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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO VI d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

In questa sezione sono riportati articoli scritti tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC collaborava allegramente con LA TAMPA

È VALIDO IL MATRIMONIO CELEBRATO DA UN PUBBLICO UFFICIALE INVALIDO?


Gentilissima Accademia dei CC,

mi chiamo Gioia e sono disperata: ho 56 anni e, dopo due anni di matrimonio, sto per separarmi da mio marito.

Purtroppo lui non lavora e ha minacciato di portarmi via buona parte del mio patrimonio, che tra immobili, titoli e conti correnti ammonta a oltre dieci milioni di Euro.

Se ciò dovesse accadere mi dispiacerebbe moltissimo, perché ho messo da parte questa somma in ben 2 + 18 anni con grandi sacrifici.

Quando avevo 28 anni, infatti, sposai un miliardario settantenne, sperando che si trattasse di un matrimonio di breve durata. Purtroppo il vecchio aveva la pellaccia dura, così, dopo due anni, ho chiesto la separazione, e mi ci son voluti altri diciotto anni per arrivare alla sentenza definitiva, con la quale gli ho portato via tutto. A tutt’oggi il miliardario è ancora vivo e in buona salute, anche perché, grazie a me, ha meno ricchezze da gestire e quindi meno preoccupazioni.

Capirete che, con tutta la fatica che ho fatto a mettere insieme una tale fortuna, mi spiacerebbe che finisse nelle mani di un fannullone approfittatore, un cacciatore di dote, un parassita senza arte né parte come il mio attuale marito.

Forse una via d’uscita c’è, ed è per questo che mi rivolgo a voi.

Dal momento che ci siamo sposati in Municipio e il sindaco che ha celebrato il matrimonio è un invalido, possiamo considerare invalidato anche il matrimonio? Perché se si potesse annullare, mi risparmierei un grande grattacapo, oltre a tutte le spese legali …

Gioiosi saluti da Distinta… ops, scusate, volevo scrivere

Distinti saluti da Gioia

P.S.: Se mi date una risposta soddisfacente vi mando un bel regalo



Cara Gioia,

con immensa gioia ti annunciamo che hai ragione tu. A norma dell’articolo 138 della Costituzione e degli articoli 456, 1129, 1142 e seguenti del Codice Civile, nonché in base all’articolo 14 comma 2 del Codice Stradale, alla sezione IV del Contratto Nazionale del Lavoro e dell’Ozio dei Metalmeccanici, e infine secondo quanto riportato al punto 15 di pagina 13 del Manuale delle Giovani Marmotte il matrimonio celebrato da un invalido non è valido.

A partire da questo momento puoi considerarti libera dai vincoli matrimoniali e libera di beccarti una coltellata (o un proiettile, a seconda delle preferenze) dai tuoi ex mariti, in base all’articolo 11 della Legge 236/2013 (che regola i casi di femminicidio consentito e le deroghe alle condanne per stalking).

Come vedi ti abbiamo dato una risposta molto bella, esauriente e a tratti commovente, quindi ci aspettiamo il regalo promesso. Potrai inviarlo direttamente alla redazione de La Tampa, ma fallo subito. Avrai poi tutta la vita davanti per verificare quanto ti abbiamo detto.

M&M - Marchiori - Marello (FEBBRAIO 2014)

DECIMI & DECIBEL


Gent.ma Accademia,

vi chiedo scusa e mi chiedo scusa se vi disturbo per un così insignificante problema. Sono Cristal Lino, ho 43 anni e vivo a Lenta; gli amici mi chiamano benevolmente Ragionier Filini, talvolta Occhio di Lince, oppure Baricula.

Sono fortemente miope dalla nascita e senza i miei occhiali a fondo di bottiglia non riesco neppure a vedere la lettera A nel tabellone ottotipo; se non che, avendola oramai imparata a memoria, l’oculista crede che almeno un decimo lo riesca a vedere.

Spesso mi capita, guidando, di vedere una stupenda autostoppista lungo la strada, ma quando mi avvicino mi rendo conto che è un bidone dell’immondizia; oppure mi succede di andare incontro ad un amico a braccia aperte e di accorgermi, quando lo raggiungo, che si tratta di una pianta ornamentale dello spartitraffico. Una volta, in un campo volo, ero convinto di osservare in lontananza uno strano aliante: in realtà si trattava di un tordo un po’ stordito che transitava a un metro dal mio naso.

Ho intenzione di sottopormi ad un intervento chirurgico per migliorare la mia capacità visiva.

Pensate che sia una buona idea? Potrò ottenere alcune agevolazioni come ipovedente?

Cordialmente, Lino


Salve Accademici,

sono Tim Panico, nato a Sonico, ma vissuto per tanti anni ad Agnone, paese molisano famoso per la produzione di campane.

Secondo gli otorinolaringoiatri, sono affetto da grave deficit trasmissivo dell’orecchio sinistro e moderata ipoacusia senile bilaterale. Tradotto in italiano, significa che sono completamente sordo da un orecchio e dall’altro sento poco. Gli amici mi chiamano affettuosamente “Ciò per Broca” o anche Amplifon, ma a me poco importa, anzi, il più delle volte non sento nemmeno.

Ho già subito parecchie denunce per disturbo alla quiete pubblica da parte dei vicini, specie in estate quando le finestre sono aperte. In realtà i vicini dovrebbero essermi riconoscenti, poiché nel raggio di un chilometro possono ascoltare il mio programma preferito in TV (sarebbe “Chi l’ha visto?”, che secondo me dovrebbe chiamarsi “Chi l’ha sentito?” e l’ho anche suggerito alla Sciarelli) senza dover accendere il proprio televisore.

Sono sposato da vent’anni con una donna muta, che la notte russa come una segheria in piena attività produttiva: il nostro matrimonio è prospero e felice. “Sei un ottimo ascoltatore, caro” mi dice sempre mia moglie, con i gesti del linguaggio dei muti.

Ultimamente però mi succedono cose strane: sento suoni che non esistono, rispondo a telefoni che non suonano, corro ad aprire a visitatori che non hanno suonato alla mia porta, sento mia suocera buonanima che recita il suo proverbio preferito: “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.

Secondo voi che cosa potrei fare per recuperare l’udito? Esistono farmaci o interventi chirurgici?


Rispondiamo ad entrambe le lettere:

Cari Tim e Cristal, la nostra Accademia ha studiato parecchi casi come il vostro, di persone che sono convinte di vedere e/o sentire poco, e ha effettuato una serie di esperimenti scientifici, utilizzando apparecchiature sofisticate in campo ottico e acustico. È arrivata alla conclusione che le persone come voi, a dispetto di ciò che dice la gente, sono in realtà ipervedenti e iperudenti, cioè vedono e sentono più della media della popolazione. Meglio sarebbe dire che odono suoni e rumori, e scorgono oggetti o persone che, normalmente altri umani non sono in grado di percepire.

Noto è il caso dei due coniugi eroi, orefici, che fecero arrestare un pericoloso malvivente: lei non aveva sentito le parole pronunciate dal rapinatore, e credendo che volesse sostituire la batteria al Rolex, ha chiamato il marito. Quest’ultimo, uscito di fretta dal retrobottega senza i necessari occhiali, afferrata la pistola, l’ha aperta per cercare dove fosse posizionata la pila. Tutto si è risolto in pochi attimi, senza che il delinquente abbia avuto il tempo di sparare. Certo è che se lei avesse capito, e se lui avesse visto, la rapina sarebbe andata a segno.

Ma chi è superdotato, in qualunque campo, si sente spesso incompreso ed emarginato e vorrebbe essere “come gli altri”, al punto da pensare di sottoporsi ad intervento chirurgico.

Noi dell’ACC, che siamo quasi tutti, per genialità e intelligenza, superiori alla norma, vi consigliamo di non farlo: sarebbe un vero peccato se andassero perduti i vostri talenti straordinari.

Inutile dire che non avrete mai agevolazioni di alcune genere.

Con simpatia

Paul Rice e Stephanie Hop-là – ACC (SETTEMBRE 2013)


...E VINCA IL PEGGIORE. ECCO LA RISPOSTA A RENZI - BERLUSCONI

Dal Circolo Arci la risposta alla nuova legge elettorale: il Gamberum

Cosa ci azzecca una legge elettorale decisa da un segretario di partito sindaco di Firenze e un ex senatore del Molise? Si sono incontrati in gran segreto, ma alla luce del sole per partorire l’Italicum. Forse sarebbe stata più convincente una legge elettorale almeno abbozzata in Parlamento, ma questo è ciò che passa il convento in questo momento (ci scusiamo per le rime a catena).

Mattarellum, Porcellum, Porcellum Aggiustatum dalla Corte Costituzionale, infine l’Italicum, completano questo sequel di leggi elettorali né giuste, né sbagliate, il cui intento ultimo è quello di tagliare fuori dalla scena politica i partiti più piccoli.

Come la famosa corsa all’oro di un secolo or sono, è scattata la corsa alla legge elettorale. Dai sondaggi su internet del Movimento Cinque Stelle, alle lunghe riunioni nelle sedi di partito. Ognuno con la sua proposta, spesso interessata e volta a salvare più poltrone possibili per il proprio partito.

L’ultima proposta in ordine di tempo è stata quella di un noto Circolo Arci di Valle Mosso, dove si sono incontrati il vicepresidente della bocciofila locale e il segretario dell’A.E.I.O.U. (Associazione Esodati Italo-Oriundi Ultraottantenni) di Ponzone.

Dopo una lunga trattativa, durata oltre quattro minuti (ricordiamo che a una certa età e a una certa ora quattro minuti sono pesanti come una cena ad Arcore) è nata una proposta di legge, non peggiore di quelle partorite negli ultimi venti anni dai nostri politici.

Si tratterebbe di una legge che darebbe spazio ai piccoli partiti, non assegnando seggi ai primi tre schieramenti, proprio per salvaguardare le minoranze. Il quarto classificato nel responso delle urne elettorali si accaparrerà il 51% dei seggi, con eventuale premio di maggioranza del 5% se si tratta di candidati iscritti ad associazioni bocciofile (questo garantirebbe maggiore stabilità di governo).

Qualora questa proposta venisse preferita a quella di Renzi - Berlusconi, partirebbe immediatamente una campagna elettorale al contrario, dove le coalizioni in corsa metterebbero in luce presso l’elettorato tutti i motivi (e non c’è che l’imbarazzo della scelta) per non essere votati, nell’intento di arrivare quarti alle prossime elezioni e poter quindi governare senza necessità di accordi con altri schieramenti.

Una campagna elettorale al contrario, dunque. Qualcuno infatti, volendo restare in ambito zoologico, ha già suggerito un nuovo nome per questo innovativo sistema: il Gamberum.

E che vinca il peggiore!

Freddy Marchiori & Paul Rice (GENNAIO 2014)


Continua...

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