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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO VI d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

In questa sezione sono riportati articoli scritti tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC collaborava allegramente con LA TAMPA

PAGHEREMO ANCHE L’ARIA CHE RESPIRIAMO



FINO AD OGGI UN MODO DI DIRE, PRESTO POTREBBE DIVENTARE REALTÀ


Quante volte abbiamo detto o sentito dire: “Ci tassano tutto: finiremo per pagare anche l’aria che respiriamo”?


Finalmente, anzi purtroppo, questa affermazione da semplice battuta potrebbe diventare realtà.


La trovata geniale è di un noto elettrauto di Buronzo, un certo Vasco De Sgama.


Il nome Vasco era stato scelto dal padre, di origini modenesi, ispirato da un disc jockey, tale Vasco Rossi, che negli anni ’70 animava i locali dell’Emilia Romagna. Si trattava di giovane senza un futuro come DJ, ma che, con la sua simpatia, aveva saputo toccare il cuore di quell’uomo.


La madre invece era una promettente ballerina, ma aveva interrotto la sua carriera dopo soli tre quarti d’ora, perché non sapeva che il disco doveva essere girato sul lato B.


È chiaro che stiamo parlando di una famiglia di autentici geni.


Più tardi, il simpatico DJ modenese, fallita la carriera da disc jockey, aprì un’attività come rockstar ed ebbe, pare, un grande successo. Ma torniamo a bomba (come diceva Bin Laden), e al nostro Vasco di Buronzo.


Il De Sgama ha depositato presso l’ufficio brevetti di Formigliana la formula di un gas chiamato AIR-ON, composto per il 78% di azoto, per il 21% di Ossigeno e, per la restante parte, da una miscela di gas non ben precisati. La parola ON sta appunto ad indicare la presenza di Ossigeno (simbolo atomico O) e di Azoto (simbolo atomico N).


Qualora venisse approvato il brevetto, ora al vaglio degli ispettori dell’ufficio brevetti, si dovrà pagare una tassa ad ogni utilizzo di questo gas. Ma la formula del composto gassoso inventato dal De Sgama è praticamente uguale a quella dell’aria, perciò tutte le persone che respirano sarebbero costrette a pagare una tassa. Non solo, potrebbe venire introdotto un superbollo per le auto e per tutti i motori a combustione. Anche chi possiede animali dovrà pagare, esclusi i pesci ovviamente.


I palloncini colorati che si usano durante le feste costerebbero il doppio, gravati dall’imposta sul fiato sprecato per gonfiarli. Gli innamorati non corrisposti dovranno sospirare solo di nascosto, per evitare di essere tassati sull’emissione aggiuntiva di gas sottoposto a brevetto. Quelli corrisposti dovranno controllarsi e ansimare piano durante le loro sedute amorose…


Non basta, De Sgama percepirebbe anche i diritti SIAE per tutti gli strumenti musicali ad aria (strumenti a fiato, fisarmoniche, cornamuse, ecc.), i fischietti in dotazione ai vigili urbani e le trombe suonate dai tifosi allo Stadio. I trombi, invece, sarebbero ancora esentasse.


Infine pare che De Sgama potrebbe percepire anche l’otto per mille sugli strumenti ad uso religioso, come gli organi a canne e le zampogne in dotazione ai pastori del presepe vivente.


In attesa del timbro di approvazione sul suo fascicolo, pare che il geniale elettrauto di Buronzo stia già preparandosi a brevettare un prodotto chimico liquido, totalmente di sua invenzione, la cui molecola è composta da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno.



Marchiori assisted by Marello - ACC (LUGLIO 2014)



AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

LA TAMPA SPIA LE TELEFONATE DI BEPPE GRILLO


L’Accademia dei Cinque Cereali si è rivolta alle associazioni telefoniche di fiducia per fare chiarezza sul rapporto del comico con le istituzioni. Ecco a voi i verbali risultanti dalle intercettazioni.


Accademia delle 5 teleselezioni


Dopo aver posto sotto controllo il telefono del Sig. Grillo Giuseppe con apparato modello Spy One 2301A è emerso quanto segue:

Sembrerebbe che Signor Grillo non telefoni ogni mattina ai parlamentari del MoVimento 5 Stelle, come riportano i giornali, ma chiamerebbe direttamente Renzi, Alfano, Franceschini, Cuperlo e financo Angela Merkel impartendo ordini su cosa decidere e su come votare.

Azioni suggerite: Si consiglia di chiamare anche Prandelli per suggerimenti in vista dei Mondiali 2014 in Brasile.



Accademia dei 5 scatti alla risposta

Dopo aver posto sotto controllo il telefono del Sig. Grillo Giuseppe con apparato “Cimice puzzona anni ’60” modello Guerra Freddina 6208, è emerso quanto segue:

Parrebbe che il Signor Grillo, da buon genovese, stia espellendo i parlamentari che rifiutano di ricevere le sue telefonate con tariffazione a carico del destinatario. Pare che l’obbiettivo sia di ridurre i parlamentari a non più di dieci / dodici unità per un effettivo risparmio sulle bollette telefoniche.

Azioni suggerite: Dotare il genovese di una tariffa “all parlamentar inclusive”



Accademia delle 5 interurbane

Dopo aver posto sotto controllo il telefono del Sig. Grillo Giuseppe con apparato modello portinaio che origlia del 1946, è emerso quanto segue:

Non risultano telefonate del Signor Grillo verso parlamentari del MoVimento 5 Stelle, sono state invece rintracciate parecchie chiamate da un esodato di Ladispoli che spacciandosi per Grillo, ordina di votare gli emendamenti politicamente più assurdi (cioè quelli a favore del cittadino)

Azioni suggerite: Si consiglia di non prendere iniziative; tutto sta funzionando perfettamente.



Accademia delle 5 bollette “all inclusive”

Dopo aver posto sotto controllo il telefono del Sig. Grillo Giuseppe con apparato modello “Portaborse chiacchierone al bar” è emerso quanto segue:

Risultano innumerevoli telefonate da parte del Signor Grillo a tutti i numeri romani in elenco, nella speranza di riuscire a parlare, prima o poi, al Papa.

Azioni suggerite: Si consiglia di mandare una lettera al Pontefice col numero di telefono di Beppe Grillo; ci penserà il Santo Padre a richiamare.



Cannavò & Marchiori (MARZO 2014)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

ICE BUCKET CHALLENGE: LA MODA DEI VIP IMPAZZA ANCHE FRA I COMUNI MORTALI



PRATICATO DAVANTI ALLE AGENZIE DELLE ENTRATE O ALL’UFFICIO POSTALE PRIMA DI PAGARE LE BOLLETTE



Quante volte di fronte a una spesa inaspettata abbiamo esclamato: “E’ stata una doccia gelata!”. E quante volte diamo a qualcuno della “testa calda” o lo invitiamo a “rinfrescarsi le idee”. Bene, quest’anno le idee si rinfrescano così: se negli anni ’80 andavano di moda i duri dagli occhi glaciali, l’estate 2014 sarà ricordata come la più gelida degli ultimi quarant’anni, e non solo per il clima.


Per fare beneficenza, la maggior parte dei VIP si è resa protagonista di una masochistica e perversa pratica. Questi personaggi erano soliti fare donazioni anche prima che impazzasse questa usanza estiva, ma la moda è moda e non si discute. Quest’anno, per essere cool, occorre munirsi di secchiello del ghiaccio e versarselo in testa (ricordandosi di togliere prima la bottiglia di Champagne).


I fondi raccolti andranno alla ricerca per la SLA. Ironia della sorte, l'acqua ghiacciata sulla testa potrebbe danneggiare i neuroni, che è poi quello che fa la SLA… Un circolo vizioso, quasi come darsi una martellata sui denti per aiutare la ricerca sulla carie.


O forse chi si sottopone a un gesto così insensato potrebbe avere già qualche neurone danneggiato di suo e innescare così una reazione a catena neuronica.


L’abitudine di associare il ghiaccio al pagamento è vecchia quanto l’aperitivo. L’immancabile cubetto di ghiaccio sta infatti a significare che si dovrà passare alla cassa. Il cubetto di ghiaccio varia in base al prezzo dell’aperitivo: basti pensare al mojito, che costa uno sproposito, ma praticamente il bicchiere viene riempito di ghiaccio.


Quando si parla di opere di beneficenza importanti, oltre alla secchiata di ghiaccio si può arrivare anche alla bacinella e, nei casi estremi, all’ape a tre ruote del gelataio che scarica sul coppino del malcapitato, aspirante benefattore, due quintali di granita.


Questa pratica, inizialmente a uso e consumo dei soli VIP, sta prendendo piede anche fra la gente comune.


Nell’ultimo mese si sono verificati diversi casi di I. B. C.: un commercialista si è versato un secchio di ghiaccio in testa prima di recarsi a fare beneficenza all’Agenzia delle Entrate, un padre di famiglia ha fatto lo stesso di fronte all’Ufficio Postale prima di pagare la bolletta della luce e, dulcis in findus, un pescivendolo si è rovesciato addosso uno scatolone di merluzzo surgelato. Quest’ultimo è ben più doloroso della semplice secchiata d’acqua e lascia inoltre tracce odorose che sono un richiamo irresistibile per tutti i gatti del quartiere.


Qualcuno si domanderà perché ha preso piede questo sadico giochetto a fin di bene. La risposta è semplice, chi si sottopone a questa freddura deve nominare tre persone, che a loro volta sono tenuti a sottoporsi a identico trattamento e a nominarne altre tre. Una specie di catena di Sant’Antonio del Ghiacciolo (martire, morto con gelato e ritrovato intatto a inizio XX secolo, nel cono Est del ghiacciaio sul Cervino, noto anche come San Montana).


Logicamente la crescita dei “nominati” è esponenziale, da far invidia alla reazione a catena prodotta dalla fissione dell’uranio 237. L’unica differenza è che qui non viene fisso l’uranio, ma i neuroni, col risultato di rendere fesso il proprietario.


Alla fine di questa pazza estate i veri beneficiati saranno le Aziende Elettriche, per i forti consumi di elettricità nel congelare l’acqua, consumi che contribuiscono oltretutto all’effetto serra e, ironia della sorte, al conseguente scioglimento dei ghiacciai.


I più danneggiati invece sono i medici di base, oberati dalle chiamate per curare inspiegabili broncopolmoniti estive e fulminei torcicolli, che colpiscono improvvisamente persone giovani e in buona salute. Beh, buona salute fisica, perché sulla salute mentale abbiamo qualche dubbio.


Ma un tempo la vera beneficenza non era, se non proprio anonima, almeno fatta con discrezione? A nessuno di questi cervelloni è venuto in mente di tornare a fare beneficenza col metodo tradizionale: assegno, bonifico e via?



M & M- Marello & Marchiori – ACC (SETTEMBRE 2014)




AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA


L’ACC sta mettendo a punto le donazioni mediante A.P.R.R.

(Autinflizione di Piadina Romagnola Rovente), meno invasiva del ghiaccio


TASSA SULLA MANCATA SANZIONE: ECCO L’IMPOSTA SUI PUNTI PATENTE



ACCORDO CON SUPERMERCATI E COMPAGNIE PETROLIFERE SU CONVERSIONE PUNTI SPESA E CARBURANTE IN PUNTI PATENTE


Questa volta ci pensa il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, coadiuvato dal Ministero per lo Sviluppo Economico, a elaborare un piano che permetterà di recuperare entro il 2014 oltre 1,4 miliardi di Euro, che torneranno utili al PIL (del resto recita un antico adagio: “Più PIL per tutti”).


Chi commette infrazioni stradali fa la propria parte, contribuendo con gli introiti delle sanzioni amministrative al sostentamento dei piccoli e grandi comuni, pertanto è ora che facciano la loro parte anche gli automobilisti più prudenti e impeccabili alla guida.


Si tratterà di tassare i punti residui sulla patente, ad esempio se un automobilista è molto disciplinato, di sicuro ha commesso poche infrazioni e al momento ha magari 24 punti sulla patente, in questo caso, dovrà pagare il 2,4% sul proprio reddito, chi ha 22 punti dovrà pagarne il 2,2%, chi ne avrà 20 il 2% e così via… meno punti, meno tasse.


Ci sarà la possibilità, grazie a un accordo fra Motorizzazione Civile, supermercati e stazioni di servizio di convertire i punti per gli acquisti fatti nei punti vendita in punti patente (1000 punti spesa = 1 punto patente).


Al raggiungimento di 100 punti patente si avrà diritto a una patente di guida in omaggio, oppure a una patente di categoria superiore a quella già posseduta.


Perdendo più di 15 punti con una sola contravvenzione è prevista l’esenzione fiscale totale, ma il termine per “mettersi in regola” (commettere cioè una grossa infrazione, n.d.r.) scadrà inderogabilmente il 30 aprile 2012.



Freddy Marchiori & Paul Rice – ACC (FEBBRAIO 2012)



AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

DALL’ORRORE DI STAMPA AL DELITTO DI STAMPA MAFIOSA

NELLA DIFFICOLTÀ DI CONCILIARE LIBERTÀ DI STAMPA E TUTELA DEL DIFFAMATO ANDRANNO IN CARCERE GLI EDICOLANTI E I LETTORI PAGHERANNO I DANNI

Tra emendamenti alla Camera e bocciature al Senato, la nuova legge sulla diffamazione a mezzo stampa non riesce a decollare, anzi, nemmeno a rullare qualche metro sulla pista.

Ad ogni nuova discussione si ha l’impressione di leggere una pagina tratta da “Dei Delitti e delle Pene”, tanto è scatenata la fantasia delle proposte. Ci si aspetta che, dalle sanzioni economiche da cui si era partiti, si arrivi prima o poi a reintrodurre la pena capitale, passando dalle sanzioni corporali, dall’esilio e dalla deportazione.

Nel frattempo la confusione aumenta: manette per i diffamatori? No, solo per il Direttore Responsabile della testata. Gattabuia per il Direttore Responsabile e multa per il cronista? Ma no, facciamo viceversa: multa per il Direttore e gatta semibuia per il cronista. Insomma una bella gatta da pelare, che fa pensare persino che qui gatta ci covi.

Tra voti anonimi e astenuti dichiarati, le norme attuali fanno ancora riferimento ad una legge del 1948 o forse alle Norme di Comportamento degli Strilloni di qualche Regio Decreto, molto più vecchio.

Se Gutenberg avesse immaginato ciò che la sua invenzione poteva scatenare, avrebbe inventato il gioco degli stampini, rendendo felici i bimbi, secoli prima dell’arrivo di Clementoni.

Oggi le cause in corso sono ferme in attesa di chiarimenti, mentre le cause nuove non trovano riscontro in una nuova legge, continuamente annunciata e mai realizzata, come la tela di Penelope.

È di due giorni fa la notizia del signor Lando Baù di Ivrea, che è stato accusato da un articolo, apparso sul giornale locale La Senti Quella del Canevese, di aver fatto sporcare il cane nel giardino condominiale e di non aver nemmeno raccolto le deiezioni.

Il signor Lando Baù nega il fatto, anche se ben sei condomini giurano di averlo visto. Sostiene di essere stato scambiato per un vicino di casa che gli assomiglia, ma di cani con le misure del suo (un alano 90x90 per 90 chili di peso) se ne vedono davvero pochi in tutta la provincia. Il Sig. Lando, Baù Lando per gli amici, ha querelato il Direttore Responsabile de La Senti Quella, ma per ora è tutto fermo.

Se il Direttore Responsabile non deve più essere responsabile di quanto scritto dai suoi collaboratori, e se il collaboratore che firma un articolo diffamatorio si può appellare al fatto che il Direttore lo aveva approvato, e se il Vice Direttore… insomma avete capito: siamo in un vicolo cieco.

Non dimentichiamo che la colpa di diffamazione potrebbe anche ricadere sull’edicolante, il quale, prima di vendere qualsivoglia giornale, dovrebbe averlo letto ed essersi assicurato che non contenga notizie false. Ma gli edicolanti si difendono attraverso i loro sindacati, accollando la colpa ai lettori.

“Dovrebbero essere i lettori” dice Susanna Stampusso, segretaria della ED.I.T.OR (Edicolanti Italiani Tutelatevi Orsù) “ciascuno per il giornale acquistato, a fare le indagini sulla veridicità delle notizie pubblicate. Se non lo fanno sono perseguibili in base all’articolo 4, di prossima discussione al Senato, che afferma che l’acquirente di un giornale, con l’atto stesso dell’acquisto, diventa responsabile di tutto il contenuto, pubblicità, parole crociate e annunci compresi”.

M&M - Marello & Marchiori – ACC (NOVEMBRE 2012)





AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA



Grazie agli ideogrammi è quasi impossibile dimostrare il reato di diffamazione

ORA LEGALE: CHE STRESS!


GLI STRASCICHI CAUSATI DALLO SPOSTAMENTO DELLE LANCETTE


Ci ripetono da decenni che l’ora legale ci fa risparmiare milioni di euro in energia, ma ci devono ancora spiegare come, dal momento che tutto questo risparmio non risulta né nelle nostre bollette, né nei prezzi dei prodotti/servizi, né tantomeno nel solito PIL. Ultimamente sono stati effettuati studi più approfonditi, dai quali risulta che l’entusiasmo per questo appunta- mento di fine marzo è fuori luogo. Dalla California arriva la doccia fredda, insieme all’ aria fredda sparata dai climatizzatori: pare che nel periodo di applicazione dell’ora legale i consumi energetici siano addirittura maggiori, a causa di un prolungato utilizzo dell’aria condizionata nelle ore serali.


Da ogni parte poi giungono allarmi sul- lo stress generato dal cambio dell’ora: ciclo del sonno che salta, ormoni che impazziscono (e fanno a loro volta impazzire gli omoni...), bambini che faticano ad addormentarsi e a risvegliarsi, genitori che crollano addormentati nei lettini dei loro bambini, anziani che sclerano più del soli- to. In particolare sono emersi sei disturbi associati al cambio dell’ora:


1 - DISTURBI DEL SONNO

In questi giorni molti di noi provano l’orribile sensazione di svegliarsi nel cuor della notte, mentre la sveglia segna la solita ora, le 6:30. Infatti sono solo le 5:30, e fuori è buio pesto: dormono i passerotti e le rondini, dorme il gallo della fattoria, ululano i lupi alla luna e svolazzano pipistrelli e civette. Dormono persino i pesci rossi nella boccia sul frigo, e quando en- triamo in cucina paiono guardarci, spa- ventati e infastiditi da questi insoliti movimenti notturni. Naturalmente non accen- diamo la luce, ma usiamo una piccola torcia elettrica per far colazione e lavarci. Perché? Ma per il risparmio energetico, ovvio! Se accendiamo la luce la mattina presto se ne va in palla tutto il risparmio promesso dall’ora legale e le nostre bol- lette diventano ancora più astronomiche.


2 - DIFFICOLTÀ DI CONCENTRAZIONE

Per quanto mi riguarda l’ora legale non è responsabile di questo disturbo: l’unica ora che potrebbe migliorare la mia capacità di concentrazione sarebbe l’ora di allora, cioè poter tornare indietro nel tempo, quando ero più giovane e potevo contare su qualche neurone in più.


3 - INCIDENTI ALLA GUIDA E SUL LAVORO

Confermo. Quando rientro in auto dal lavoro, in coda sotto un sole che pare non tramontare più, lo sguardo finisce sull’orologio del cruscotto e quasi mi prende un colpo: cosa? Sono già le sette? Ma come è possibile? Questo basta a distrarmi per un attimo e... bang, il tamponamento è assi- curato.


4 - STRESS CARDIACO

Dicono addirittura che durante le prime settimane del cambio dell’ora aumenti il numero degli infarti. Il motivo? Mah, for- se lo stesso del punto precedente: guardare l’ora e sentirsi perennemente in ritardo.


5 - DISFUNZIONE ERETTILE

Nelle coppie, anche le più affiatate, in questo periodo si altera la sinergia sessuale: quando è pronto lui, lei è profonda- mente addormentata nel bosco e viceversa. Più che di disfunzione si potrebbe par- lare di erezioni fuori tempo (e quindi fuori luogo). Si consigliano intrugli di melatonina (ormone che facilita il sonno) e di Viagra (farmaco che favorisce l’erezione). Gli effetti collaterali portano al punto 4, senza passare dal via.


6 - STRESS PSICOLOGICO

È l’effetto dei punti precedenti, sommato al fatto che abbiamo un’ora di luce in più la sera, una lunga ora che potremmo impiegare in attività ludiche e sporti- ve, magari una partita a tennis, una nuotata in piscina, un giro di shopping in centro... Tutte cose costose e noi dobbiamo fare i conti con la diminuzione degli sti- pendi e l’aumento delle tasse: il solo pensiero è fonte di stress.


Perciò ci accontentiamo di osservare il tramonto del sole dal balcone di casa, spettacolo per il momento gratuito e esentasse. Poi rientriamo e accendiamo la tele- visione, che ci mostra il solito mondo do- rato e felice delle pubblicità, inframmezzate (ormai sono le pubblicità ad essere interrotte dalle trasmissioni e non viceversa) da notiziari catastrofici e da trasmissioni demenziali, dove uomini e donne apparentemente sani di mente fanno a gara per andare a litigare davanti a Maria De Filippi o a Forum. Allora cerchiamo canali seri (per i quali, tra l’altro, abbiamo an- che pagato il canone) e troviamo comici che parlano di politica e politici che dicono cose comiche. Il risultato è che non fanno più ridere né gli uni né gli altri.


Infine spegniamo e andiamo a letto. Fuori è ancora chiaro. Carichiamo la sveglia per l’ora di compieta, come i frati.


Per fortuna tornerà presto l’autunno.




Stefania Marello - ACC (APRILE 2014)





AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

CONSULTAZIONI O INSULTAZIONI ELETTORALI?



QUANDO SI DICEVA ”VOTO PER LA PASTASCIUTTA” E “STAVAMO MEGLIO QUANDO STAVAMO PEGGIO”



Le consultazioni elettorali sono terminate, il mese di maggio se ne è andato, ma ancora si discute sui risultati e si cerca di darne un’interpretazione razionale. L’unica cosa certa è che il partito con più adesioni è stato SA, ovvero Scelta Astensione, il partito dei non votanti. Si sono infatti astenuti quasi la metà degli italiani. Ma perché avranno rinunciato a un diritto così importante, che i nostri nonni hanno conquistato con sangue, sudore e in alcuni casi pagando con la vita?


Qualcuno potrebbe essersi semplicemente dimenticato, specialmente se affetto da demenza senile, qualcuno potrebbe aver avuto una visione fulminante, mentre si recava al proprio seggio in via Di Damasco, qualcun altro, distratto dal passare di una bella ragazza poco vestita, potrebbe aver battuto la testa contro un tabellone elettorale e essere finito in coma al vicino ospedale.


Ma la maggior parte dei non votanti pare abbia non-votato per scelta consapevole. Forse avranno pensato che se va a votare solo il 50% degli aventi diritto, lo stipendio dei politici verrà dimezzato. Perciò si saranno messi d’accordo col vicino di casa: “Andiamo a votare io e mia moglie, tu non andare, tanto non va neanche il Gino, perciò siamo al 50% e finalmente taglieranno lo stipendio a questi politici”.


Oppure, presi dalla febbre del sabato sera (non quella della discoteca, ma quella di Maria De Filippi) avranno pensato che, come in ogni reality che si rispetti, la X sulla scheda non significa voto per eleggere, ma voto per eliminare. Questo aprirebbe scenari incredibili, dove si potrebbe ipotizzare il ritorno a sorpresa di Gianfranco Fini e di Antonio Di Pietro, o addirittura di Ingroia, come finalisti per un posto da presidente del Consiglio.


Se fosse andata davvero così la metà degli italiani avrebbe trascorso la domenica elettorale a casa, nel vano tentativo di comporre il numero di telefono per il televoto del proprio candidato.


Sembra passato un secolo, invece sono trascorsi meno di 70 anni dalla nascita della Repubblica, ma il modo di votare è cambiato radicalmente. Ai tempi di DC, PCI e PSI bastava una ICS, al massimo un nome in più.


Oggi servirebbero dei corsi di laurea triennali in “Scienze delle votazioni” per potersi recare alle urne senza incappare in errori che potrebbero anche annullare le schede elettorali. È molto più impegnativo votare che presentarsi come candidato, al quale non sono richieste competenze particolari.


Basti pensare che, alle ultime consultazioni, che sarebbe stato più corretto chiamare insultazioni, a giudicare dalle imprecazioni provenienti dalle cabine elettorali, la situazione era la seguente:


Per le Europee si doveva tracciare una X sul simbolo e indicare fino a tre nomi, di cui almeno uno di sesso diverso (per la salvaguardia delle quote di genere).


Per le Regionali si potevano apporre ben due X, una sul simbolo del partito e una su quello del candidato presidente, e un solo nome di preferenza.


Per le Amministrative una X sul simbolo e l’indicazione uno o due nomi (nel caso di due nomi, per forza uomo e donna). Ma non finisce qui! Col voto disgiunto si poteva crocettare il sindaco prescelto e anche la lista di un altro candidato sindaco, esprimendo le preferenze su un candidato di quella lista.


Come si può ben immaginare, queste contorte combinazioni hanno portato gente, in preda ad attacchi di panico compulsivo-confusionali, a votare alle Europee per Sergio Chiamparino e Gilberta Pichetta solo per salvaguardare quote di genere e voto disgiunto…



Freddy Marchiori & Paul Rice – ACC (MAGGIO 2014)




AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA




IMPRENDITORE TENTA IL SUICIDIO CON UNA PISTOLA AD ACQUA



RICOVERATO IN GRAVI CONDIZIONI PER UNA POLMONITE CAUSATA DALL’UMIDITÀ



Si tratta di un imprenditore trentasettenne del settore elettro-edilizio-informatico, cioè costruttore di pannelli solari, programmabili, in cemento armato.


Gli affari da circa tre anni non andavano bene per Felice De Pressi, titolare della Pannello Così SpA, e siccome la ditta era stata aperta tre anni e una settimana fa, si può ben comprendere lo sconforto dell’uomo.


Ha deciso di farla finita sparandosi alla tempia con una pistola ad acqua, regolarmente detenuta, in quanto la sua età supera i 36 mesi prescritti dalla legge, ma con marchio CE limato.


Purtroppo, o per fortuna, il tragico gesto non ha avuto gli effetti immediati che lui sperava, ma d’altro canto, uno che fabbrica pannelli solari in calcestruzzo non può avere una pensata geniale, neppure sul modo di suicidarsi.


Tuttavia, a causa della notevole quantità di acqua sulla testa e di una infida corrente d’aria, l’uomo ha contratto una terribile polmonite.


I soccorsi sono scattati immediatamente e ora il poveretto, in lotta tra la vita e la morte, è ricoverato al reparto urologia del nosocomio cittadino (purtroppo in pneumologia non vi erano più letti disponibili e la sua pirlaggine non lasciava dubbi sul reparto ospedaliero più consono al suo caso).


Non era la prima volta che il De Pressi tentava l’insano gesto: ci furono in passato almeno altri due tentativi, per fortuna non andati a buon fine (ammesso che si possa parlare di “buon fine” in questi casi).


La prima volta cercò di fulminarsi con la corrente elettrica a 220Volt, infilando una forcina nella presa di corrente, dopo aver disattivato il salvavita e immerso i piedi in una bacinella piena d’acqua. Ma uno strano quanto imprevisto oscuramento del cielo causò un’improvvisa caduta di potenziale nei suoi pannelli solari in cemento armato (l’armatura in ferro provocò una specie di provvidenziale cortocircuito) e il risultato fu una leggera scossa, che gli causò soltanto una fastidiosa e irreversibile forma di balbuzie.


La seconda volta si buttò dalla finestra del suo ufficio, al secondo piano di una palazzina appena fuori città, ma cadde sul gatto della signora Pina del piano di sotto, che stava passeggiando sulla ringhiera del balcone (il gatto, non la signora Pina).


Il gatto, un enorme soriano obeso di circa quindici chili, perse una delle sue nove vite, ma sopravvisse e restò solo leggermente sciancato.


L’imprenditore invece non si fece neppure un graffio, se si escludono i graffi del gatto, e della stessa signora Pina, un donnone dal carattere irascibile, che purtroppo si trovava in casa al momento del tentato suicidio.


L’imprenditore, a causa appunto dei numerosi graffi di felino, si ammalò di toxoplasmosi (una malattia veicolata dai gatti) e, da allora, gli capita di miagolare nelle notti di luna piena.


All’ospedale in cui è ora ricoverato i medici sono ottimisti sulla prognosi, proprio in virtù dei graffi del gatto. Infatti l’uomo, attraverso il contatto ravvicinato con il gatto, potrebbe aver acquisito almeno qualcuna delle famose nove vite.


Amici e parenti sono ora trepidanti al suo capezzale, aspettando con ansia il prossimo plenilunio, nella speranza di sentirlo ancora miagolare.



Stephanie Hop-là & Paul Rice – ACC (APRILE 2013)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

POSSIBILE RIVOLUZIONE DEI SANTI NEI CALENDARI





Unico caposaldo il primo novembre, dedicato a tutti i Santi, nessuno escluso.


Si può scherzare con i fanti, e magari anche con i re e le regine, ma bisogna lasciar stare i Santi. Su questo siamo tutti d’accordo. Ma quando sono proprio questi beati burloni a prendersi gioco di noi, come la mettiamo?


Da un recente studio dell’ACC, in collaborazione con la pregiata Università di Pensologia di Torino (fondata nel XX secolo dall’esimio Prof. Livio Cepollina), è risultato che non esistono ad oggi prove certe che attribuiscano un miracolo ad un Santo piuttosto che ad un altro.


La dimostrazione è semplice. Supponiamo che un credente sia colpito da un male incurabile e che affidi anima e corpo alla benevolenza di San Francesco. Poniamo che il credente, dopo qualche mese, guarisca completamente, e la medicina contemporanea ed estemporanea non possa darne una spiegazione plausibile. Si badi che qui nessuno vuole negare l’evidenza dei fatti: si tratta certamente di miracolo, di guarigione soprannaturale.


Il problema è: chi può affermare che, nonostante il fedele avesse invocato San Francesco, non passasse di lì per caso Santa Rita (santa donna, per carità, ma che ha sempre avuto il vizietto di intromettersi) e non avesse operato lei la guarigione miracolosa?


Del resto i Santi per definizione vanno in soccorso dei bisognosi, ma non necessariamente solo se vengono interpellati con preghiera a loro specificatamente diretta.


È dato pensare che i Santi possano circolare liberamente fra chi soffre e compiere innumerevoli miracoli; anche se noi tendiamo ad attribuire l’opera al nostro Santo preferito. Ciò indispettisce certamente il poveretto che, invece di riposare in pace, vaga per l’eternità a compiere questi prodigi.


Addirittura si potrebbe arrivare a radiare dai calendari almeno un centinaio di Santi, colpevoli di millantato credito e appropriazione indebita di miracolo.


Del resto ogni credente ha fede in qualche beato benefattore e, prega oggi, prega domani, prima o poi qualcuno guarisce. In questi casi il merito lo prende il Santo invocato, che magari non aveva neppure ricevuto la preghiera e forse non voleva nemmeno finire sul calendario.


Nelle sacre riunioni tra alti prelati e illustri teologi è stata avanzata anche l’ipotesi che esista un unico Santo (un po’ come Babbo Natale) che da solo compia tutti i miracoli. E ne avrebbe il tempo, se quell’altro in una sola notte riesce a consegnare doni a milioni di bambini…


Un altro aspetto da non sottovalutare è che si tende a beatificare quasi esclusivamente persone vicine alla Chiesa cattolica, mentre in teoria non avrebbero meno meriti personaggi della musica, del cinema e dello sport che abbiano compiuto prodigi miracolosi. Questo a prescindere dall’esistenza in vita o dall’avvenuto trapasso.


Celebre la vicenda a lieto fine del ragazzo in coma irreversibile, risvegliatosi dopo aver ascoltato la musica di un noto cantautore. L’episodio aprì una causa decennale tra l’autore, l’editore musicale e il produttore discografico per l’aggiudicazione del posto sul calendario.


Non sono da meno gli sportivi, soprattutto calciatori (cfr. anche La Tampa 1975 articolo “Totti Santo subito”), e il rischio è che il calendario 2015 sia quello del campionato di calcio.


L’unico intoppo sarebbe causato da un eventuale miracolo compiuto dal “Divin Codino” Roberto Baggio; non tanto per l’appellativo del codino, quanto per il fatto che lui è un buddista dichiarato, e questo potrebbe creare non poco imbarazzo presso i cattolici.


Ma non mancano beatificazioni più o meno ortodosse anche fra atleti di altre discipline sportive o fra personaggi che con lo sport non hanno nulla a che fare. Tra gli attori, per esempio, abbiamo la proposta di un San Rocco Siffredi, beato tra le donne, e una Santa Jodie Foster, protettrice degli agnelli affetti da afasia.


E c’è persino qualche animalista che propone di beatificare un cane, tale Bernardo Fiaschetta, che porta soccorso agli escursionisti sprovveduti che restano sepolti sotto le valanghe.


In attesa di chiarimenti dalla Santa Sede l’unica soluzione sarebbe azzerare tutti i Santi del calendario e riscriverli inserendo solo i Santi certi e garantiti.

Freddy Marchiori assisted by Santa Stephanie da Hop-là (MAGGIO 2014)

NOTIZIE DEGNE DI MINZIONE


OVVERO LE NOTIZIE SUPERFLUE PER TUTTI I FAB-BISOGNI del lettore


LITE FRA VICINI DI CASA DURANTE UN’ECLISSI DI SOLE: TRE ARRESTI PER SCHIAMAZZI NOTTURNI

Si è reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine per sedare una furiosa lite fra confinanti scoppiata l’altra mattina a Castel San Pietro (AL). La diatriba si sarebbe risolta con una ramanzina ma, improvvisamente, c’è stata una breve ma intensa eclissi di sole, perciò i carabinieri accorsi sul posto non hanno potuto far altro che arrestare i 2 contendenti per schiamazzi notturni e la suocera di un terzo confinante per favoreggiamento agli schiamazzi notturni.

SBAGLIA A LEGGERE RISULTATI: INTERISTA FESTEGGIA LA CHAMPIONS A LONDRA FRA I TIFOSI DEL CHELSEA

Forse per errore aveva preso una vecchia Gazzetta dello Sport, o forse per abitudine alla vittoria ha visto la prima pagina che inneggiava al titolo più ambito d’Europa, appena assegnato dopo la finale di Monaco (quella di Germania, non quella del Principato), il nostro connazionale milanese di nascita, londinese di adozione Franco L., è sceso in strada e si è ritrovato a festeggiare la coppa fra i tifosi del Chelsea. Fortunatamente, grazie al trambusto, nessuno si è accorto della maglietta nerazzurra.

TENTERA’ LA TRAVERSATA ATLANTICA CON IL CALIFFONE

Ci penserà il giovane torinese Augusto Malanca (un nome un programma) a fare il primo tentativo di traversata atlantica in moto. Come farà? Semplice, con un piccolo artificio: utilizzerà una nave nella quale è stata allestita una pista motociclistica e continuerà a viaggiare in sella al suo motorino per tutta la durata del viaggio (fermandosi solo per fare il pieno, naturalmente di miscela al 5%).

CHIEDE UN AUMENTO E OTTIENE UN AUMENTO DI LAVORO

Tempi duri anche per gli operai, perlomeno per i pochi operai che hanno ancora un lavoro. E’ accaduto in una tintoria industriale del canavese, l’OOO (Operatore Operativo Operaio) Antonio M. di Roletto, pendolare ad interim, ha formalizzato la richiesta di un aumento. Il titolare della ditta ha immediatamente provveduto a un aumento di lavoro, da 8 ore a 12 ore giornaliere. A nulla è valso il ricorso ai sindacati, nella domanda non era stato specificato cosa avrebbero dovuto aumentare.

RINUNCIA ALLA PENSIONE PER FARE L’ESODATO

Le mode sono mode e lui, Gustavo B. di Cigliano non ci sta, vuole a tutti i costi essere partecipe in maniera attiva al trend del momento, per cui, pur avendo maturato la tanto agognata pensione, vi rinuncia e richiede la qualifica di Esodato Specializzato. Ora la sua richiesta è al vaglio dei dirigenti dell’INPS e, qualora venisse accettata, si verrebbe a creare un precedente senza precedenti, Il Signor Gustavo ha dichiarato: “Dopo 40 anni di esodi estivi, un meritato esodo a tempo pieno sarebbe più che meritato!”

Freddy Marchiori & Paul Rice – ACC (MAGGIO 2012)

Continua...

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