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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO XI d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

In questa sezione sono riportati articoli scritti tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC collaborava allegramente con LA TAMPA

GLI SCALTRI BARISTI COLPISCONO ANCORA?


Smentiamo categoricamente l‘articolo mai pubblicato secondo il quale due scaltri baristi biellesi avrebbero tentato di raggirare la Pubblica Amministrazione locale.


Pare che i due, già noti alle forze della redazione de La Bufala, avessero inscenato una finta Piazza Duomo davanti al loro bar per farla ristrutturare a scrocco e migliorare il “panorama” a beneficio loro e della clientela.


La notizia infondata si fondava su una foto taroccata di dubbia provenienza scattata presumibilmente verso la fine del XX secolo, quando ancora il Coffe Corner non esisteva; proprio la mancanza di data certa sull’istantanea ha tratto in inganno l’ANSA e, di conseguenza, tutte le testate giornalistiche italiane, le quali avrebbero potuto pubblicare immediatamente la notizia, ma non lo hanno fatto.


L’articolo, se mai fosse stato pubblicato, avrebbe spiegato come, approfittando dell’incertezza sulla destinazione di un paio di milioni di Euro da destinarsi alla realizzazione di opere pubbliche, in un primo tempo destinati a Piazza Curiel, poi dirottati su Piazza Duomo, poi mixando le due opzioni (vedasi La Bufala n° 3), i due scaltri baristi, avrebbero apposto un cartello posticcio in via Sebastiano Ferrero con la dicitura “Piazza Duomo”. Non contenti, i due, avrebbero in seguito affisso alla palazzina adiacente la gigantografia del Duomo, allo scopo di confondere l’impresa appaltatrice dei lavori e far sistemare il manto stradale di fronte al loro bar.


Addirittura, venuti a conoscenza che l’impresa incaricata proviene dal capoluogo lombardo, per indirizzarli al meglio, la gigantografia non rappresentava il Duomo di Biella, ma quello di Milano.


Fortunatamente la notizia, falsa come una banconota da trenta euro, non è mai stata, perciò la redazione de La Bufala, in linea con il proprio statuto sociale, smentisce categoricamente la notizia, anche se non pubblicata.


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