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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO VI d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

In questa sezione sono riportati articoli scritti tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC collaborava allegramente con LA TAMPA

TORRAZZA PIEMONTECITORIO

TORRAZZA PIEMONTECITORIO POSSIBILE CAPITALE D’ITALIA

POTREBBE DIVENTARE LA NUOVA CAPUT MUNDI,

CON LE OPPORTUNE MODIFICHE ALLA LEGGE ELETTORALE,

LA DECENTRALIZZAZIONE DEGLI UFFICI,

E LA SPENDING-MENO REWIEW.

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Fibrillazione per l’attesa immediata approvazione di una nuova legge elettorale, che potrebbe inaspettatamente sovvertire e rivoluzionare i criteri di elezione del Presidente della Repubblica, introducendo il voto degli italiani tramite sistema uninominale maggioritario, a doppio turno con andata e ritorno, e disputa della bella in caso di parità.


Tuttavia, pare che le opposizioni abbiano posto alcuni paletti sul nome dei candidati. Non potranno concorrere alla più alta carica dello Stato persone il cui nome inizi per Gio (come ad esempio Giovanni), e neppure finisca in Gio (come ad esempio Remigio).


Il candidato dovrà incontrovertibilmente rappresentare l’Italia, e sono quindi ben accetti nomi tipo Fiat, Lancia, Alfa, Romeo, Giulietta, Italo (l’unico treno papabile, poiché ETR non è un nome molto adatto a un Presidente che non sia polacco).


Sul cognome i veti sono ancora più tassativi: niente cognomi con iniziale che si trovi, nell’alfabeto, prima della lettera H e dopo la lettera M.


Eliminando gli extracomunitari non eleggibili (lettere H, J, K), e coloro che non hanno ancora compiuto i 50 anni di età, rimarrebbe un solo candidato: è residente a Torrazza Piemonte, ed è nientemeno che l’esimio Italo Miglio, Professore Chiarissimo presso il Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino.


La Spending-meno Rewiew costringerà a decentralizzare gli uffici, e il futuro Presidente della Repubblica eserciterà le sue funzioni da casa propria, per evitare di incidere sulla diaria per i trasferimenti. Pertanto verrà allestito un Quirinale a Torrazza, che cambierebbe nome in Torrazza Piemontecitorio.


Per permettere al Professor Miglio di continuare le sue periodiche emissioni di francobolli su LA TAMPA (una attività in teorico conflitto d’interessi con il mandato presidenziale), ci sarà il trasferimento immediato a Torrazza Piemonte della redazione di CronacaQui, che verrà ribattezzata CronacaQuirinale.


“Miglio for President” - dunque - sarà lo slogan della prossima campagna elettorale. Le elezioni si svolgeranno in collaborazione con il Protettorato USA di Torrazza Piemonte, sede del futuro insediamento, in modo da far coincidere la sede dello spionaggio-controspionaggio italiano con la delegazione dell’omologo americano, con evidente ottimizzazione dei costi di gestione spionistica e intercettativa.


Ulteriori riduzioni ai costi di gestione verrebbero realizzati con la collocazione della buvette del Quirinale presso il ristorante Pistapauta.


La candidata First Sciura ha manifestato l’esigenza di ottenere il servigio di una auto blu con autista, in conformazione monovolume e con ampio bagagliaio, che in ogni momento la possa scarrozzare in compagnia delle amiche. Al momento, fior di economisti non sono riusciti a dirimere la questione se questo benefit sia consentito dalla Costituzione più bella del mondo (copyright Roberto Benigni). Le opposizioni sono già sul piede di guerra, compilando interrogazioni parlamentari, preparando avvisi di garanzia, e addirittura richiedendo l’impeachment preventivo. Il Professor Miglio, con sommo menefreghismo, ha fatto sapere che nel caso si concederebbe la grazia.


Unica ombra di questo possibile scenario sarebbe l’ingresso di un temibile concorrente, che avrebbe anch’egli i requisiti per diventare Presidente: ha compiuto cinquant’anni (seppur da poco) e ha la cittadinanza italiana. Si tratta di Calimero, giovane e agguerrito personaggio molto amato in tutta Italia e da tutte le fasce di età, ora ancora più affascinante e carismatico nello splendore del 3D.


Per rientrare nei parametri stabiliti (vedi sopra) su nome e cognome, egli si fa sin d’ora chiamare Calì Mero, e nessuno è riuscito contestare la legittimità di questa astuta mossa.


Il Professor Miglio ha dichiarato che, nel caso venisse eletto, si avvarrebbe della collaborazione non già di 35 saggi, ma di una sola addetta TAMPA, la migliore: nonna Abeffarda.


Pare che la nonna abbia già pronti innumerevoli articoli per la stampa nazionale e intercomunale. La cosa non stupisce affatto, perché pare sia in grado di “vedere oltre”, e quindi di immaginare con precisione come sarà l’Italia nel prossimo settennato. Inoltre, essendo esodata da anni, la nonna si guarderebbe bene dal richiedere uno stipendio, o qualunque altra forma di retribuzione, per non rischiare di perdere il diritto alla futura pensione minima.


Nonna Abeffarda è in grado di trasformare in articoli tutto ciò che legge, vede, tocca e annusa: una specie di Re Mida al femminile della carta stampata. Basti pensare che la sera, per favorire il sonno, invece di contare le pecore, conta gli articoli: il, lo, la, i, gli, le, ecc. E, quando sono finiti, conta le preposizioni, e articola anche quelle.


A seguito di questa dichiarazione, il candidato alternativo Calì Mero si è affrettato a comunicare il nome della sua segretaria, assistente, portavoce e collaboratrice tuttofare: Peppa Pig.

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M&M - Marchiori & Marello – ACC (NOVEMBRE 2013)

Lo stemma sul Colle del Procco

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

LA TAMPA INDUSTRIAL


CON I PROVENTI DERIVATI DAL PRESTIGIOSO QUOTIDIANO LA TAMPA, FRANCO CANNAVÒ HA DECISO DI INVESTIRE IN UN NUOVO STABILIMENTO PER LA PRODUZIONE DI CARRIOLE A BIELLA


In decisa controtendenza rispetto alle aziende tessili biellesi, che si stanno spostando su mercati esteri (“esteri” significa più che altro “dell’Est”), il Direttore de LA TAMPA continua a stupire con le sue idee innovative, optando per la terra biellese come base operativa per una nuova attività produttiva. Si ricorda che Cannavò è considerato lo Steve Jobs dell’editoria, l’inventore della notizia totalmente fasulla, ma per certi versi più veritiera della notizia autentica.


Il Governo, Confindustria, l’Associazione Biellese Carriolanti, il SIGAR (Sindacato Italo Giapponese Autonomi del Risciò) si interrogano su quale sarà la nuova idea del più audace direttore giornalistico del Nord, e sulle possibili ripercussioni occupazionali positive sul territorio e di riflesso sull’economia nazionale.


Non è semplice dare una spiegazione esauriente, poiché nella mente del vulcanico imprenditore le idee si susseguono senza sosta. Le carriole, tecnologicamente avanzate, saranno dotate di controllo numerico e di navigatore satellitare low cost, e uno degli obiettivi da raggiungere potrebbe essere dare una svolta positiva ai problemi del terzo mondo.


Lo staff di progettisti comprende un mix delle migliori menti informatiche e tecnologiche rubate alla concorrenza della Silicon Valley, ai quali affiancare i migliori ingegneri del Politecnico di Torino, ma solo quelli laureati con 110 e lode. Un importante contributo verrà fornito dalla sinergia intellettiva e progettuale coi ricercatori emeriti dell’Università di Pensologia di Torino, Dipartimento di Torrazza Piemonte.


Come nonna in carriola tecnologicamente avanzata, la Dottoressa Marriola Stephanowsky è stata una delle ispiratrici del progetto, avendo suggerito al Cannavò l’utilizzo di carriole, in quanto leve del secondo tipo, per il trasporto e la distribuzione delle copie stampate. Articolista, consulente scientifica nonché correttrice di bozzi, Marriola si occuperà dell’Area Customer Satisfaction. Con un occhio di riguardo, eventualmente come secondo lavoro, al “Naked Girls Reading”, la lettura ad alta voce svestita, che ha già conquistato la Gran Bretagna. Per fare ciò la Stephanowsky dovrà solo migliorare la sua dizione, al momento inquinata da una leggera inflessione dialettale del Nichelin.


Il Carriolificio Cannavò sta lavorando al progetto avveniristico di una carriola dotato di controllo di gestione, per il ritorno a casa post-sbornia, che rende autonomo chi ha ecceduto con l’alcol, cioè non richiedendo l’intervento del classico astemio che ti riporta a casa. Un particolare contratto con tutti i Governi, e tutte le Forze dell’Ordine mondiali, le rende utilizzabili senza targa e patente, e senza tutti i vincoli ai quali sono soggetti gli altri veicoli, con relativa assenza di sanzioni e ritiro patente e punti.


L’aeroporto di Cerrione, sulla falsariga di strutture internazionali come l’aeroporto di Rotterdam, potrebbe avere un rilancio planetario, e l’economia biellese potrebbe venire riconvertita dal tessile alla movimentazione merci. Nella nuova struttura, alla quale potrebbe essere dato il nome Aeroporto di Rottertamp, tutte le operazioni verrebbero svolte dai robot. In realtà, all’interno del robot ci sarà il solito extracomunitario da sfruttare al massimo, ma di questo mai si dovrà fare alcuna menzione in qualsiasi sede. All’interno dello stabilimento è proibita qualsiasi forma di sindacato, e severamente vietato indossare qualsiasi indumento di colore rosso.


I controllori ipovedenti dovranno solo presidiare i terminali, e pensare a partorire nuovi articoli per LA TAMPA, sotto la direzione del Colonnello Alitalo Lovrenkitsch della Pattuglia Acrobatica di Torrazza Piemonte.


I severissimi controlli aeroportuali, dotati di tecnologicissimi apparati e di personale qualificatissimo, accerteranno che nessun viaggiatore riesca a transitare nell’aeroporto con una carriola nella valigia.

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M&M&M - Miglio & Marello & Marchiori (GENNAIO 2014)

Un collaudatore senior testa la carriola supertecnologica

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Ovviamente il Cannavò prevede di fare una carriola di soldi

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

APRONO UNA SALA POKEMON E LA INTESTANO AL CANE

NUOVE FRONTIERE DEL GIOCO D’AZZARDO PER DUE SCALTRI BARISTI CHE SPILLERANNO SOLDI AI PIÙ PICCINI SFRUTTANDO UN VUOTO NORMATIVO


Più che di vuoto normativo si dovrebbe parlare di voragine, se non addirittura di cava a cielo aperto o di cratere da caduta di meteorite.


Nel TULPS, noto ai più come Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, sono elencati i giochi proibiti nei pubblici esercizi. Se appare evidente la pericolosità di giochi di carte tipo Chemin de fer, Pidocchietto e Poker, meno evidenti sono i pericoli rappresentati da giochi con nomi apparentemente innocui, come Goffetto, Goffo e Lanzichenecco.


A differenza di quanto ci si potrebbe aspettare, non sono vietati il Tressette col morto e il Rubamazzetto (chiare istigazioni all’omicidio e al furto).


Proibitissimi alcuni giochi come Dadi, Tombola, Testa o Croce e la Riffa (ma non la Raffa).


Tutti i giochi, anche quelli leciti, sono comunque proibiti sotto i diciotto anni di età, ma è qui che entrano in gioco due scaltri baristi, già noti alla Redazione de La Tampa, i quali individuano una serie di giochi per minorenni, non espressamente vietati dal TULPS.


Si tratta di giochi con le carte come lo Yu Gi Oh, il gioco del Pokemon, Barbapapà Memory, La Pimpa in vacanza e Peppa Pig.


Da qui l’incredibile idea di aprire la prima sala Pokemon d’Italia (e forse del mondo) under 14 (l’età limite per evitare condanne penali). Una Babybisca, la prima vera alternativa alla sala Poker.


Al suo interno ci saranno un biliardino ceceno e uno senegalese (sono proibiti soltanto i biliardini francese, inglese, russo, turco), due tavolini da Ramazza (proibita la Scopa, perché sarebbe una brutta parola per i bambini) con relativi seggiolini, che i due baristi hanno recuperato da una scuola elementare che ha recentemente rinnovato gli arredi. I servizi igienici sono dotati di contenitori per i pannoloni e nell’antibagno saranno installati distributori di latte, Kinder, caramelle mou e lecca-lecca alle erbe (si spera erbe consentite dalla legge).


Sono stati presi accordi con le ASL per tutti i controlli pediatrici del caso. Nell’eventualità di epidemie di morbillo, varicella ed orecchioni si auspica che la sala sia prontamente chiusa.


Sulla liceità dell’operazione non vi sono dubbi, ma ad ogni buon conto, per evitare problemi con le forze dell’ordine e con i Monopoli di Stato, i due scaltri baristi hanno deciso di intestare l’attività al loro cane, del quale non diremo il nome per motivi di privacy cinofila.


Secondo alcune indiscrezioni sarebbe minorenne anche l’intestatario della Babybisca. Un minorenne, tra l’altro, già noto al Servizio Cinofilo del Corpo Forestale dello Stato per reati vari, detenzione di crocchette, guida in stato di ebbrezza, episodi di stalking ai danni di cagnette randagie e seppellimento di ossa non identificate.

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M&M - Marchiori & Marello (DICEMBRE 2013)


Il simpatico cagnolino fotografato di spalle per evitarne il riconoscimento dai lettori de La Tampa a quattro zampe

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Uno dei giochi di carte ammessi nella Babybisca

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

NELL’ERA CENOZOICA TORRAZZA PIEMONTE ERA GIÀ CITTÀ TURISTICA

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Quattro milioni di anni fa Borgoregio era nota come l’Acapulco del Pliocene


Altro che città turistica del terzo millennio: Torrazza Piemonte aveva spiagge e ombrelloni già nel Pleistocene, quando il Mare Mediterraneo ricopriva Cigliano e Saluggia, e l’attuale stazione ferroviaria altro non era che la cabina della spiaggia di Turris-aceus, il preistorico nome della città.


In pratica la città si affacciava sull’antico Golfo Padano, e i turisti vi giungevano da Chivasso, per trascorrere il weekend al mare, a bordo di zattere e tronchi di quercia, poiché i vari tentativi di costruire navi in serizzo di Careggio erano miseramente naufragati.


Il clima insolitamente mite, e poco piovoso, favoriva l’afflusso di viandanti addirittura dal primo insediamento della lontanissima Torino.


Il fiume Dora Baltea sfociava direttamente nel Mare Adriatico, e non era insolito pescare a Tonengo dei cefali che avevano risalito la corrente.


La prima guerra del Golfo non è stata, come tutti erroneamente pensano, quella in Iraq, ma risale a ben 4,9 milioni di anni or sono, e fu combattuta tra le antiche popolazioni di Rondissone e di Verolengo, per il controllo delle saline.


Nacquero le prime fornaci, che utilizzavano fanghiglia per produrre mattoni da costruzione, e venne aperta la prima filiale della Banca Shella, che inizialmente prestava conchiglie in cambio di interessi, e apriva conti galleggianti (i conti correnti non erano possibili nel bel mezzo del mare).


Addirittura, è stata rinvenuta una ricevuta fiscale, scolpita su pietra, risalente all’era glaciale, dalla quale risulta che un turista, proveniente dalla lontana (per l’epoca) Castagneto, aveva pagato, per una semplice granita, ben 2 mammuth d’oro (moneta paleozoica pari a 240 €uro di oggi).


L’invenzione della granita è, con ogni probabilità, da attribuire al periodo della prima glaciazione presso il bar vicino al benzinaio, che era sempre aperto (nonostante non esistessero auto e camion). Dopo le piogge autunnali, e durante il lungo inverno glaciale, l’acqua piovana rimasta nelle ciotole si ghiacciava in continuazione, pertanto gli ominidi frequentatori del bar, per potersi dissetare, erano costretti a frantumarla con robusti pestelli in pietra paleolitica.


Proprio in quell’epoca fu inaugurato il Museo del Territorio, progetto alquanto ambizioso, se consideriamo che di “territorio” ve ne era ben poco, essendo il basso Canavese quasi interamente ricoperto dal mare. Del resto, la lungimiranza era già allora una caratteristica dei torrazzesi.


Il Museo rimase praticamente vuoto fino al XX secolo, quando furono scoperti preziosi reperti fossili. Tali reperti, insieme alla documentazione relativa alle storie che vi abbiamo raccontato, sono oggi visibili presso il Protettorato Statunitense di Torrazza Piemonte, al modico prezzo di 3 (tre) €uro a testa (ma presentandosi in dieci persone il costo è di 30 €uro).

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Risus Frigidus et Miles Italicus cum Accademia dei Cinque Cerealii

(LUGLIO 2013)

Una rara immagine della riviera torrazzese ripresa dal satellite nel Pliocene

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I lidi torrazzesi del Cenozoico, oggi ridotti a pauta

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

DOPO LA BANDA DEI TIR ARRIVA LA GANG DELL’APE


PERCHÈ I VERBALI VENGONO REDATTI PER ISCRITTO?

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È durata solo poche migliaia di chilometri e soltanto 74 giorni lavorativi, inclusi i prefestivi, la fuga dei due componenti della Banda dell’Ape, specializzati in furti dei tri-ruote di colore blu pastello smunto, tonalità scelta per non dare troppo nell’occhio.


Pare che il colpo sia stato messo a segno lo scorso agosto dalle parti di Roccacannuccia, nel Salento, dalla banda torinese composta da due pendolari del furto (data la distanza il periodo del pendolo è moooolto lungo).



La gang, non inquadrabile come “associazione a delinquere” perché sarebbe stato necessario trovare almeno un terzo socio per rientrare nella tipologia, è composta da Maggio Lino e Moto Ririririririno. Quest’ultimo in realtà avrebbe dovuto chiamarsi semplicemente Rino, ma il padre, balbuziente, quando si presentò all’anagrafe il giorno della nascita, riuscì a pronunciare con enorme sforzo il nome che malauguratamente gli attribuirono.


I torinesi, per timore di essere riconosciuti, decisero di commettere il furto per commissione con un casco da Vespa a visiera abbassata (a differenza del furto su commissione, in questo caso, l’Ape sarebbe servito “per” fare alcune commissioni, tipo trasportare un kit di mobili dall’Ikea, e acquistare scatolette di passata di pomodoro e di tonno per le spaghettate di mezzanotte al Club dei Malavitosi).


Solo dopo il furto si sono resi conto che il cinquantino non avrebbe potuto circolare sulle autostrade italiane, così pensarono bene di rubare anche un carrello porta-Ape per il trasporto, questa volta di colore grigio pastello scialbo non temperato, per non dare troppo nell’occhio.


Per ironia della sorte, anche il carrello a trazione umana non sarebbe stato ammesso in autostrada, nonostante il “motore” bicilindrico a due “pistola”.


Detto fatto, ecco “reperita” anche un’auto dotata di gancio per il traino, di colore azzurro cielo nuvoloso sbiadito, per dare ancora meno nell’occhio.


A Roccacannuccia, si trova veramente tutto.


Superata la barriera di Rondissone, i due malcapitati, sono stati fermati dalla Stradale che ha rilevato un sovraccarico dell’ApeCarCar (non si tratta di balbuzie grafica, si sta parlando di Ape + Carrello + Auto), forse a causa del cestino portavivande da viaggio, del peso di oltre 160 Kg.


Non verranno invece denunciati per furto perché, ha rilevato il sovrintendente competente, il furto prodromico conseguenziale non è tipologia prevista, né prevedibile dal Codice Penale.


I due professionisti del crimine sono stati scortati dalla Polizia a Settimo Torinese, dove sono tuttora bloccati e chiedono aiuto per vendere uno o più pezzi dell’ApeCarCar, anche separatamente, fino al raggiungimento del peso consentito dalla legge. In mancanza (in questo caso sarebbe forse opportuno dire in abbondanza) non potranno proseguire il viaggio fino al deposito del loro ricettatore di fiducia.

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Freddy Marchiori & Paul Rice – ACC (NOVEMBRE 2014)

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

UNA GIOVANE DONNA HA PERSO IL CONTROLLO DELLA PROPRIA VETTURA A CAUSA DI UN RAGNO


Maria Fobia (nome di fantasia) stava transitando a bordo della sua Smart Station Wagon nel centro di D*** (il comune non ha firmato il consenso informato sulla Privacy) quando, svoltando in via Spaventa, si è accorta della presenza di un ragno, sul sedile accanto al suo.


Trovarsi un ragno in auto a sua insaputa l’avrebbe terrorizzata al punto da farle perdere il controllo dell’auto. Dopo pochi metri di carambola si è schiantata contro un motorino in sosta.


La ragazza è stata soccorsa dai paramedici del 118, che l’hanno trasportata in ospedale.


Le sue condizioni psico-fisiche non sembrano essere gravi, o almeno non più gravi di quanto già non fossero prima dell’incidente.


Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno tratto in salvo anche il ragno.


– Deve essere salito mentre mi sono fermata a fare benzina – avrebbe dichiarato la ragazza, in evidente stato di choc (si spera sempre, in questi casi, che si tratti solo di choc, cioè qualcosa che poi passa).

– La zona è piena di extra- comunitari e drogati – ha aggiunto – che salgono sulle auto con persone sole alla guida, e le minacciano con una siringa per avere il denaro.


In realtà il povero ragno era solo molto disorientato, ma non è risultato positivo ai test, né per l’alcol né per le droghe.


Inoltre non era in possesso di siringhe o altri oggetti minacciosi e non è neppure extracomunitario, per il momento: è greco, si chiama Telemaco ed è originario di Itaca. Da indiscrezioni, pare si tratti del figlio segreto di Penelope Craz, la famosa cantante-attrice (protagonista del film “Muoviti, per favore!”) che si esibisce nei locali notturni di Atene, e di giorno lavora come tessitrice alle Telerie Elleniche Riunite di Tessalonica.


Fortunatamente il giovane ragno non ha riportato lesioni nell’impatto, nonostante viaggiasse senza cinture.


Meglio così, poiché proprio causa del mancato utilizzo delle cinture, la compagnia assicurativa Groupodia non gli avrebbe comunque pagato i danni.

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Stefania Marello (LUGLIO 2013)


Il ragno rimasto coinvolto nell’incidente, ancora in evidente stato di choc.

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

L’EFFETTO SERRA E LA STRANA SPECIE AVIARIA DI TORRAZZA PIEMONTE


Negli ultimi anni gli studi sull’effetto serra e sulle cause del riscaldamento terrestre si sono moltiplicate e, accanto a ipotesi serie e corredate di dati scientifici, si sono sviluppate teorie piuttosto fantasiose.


L’ultima riguarda il Circolo Polare Artico, che si starebbe lentamente trasformando in un Rombo Polare Artico.


Non in senso acustico, ma geometrico: da cerchio diventa una losanga, le cui punte spingono a sud grossi iceberg e lasciano scoperte le aree laterali.


La Corrente del Golfo, secondo alcuni studiosi, subisce un rallentamento a causa del naturale invecchiamento, al quale si aggiungono i radicali liberi imprigionati nelle particelle inquinanti: non riesce più a correre, e diventerà presto “Camminante” del Golfo.


Per non parlare dei geyser islandesi, che fumano troppo. A nulla sono valsi i cartelli “Vietato fumare” e le relative multe: ormai sono entrati nel Circolo Vizioso Artico, e non è più possibile farli smettere.


Il Mare del Nord si è spinto fin sulle coste Britanniche, acquisendo titolo onorifico e cambiando di fatto il nome in Mare del Lord.


Gli orsi polari si sono tolti la pelliccia, prendendosi la bronchite: hanno la febbre, e quando fanno pipì in mare contribuiscono ad un ulteriore scioglimento della banchisa polare.


Non va meglio al Polo Sud, dove i pinguini maschi, stufi di patire il freddo e la fame per tenere al caldo il loro prezioso uovo, men- tre le femmine sguazzano in mare al grido di “L’uovo è anche suo e che se lo gestisca lui”, hanno assaltato una nave che trasportava stufette, ne hanno rubate alcune, e le hanno usate per scaldare le uova. Le uova schiuse hanno dato alla luce esemplari di una nuova razza: i pinguini De Longhi. L’effetto sul clima è stato devastante.


Persino alle nostre latitudini si segnalano fenomeni strani.


Nel ridente paesino di Torrazza Piemonte ultimamente non si ride più come prima. Strani uccelli svolazzerebbero nei cieli torrazzesi. Ci sono state prima semplici voci, chiacchiere al bar o tra vicini di casa, poi segnalazioni di cittadini ai Vigili Urbani e alle autorità comunali, infine lettere corredate di foto, inviate direttamente al Di- partimento Torrazzese di Pensologia Condominiale, diretto dal Professore Chiarissimo Sun Nen Bun.


Secondo il Professore potrebbe trattarsi di una specie sconosciuta, probabilmente ibridi nati da uova che hanno subito una sorta di mutazione, dovuta ai cambia- menti climatici. Gli inquietanti volatili ricordano, nella loro forma, le illustrazioni di streghe tratte da antiche fiabe e leggende, cioè forme femminili intabarrate in abiti neri, con copricapo a punta e dotate di scopa atta al volo.


Attenzione: potrebbero essere pericolose. Pare che una di queste creature sia stata vista azzuffarsi con un gatto e il felino avrebbe avuto la peggio.


Alfredo Tremo, nipote del famoso regista inglese Alfred Hitchcock, si è recato sul luogo con l’intenzione di realizzare un film.


Nell’attesa di catturarne una viva per sottoporla ad analisi, le autorità consigliano di non avventurarsi nei campi e nei boschi dopo il calar del sole, e di tenere in casa i gatti e i canarini.

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Dottoressa Stephanie Hop-là – ACC (LUGLIO 2013)

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Un esemplare della nuova specie, fotografato mentre si posa su un tetto con la sua preda (probabilmente un passero solitario).

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

CORSI DI IGNORANZA

A CURA DELL’ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI

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Per chi ancora lo ignorasse, ricordiamo che alla Columbia University di New York esiste un corso di Ignoranza, docente Stuart Firestein, che è anche Professore di Neuroscienze e Direttore del Dipartimento di Biologia.


Difficile immaginare come funzioni: prende i voti più alti chi sa o chi non sa? O forse chi sa di non sapere, come quel greco, vissuto qualche secolo prima di Cristo… com’è già che si chiama? Ah, sì, Socrate.


Firestein sostiene che il prodotto finale della conoscenza è l'ignoranza. Infatti, più cose conosciamo, più “allarghiamo” il cerchio del nostro sapere, e quindi anche il confine con l’oscuro mondo ignoto che lo circonda.


(N.d.R: Chi ignora anche la geometria piana elementare, può saltare la seguente figura.


E se ancora non dovesse capire, può andare alla fine dell’articolo. Resterà ignorante, senza bisogno di corsi)

Si noti come, all’aumentare della conoscenza (area gialla)

aumenta anche la circonferenza e quindi il confine con l’ignoranza (area blu).


Secondo questa teoria, conosciuta come Teoria delle Palle, se ci pensiamo bene, l’essere più sapiente al mondo è il neonato: egli ignora tutto, persino come si fa a respirare. La sua palla di conoscenza è piccolissima, praticamente un punto senza dimensioni. Imparato il respiro (è un ottimo autodidatta, il piccoletto) si accorge che c’è dell’altro, e gli vengono mille curiosità: come placare la fame, la sete, il freddo, come spegnere quella cavolo di luce che qualche grullo (non conosce neppure le parolACC, il poverino!) gli ha sparato proprio negli occhi… Così aumenta la sua palla della conoscenza, mentre egli diventa via via più ignorante.


Per fortuna, fino a poco prima di nascere, il neonato non sa di essere così sapiente, altrimenti non nascerebbe. O, forse, uscirebbe quel tanto che basta per fare, con le sue braccine paffute, un gestaccio inequivocabile all’ostetrica, e poi tornerebbe subito dentro.


Ma torniamo al nostro Corso di Ignoranza. L’eccelso Stuart Firenstein non è stato il primo ad avere questa idea geniale. L’Accademia dei Cinque Cereali, in collaborazione con il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, dell’Università di Pensologia di Torino, Dipartimento di Torrazza Piemonte, da tempo si sta occupando di questi temi. I soci e i collaboratori sono perfettamente consci della loro ignoranza, e tuttavia osano disquisire ogni giorno di cose complesse, affrontare materie specialistiche, delle quali - si badi bene - non sanno un bel niente.


Ciò di cui parliamo è un’ignoranza informata, che pone nuove domande, che a loro volta produrranno risposte, cioè ulteriore conoscenza e quindi nuova ignoranza.


L’ACC ha fatto suo questo ciclo inarrestabile di domande e risposte. Si tratta del famoso ciclo di Idiot, che si chiude lasciando sempre le cose come stanno, semmai un po’ più confuse, in modo da mantenere l’ignoranza a livelli elevati.


Possiamo quindi affermare che L’ACC, nella sua ignoranza consapevole, è uno dei Massimi Sistemi di Sapienza al mondo.


Gli esperti dell’ACC hanno ACCttato la sfida di Firenstein, di tenere una Lectio Magistralis su ciò che non sanno.


Riportiamo qui il programma delle Lectio.

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Dottoressa Stephanie Hop-là – Informatica.

  • Le teorie di Newton e la nascita della Apple.
  • “Control Alt Canc” non è un contrACCttivo orale.
  • Infernet e la rete ai tempi di Dante.
  • Problemi di memoria: perché ROM rubano RAM?
  • Problemi di software: come farsi un Pannello di Controllo così.

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Professor Paul Rice – Ortografia e buon uso della Punteggiatura.

  • La Teoria del Caso applicata alle virgole.
  • Il “Punto a capo” questo sconosciuto.
  • La non facoltatività della corretta sequenza delle lettere in un vocabolo.
  • La sublime e difficile arte della rilettura di un testo.
  • Tecniche Yoga per il controllo degli spasmi delle falangi sulla tastiera.

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Professor Italo Miglio – Sessuologia applicata

  • Analisi biometrica comparata dei dispositivi organici coinvolti nella copula.
  • Ossessioni segrete nel terzo millennio.
  • Il sesso al tempo di Cappuccetto Rosso.
  • Tecnologie termodinamiche applicate alla soddisfazione sensoriale.
  • Le disfunzioni erettili e i loro vantaggi.
  • La teoria contrarian del "Piccolo é bello".
  • Il percorso obbligato da "Adamo ed Eva" a "Hom & Osex".

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Ingegner Frank Oats – Management e Ingegneria Gestionale

  • Gestione attenta dei sottoposti, e analisi delle loro opinioni.
  • Come posso mitigare il mio delirio di onnipotenza?
  • Sequenziatura corretta e gestione delle priorità del personale.
  • Come finalizzare le peculiarità del singolo al successo aziendale.
  • Tecniche montessoriane per la gestione del personale femminile in giorni particolari.

Stuart Firestein alla Colombia University, e Sun Nen Bun all’Università di Pensologia.

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Stephanie Hop-là e Italo Miglio

Accademia dei Cinque Cereali (LUGLIO 2013)

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

CRISI: MILIONI DI API OPERAIE IN CASSETTA INTEGRALE

FORTI AGITAZIONI IN PIAZZA PAN DI SPAGNA CONTRO I TAGLI ALL’API-CULTURA: NECESSARIO L’INTERVENTO DEI VIGILI DEL FUCO.

NEL FRATTEMPO L’APE REGINA AUMENTA LE RENDITE SULLE ARNIE.




Gli ultimi tagli hanno colpito soprattutto il settore del miele d’Acacia.


Da alcuni giorni la produzione di miele, cera e propoli è bloccata e le api si sono barricate sul tetto dell’alveare, minacciando, in un ronzio spaventoso, di non tornare al lavoro se non sarà sospeso il provvedimento che lascia fuori dall’alveare migliaia di operaie e centinaia di fuchi, in cassetta integrazione a zero-miele.


L’obiettivo dell’AD (Ape Delegato) e dell’AR (Ape Regina) è chiaramente quello di aumentare le rendite sulle arnie.


I Sindacati della Uim (Unione Insetti da Miele) hanno indetto un’assemblea straordinaria. Nell’attesa una troupe televisiva si è avvicinata al tetto dell’alveare e ha raccolto alcune proteste. Una giovane operaia, che dice di chiamarsi Ape Corina, inveisce contro la direzione:


“I padroni si danno un sacco di arnie, ma chi lavora siamo noi. Noi operaie lavoriamo in turni massacranti, per la raccolta del polline, e non ci viene riconosciuta nemmeno un’indennità per attività usurante. ”


Tra i fuchi, anche loro in agitazione, se pure per motivi diversi, abbiamo raccolto la testimonianza di Ape Ritivo, un giovane maschio che si lamenta dei rischi che ogni fuco corre al momento del gioco aziendale annuale, detto Scacco alla Regina.


“La Direzione lo presenta come un gioco divertente, nel quale i fuchi si misurano tra loro in velocità e resistenza e il vincitore potrà tromb… oh, scusi, siamo in onda… accoppiarsi con la regina.


In realtà, se mi permette la volgarità, i trombati siamo noi, perché rischiamo la pelle in ogni caso.”


Si è verificata una vera a e propria reazione a catena che ha messo in agitazione anche i controllori di volo, con rischio di chiusura dell’apeporto, cosa assai grave, perché solo zampettando e saltellando sarebbe praticamente impossibile riuscire a “visitare” ogni fiore della zona entro la primavera. Ricordiamo che questi insetti non dispongono dell’Apecar per il trasporto del polline, e neppure della Vespa, ma devono fare tutto manualmente o, per essere precisi, zampamente.


Pare che sia possibile un’ape-rtura da parte dei sindacati, ma la strada è ancora lunga per attivare a un accordo, probabilmente verrà eletto un Ape Re Tecnico per gestire l’emergenza e far uscire l’alveare dalla crisi. Il sistema elettorale è l’apicellum, che prevede liste bloccate e voto obbligatorio per il fuco più furbo (non per il più veloce, in quanto questo vive solo poche ore, da cui il detto: meglio un giorno da calabrone che cento anni da fucone).

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M&M – Marchiori & Marello - ACC (FEBBRAIO 2013)

Un’ape Reginonna geneticamente modificata

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

A QUARTO, FALSI NOMADI ARRESTATI DAI CARABINIERI


Nei parcheggi dei supermercati capita spesso di essere seguiti da giovani zingari che chiedono l’elemosina, o si appropriano del carrello ormai svuotato, per riportarlo e recuperare la moneta inclusa.


A volte, se sono troppo numerosi e insistenti, i clienti protestano presso la direzione, che a sua volta chiama i carabinieri.


Singolare è invece quanto accaduto, qualche giorno fa, nel parcheggio del Mega Centro Commerciale Metà di Quarto (GE).


Due ragazze scalze, con abiti informi, stracciati, lunghe gonne variopinte e vistosi orecchini d'oro, abbordavano i clienti, elemosinando con insistenza qualche euro.


Parevano di etnia Sinti, ma potevano anche essere Rom o Kalé, o Sainén Kikalè: avevano l’apparenza, l’indigenza, l’insistenza, persino l’essenza (non proprio lavanda di Provenza) della zingara autentica e nessuno faceva loro caso.


Solo un uomo, il signor Poi Rino di Genova, si è insospettito perché, come ha avuto modo di spiegare più tardi alle forze dell’ordine, una delle due zingare, nell’avvicinarsi con la mano tesa, invece della solita cantilena questuante, avrebbe detto: “Prego, patente e libretto”.


Curiosa espressione per una zingara, se pure Sinti e con i capelli neri, o Rom, con i capelli stinti.


Così il Poi ha, prima di tutto, avvisato i carabinieri e poi gli altri clienti che stavano uscendo dal supermercato.


Le due giovani, tirandosi su le lunghe sottane, se la sono data a gambe. Proprio le gambe, una volta scoperte, le hanno tradite: si sono rivelate troppo muscolose e soprattutto villose, anche per una ragazza che non conosca l'uso del silkepil.


Forse i carabinieri, giunti sul luogo in ritardo per le confuse indicazioni ricevute, prima dal Poi e poi dal navigatore guasto, non sarebbero riusciti a raggiungerle, se oltre il parcheggio non ci fosse un terreno incolto, coperto di rigogliose ortiche.


Le due, scalze, come s’è detto, sono state trovate subito dopo, in un fosso poco lontano, intente a giocare una speciale edizione di gratta e vinci.


Ma non erano volti nuovi per i carabinieri, che le hanno immediatamente riconosciute: non si trattava di Rom, e nemmeno di Sinti, bensì di due colleghi dell’Arma, che, oberati dai debiti, dal mutuo e dalla rata IMU, avevano studiato il travestimento per spillare qualche euro, nel tempo libero dai turni di caserma.

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Stefania Benemerita (GIUGNO 2013)

La Metà di Quarto, praticamente un ottavo

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