è stato accusato di omicidio colposo. Avrebbe fatto inalare vapori velenosi, estratti da un rospo psichedelico, a Jose Luis Abad, fotografo di moda, provocandone la morte. Costui si sarebbe sottoposto a un rituale sciamanico per liberarsi dalla dipendenza alla cocaina. Il truffatore e il fesso.

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Le grandi domande: perché alle candidate a comparire in televisione non fanno pronunciare il vocabolo meteorologia, e cacciano a pedate chi dice meteREOlogia?

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Suntant Kathiw

LA MOSCA COCCHIERA IN PILLOLE


La banana è uno dei frutti più condannati nelle diete, perché ritenuta ipercalorica. Invece, come dice la nutrizionista Analía Moreiro, è un frutto completo che fornisce vitamine, magnesio e potassio, regola l’intestino, e migliora il sistema immunitario. Il team di dietisti e nutrizionisti della High Performance Nutrition Australia fornisce consigli su come e quando mangiarla. Verde e acerba è una fonte di probiotici, ma ci fa sentire appesantiti per la percentuale di amido. Gialla ha alto indice glicemico e risulta più digeribile. Macchiata è ricca di zuccheri, facilmente digeribile. Quando diventa marrone scuro è l’ideale per essere utilizzata per confezionare torte e dolci. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Ma questi fessi non hanno niente di meglio da ricercare?”.

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Quali sono le sostanze che danno dipendenza, quindi più pericolose? Un team di psichiatri, chimici e farmacologi del Royal College of Psychiatrists del Regno Unito le ha classificate in base a tre fattori: i danni fisici che causano, quanta dipendenza creano, e quali siano i costi sostenuti dalla sanità. Hanno pubblicato i risultati sulla rivista medica The Lancet. I ricercatori hanno studiato i tre fattori che determinano dipendenza: piacere e dipendenza psicologica, desiderio quando la droga è sospesa, dipendenza se è sospesa. La classifica: eroina, cocaina, nicotina, barbiturici, e alcol. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Non assumo eroina, cocaina e barbiturici, e non fumo più. Ma, cari i miei ricercatori, tenete ben lontane le ricerche dai miei vini, per cortesia”.

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Scoperto in Cina un vino di oltre tremila anni fa. Un gruppo di archeologi cinesi lo ha rinvenuto in una tomba risalente alla dinastia Zhou, al potere dal 1046 al 256 avanti Cristo. Le ampolle in bronzo col vino sono state scoperte in un’antica tomba nella città di Yuncheng. E Li Jingpu, membro del gruppo di ricerca della University of Chinese Academy of Sciences, spiega che gli archeologi hanno trovato composti organici volatili, e vari acidi organici, correlati alla fermentazione vinicola, che poi hanno confermato fossero tracce di vino di frutta. È la prima scoperta in Cina di un vino risalente al periodo antecedente alla dinastia Qin, al potere dal 221 a.C. Scavi nel sito funebre di Beibai’e, che copre circa 1.200 metri quadrati, hanno recuperato oltre 500 manufatti composti da materiali tra i quali rame, giada, pietra, lacca e oro. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Un collega sostiene che avesse un retrogusto marsalato”.

IL PROFESSOR MIGLIO E I SUOI


SPECIALE 3x2

Il premio pane e volpe va a

Anonimo ladro a Modena.

Con la seguente motivazione:

Rapinato un negozio di sigarette elettroniche, è fuggito su un monopattino elettrico.

Fermato, verrà carcerato, o se la caverà con una multa con pagamento elettronico?

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Il premio pane e volpe va a

Due coniugi britannici del Kent.

Con la seguente motivazione:

Hanno percorso 210 chilometri a bordo di una Porsche Taycan elettrica, ritirata dal concessionario con le batterie poco cariche. Hanno trovato solo stazioni di ricarica fuori servizio o con poca autonomia, impiegando quasi otto ore. Tragitto da 2 ore e mezza con un’auto normale.

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Il premio pane e volpe va a

Una coppia di vigili urbani di Roma.

Con la seguente motivazione:

Hanno fatto sesso sull’auto di servizio, ma le effusioni sono state registrate.

Pare che abbiano lasciato accesa la radio, ma in tal caso sarebbero anche fessi.

A meno che non sia stata una congiura di colleghi già a conoscenza della tresca.

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Il premio “ma ci faccia il piacere” va a

Il Comune di Torino.

Con la seguente motivazione:

Una signora ha portato a spasso il cane al quartiere Crocetta, ma senza i documenti: i documenti del cane. È stata multata per violazione dell’articolo 28 del regolamento comunale numero 320, per la tutela e il benessere degli animali in città.

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Il premio “ma ci faccia il piacere” va a

Sunak Rishi, Cancelliere dello Scacchiere nel secondo governo di Boris Johnson.

Con la seguente motivazione:

Fa la guerra ai giganti della tecnologia come Facebook e Google per assicurarsi che paghino un’aliquota fiscale equa e non abusino della loro posizione sul mercato per schiacciare i rivali. Ecco un romanticone che si riempie la bocca di inutile retorica.

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Il premio “ma ci faccia il piacere” va a

Bruel Benoit, pizzaiolo di Déliss Pizza, di Lione, Francia.

Con la seguente motivazione:

Ha inventato una pizza ai 254 formaggi, certificata dal Guinness World Record.

LE PERLE DEI PIRLA


Se Mameli avesse visto l'Italia oggi, invece che il poeta compositore di inni, avrebbe fatto il ciabattino o il falegname.

Al Damerini

Con i piatti bianchi le coppie durano di più: piatti chiari, convivenza lunga.

Chaltron Teston

A ora di pranzo ho fatto due passi in città e alla prima grigliata abusiva ho detto: o mi invitate o chiamo i carabinieri. Che mangiata ho fatto!

Martin Scortese

Devo organizzare una festa abusiva, sapete che orari fanno le forze dell'ordine?

Gary Buja
Fare l'oppositore a Putin è un mestiere più usurante di quello dell'asfaltatore autostradale.

Paul Rice

Ho portato a riparare l'auto e in officina ascoltavano gli Iron Maiden. I classici metal meccanici.

Freddy Marchiori

L'unica certezza è che fanno più malati le udienze in tribunale che il Covid.

Tony Luganega

Una vigilessa mi ha fischiato. Caso di car calling?

Bepi Ciopadepan

Il Signor Giancarlo compra solo su Amazon?

Pierino di Montanaro

Siccome il virus si propaga nell'aria, non converrebbe distanziarsi di un metro cubo?

Paul Rice

Ormai per non passare per molestatore, se ti piace una persona, le devi chiedere direttamente e senza giri di parole se vuole bombare. Si o no?

Martin Scortese

Solo un cretino fischierebbe al gatto. Il gatto di si chiama con: tsk tsk tsk!

Paul Rice

Sapete dove vendono le famose "Biglie quadre"?

Gary Buja
A giudicare dagli effetti avversi dei vaccini, saranno certamente sicuri, ma sospetto che portino sfiga.

Chaltron Teston

Se siete grati a qualcuno, dategli dei soldi, altrimenti diventa gratis.

Freddy Marchiori

Mia moglie mi chiama Astra Zeneca: i miei casi di "trombo" sono estremamente rari.

Pierino di Montanaro

Il cane mi ha addentato per la seconda volta, ma si vedeva che era dispiaciuto. Il tipico caso di rimorso.

Bepi Ciopadepan

SENZA PRE-TESE


Fate la preadesione sul sito della Regione, per prenotare la prechiamata al vaccino previsto contro il Covid.


Visto l'andazzo, vi preavviseranno presto o vi sarà preclusa la prenotazione? È prematura ogni previsione.


Lui, il Figliuolo prodigo prediletto della Nazione, predica bene, ma pratica come può: dai precedenti episodi di pressapochismo, si prevede che la prechiamata non sarà precoce.



Date le premesse, si preannuncia per qualcuno una presa per i fondelli, anche se non v'è premeditazione: c'è chi prega e chi prevarica la fila, con presupposti pretestuosi.


È preferibile non prefissarsi una data, non preoccuparsi, e neppure prestare attenzione a presentimenti e presagi. Conviene vivere, premuniti di mascherine e con le precedenti precauzioni.

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Dottoressa Stephanie Hop-là - ACC


RIFORMA DELLA RIFORMA FORNERO: TUTTI IN PENSIONE A 55 ANNI



INVECE DI TOGLIERE AI POLITICI LE PENSIONI OTTENUTE FACILMENTE, SI CONCEDERANNO A TUTTI I LAVORATORI


Si tratta di un’iniziativa rivoluzionaria e unica nel suo genere. Per la prima volta i privilegi non saranno tolti a chi li ha, ma dati a chi non li ha, raggiungendo così, con soddisfazione di tutti, la tanto ambita parità di trattamento.


Del resto la discussa Legge 214/2011 (detta anche Legge Fornero, oppure, dai fanatici delle leggi in latino, Ius Labora Ora et Semper) non piace a nessuno, forse neppure ai politici che l’hanno a suo tempo approvata.


Qualcuno si domanderà perché non sia stata ancora abrogata, se tutti la riconoscono come riforma assurda e iniqua.


Sembra la vecchia barzelletta del carabiniere costretto ogni giorno a pranzare con un panino al salame e, alla fine, si scopre che il sandwich se lo preparava da solo.


Soltanto una riforma alla riforma Fornero (in pratica una controriforma) potrà mettere fine alle discussioni in merito.


Si tratta di una proposta che equipara i requisiti di pensionamento di ogni categoria di lavoratori a quelli dei politici.


Se dovesse passare questo mirabolante disegno di legge anche un operaio potrebbe andare in pensione con quattro anni e mezzo di contributi INPS e a soli 55 anni di età.


Qualcuno ha proposto di chiamarla Legge Forbianco, per evidenziare il suo valore contrario e migliorativo dell'originale Legge Fornero, ma è stato subito tacciato di razzismo.


Dato l’elevato numero di lavoratori coinvolti, più che di casta, si parlerebbe di catasta.

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Freddy Marchiori assisted by La Nonna in pensione – ACC (LUGLIO 2017)



Anche i 55enni avranno diritto alla PENSIONE COMPLETA

L'ANGOLO DELLA (S)CULTURA



A cura di Manfredi Maria Miglio Marello

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LA NONNA STORTA

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C'era una nonna storta

con la memoria corta.

Se aveva la luna storta

sbatteva forte la porta.

Ma la nonnina storta,

un po' pallida e smorta,

nei suoi pensieri assorta

era anche molto accorta:

di mele aveva una scorta,

di farina e uova una sporta,

e da una ricetta contorta

ti sapeva fare una torta

da resuscitare una morta.

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Nonna Abeffarda

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SU CASU MARZU


Quarant’anni fa sono stato un’unica volta in Sardegna, ospite dell’amico Salvatore, a Teulada.


Raggiunta Genova con la mia moto Laverda 500 rossa bicilindrica, mi sono imbarcato sul traghetto: io ho dormito in cuccetta (già allora ero un signore), la moto legata alla paratia nella stiva.


Sbarcato la mattina presto, mi sono avventurato sulla “Carlo Felice” (SS131), la strada che taglia verticalmente la Sardegna da Porto Torres a Cagliari. Per fortuna avevo il pieno, visto che allora non esisteva alcun distributore lungo tutto il percorso. Anche il traffico era inesistente, e per pura fortuna siete ancora qui a godere delle mie facezie, visto che le mie ossa non stanno sbiancando al sole impietoso del deserto della Sardegna. E la mia moto non è là, ridotta ad un rottame arrugginito.


L’ultimo tratto tra Cagliari e Teulada è quasi tutto costa, vista mare.


Ho trascorso giorni tranquilli, con gite al mare e all’interno, ma soprattutto con grandi mangiate.


Efisio andava ad accogliere le barche al rientro dalla pesca notturna, e sceglieva il pesce che poi Angela cucinava con arte sopraffina.


Ricordo anche il porceddu, il tipico maialino sardo che, chissà perché, là sembra “più” speciale.


Ma soprattutto ho il ricordo del cannonau, un vino dal colore tra il rosso e il rosè, da più di 13 gradi, che veniva tenuto in frigo. Io, abituato ai vini piemontesi, all’inizio ho fatto il “sofista”, ma poi l’ho trangugiato di gusto, col risultato di schiantarmi nel letto dopo pranzo, reso inabile a qualsiasi cosa.


Il ricordo più strano è il “casu marzu” (tradotto: formaggio marcio), che si comprava dai contadini. Googlando, si scopre che si chiama anche casu frazigu. È un formaggio caprino, che deve la sua morbidezza alla colonizzazione da parte delle larve di mosca casearia, a causa delle quali è stato inserito nel libro del Guinness dei Primati 2009 come formaggio più pericoloso del mondo. Ho visto i vermicini bianchi scorrazzare sulla tovaglia, lunghi 6-7 millimetri, dal diametro meno di uno, poi li ho visti unire le due estremità in basso, formare una specie di cerchio, e scattare più in là di qualche centimetro. Superate perplessità e imbarazzo, l’ho assaggiato: un delizioso peccato di gola!


In commercio non esiste, è vietatissimo. Forse si trova nelle lande sperdute delle campagne sarde, e lo si puo ottenere solo dopo controlli guardinghi, conoscenze di amici di amici, e scambio di parole d’ordine elaborate. Inutile traslocarlo in “continente”: dopo pochi giorni a Torino diventa un pezzo di caprino dalla consistenza di un sasso, complicato da grattugiare con ogni tecnologia conosciuta.


Solo adesso, in terza età, mi rendo conto di aver fatto “qualcosa”, da giovane, e quindi di essere stato parzialmente vivo.


Amico Salvatore, dopo quarant’anni non sono ancora riuscito a ringraziarti adeguatamente.

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Italo Lovrecich






PENSOLOGO - QUESTA SETTIMANA LA TOP FIVE RADDOPPIA


Finto dog sitter spacciava a Porta Palazzo. Smascherato da un finto rider, un pusher concorrente.


Settimo: rimossa la discarica abusiva dalla pista ciclabile. Le buone idee non hanno mai seguito.


Triplicati i pacchi alimentari. Sono aumentati i poveri golosi, o sono aumentati proprio i poveri?


Autisti Amazon costretti a fare pipì nelle bottiglie. Basterebbe ordinare il pappagallo a 8.48euro.


Arrestato boss mafioso arrivato dal Brasile per Pasqua. È mancanza di tatto da parte dello Stato.


Spionaggio alla Russia: trafugati file riservatissimi. Domenica li avrebbe aperti Barbara D’Urso.


Belen ed Antonino si sposeranno prima del parto. Programmata, dopo, la data della separazione.


Yahoo Answers rischia la chiusura. E se volete sapere il motivo chiedeteglielo, ma fate in fretta.


La televisione russa è considerata trash: ha messo in piazza il dolore. Mai vista, quella italiana?


Vende a 660mila dollari un “Super Mario” ritrovato dopo 35 anni. Io ritrovo solo calzini spaiati.


I Nas trovano tracce di Covid sulle obliteratrici dei bus. È istigazione a non pagare il biglietto...

IMBARATTOLATORE


L’azienda dolciaria Pautasso di Bra, nota in tutto il mondo, ma soprattutto conosciuta per la famosa Pautella Pautasso - una crema spalmabile di cioccolato alle nocciole - lancia uno “Small Working”. È un progetto pilota per cento dipendenti, che un giorno alla settimana lavoreranno fuori dalla fabbrica, da un luogo privato, che deve essere “attrezzato e connesso”. È una meravigliosa opportunità.


La Pautasso ritiene che sia un vantaggio per tutti, in termini di costi individuali di spostamento, e di tempo risparmiato, ma in futuro anche di tutela per l’ambiente. Un ulteriore tassello per lo sviluppo del car sharing e della fruizione del trasporto pubblico.


Ma come funziona, questo progetto? È sufficiente avere la possibilità di lavorare da remoto, quindi è necessario avere un telefono, un computer di ultima generazione, una connessione Internet veloce, e un capannone di almeno duemila metri quadrati, rispondente a tutte le recenti norme di sicurezza.


Il lavoro è semplice: ti vengono recapitati sia la Pautella in bidoni, sia tanti barattoli vuoti da riempire con comodo. A tuo agio. Potrai scegliere tu quando e quanto imbarattolare, e quanti parenti o amici coinvolgere nell’attività. Evidentemente, sarà compito tuo provvedere all’automatizzazione di tutto il processo imbarattolativo, se non vorrai passare le giornate a imbarattolare con un cucchiaio.


Potrai anche utilizzare operatori avventizi di sconosciuta e dubbia identità. Ma, nel caso, tieni sempre presente che se “Dio ti vede” ti vedono ancor meglio la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate.


Evviva l’imbarattolatore domestico! Si fa per dire.

Professor Italo Miglio – ACC (APRILE 2017)

LA RISTAMPELLATA: questo articolo è stato scritto tra il 2016 e il 2018 e viene qui riproposto a grande richiesta.

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DUE CAPODANNI SONO MEGLIO DI UNO



Gentilissima Sig.ra Accademia,


sono Pasquale da Settimo T.se, e ho un tarlo che mi perseguita dallo scorso Capodanno. Visto che, passato il Ferragosto, è già tempo di pensare al prossimo Capodanno vi richiedo gentilmente un parere. Lo scorso settembre ho prenotato in un noto ristorante per Capodanno e la sera del 31 dicembre mi sono recato sul posto scoprendo che non avevo il posto, perché secondo me il ristoratore non è a posto: mi ha detto che per lui il Capodanno è il pranzo del primo gennaio.


A parte che di "capodanni" ce ne sarebbero un paio, uno alla fine e uno all'inizio, ho provato a chiedere ad almeno un centinaio di amici cosa hanno fatto a capodanno, e tutti quanti mi hanno parlato della notte di San Silvestro; nessuno mi ha descritto ciò che ha fatto il 1° gennaio, per cui immagino che sia uso e costume consolidato di pensare al Capodanno come alla notte del 31 dicembre.


Che interpretazione potete dare al Capodanno per evitare equivoci? Grazie

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RISPOSTA:


Gentile Lettore,


l’argomento che Lei ci pone ricorda molto da vicino la questione se il nuovo millennio iniziasse con l’anno 2000 o con l’anno 2001. In effetti, il “Capo” dell’anno dovrebbe essere il primo giorno del nuovo anno e quindi, il 31 dicembre dovrebbe chiamarsi “Codadanno”.


Purtroppo nessuno usa festeggiare il “Codadanno” e s’innesca la confusione.


Personalmente, dopo i bagordi e le ore piccole della notte di San Silvestro, non me la sentirei di andare al ristorante al mezzodì del 1° di gennaio eppure, se i ristoranti sono aperti anche in quella data, un motivo ci sarà. Sia più chiaro la prossima volta e specifichi l’ora, ma non dicendo 12 AM o 12PM come gli anglosassoni, dica pure mezzogiorno o mezzanotte. Io l’ho fatto e sono andato da solo a cena a mezzanotte del 1° gennaio.

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Frank Oats - DITTATORE DELL’ACC (SETTEMBRE 2012)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

A PORTA PALAZZO, CREATA PER CASO, UNA NUOVA SCIENZA: L’ORNITTIOLOGIA

L’INTUIZIONE A SEGUITO DELLA CHIUSURA DEI DEPOSITI DEL MERCATO ITTICO DOPO UN CONTROLLO DELL’ASL


Pare che, dall'accoppiamento tra i pesci morti e i piccioni vivi, si siano originate nuove forme di vita

Gli ispettori dell’ASL, inviati al mercato del pesce di Porta Palazzo per i consueti controlli sul rispetto dell’igiene, avrebbero trovato sui banchi strane uova, apparentemente di pesce. Un campione di queste uova è stato prelevato e portato nell’acquario- incubatrice del laboratorio di Pescopennataro (IS). Una volta schiuse, hanno liberato animali con la testa di storione, ma branchie così sviluppate da sembrare ali di Columba livia domestica, cioè di comune colombo. Con tali pseudo ali, di tanto in tanto e se ne hanno voglia, questi animali possono spiccare il volo. In pratica si tratta di pesci volanti, ma solo se volenti. Se nolenti invece restano nell’acqua. Gli ittiologi li hanno definiti storiombi, subito smentiti dagli ornitologi, secondo i quali si tratterebbe di colomboni.

Un’altra curiosità degna di studio è il fatto che alcuni pesci all’interno del mercato, simili per dimensione, forma e colore alle orate, presentino uno strano piumaggio al posto delle squame. Anche a questa nuova specie è stato dato un nome: ornitorata.

Inoltre i piccioni che, contro ogni norma igienica, zampettavano tra le cassette del pesce fresco, presentavano aspetti anomali. Alcuni parevano respirare a fatica e, con cadenza regolare, andavano a tuffarsi nelle vasche delle anguille vive, dove stavano a lungo immersi nell’acqua, come a riprendere fiato. Naturalmente le anguille, che hanno un forte senso della comunità e della difesa del territorio da incursioni extra specie,si sono subito raggruppate sul lato nord della vasca, annodandosi tra loro in atteggiamento ostile, formando quella che i pescatori di Comacchio chiamano una Ligà d’anguile. Ma altre stranezze zoologiche si sono verificate fuori dai locali del mercato ittico di Torino.

È notizia dell’ultima ora che, nei pressi di Vengo Ligure, una famiglia di turisti inglesi (la signora e il signor Hitchcock e i loro tre bambini) siano stati aggrediti - mentre erano sul pedalò e mangiavano tranquilli un panino - da strani uccelli, simili in tutto e per tutto ai comuni piccioni.

Questi uccelli, dopo aver trafugato i panini, si sono posati sull’acqua, come fanno le anatre e i gabbiani, però tubando come tortore.

Gli Hitchcock sostengono di averne contati tredici, uno dei quali emanava una sorta di alone fosforescente (forse un effetto radioattivo?) e camminava sulla superficie dell’acqua.

Da tempo si sono insediati sulle rive del Po e della Dora i gabbiani di fiume, ma mai si erano avute segnalazioni di piccioni di mare al largo delle coste.

L’ultima segnalazione viene dalla Sicilia, dove ormai i tonni rossi del Mediterraneo scarseggiano e la pesca è stata vietata. Alcuni pescatori di frodo avrebbero avvistato dei tonni, dotati di una specie di grosso becco giallo.

Sui tonni becco giallo, e sulle altre strane creature, gli ittiologi e gli ornitologi litigano in continuazione, con insulti anche pesanti. Un ornitologo ha addirittura sporto denuncia per essere stato chiamato “ornitorinco” da un ittiologo.

Si sa che c’è una sorta di competizione tra queste due categorie di scienziati, fin da quando non riuscivano a mettersi d’accordo su quale delle due dovesse studiare la passera, considerata dagli uni un pesce (Scophthalmus rhombus) e dagli altri un volatile (Prunella modularis, detta anche Passera Scopaiola).

Guariniello sta studiando il modo di riappacificarli, affinché possano contribuire alle indagini con spirito collaborativo. Ha già annunciato la creazione, presso l’Istituto di Zoologia dell’Università di Torino, del Dipartimento di Ornittiologia Comparata. Per mancanza di aule e laboratori, il Dipartimento sarà provvisoriamente ospitato in alcuni locali privati di via Cristoforo Palombo.

A Pasqua si festeggerà con il caviale di storiombo, e per dessert si mangerà la colomba salmonata? Al di là di queste battute divertenti, in molti si chiedono dove ci porteranno questi incroci così inquietanti.



Stephanie Hop-Là (SETTEMBRE 2012)





AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

Il VERO e il FALSO della SALUTE


Cinque luoghi comuni sottoposti al giudizio degli esimi inesperti dell’Accademia dei Cinque Cereali

A cura di Stephanie Hop-Là


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UNO SPICCHIO D’AGLIO A DIGIUNO TIENE LONTANI I VIRUS

FALSO. È uno di quei consigli della nonna (o di altri parenti ugualmente ignoranti) da sfatare. Secondo una recente ricerca del chimico iraniano Amir Alì Tosi (conosciuto come il dottor Solitario negli ambienti accademici di Teheran) l’aglio tiene lontano tutti tranne i virus.

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CERTI YOGURTH FANNO ABBASSARE IL COLESTEROLO E SGONFIARE LA PANCIA

PARZIALMENTE VERO. Non è ancora provato l’effetto sul colesterolo, ma di sicuro Raffaella Carrà e Alessia Marcuzzi hanno sgonfiato parecchio.

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DIRE CIAO A TUTTI QUELLI CHE PASSANO È SALUTARE

VERO. Lo afferma il vocabolario.

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L’ACQUA MINERALE FA PULITI DENTRO E BELLI FUORI

FALSO. L’acqua, se usata con il sapone, fa puliti fuori, mentre dentro si resta i soliti scarafoni. Basta una radiografia per rendersene conto.

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IL VIAGRA PROVOCA MAL DI TESTA

VERO. Per l’uomo. Il mal di testa della donna ha cause tuttora sconosciute.

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Stefania Marello (SETTEMBRE 2012)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

FONDI NERI E CONTI IN ROSSO




Gent.mi tutti,

sono Gianni, impiegato presso una piccola falegnameria artigianale di Rivarolo e vorrei porvi un quesito.

Lo scorso luglio l'Agenzia delle Entrate ha fatto un controllo al mio datore di lavoro: con villetta di proprietà, appartamento a Loano e BMW serie 7, risultava dalle loro tabelle che il suo reddito deve essere di 68.000 Euro; avendone dichiarati 64.000 è stato sanzionato per la presunta evasione di 4.000 Euro.

Io sono impiegato con stipendio di 1.200 Euro al mese, con appartamento di proprietà, Ford Focus e tessera al Circolo del Tennis. Se dalle tabelle dell'Agenzia risultasse che per potermi permettere questi lussi dovrei avere uno stipendio ad esempio di 1.700 Euro, come posso fare per avere i 500 mensili extra che mi spetterebbero per rientrare nei parametri?

Colgo l’occasione per questa rivelazione, non vorrei sembrare una spia del fisco ma al mio vicino di casa, pensionato con una villa a 2 piani e campo da bocce, secondo me l'INPS paga una parte di pensione in nero...


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RISPOSTA:

Caro Gianni,

permettimi di rispondere al tuo quesito con un esempio tratto dalla fisica: se tu infili un imbuto nel collo di una bottiglia, potrai versarvi dentro del liquido e questo liquido andrà sempre giù, verso il basso, finendo dentro la bottiglia. Mai, dico, mai il liquido tornerà su, verso di te. Giusto?

Chiarito questo, metti che la bottiglia abbia un’etichetta che dice: Agenzia delle Entrate. Essa funziona esattamente allo stesso modo, solo che in questo caso, la parola liquido non devi intenderla nel suo primo significato (in senso fisico: materia allo stato liquido), ma nell’altro (in senso figurato: denaro contante).

Qualunque sia il tuo QI, carissimo Gianni, avrai capito da questo esempio che l’imbuto funziona sempre in un verso – e lo ribadisco: dall’imbuto alla bottiglia e mai viceversa – per entrambi i tipi di liquido.

Ti do perciò un consiglio: anche se pensi di avere diritto ad un qualsivoglia rimborso, STAI LONTANO DAL BORDO DI QUELL’IMBUTO!

Sul discorso INPS ci siamo informati e abbiamo saputo, da fonti accreditate, che ben presto l'ente pagherà TUTTE le pensioni in nero, ma non nel nero che pensi tu, ma in nero-fumo. anzi, più fumo che nero.

Le tue domande denotano comunque un grande senso dell’umorismo e questo, unito al fatto che tu sei un impiegato con 1200 euro al mese (una specie in via di estinzione, che sta pagando, con le trattenute dallo stipendio, i servizi pubblici ancora funzionanti) merita tutta la nostra stima e riconoscenza.

Con i migliori saluti e auguri dall’Accademia dei Cinque Cereali.


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M&M – Marchiori & Marello (SETTEMBRE 2012)




AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

NON CORRERE... MANGIA!


PER LA SERIE: NON PERDIAMO L’ABITUDINE ALLA LETTURA - IL RACCONTO DEL MESE

Cresciuta (per la verità, non molto) sotto l’ombrello delle attenzioni e delle ansie di sua madre, Margherita non era solo una bambina di salute cagionevole, era una demo vivente dell’enciclopedia medica, a partire dalla A di Acetone, Adenoidi, Allergia, passando attraverso Bronchite, Faringite e Raffreddore, fino alla T di Tonsillite.

Più malata del solito a Natale e Pasqua, eterna assente alle cerimonie di famiglia, era invece una presenza costante nell’agenda delle visite del medico.

Sua madre viveva in perenne stato d’ansia che si ammalasse e, tra le sue innumerevoli raccomandazioni (copriti le orecchie, asciugati bene i capelli, non stare al sole, bevi piano che è fredda eccetera) due prevalevano di gran lunga su tutte.

La prima era: Non correre che sudi.

Ora, il corpo umano è fatto così: se si corre, si suda. Inevitabile. E sudare è una funzione fisiologica di tutto rispetto. I bambini poi, prima di diventare persone sedentarie e soprappeso come tutti, transitano attraverso una fase frenetica, per gli adulti incomprensibile. Non amano le passeggiate tranquille, le soste, i riposini del pomeriggio. Per loro la vita è tanto più divertente ed eccitante quanto più è veloce.

Eppure ogni volta che Margherita rientrava in casa sudata, sua madre veniva colta da crisi di panico.

Il rito di scongiuro di una temuta polmonite fulminante era sempre uguale: cambio abiti, asciugatura dei capelli, obbligo a stare ferma, seduta su una sedia a meditare sulla disobbedienza alla Regola Numero Uno. Una noia mortale per una bambina, tenendo conto del fatto che non avevano ancora la TV.

La Regola Numero Due, altrettanto chiara e ben motivata, non era un divieto, ma un obbligo: Mangia, che diventi grande.

Chi conosce Margherita potrebbe pensare che sia vero. Ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze: Margherita è rimasta bassa, non perché mangiava poco, ma per ragioni genetiche. Se uno discende dall’albero genealogico della Banda Bassotti poco importa quanto mangerà. Al massimo, invece di essere piccolo e esile, sarà piccolo e rotondo.

Suo padre, uomo concreto e razionale, che si era fatto quattro anni di servizio mi- litare durante la guerra, offriva una versione più scientifica e ardita della raccomandazione Numero Due:

- Se mangi - tuonava con piglio da caporale - combatti le malattie.

Lei immaginava il cibo trasformarsi in sentinelle armate fino ai denti, schierate contro i microbi e i germi cattivi, che cercavano di entrare nel suo corpo.

Ciò nonostante andava a sedersi a tavola con svogliata lentezza, e non perché fosse proibito correre dalla Regola numero Uno, ma per il presentimento di ciò che l’ attendeva disobbedendo alla Numero Due. Perché il suo era un caso disperato di inappetenza grave e persistente.

Quando i commensali si auguravano buon appetito, Margherita si chiedeva tra sé di che cosa stessero parlando. Appetito? Per dirla come Don Abbondio: chi era costui?

Se davvero esistono nel sistema nervoso cellule preposte a trasmettere la sensazione di fame, le sue dovevano essere poche, inefficienti e inclini allo sciopero come quelle di Pannella. Ma i grandi digiuni politici erano ancora lontani e nessuno aveva rispetto di questa sua vocazione.

L’odore proveniente dalla cucina non le piaceva quasi mai. I sapori erano anche peggio. Ancora oggi Margherita ricorda con orrore il piatto ornato di fiorellini rosa che facevano ghirlanda ad un’orrenda cotoletta grigiastra, tagliata da sua madre a piccoli pezzi.

E ricorda perfettamente come ad ogni boccone di carne, per non sentirne il sapore putrescente, inseriva in bocca un pezzo di pane e iniziava a masticare. Chissà per quale fenomeno fisico, chimico, osmotico nella sua bocca si separava sempre il pane dalla carne, l’uno scendeva disciplinatamente nello stomaco e l’altra continuava a vagare in bocca, assumendo ben presto la consistenza del polistirolo.

Sua madre invocava i santi del paradiso per vedere almeno una volta il piatto vuoto.

Suo padre si indignava dicendo: - Avresti bisogno di un po’ di naia!

Ignara di che cosa fosse la naia, Margherita immaginava una cella spoglia, in cui le veniva portato un tozzo di pane e un bicchier d’acqua una volta al giorno. Ma che punizione era? Pane e acqua e un solo pasto al giorno: una pacchia!

A quel punto, tra le lacrime di frustrazione per sentirsi causa del malumore della famiglia, diceva con rabbia che sarebbe andata anche subito a naia, se solo avesse saputo dov’era! A suo padre scappava allora un sorriso e suo fratello subito cantilenava:

‘Tu-non-puoi-fa-re-la-naia per-ché-tu-seiu-na-femmina’.

Oh come li odiava tutti quanti in quei momenti! Avrebbe voluto essere grande solo per poter buttare il cibo nel water e per picchiare suo fratello!

Ma tutto passa nella vita e, bene o male, oggi Margherita è adulta. Non è più sana né più malata di tanti altri, forse un filo più stordita, ma per cause, diciamo, naturali.

I suoi figli corrono (e sudano) a loro piacimento, tra le proteste degli inquilini del piano di sotto e il furioso abbaiare del cane. Mangiano se hanno fame, bevono se hanno sete. Ogni tanto si ammalano e guariscono come tutti gli altri bambini.

E anche lei corre, finalmente.

Mangia sempre poco, detesta ancora la carne, ma corre sempre. Corre per raggiungere l’auto parcheggiata lontano, per non perdere l’autobus, per arrivare in tempo alla riunione dei genitori. Corre al supermercato, spingendo un enorme carrello alto pochi centimetri meno di lei, giusto da permetterle di vedere dove sta andando.

Corre persino nei lunghi corridoi dell’azienda dove lavora. Le hanno riferito che qualche collega l’ha soprannominata Forrest Gump. E che il capo si lamenta perché, al suo passare, svolazzano i fogli sulla scrivania.

Pazienza – dice Margherita - Gli regalerò qualche sasso da utilizzare come ferma- carte.


Stefania Marello (SETTEMBRE 2012)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

CULTUS DE SAC

Gent.ma Accademia,

sono Giusto da San Giusto e la scorsa settimana mi sono recato alla Locanda del Giorgione a Vallo di Caluso, con Teodoro da San Teodoro, un amico giunto qui dalla isolata, isolare e assolata Sardegna. Nella locanda ho notato il cartello (del quale allego la foto) indicante la toilette con la curiosa scritta "CULTUS".

In un primo tempo credevo si trattasse di una scritta in antica lingua sarda, ma il mio amico Teodoro ha assicurato che non è così. Potete per favore dirmi il collegamento tra il cultus e la toilette? Al ritorno ho mancato una precedenza all'incrocio e un automobilista mi ha detto: "Vaffancultus", cosa significa?

Con i giusti saluti


Giusto da San Giusto

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RISPOSTA:

Caro Giusto, come sicuramente saprai Cultus è una parola latina, traducibile in italiano con Culto. Tutti noi usiamo questa parola per indicare venerazione per qualcosa (culto del cibo, culto del bello ecc.) oppure intendiamo l’insieme dei riti di una religione.

Ma tu ti chiedi, giustamente, perché in quella locanda la parola è stata associata alla toilette.

Ed è qui che intervengono i linguisti dell’Accademia.

Esistono due spiegazioni. La prima è anche la più semplice.

Cultus potrebbe essere la contrazione di cul tuus (tuus = tuo, in latino), dall’ovvio significato di parte del tuo corpo che, in un locale pubblico, scopri soltanto quando vai in bagno.

La seconda spiegazione è decisamente più ardita ed elaborata.

La parola cultus, associata alla toilette dei luoghi pubblici, potrebbe derivare, pensa un po’, da cul-de-sac, espressione tardo francese che significa strada senza uscita. Alcuni dialetti provenzali hanno storpiato la parola in cul-tu-sacc, da cui è derivata successivamente la forma contratta cul-tus.

Se ci pensi bene, i servizi dei locali pubblici sono situati quasi sempre in fondo ad un corridoio o nell’angolo estremo del locale o ancora in fondo ad un cortile. Prova a farci caso: quando entri non c’è uscita, se non da una stretta finestrella, troppo piccola per far passare chiunque.

Una volta espletate le tue funzioni, se vuoi uscire devi riaprire la porta da cui sei entrato, ma di solito c’è poco spazio: ti tiri la porta in faccia e devi fare acrobazie, tra il water o la turca, la porta e il muro. Un vero incubo, un vero cul-de-sac, che ti fa dire, a volte, vaffancul-de-sac.

Un’altra imbarazzante situazione è quando la serratura, che hai voluto chiudere a doppia mandata per motivi di privacy, si blocca e tu cominci a innervosirti, a picchiare contro la porta, gridando: “Aiuto!” e poi “Vaffancul-de-sac!” a cui aggiungi magari “Sac-de-m..d.!” e avanti così, per dare più enfasi, finché qualcuno non ti sente, chiama il gestore, che ti spiega come girare la chiave.

Alla fine esci, ma ci fai sempre una figure-de-emme, per dirla con un’altra curiosa espressione tardo-provenzale.

Potrebbero esserci altri significati, ma qui lasciamo alla fantasia dei lettori e alle loro esperienze di viaggio, poiché, come dice il motto latino, “Quo vadis, cultus qui trovis”, cioè dovunque tu vada trovi cultura.


Stephanie Hop-là – Paul Rice e gli esperti dell’ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI (OTTOBRE 2012)

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

ALLA CORTESE ATTENZIONE DEL PROFESSORE EMERITO EPIDIDIMO SCROTEUS - UNIVERSITÀ DI PATRASSO


Egregio Professore,

siamo onorati della sua attenzione nei confronti dell’Accademia dei Cinque Cereali, a nome della quale ho il piacere di rispondere alla sua gradita richiesta. La fama dei suoi studi e delle sue pubblicazioni era giunta già da tempo ai soci dell’Accademia, ed eravamo tutti sinceramente incuriositi dal suo lavoro.

Ormai i Sistemi di Automazione hanno profondamente modificato ogni attività umana. Tutti i settori (Industria, Commercio, Agricoltura, Allevamento) hanno meccanizzato gradualmente i vari processi delle filiere produttive.

Per produrre, è assodato, si usano le macchine. Ma per riprodurre? A parte qualche tentativo nella fecondazione dei bovini, sembra che i primi studi sulla riproduzione umana siano stati fatti dal suo Dipartimento.

Siamo lieti perciò di invitarla al nostro Simposio Annuale di Scienza e Tecnologia Applicate ai Processi Produttivi che si svolgerà presso i locali delle ODR (Officine Dolci Reminiscenze) di Torrazza Piemonte, nel mese di novembre 2012, in data da definirsi, con il seguente programma:

ORE 9: APERTURA DEI LAVORI E SALUTO AI PARTECIPANTI.

Professore Chiarissimo Sun Nen Bun del Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino

ORE 9,30: FIBRE RINNOVABILI.

Con particolare riferimento alle industrie tessili del biellese, si parlerà dell’utilizzo, al posto delle fibre tradizionali, di cavi di varia natura, prodotti in eccesso e opportunamente trattati: cavi coassiali, cavi elettrici, Cavi di Lavagna, cavi-e, cavo orale, cavo loverza ecc... con adattamento ad ogni possibile applicazione nel settore del sex-entertainment. Professor Paul Rice dell’ACC e Consulente Privilegiato del Texstile Biellese

ORE 10,30: THE POETRYMAKER.

Presentazione del dispositivo che produce poesie di alta qualità, su qualsivoglia argomento, iniziando da singole parole o da versi sciolti della miglior tradizione poetica italiana, inseriti alla rinfusa, ai fini dell’ottimizzazione dei meccanicismi preposti alla soddisfazione personale. Dottoressa Stephanie Hop-là dell’ACC

ORE 11,30: GRATTA & STAMPA VER1.0.

Presentazione del software di stampa di ultima generazione, che utilizza carta riciclata, contribuendo alla salvaguardia della Foresta Amazzonica, della Foresta Nera e del Boschetto di Stupinigi. Professor Franck Oats, Presidente dell’ACC e Dittatore Editoriale de LA TAMPA di Torino.

ORE 12,30-14: PRANZO DIETETICO DI LAVORO.

(catering a cura di MacLon, MacSoucì & Son)

ORE 14,30: IL VALORE AGGIUNTO DI UN’OFFERTA ALL INCLUSIVE TROMB@R ACTION SYSTEM.

Analisi dei nuovi prodotti chiavi in mano, con l’esposizione e la dimostrazione pratica degli optional personalizzati per coppie etero, omo, e mix. Professor Epididimo Scroteus, Cattedratico in Scienza e Divulgazione dei Sistemi di Automazione e Controllo Attività Riproduttive presso il dipartimento Ellenico dell’Università di Pensologia di Torino.

Dottor Epichierico Foscolos, primo assistente del Professor Scroteus, esperto in Avanzamento delle Slides.

ORE 15,30: NOISETTE (LEGGI NUASET).

Schema e funzionamento della macchina snocciolatrice settefasica, inventata e realizzata dal professor Italo Miglio, per la raccolta e la pulizia delle nocciole nei territori tra Torrazza Piemonte e Rondissone, e il suo non preventivato improprio utilizzo ai fini ludici. Professor Italo Miglio dell’ACC.

ORE 16, 30: IL CAMPIONAMENTO CASUALE NELLE RICERCHE DI MISURA.

Osservazioni sull’importanza di una corretta scelta del campione per la determinazione delle misure comparate degli organi riproduttivi, tra le popolazioni anglosassoni e quelle mediterranee. Con dettagli sulla pertinente invidia per le popolazioni sub-sahariane.

Professor Luke Corn dell’ACC e Ricercatore Senior del Laboratorio dei Pesi e delle Misure presso il Dipartimento Attività Riproduttive della California del Sud.


Con i migliori saluti e apprezzamenti

Dottoressa Stephanie Hop-là

Ricercatrice presso l’ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI

Stefania Marello (NOVEMBRE 2012)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

LA MORALE DEL MURALE (E IL MORALE DEI CITTADINI)


Dalla piazza del ridente Comune di Torraccia Pedemontana si può da poco ammirare un dipinto murale, di evidente richiamo all’arte post-avanguardista, del quale vi offriamo un’immagine work in progress

(in fase di realizzazione, n.d.r.).



LA TAMPA, sollecitata da questa notizia di notevole richiamo, ha immediatamente lanciato un’inchiesta. La maggior parte della popolazione si è espressa con grande entusiasmo, ma non è mancata una decisa minoranza che ha manifestato una forte perplessità, per non dire scetticismo.


Un volantinaggio notturno delle “Brigate cancellanti”, contrarie all’opera, ha reso necessaria la costituzione di un “Comitato spontaneo di sorveglianza”: volontari che tutte le notti pattugliano il circondario e piantonano l’opera, confortati da caldarroste e barbera. A causa della riservatezza degli abitanti, ben nota in tutto il Piemonte, non è stato possibile riportare interviste né effettuare riprese televisive. Tuttavia, su un punto il giudizio è stato unanime: il committente ha fatto una scelta oculata. La precedente opera pittorica fu realizzata da professionisti costosi, a un prezzo che avrebbe fatto indignare Michelangelo alle prese con la Cappella Sistina; ma stavolta ci si è affidati a fanciulli volenterosi, e la comunità ha pagato solo le spese vive.


Questo ha permesso di non ritoccare ulteriormente verso l’alto l’aliquota IMU, che vanta lo stesso coefficiente di Las Vegas.


Purtroppo, un’ombra cala minacciosa sull’opera, e sul morale dei cittadini orgogliosi di poterla ammirare tutti i giorni. Non si sa come ne sia venuto a conoscenza, e non si sa a quale titolo, ma l’Emiro Tardoc el-Fulandra bin Falabrak se ne vuole impossessare. Un suo portavoce spiega che intende farlo asportare, per poi farlo ricollocare nel suo lussuoso palazzo in Emiria. Un infiltrato nell’entourage spiega i dettagli dell’operazione. Sapete che un Emiro suo collega intende costruirsi una moschea in Sicilia, e si vocifera che in cambio intenda realizzare a spese sue il ponte sullo stretto di Messina? L’Emiro Taroc promette, in cambio della preziosa opera d’arte, di dotare di asfalto e marciapiedi, illuminazione, fognature e scarichi pluviali il Protettorato Statunitense di Torraccia Pedemontana, (opere che, malgrado le promesse dell’amministrazione degli anni ’80, non si sono potute finora realizzare).


La maggioranza della popolazione favorevole al murale è costernata e indignata: “Con i loro petrodollari vogliono espropriarci della nostra cultura!”.


Il Governatore della Regione è stato coinvolto nella questione, e un accorato appello è stato inoltrato al Capo dello Stato.


Pareva che le speranze restassero frustrate, e i cittadini disillusi, ma ecco il colpo di scena: il Capoprogetto Sovrintendente ai Beni Culturali dell’Emiria ha effettuato un sopralluogo per pianificare l’operazione, ma si è imbattuto in un inaspettato capolavoro, un masso erratico dell’era glaciale proiettato a Torraccia Pedemontana dal trapassato remoto (foto).


Il capoprogetto ha inviato la documentazione fotografica all’Emiro, e questi se ne è immediatamente innamorato, al punto di rivolgere su di esso le proprie capricciose attenzioni, dimenticando velocemente il dipinto.


MORALE: il MURALE è salvo, e il MORALE anche.



Carlo Chievolti (OTTOBRE 2012)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

MERCATI NERVOSI

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Gentilissima Accademia,

mi chiamo Kandìs Achila e sono egiziano. Sono in Italia da tre anni e abito vicino a Porta Palazzo, un bel quartiere della vostra città, nel quale mi sento come a casa mia.

Per imparare meglio vostra lingua leggo sempre giornali italiani. Uno mi piace tanto, perché parla di sole, un sole come neanche al mio paese c’è: il Sole 24 ore.

Su questo giornale leggo tante cose che capisco, ma anche tante che non ci capisco un’acca (si dice così?) ma certo dipende dal fatto che non sono italiano. Quello che volevo chiedere è: perché su questo giornale scrivono sempre che i mercati sono nervosi? Grazie tantissimo per la vostra risposta.

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RISPOSTA:

Caro Kandìs,

essendo egiziano è normale che lei non capisca gli articoli de Il Sole 24ore. Ma le dirò di più: succede anche a molti italiani.

Da un recente studio della nostra Accademia sui contenuti dei vari quotidiani, Il Sole 24ore è risultato, a dispetto del nome, piuttosto oscuro: una parola su tre non è italiana e delle due parole rimanenti, una è una sigla (Ftse, Mib, Rbc, NASDAQ eccetera) e l’altra una congiunzione o un articolo.

Ma veniamo alla sua domanda.

I mercati, per loro natura, sono luoghi soggetti a movimento continuo: non c’è nulla che stia fermo, ci sono resse e aperture improvvise, confusione, voci, allarmi, grida.

Poiché lei abita vicino a Porta Palazzo, la invito a recarsi una mattina al Mercato del Pesce.

Noterà subito un grande nervosismo: intanto c’è una puzza tremenda e questo non favorisce la calma e l’autocontrollo.

I pesci sembrano tutti uguali ed è estremamente difficile capire a prima vista quali sono freschi e quali sono stati sottoposti a mummificazione (processo che lei, come egiziano, conoscerà molto bene) e conservati poi nel freezer per sei mesi.

La gente si affolla intorno ai banchi, spintonata da chi sta dietro e spintonando a sua volta senza pietà chi sta davanti, per arrivare per primi a tossire direttamente sulle cassette di alici freschissime, che non fanno una piega perché protette dai migliori antibiotici a largo spettro.

Ma sono proprio i clienti più impazienti, se lei ci fa caso, che fanno perdere tempo quando è il loro turno: non sanno mai che pesci pigliare.

Discutono sulla freschezza dell’aringa e sul prezzo del pesce spada, sulle quotazioni dei calamaretti e sul valore di omega3 nelle sardine. Se acquistano le cozze, pretendono di averle già lavate, magari anche cotte, aperte e con la spruzzata di limone.

Così il nervosismo cresce: volano parole grosse, si innervosisce anche la pescivendola, che litiga con il marito, che inciampa nella vasca dei polpi vivi, che subiscono danni irreversibili, costringendo il venditore a praticare l’eutanasia e abbassare il prezzo, altrimenti nessuno li compra.

Più o meno le stesse cose succedono nel cosiddetto Mercato Azionario, dove, in vece dei pesci, si vendono azioni.

Le azioni, come lei sa, possono essere buone o cattive, ma non sempre si distinguono a prima vista le une dalle altre.

Le azioni si vendono in pacchetti esattamente come i pesci e anch’esse finiscono in borsa (Borsa Valori). Stessa ansia, stessa fretta di comprare e vendere, prima che il prezzo cambi.

Alcune azioni puzzano e appaiono gonfiate, come pesci andati a male. Altre ci fanno l’occhio di triglia dai Listini, tanto che paiono gridare: “Comprami, comprami!”.

Si investe brutalmente, si insulta a suon di titoli, gli investitori protestano, scalpitano, ma poi non sanno che pesci – pardon – che azioni pigliare.

E hanno ragione: basta un colpo di tosse di Monti, una alzata di sopracciglio della Merkel, una scorreggia di Obama (ci scusiamo per il paragone, ma pare, da fonti autorevoli, che le faccia anche lui) a stravolgere la situazione.

Ora, caro Kandìs, avrà sicuramente capito da cosa deriva l’espressione “Mercati Nervosi”.

Sperando di aver risposto esaurientemente alla sua domanda, la saluto con i migliori auguri per le sue prossime fritture letture.

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Dott.ssa Stephanie Hop-là

ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

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