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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO VI d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

In questa sezione sono riportati articoli scritti tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC collaborava allegramente con LA TAMPA

TUMORI IN AUMENTO FRA BIGLIETTAI, BUTTAFUORI E P.R.


Per le droghe leggere vale lo stesso divieto delle sigarette? La parola agli esperti

Con il divieto di fumare nei locali le maggiori concentrazioni di nicotina si hanno a mezzo metro dall’ingresso

Da uno studio a cura dell’Accademia dei Cinque Cereali, coadiuvata dall’Università di Pensologia di Torino, è emerso che le persone più a rischio, per quanto riguarda le malattie tumorali, sono gli operatori che lavorano all’esterno dei locali.

Da quando, nel 2005, è entrata in vigore la legge che proibisce di fumare all’interno dei pubblici esercizi, si fa pausa sigaretta ogni tre quarti d’ora. Al cinema, in modo che i non fumatori, per par condicio, possano acquistare pop corn, bibite zuccherate e schifezze varie, in modo da danneggiarsi la salute almeno quanto i fumatori. Ai concerti, dove la pausa non è solo per far rifiatare orchestrali e cantanti, ma è soprattutto per dare sollievo agli spettatori in preda al delirio per crisi di astinenza. Diverso è per le discoteche e i discopub, dove ogni momento è buono per un tiro di tabacco buono.

Tutte queste situazioni hanno un denominatore comune: chi vuole fumare, per legge, deve aver varcato la soglia del locale, quindi si ferma a produrre gas di scarico nocivi a meno di mezzo metro dall’ingresso, creando una nuvola di fumo che viene giocoforza inspirato dal personale addetto al locale; si provi ad immaginare, ad esempio, che cosa succede quando si raggruppano 15-20 fumatori, nello spazio di un paio di metri quadri. Anche al più accanito tra gli stessi fumatori verrebbe da tossire, in quanto la concentrazione di fumo è tale da mandare in tilt una centralina di rilevazione di PM10 e PM12.

Pare addirittura che l’incidenza del tumore ai polmoni, per i lavoratori del settore discoteche, sia del 25% in più rispetto a quello di un minatore del Sulcis, del 15% in più rispetto ai lavoratori dell’amianto e del 10% maggiore di quello di un normale fumatore.

Nasce così lo slogan: Chi fuma avvelena anche te, digli di allontanarsi di almeno un paio di metri.

Gli unici soddisfatti sono i gestori dei locali poiché, grazie alle innumerevoli persone che sostano a fumare davanti all’ingresso, la presenza di una persistente nube tossica, visibile finanche dallo spazio siderale, segnala ai passanti i luoghi dove divertirsi. E se per divertirsi la gente spende anche soldi, beh, i gestori sono ancora più contenti.

Per chi volesse fumare ballando, sono in arrivo anche le sigarette elettroniche, collegabili alla consolle del DJ via bluetooth, con led e fumo che escono a tempo di musica. Vuoi mettere la soddisfazione?

Rimane un ultimo nodo da sciogliere: l’uso di canne e cannabis è considerato alla stregua del fumo, nonostante la mancanza di nicotina? Qualora venisse legalizzato l’uso di droghe leggere, sarebbe possibile rollare in un locale chiuso, ma aperto al pubblico?

Sono questi i dubbi che tormentano i giovani frequentatori di disco, molto più che sapere se la disoccupazione giovanile aumenterà ancora nel 2014.

Freddy Marchiori & Paul Rice - ACC (GENNAIO 2013)

QUANDO L’ESUBERANZA DEGLI OPERAI ROVINA L’IMPRENDITORIA


DOPO LA CATENA DI SANT'ANTONIO, ARRIVA QUELLA DI SANT'ELGA (chi ce l'ha se lo tenga) E DI SANT'OLGA (chi ce l'ha se lo tolga) 

Un tempo c’erano le storielle tetre e raccapriccianti, horror o semplicemente drammatiche, tutte tramandate oralmente allo scopo di raccontare una morale. Con l’invenzione del francobollo venivano diffuse via lettera, infine sono arrivate le email e gli sms, ma sempre di catene di Sant’Antonio si parla.

Ora siamo all’ultima frontiera del noir, che consiste nel risalire la filiera della piccola e della media industria alla ricerca del comune denominatore dell’evasione fiscale.

Normalmente si controllano auto di lusso, case e ville al mare ottenendo per deduzione logica quale sarebbe il reale guadagno dell’imprenditore presunto evasore fiscale; in questo caso è stato applicato lo stesso criterio, ma verso i dipendenti.

Durante i controlli delle Agenzie delle Entrate su conti correnti e tenore di vita di operai, con salari medi dai 900 ai 1200 Euro, è emerso che il 75% di loro possiede un’auto con finanziamento e una rata mutuo (o equivalente rata di locazione) per la casa e inoltre con mediamente 1,2 figli a testa, visto e considerato il costo per il loro mantenimento, si è calcolato che ogni operaio debba guadagnare in realtà almeno 2400 Euro mensili, ragion per cui, pare ovvio applicando il criterio delle Agenzie delle Entrate, gli operai percepiscono senza ombra di dubbio soldi in nero dagli imprenditori al fine di potersi permettere un tale tenore di vita.

A far scattare è stata la comparazione dei dati rilevati, era indubbiamente sospetto questo 1,2 figli a famiglia, visto che normalmente se ne ha uno a volte 2 e raramente 3 o più.

Immediatamente sono partite le cartelle esattoriali con forti multe per i dipendenti, ma anche per i titolari delle ditte, i quali saranno colpiti in funzione del numero di dipendenti.

Freddy Marchiori & Paul Rice – ACC (MAGGIO 2012)

PENSIONATO DILAPIDA I RISPARMI DI UNA VITA PER COLPA DELLA TECNOLOGIA

OGNI MATTINA COMPRAVA UN TABLET NUOVO PER LEGGERE IL QUOTIDIANO QUOTIDIANO

Forse non aveva capito bene il funzionamento dell’iPad, ma certo è che Nonno Ernesto, residente a Poirino, già noto alle forze dell’ordine in quanto ex appuntato della Benemerita, ha dilapidato tutti i suoi risparmi e ha anche fatto un finanziamento da capogiro presso la Fin.ch.ela.barca.và., nota finanziaria di origini svizzere, nata nel XIX sec., specializzata originariamente in nautica, ma trasferitasi a Savona negli anni ’80 quando si sono accorti che nel Paese elvetico non esistono porti marittimi.

Nonno Ernesto, che aveva fatto la guerra, non buttava via niente, anzi ritagliava il giornale in minuscoli rettangolini da 13x18 centimetri, da accrocchiare sul chiodo piantato nel cesso al fondo del cortile campagnolo. Perciò, fedele alle proprie abitudini, tentava di utilizzare il tablet del giorno prima, impropriamente, nell'intimità del proprio moderno sito dedicato alla defecazio: con scarsi risultati, ma con palesi irritazioni locali, forse dovute alle interferenze elettromagnetiche generate dalla vicina centrale a biomasse, o forse solamente ai materiali contaminati dai biossidi di "stronzio sublimato" del tablet uruguagio, dal Logo cinese, progettato a Nichelino,fabbricato in Malawi, e importato dal locale grossista sikh di apparati elettronici col benestare della mafia cecena.

Si è accorto del misfatto l’operatore ecologico (netturbino, per i profani) che ha ritrovato alcuni “vecchi” tablet nel cestino della raccolta carta. La vicenda ha fruttato a Nonno Ernesto la denuncia per non corretta e irrispettosa applicazione delle regole sulla raccolta differenziata.

Paul Rice & Italo Miglio – ACC (APRILE 2012)

PROCLAMATI TRE GIORNI DI LAVORO

La crisi non cessa e le iniziative si moltiplicano

Aderiranno tutti i lavoratori che normalmente non fanno un tubo

Questa volta gli italiani sono davvero sul piede di guerra, al punto che, così su due piedi, è difficile valutare le conseguenze.

Nelle campagne, nelle città, e soprattutto nei quartieri, la lotta è senza quartiere. Dopo i blocchi stradali di commercianti, agricoltori, operai, autotrasportatori, liberi professionisti e piccoli imprenditori, è il turno di tutti quei lavoratori che normalmente battono la fiacca o si imboscano sul luogo di lavoro.

Si tratta di un’iniziativa trasversale, che vale sia per l’impiegato comunale, che sta chiuso nello sgabuzzino del municipio tutto il giorno in attesa dell’ora X per timbrare e tornare a casa, sia per l’impiegato di un’azienda privata, cioè colui che sta tutto il giorno dietro un computer, ore straordinarie comprese, ma, se andassimo a controllare, scopriremmo che sta giocando a Free Cell o a Prato Fiorito.

E vale anche per il professionista, che passa la giornata al telefono senza concludere nulla, e che la sera, prima di rincasare, passa dal bar dove la barista, generalmente una signora di mezza età che si veste da squinzia e si atteggia a cubista ventenne, prepara deliziosi aperitivi.

Questa categoria di non-lavoratori ha la particolarità di tornare a casa a tarda sera, e di lamentarsi con la moglie. Lei compatisce il suo uomo, e gli riscalda la cena già pronta da due ore; poi, dopo la doccia (non prima, per logici motivi olfattivi), gli pratica un massaggio rilassante ai piedi affinché possa riprendersi dalla dura giornata in ufficio…

Ebbene, questi non-lavoratori per tre giorni lavoreranno dieci ore al giorno, senza neppure concedersi la pausa caffè.

Gli effetti saranno ben più devastanti di quelli causati dai famigerati e temuti blocchi delle strade statali.

Ad esempio, si prevede l’emissione di migliaia di bollettini di pagamento imposte e tasse da parte di Equitalia, le cui pratiche altrimenti avrebbero riposato tranquillamente nei cassetti, alcune fino ad avvenuta prescrizione. Per non parlare degli uffici amministrativi dei Vigili Urbani, nei quali le multe saranno rapidamente elaborate e recapitate in giornata, anche a tarda ora, a casa degli automobilisti indisciplinati.

Migliaia di famiglie riceveranno la notifica, e saranno costrette a pagamenti non programmati; alcuni dovranno vendersi persino l’oro di famiglia (fortunatamente, i Compro Oro che aderiranno resteranno aperti fino a tarda notte).

Ma l’effetto di tre giornate di agitazione lavorativa si manifesterà pesantemente, con gravi disagi per tutta la popolazione. Basti pensare al fermento degli uffici preposti alla manutenzione strade: per effetto di un improvviso impegno senza pause, verrebbero organizzate e inviate sulle strade migliaia di squadre per la copertura delle buche (che, come ben sanno gli automobilisti, sono tante, profonde e disseminate ovunque). Si aprirebbero centinaia di piccoli e grandi cantieri, con disagi, deviazioni della circolazione, fino al blocco totale del traffico. Qualcosa di inimmaginabile, di gran lunga peggiore dei blocchi creati dagli attuali picchetti dei cosiddetti “forconi”.

Infine, ai privati cittadini sarà concessa una rivalsa liberatoria: potranno telefonare agli operatori dei Call Center, effettuando un numero illimitato di chiamate, a tutte le ore, proponendo qualsiasi cosa. Proposte oscene incluse. Costoro non potranno disconnettere l’audio, fino a quando i cittadini stessi non si sentiranno appagati. Amen.

M&M&M - Marchiori - Marello – Miglio (DICEMBRE 2013)

ANTICHE ICONE RUSSE





MODERNE ICONE AMERICANE


Paul Rice – ACC (SETTEMBRE 2013)

LA TAMPA AUGURA BUON 2014 AI LETTORI!

(Articolo scritto nel 2012)

LA BUROCRAZIA PALESTINESE DEL I SECOLO NON ANDAVA POI COSI’ BENE

Rileggete bene il titolo, non si tratta del solito refuso giornalistico, siamo entrati effettivamente nell’anno 2014 d.C.

Pare che a causa di un errore all’anagrafe di Betlemme, la pratica per la registrazione dell’atto di nascita del Bambin Gesù sia stato dimenticato nella cassettiera per la trasmissione dati via somaro delle P.P. (Poste Palestinesi) e che il timbro di protocollo riporti la data di 2 anni dopo l’effettiva nascita di Gesù.

Dopo oltre duemila anni era chiaro che nessuno potesse ricordare questo fatto, ma ora, confrontando e incrociando altri dati dell’epoca e le marche da bollo applicate è certo che l’atto fosse stato redatto ben 2 anni prima dell’anno zero, quindi senza ombra di dubbio tutte le date devono essere slittate in avanti di 2 anni e oggi siamo nel 2014.

È ancora da accertare se si trattasse di uno smarrimento della pratica che sarebbe rimasta dormiente per un paio di anni, oppure se l’impiegato dell’anagrafe non sapeva che data mettere, visto che prima dell’anno zero non si poteva con sapere con certezza quando si sarebbe verificato il Lieto Evento che avrebbe dato il via al conteggio degli anni (è anche logico pensarlo: nel 2 avanti Cristo chi poteva sapere di essere davvero nel 2 avanti Cristo?).

Certo è che la famigliola, quando ha dovuto far tappa per il parto, si stava recando a fare il censimento e 2 anni di ritardo a quei tempi erano senza dubbio trascurabili, specie se si considera che ad oggi, epoca delle comunicazioni rapide ed efficienti buona parte della popolazione non ha terminato il proprio censimento del 9 ottobre 2011.

Buttiamo i calendari del 2012 e corriamo tutti a comprare quelli del 2014! Auguri!

Freddy Marchiori (GENNAIO 2012)


Foto attribuita a Cartesio Kodakum datata 2 a.C.

RIFORMA DELLA GIUSTIZIA: DOPO IL RICORSO AL TAR SI POTRÀ RICORRERE AL TARUN

NUOVE NORME PROCEDURALI NEL SETTORE CIVILE E SE SERVISSE ANCHE IN QUELLO INCIVILE

Finalmente è stata introdotta la tanto declamata, acclamata e ormai quasi inaspettata riforma anche nel settore civilistico e amministrativo, con l’intento di sgravare la giustizia dai troppi procedimenti che ogni anno mettono a dura prova il sistema.

A fianco del collaudato TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) verranno istituiti i seguenti tribunali:

TAV: Tribunale Amministrativo Valsusa, competente per giudicare le proteste sia dei contrari all’alta velocità, sia per i futuri passeggeri che chiederanno il rimborso del biglietto, quando la velocità dei treni sarà molto meno alta delle aspettative

TOR: Tribunal Oslo Administrative, avrà sede in Norvegia per contenziosi tra Vichinghi

TAC: Tribunale Assistenti Crocerossine

TIR: Tribunale per i litigi tra camionisti

TVB: Tribunale per contenziosi tra ex fidanzati

TAG: Tribunale per dirimere cause inerenti l’uso e la condivisione di fotografie sui social network

TAP: Tribunale per nani e persone di bassa statura in genere

TAO: Tribunale per cause inerenti le discipline orientali

TIC: Tribunale per persone affette da movimenti stereotipati e incontrollati

TFR: Tribunale di Fine Rapporto, sarà complementare al Tribunale del Lavoro per le cause tra ex dipendenti e ditte.

TBC: Affiancherà il tribunale del Malato per cause riguardanti la Sanità.

TOP: Tribunale per cause tra imprenditori “Al Top” (sul genere di Flavio Briatore).

TOT: Tribunale con competenze esclusivamente per processi di durata non ben definita

TEL: Tribunale per cause alle compagnie telefoniche

TEK: Tribunale competente per cause dei lavoratori ebanisti e falegnami.

TIÈ: Tribunale per cause di offese personali tramite gesti volgari.

TUR: Tribunale per contenziosi con Agenzie viaggi e Tour Operator.

TAJ: Tribunale per processi sulle aggressioni avvenute esclusivamente con armi da taglio.

La grande novità è che a fianco dei tribunali civili ci sarà, in alternativa, il tribunale incivile:

TARUN.

Al TARUN si potrà ricorrere qualora nessuno dei suddetti tribunali, a partire dal TAR, abbia dato esito positivo. E’ più economico, di poche parole e più sbrigativo. Ideato da Antonio Di Pietro, esso garantisce anche ai processi più lunghi e ingarbugliati una rapida conclusione, per incomprensione totale delle arringhe degli avvocati.

Oats & Rice & Hop-là – ACC (MARZO 2012)


Martello pneumatico: la tecnologia aiuta i magistrati

PENSIONATO RICEVE UN RIMBORSO DI 68.000 EURO DALL’INPS E IL GIORNO DOPO VIENE TASSATO PER 72.000

DOPO L’EUFORIA SI RITROVA LA CASA IPOTECATA

Amara sorpresa per un novantenne di Crescentino che per oltre 40 anni aveva gestito insieme alla moglie Elvira una trattoria in paese, tanto da guadagnarsi il soprannome di Lavura dur (lavora duro oppure, tutto attaccato, lavoratore).

In pensione dal 1986, aveva deciso di ritirarsi dopo il deludente risultato della Nazionale di calcio in Messico, aveva da allora percepito la pensione minima senza sospettare che a causa di un errore dell’I.N.P.S. avrebbe invece dovuto ricevere almeno il doppio; la sua percezione era di un certo benessere (si noti la differenza tra pensione reale e pensione percepita).

Detto fatto lunedì scorso il nostro simpatico nonnino (che chiameremo con il nome di fantasia di Sigismondo) ha ricevuto un bonifico di 68.124 Euro comprensivo di arretrati e interessi sugli arretrati.

Si è trattata di una ventata di buona sorte che in questo particolare momento economico avrebbe potuto cambiare la vita al pensionato.

Trasmessa la pratica all’Agenzia delle Entrate, anch’essi hanno effettuato i controlli di routine, hanno effettuato il calcolo delle tasse dovute per le varie mensilità che nel corso degli anni avrebbe dovuto percepire, hanno tenuto conto di interessi semplici e composti, addizionale IRPEF, marche da bollo, apertura pratica di accertamento, ammende a vario titolo da pagare per il ritardato versamento, ecc ecc. presentando al buon Sigismondo un conto di 72.212 Euro.

Purtroppo il fortunato nonnino non dispone dei quattro mila euro abbondanti di differenza, per cui Equitalia ha immediatamente disposto un’ipoteca legale sull’abitazione di proprietà e, per aver maggiori garanzie, anche sul box auto del vicino di casa.

Freddy Marchiori & Paul Rice – ACC (FEBBRAIO 2012)


UN ANNO DI EVENTI – QUINTA PARTE

DI PIÙ! UN ANNO DI EVENTUNO

LE FOTO DEL 2013 MAI PUBBLICATE


Mangiate lentamente il cioccolato e non superate la dose di 200g. Se vi fermano e vi fanno il chocotest potreste incorrere in pesanti sanzioni, fino al ritiro della fondente.


Da utilizzare per un massimo di due persone alla volta e possibilmente non da due donne insieme.


Antifurto per panchina


M & M - Marchiori assisted by Marello – ACC (GENNAIO 2014)

UN ANNO DI EVENTI - QUARTA PARTE

DI PIÙ! UN ANNO DI EVENTUNO

LE FOTO DEL 2013 MAI PUBBLICATE


Se manca la connessione a internet si può utilizzare il Facebook Wall: il social network a muro per i post. Forse un po’ lento, ma affidabile.


Maniglione antipatico o mangione antipanico?

Questo cartello è l’ultima novità in fatto di sicurezza dei locali pubblici. Volutamente poco chiaro, esso è capace di calmare anche le persone più ansiose e in preda al terrore. Di fronte a cartelli simili a questo, la gente si ferma a pensare, si calma, comincia a discutere e a collaborare gli uni con gli altri al fine di capire che cosa c’è scritto. Tirare o spingere la porta? Fare o meno la spia? Essere mangioni antipatici o diventare anoressici per il panico? Ognuno dice la sua e la situazione si trasforma da drammatica a giocosa. E quando finalmente giungono i Vigili del Fuoco, tutti escono in ordine (anche se forse un po’ affumicati) e senza spingere, anzi, chiacchierando amabilmente. Una volta fuori si salutano con affetto e si scambiano il numero di cellulare, con la promessa di ritrovarsi per un’altra partita di “Completa la parola”.


Dopo tanta fatica serviva proprio un caffè. Magari in una tazzina di plastica


M & M - Marchiori assisted by Marello – ACC (GENNAIO 2014)

Continua...

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