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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO VI d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

In questa sezione sono riportati articoli scritti tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC collaborava allegramente con LA TAMPA

POSSIBILE RIVOLUZIONE DEI SANTI NEI CALENDARI





Unico caposaldo il primo novembre, dedicato a tutti i Santi, nessuno escluso.


Si può scherzare con i fanti, e magari anche con i re e le regine, ma bisogna lasciar stare i Santi. Su questo siamo tutti d’accordo. Ma quando sono proprio questi beati burloni a prendersi gioco di noi, come la mettiamo?


Da un recente studio dell’ACC, in collaborazione con la pregiata Università di Pensologia di Torino (fondata nel XX secolo dall’esimio Prof. Livio Cepollina), è risultato che non esistono ad oggi prove certe che attribuiscano un miracolo ad un Santo piuttosto che ad un altro.


La dimostrazione è semplice. Supponiamo che un credente sia colpito da un male incurabile e che affidi anima e corpo alla benevolenza di San Francesco. Poniamo che il credente, dopo qualche mese, guarisca completamente, e la medicina contemporanea ed estemporanea non possa darne una spiegazione plausibile. Si badi che qui nessuno vuole negare l’evidenza dei fatti: si tratta certamente di miracolo, di guarigione soprannaturale.


Il problema è: chi può affermare che, nonostante il fedele avesse invocato San Francesco, non passasse di lì per caso Santa Rita (santa donna, per carità, ma che ha sempre avuto il vizietto di intromettersi) e non avesse operato lei la guarigione miracolosa?


Del resto i Santi per definizione vanno in soccorso dei bisognosi, ma non necessariamente solo se vengono interpellati con preghiera a loro specificatamente diretta.


È dato pensare che i Santi possano circolare liberamente fra chi soffre e compiere innumerevoli miracoli; anche se noi tendiamo ad attribuire l’opera al nostro Santo preferito. Ciò indispettisce certamente il poveretto che, invece di riposare in pace, vaga per l’eternità a compiere questi prodigi.


Addirittura si potrebbe arrivare a radiare dai calendari almeno un centinaio di Santi, colpevoli di millantato credito e appropriazione indebita di miracolo.


Del resto ogni credente ha fede in qualche beato benefattore e, prega oggi, prega domani, prima o poi qualcuno guarisce. In questi casi il merito lo prende il Santo invocato, che magari non aveva neppure ricevuto la preghiera e forse non voleva nemmeno finire sul calendario.


Nelle sacre riunioni tra alti prelati e illustri teologi è stata avanzata anche l’ipotesi che esista un unico Santo (un po’ come Babbo Natale) che da solo compia tutti i miracoli. E ne avrebbe il tempo, se quell’altro in una sola notte riesce a consegnare doni a milioni di bambini…


Un altro aspetto da non sottovalutare è che si tende a beatificare quasi esclusivamente persone vicine alla Chiesa cattolica, mentre in teoria non avrebbero meno meriti personaggi della musica, del cinema e dello sport che abbiano compiuto prodigi miracolosi. Questo a prescindere dall’esistenza in vita o dall’avvenuto trapasso.


Celebre la vicenda a lieto fine del ragazzo in coma irreversibile, risvegliatosi dopo aver ascoltato la musica di un noto cantautore. L’episodio aprì una causa decennale tra l’autore, l’editore musicale e il produttore discografico per l’aggiudicazione del posto sul calendario.


Non sono da meno gli sportivi, soprattutto calciatori (cfr. anche La Tampa 1975 articolo “Totti Santo subito”), e il rischio è che il calendario 2015 sia quello del campionato di calcio.


L’unico intoppo sarebbe causato da un eventuale miracolo compiuto dal “Divin Codino” Roberto Baggio; non tanto per l’appellativo del codino, quanto per il fatto che lui è un buddista dichiarato, e questo potrebbe creare non poco imbarazzo presso i cattolici.


Ma non mancano beatificazioni più o meno ortodosse anche fra atleti di altre discipline sportive o fra personaggi che con lo sport non hanno nulla a che fare. Tra gli attori, per esempio, abbiamo la proposta di un San Rocco Siffredi, beato tra le donne, e una Santa Jodie Foster, protettrice degli agnelli affetti da afasia.


E c’è persino qualche animalista che propone di beatificare un cane, tale Bernardo Fiaschetta, che porta soccorso agli escursionisti sprovveduti che restano sepolti sotto le valanghe.


In attesa di chiarimenti dalla Santa Sede l’unica soluzione sarebbe azzerare tutti i Santi del calendario e riscriverli inserendo solo i Santi certi e garantiti.

Freddy Marchiori assisted by Santa Stephanie da Hop-là (MAGGIO 2014)

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