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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO VI d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

In questa sezione sono riportati articoli scritti tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC collaborava allegramente con LA TAMPA

TEMPI DIFFICILI: LE BANCHE SVIZZERE PORTANO I CAPITALI OCCULTI A PANAMA, PER PROTEGGERLI



Un reportage dei prof. Italo Miglio coadiuvato da Frank Oats

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Si sta verificando ciò che gli economisti e i ministri del Tesoro di ogni Paese occidentale temono maggiormente: la fuga di capitali.


Non la tipica e consueta fuga di capitali verso banche estere, i classici soldi in Svizzera che fanno avanti e indietro a seconda delle esigenze in patria bensì, una fuga di massa di soldi dalle banche, soprattutto quelle dei Paesi in crisi economica.


Grecia, Spagna, Italia, Portogallo, Irlanda e presto anche altre nazioni, vedono i fondi depositati presso le banche locali, diminuire in maniera esponenziale.


Dal piccolo correntista al grande risparmiatore, tutti a prelevare i contanti per portarli in luoghi sicuri. Per alcuni, questi luoghi sicuri sono il materasso di casa, per altri le cassette di sicurezza pressoché inviolabili, ma per cifre ingenti è sicuramente meglio una sicura banca svizzera o un istituto bancario lussemburghese... questo era valido fino a ieri.


La notizia che alcune delle maggiori banche svizzere stiano trasferendo i denari verso Panama sta allarmando il mondo dei finanzieri, dei ricconi, dei politici di un certo rango. Pare che lo staterello centramericano stia diventando un piccolo forziere ancora più sicuro di quello elvetico.


Gli stessi panamensi però ammettono che il sistema bancario locale potrebbe andare in tilt, motivo per cui a loro volta, starebbero trasferendo la liquidità verso le isole Cayman dove il contante, di qualsiasi valuta, sarebbe maggiormente tutelato.


Da una nostra ricerca presso le suddette isole, sembrerebbe che alcune agenzie bancarie locali stiano a loro volta dislocando una parte del tesoro presso uffici decentrati delle Salomone, luoghi pressoché inaccessibili ai controlli fiscali di qualsiasi nazione.


Alle Salomone oramai pare ci siano più sportelli bancari che abitanti. Esponenti governativi del luogo ci avrebbero però confidato che, per timori non meglio specificati, tutto quel flusso di denaro era meglio renderlo meno vistoso deviandone il corso verso alcune piccole banchette delle isole Tuvalu dove solerti ragionieri terrebbero al sicuro ingentissime somme.


Ma pare che le Tuvalu non siano l’ultima destinazione dei capitali in fuga. Quasi certamente, dalle banchette delle Tuvalu, dollari ed euro approderebbero alle banchine (del porto) dell’isola di Cook dove la signora Galambelang Ushuwarizay sarebbe impegnata giorno e notte nello scavo di grosse buche ove interrare il denaro reduce da così tante transazioni.


Ricchi imprenditori, figli di governanti, miliardari d’ogni razza e nazionalità, Ibraimovich di turno, potranno finalmente dormire i loro sonni tranquilli sapendo i loro averi, sì lontani, ma al sicuro.

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I servizi vanno in stampa senza fotografie per uno sciopero dei benzinai automatici delle tangenziali est e ovest.


(OTTOBRE 2012)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

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