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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO VI d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

In questa sezione sono riportati articoli scritti tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC collaborava allegramente con LA TAMPA

TROVATO IL RIMEDIO DEFINITIVO PER L’ALLERGIA AGLI ACARI DELLA POLVERE


SENSAZIONALE RISULTATO MEDICO-SCIENTIFICO OTTENUTO DA UNA RICERCATRICE DELL’ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI


Gli acari sono animaletti invisibili non solo ad occhi nudo, ma anche con gli occhiali.


Al microscopio appaiono simili a graziosi ragnetti. Ebbene, questi ragnetti vivono con noi, nelle nostre case, senza dare alcun incomodo, nutrendosi di materia che il nostro corpo, in continua trasformazione, butta via: forfora, squame di pelle morta, tutta roba che va a costituire buona parte della polvere domestica. Perché, come disse qualcuno, noi umani siamo polvere e polvere ritorniamo tutti i santi giorni.


Il problema degli acari è costituito dai loro escrementi.


Qualcuno potrebbe chiedersi: ma che razza di escrementi faranno mai animali così piccoli? Fanno, fanno: sono in tanti e basta che ciascuno di loro evacui regolarmente due volte al dì (anche i più renitenti hanno scoperto ormai il Bifidus Attivo) per avere milioni di particelle di dimensioni microscopiche in giro per la casa, che vengono facilmente inalate e causano forme di asma e rinite.


Purtroppo questo tipo di allergia è in costante aumento e, a differenza di allergie stagionali come quelle ai pollini, non dà mai requie. Non dimentichiamo che la polvere domestica si trova dappertutto, ad ogni latitudine, longitudine e larghitudine, ovunque ci siano insediamenti umani.


Ora, gli insediamenti umani non si possono facilmente eliminare, quindi l’unica soluzione sarebbe eliminare gli acari. Ma non è facile.


Non funzionano gli insetticidi più potenti, la disinfezione chimica, il trattamento con il lanciafiamme e probabilmente neppure la bomba H, anche se nessuno ha ancora provato, per ora.


La Dottoressa Stephanie Hop-là dell’Accademia dei Cinque Cereali, è allergica da sempre, ed è perciò molto sensibile a questo problema. Lei conosce bene il disagio delle persone allergiche. Gli occhi che prudono, i fastidiosi starnuti a raffica, spesso complicati dallo strazio di quei “Salute!”, ripetuti con inspiegabile ossessione dai fissati dell’augurio ad ogni costo. Che poi, diciamolo, salute è certo la parola più sbagliata in questi casi. Perché l’allergia è una malattia, anche se molto particolare.


Gli allergici sono degli incompresi: non sono abbastanza malati da mettersi in mutua, ma in ufficio sono tenuti a distanza di sicurezza come degli appestati. Se, sfiniti dalle insistenze, accettano un antistaminico gentilmente offerto dal collega, si addormentano al computer e nel sonno continuano a starnutire sulla tastiera. Hanno perennemente il naso tappato e nessuno li capisce più quando parlano; il loro ce- stino deborda schifosamente di fazzoletti usati. Ogni tanto rantolano riversi sullo schienale della sedia per un improvviso attacco d’asma.


Alle riunioni di lavoro si portano appresso una borsa con tre o quattro erogatori spray di diversi tipi, dozzine di pacchetti di fazzoletti di carta.


Tra loro non fanno altro che parlare di vaccini miracolosi (i miracolati però sono sempre altri) di rimedi omeopatici, di allergeni, allerscemi, farmaci dell’ultima generazione, che si rivelano all’atto pratico farmaci dell’ultima fregatura.


Di nascosto dai colleghi, specialmente in prossimità del weekend, partecipano a danze della pioggia collettive, poi- ché stanno un po’ meglio quando piove e le polveri, appesantite dall’ umidità, volano basso.


Consapevole di questi piccoli drammi, la Dottoressa Hop-là ha studiato a fondo il problema degli acari.


Ha partecipato a conferenze in tutto il mondo, ha letto relazioni di allergologi e gruppi di studio su farmaci per uso generale, topico e persino gattico.


Alla fine è giunta a una conclusione a dir poco geniale: gli acari causano allergie perché sono piccolissimi e le loro deiezioni microscopiche si spargono nell’ aria raggiungendo facilmente le mucose. Da qui il colpo di genio, l’uovo di Colombo (anzi di acaro) cui nessuno aveva mai pensato: basterebbe rendere gli acari molto più grandi, per risolvere il problema.


La dottoressa ha cominciato a nutrire alcuni acari con pezzi di forfora grandi come calcinacci, (che andava a prelevare dalle giacche dei pazienti nelle sale d’attesa dei dermatologi) con aggiunta di vitamine, farina di manioca maniacale, pappa reale di api repubblicane, miele di api diabetiche, anabolizzanti speciali suggeriti da sedicenti medici sportivi.


In breve tempo i microscopici acari trattati con questo tipo di alimentazione sono cresciuti, assumendo dimensioni via via più macroscopiche: da quella di un criceto, a quella di un ratto, fino a quella di un cane pastore.


La dottoressa a questo punto si è accorta che, in loro presenza, non starnutiva più.


Il problema era un altro: aveva la casa piena di acari-cani, che defecavano dappertutto come prima, ma le loro deiezioni erano molto più grandi. Ed erano ancora fastidiose, se pure in modo diverso, per le delicate mucose nasali...


Così ha tenuto per sé, come cani da guardia e da compagnia, due acari grossi come labrador (una femmina e un maschio, Ciapa e Puer) e con gli altri ha realizzato in aperta campagna un allevamento di acani (questo è il nome della nuova specie).


C’è voluto un po’ perché gli acani venissero accettati come animali domestici.


Obiettivamente, secondo i canoni estetici tradizionali, non hanno un gran bell’aspetto, ma alla fine sono stati apprezzati per la loro indole docile, la loro attitudine ad aspirare ogni schifezza dal pavimento, il loro basso costo di mantenimento (mangiano davvero di tutto) e la loro intelligenza medio-bassa, che ne fa animali da compagnia per tutti.


Pare che persino molti esponenti del governo se ne siano comprati uno.

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Stefania Marello (SETTEMBRE 2012)




AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

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