Umorismo di sostegno
PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016
ANNO IX d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ
Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.
ARRIVA IL PUB PER VAMPIRI: L’EMOTECA

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I migliori ospedali si stanno attrezzando con locali di svago aperti al pubblico, ideati appositamente per i cittadini provenienti dalla lontana Transilvania.
Il vantaggio dell’emoteca è di racchiudere in unico locale le caratteristiche della paninoteca e quelle dell’enoteca.
L’apertura dei locali rispetterà il seguente orario: dal tramonto fino a un’ora prima dell’alba, con orario continuato.
Gli ideatori di questo curioso bistrot mantengono il più stretto riserbo sulle bevande che verranno somministrate agli avventori, ma garantiscono che non si farà uso di alcolici.
Secondo alcune indiscrezioni sarà proibito introdurre nell’emoteca piante aromatiche come l’aglio e armi improprie come paletti di frassino.
Nonostante si divertano a “succhiar sangue” al prossimo, in senso figurato, l’ingresso sarà precluso agli ispettori del fisco.
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Paul Rice – ACC (FEBBRAIO 2018)

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LA RISTAMPELLATA: questo articolo è stato scritto tra il 2016 e il 2018 e viene qui riproposto a grande richiesta.
NIENTE PORNO SENZA SPID
Per accedere ai siti contenenti materiale pornografico oggi è sufficiente confermare con un “clic” di essere maggiorenni. Ci si chiede il senso di questa richiesta: è difficile credere che un minore, deciso ad accedere a un sito porno consigliato dal suo compagno di merendine, alla richiesta di confermare la maggiore età rinunci a proseguire, dando sfogo al suo disappunto con un accorato “uffa!”, e chiudendo la schermata per tornare a giocare alla PlayStation.
Forse anche al Governo qualcuno si è posto la domanda: i minori che vogliono accedere a un sito porno sono dissuasi dall’autorevole richiesta di un computer? A giudicare dalle statistiche sembra di no: in Italia il 44 per cento dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni dichiara di guardarli abitualmente.
Ma i genitori non controllano? I genitori sono gli ultimi a saperlo.
Anche in passato i ragazzini si trastullavano con il porno, ma si trattava di riviste, fumetti o, per i più timidi, cataloghi di biancheria intima venduta per corrispondenza. Quindi era probabile che i genitori se ne accorgessero, trovando riviste nascoste in bagno o sotto il materasso. Ma soprattutto le riviste dovevano essere acquistate: ci volevano i soldi, e un amico maggiorenne che entrasse in edicola al posto loro.
Oggi è sufficiente un computer o un cellulare, e il porno è sempre e ovunque a disposizione.
La cosa strana è che, mentre alcuni politici si oppongono all’educazione sessuale come materia scolastica (affidata a insegnanti, psicologi ed esperti di età evolutiva), si consenta poi ai bambini di soddisfare le loro naturali curiosità sul sesso guardando orribili video porno.
Per un adulto è chiaro (o dovrebbe esserlo) che il sesso nella realtà non è quello dei porno. Ma per un adolescente certe immagini possono essere fuorvianti e nocive.
Complice il giornalismo online, sempre più disinformato e “acchiappa-clic”, si è diffusa una notizia allarmante per i frequentatori del porno: per poter accedere ai contenuti occorrerà dimostrare la maggiore età tramite lo SPID o la CIE. Questo ha suscitato proteste e panico generalizzato. Proteste, perché chi accede ai porno, anche se maggiorenne, ci tiene a non farlo sapere, e doversi qualificare con un documento sembra poco compatibile con la privacy. Il panico, invece, è serpeggiato soprattutto fra le persone di una certa età, notoriamente imbranate con le forme di burocrazia digitale: esse hanno un difficile rapporto con l’utilizzo della Carta d’Identità elettronica, e sono notoriamente incapaci di confrontarsi con lo SPID. Molte non sono nemmeno riuscite a procurarselo.
Al contrario, i ragazzini sono pratici di tutto ciò che è digitale, e hanno più risorse per aggirare l’ostacolo: probabilmente troverebbero il modo di hackerare il sistema per entrare bypassando il controllo, o sarebbero capaci di sfilare dal portafoglio di nonnina la CIE, che l’ingenua vecchietta conserva insieme al PIN. I nonni porcelloni stavano già studiando accordi di mutuo soccorso con i loro nipoti (tipo un aumento della paghetta, o la concessione della propria patente per scaricare i punti in caso di multa, in cambio di un aiuto al computer), quando si è capito che la storia dello SPID non era vera: dalle ultime notizie risulta che, pur essendoci l’intenzione di bloccare il porno ai minori, la realizzazione è ancora in alto mare, e probabilmente non sarà attuata utilizzando lo SPID, ma altri sistemi ancora da definire.
E conoscendo i tempi impiegati dal Parlamento a legiferare su argomenti spinosi e impopolari, adulti e bambini potranno godersi il porno anonimo e gratuito ancora per un po’.

PAROLA D'ORDINE: ABOLIRE

PAROLA D'ORDINE: ABOLIRE
Ormai si è capito: l'attuale campagna elettorale è basata sull'abolizione.
Ogni partito ha introdotto nel programma l'abolizione di qualcosa: c'è chi promette di abolire il canone Rai, chi la legge Fornero, e chi, sull'onda dell'entusiasmo, persino la stessa Fornero. E se proprio non si può abolire, almeno mandarla in esilio a Caprera, a stabilire quando le pecore possono andare in pensione, naturalmente con il sistema contributivo, cioé in base al latte e alla lana prodotta.
Cavallo di battaglia di alcuni partiti è l'abolizione dell'euro, tant'è che la parola ABO-LIRE, a detta di qualche intellettuale, sarebbe la contrazione dello slogan "ABOlire l'euro e ripristinare le LIRE".
In quest'orgia abolizionistica non manca chi promette di abolire l'obbligo dei vaccini, la buona scuola, quella meno buona, la scuola dell'obbligo e addirittura l'obbligo di andare a scuola, nel tentativo di assicurarsi il voto degli elettori giovanissimi, ma già pluri ripetenti, che rischiano l'ennesima bocciatura.
Si suppone che il Partito dei Pensionati, ammesso che si presenti, date le condizioni precarie e la dipendenza da pannolone dei suoi iscritti, chieda l'abolizione dell'ora legale, grande rompimento di palle per chi, superata una certa età, soffre già di disturbi digestivi e di alterazione del ritmo sonno-veglia.
Nascono come funghi, sull'onda di questa moda abolizionista, partiti piccoli, ma di grande respiro politico e sociale. Per esempio, un partito molto conosciuto a Milano e provincia, sostenendo la difesa delle tradizioni meneghine, propone l'abolizione del pandoro a favore del panettone. Una corrente interna sta già mettendo a rischio l'unità di questo partito, chiedendo l'abolizione dei canditi dal panettone.
Non dimentichiamo il P.U.S, Partito degli Ungulati Selvatici, che chiede l'abolizione della caccia.
Persino i puristi dell'A.L.I.T.O. (Associazione Libera Intolleranza Transazioni Olfattive) si presenteranno alle elezioni chiedendo a gran voce l'abolizione della bagna cauda.
Ancora non abbiamo capito che l'unico modo per ottenere più voti è promettere l'abolizione totale delle elezioni.

DOPO L'INFLUENCER ARRIVA L’INUTILENCER
Non ne potete più di influencer e Youtuber?
Vi infastidisce che qualcuno si autodetermini vostro personal shopper?
Basterebbe ignorare questi content creator, ma non è sufficiente. Siamo letteralmente circondati da opinion leader, ognuno alla ricerca di follower e visibilità per ottenere like e così poter monetizzare al meglio il proprio lavoro di promozione.
Del resto, anche in epoca ante-internet, esistevano gli influencer.
Partendo dalle ristrette cerchie di amicizie, potevano influire sui consigli per gli acquisti i compagni di scuola o gli amici della compagnia.
Negli anni ’80 Toto Cutugno, autore eccezionale e acuto osservatore, cantava: “Figli della moda, la pubblicità ci frega, poi ci veste tutti uguali”.
Non erano esenti da questo meccanismo gli adulti e gli anziani, i quali dovevano sorbirsi amici di amici in casa per la presentazione di prodotti utili alla casa, oppure seguivano interminabili televendite sulle piccole reti televisive locali.
A diversificare l’offerta ci pensano le due punte di diamante dell’Accademia dei Cinque Cereali: i Nonni Abeffardi.
I Nonni sono già presenti sui principali social, pronti a dispensare consigli futili, spesso inutili ai follower. Grazie a questa trovata tenteranno si sollevare i loro “amici virtuali” dalle pesanti incombenze cui vengono sottoposti dai normali influencer.
Nonno Abeffardo tratterà argomenti di carattere sociale: come evitare di incontrare conoscenti al supermercato, o come sviare i disturbatori seriali e i fornitori di disservizi.
Nonna Abeffarda si occuperà di cose pratiche: calcolare il resto che si dovrebbe ricevere per una spesa anche se si usa la carta di credito, imparare a contare i gradini delle scale per ottimizzare salite e discese, decidere il font da utilizzare per compilare la lista della spesa, oppure stabilire l’orario ideale per controllare la cassetta della posta.
Grazie a questa tecnica i nostri INUTILENCER daranno una sensazione di sollievo ai follower che trascorrono le giornate seguendo gli influencer allo scopo di stabilire quale brand di calzature è appropriato, oppure che fragranza di profumo si addice alla loro personalità. Il principio applicato, noto sin dall’antichità, è “Ubi maior minor cessat”.

NON SIATE INDIFFERENTI
Il Comune di Biella invita a differenziare anche le briciole di pane lasciate sulla tovaglia al termine del pasto, ossia di non gettarle nel prato scuotendo la tovaglia, ma di raccoglierle e gettarle nell’apposito contenitore dell’umido. Se lo facessero le 23mila utenze di Biella, sostiene l'assessore che ha inoltrato l'invito, avremmo una maggiore produzione differenziata pari a 167 tonnellate annue (il che la dice lunga sulle capacità di sbriciolamento dei Biellesi a tavola e sulle "ecoballe" che riescono a produrre...).
Sempre nell'ottica del riciclo propongo di fare la stessa cosa per le caccole del naso: invece di usare il fazzoletto di carta, che poi va smaltito nell'indifferenziato, staccarle delicatamente con le dita e gettarle direttamente nella raccolta dell'organico.
Chissà se c'è qualcuno, al Comune di Biella o altrove, in grado di calcolare il numero di tonnellate di rifiuti così sottratti all'esecrabile indifferenziato?


TORRAZZA IPERMETROPOLITANA

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Torrazza Piemonte, grazie ad Amazon, sarà sempre più Città Metropolitana.
Il colosso dell’e-commerce sta infatti aprendo un centro logistico che nei prossimi anni darà lavoro a 1200 dipendenti umani e a un numero imprecisato di robot.
Il commercio online è esponenzialmente in crescita, e questo progetto di dimensioni ragguardevoli (si parla di un’area di sessantamila metri quadrati nella quale verrà edificata una struttura multipiano) avrà sicuramente una ricaduta positiva sulla Città già Metropolitana (leggi l'articolo di LUGLIO 2012 nella sezione “Amricord”).
La locale stazione ferroviaria potrebbe diventare tappa obbligatoria per i treni merci online, appositi convogli dell’era digitale.
Il valore degli immobili salirà a dismisura, tanto che una modesta casa da ristrutturare potrebbe essere quotata come un attico di New York con vista su Central Park.
Grazie a questa opportunità, le contrattazioni del titolo Amazon presso la Borsa di Torrazza Piemonte sono state chiuse con un incremento del 333%.
I torrazzesi hanno accolto la notizia con ottimismo, soprattutto per l’opportunità di acquistare online e ricevere la spesa da Amazon in tempo reale.
Il Protettorato Statunitense di Torrazza Piemonte, notoriamente restio a contatti tecnologici col mondo esterno tramite tastiera e mouse, assumerà un fattorino, con un pass dedicato grazie al quale potrà accedere al deposito a ogni ora del giorno e della notte, non appena verrà confermato l’ordine dal sofisticato sistema operativo.
In caso di problemi di connessioni causati dai fornitori di disservizi telefonici, sarà possibile acquistare offline, direttamente sul posto, senza spese spedizione. Dopo AMAZON PRIME (consegna entro 24ore), arriverà AMAZON SUBIT (consegna entro 6 ore) e AMAZON JARIVÀ (consegna praticamente immediata al nastro trasportatore del centro imballaggi e distribuzione).
Il Professor Italo Miglio, che da "manocia" fu impiegato presso le fornaci, ha ancora i calli alle mani e ai piedi, ed ha i polmoni compromessi per aver inalato il naftone, che a quel tempo alimentava le fornaci famose in tutto il circondario, ricorda i bei tempi andati con nostalgia, ma crede fermamente nel progresso.
E si augura che il Ristorante Pistapauta stipuli una convenzione con Amazon, in modo da poter ricevere a casa antipasti, primi, secondi, contorni, dessert, caffè e soprattutto vino e pusacafé, con consegna in tempo reale.

I SEGNI DI INTERNETPUNZIONE
I SEGNI DI INTERNETPUNZIONE
(ovvero la punteggiatura ai tempi di Internet)
Anche se molti la considerano trascurabile, la punteggiatura è fondamentale nel testo scritto. Se parlando non se ne avverte il bisogno, perché siamo in grado di fare pause, sospensioni, dare un tono interrogativo o indignato alla nostra frase, nella scrittura dobbiamo necessariamente affidarci a dei segni codificati, senza i quali il lettore potrebbe capire una cosa per l’altra. Quando ad esempio il nipote della signora Maria, uscendo da scuola, le invia il messaggio: “Arrivo presto e voglio mangiare subito, nonna!” la dolce nonnina si affretta a buttare la pasta; ma se legge lo stesso messaggio senza la virgola, la poverina, che guarda in televisione troppi film horror, potrebbe allarmarsi.
Anche una volgare imprecazione sul brutto tempo come “Piove, merda!”, che esprime solo il disappunto per essere usciti senza ombrello, scritta senza virgola ci fa subito temere una perdita dal gabinetto dell’appartamento di sopra.
Chi ha superato una certa età ricorda sicuramente l’epoca dei telegrammi, messaggi urgenti e brevissimi, poiché il costo era elevato e dipendeva dal numero di parole. Per separare una frase dall’altra si usava la parola ‘stop’, ma, per risparmiare, a volte si ometteva anche quella. Così potevano arrivare dispacci dalla difficile interpretazione, come questo:
“Mamma morta Della zia Caterina funerale giorno 12 alle 11”.
Come interpretarlo? È morta la mamma, oppure Della, o la zia Caterina? Ma se quel Della fosse una preposizione e non un nome proprio, allora sarebbe morta soltanto l’anziana mamma della zia Caterina. Inoltre, quel “morta Della”, nelle intenzioni dello scrivente, avrebbe potuto essere un’unica parola, e in tal caso la mamma porterebbe la mortadella alla zia, in occasione di un funerale non si sa di chi. Prima di gettare la spugna, e il telegramma, c’era sempre la possibilità di giocarsi al lotto l’11, il 12, e il 13 (numero cabalistico della morte) sulla ruota di Bologna (città della mortadella).
Oggigiorno, lo smartphone è il mezzo di comunicazione più utilizzato dai giovani, e ormai anche dai diversamente giovani, ma ugualmente sgrammaticati.
Nei messaggi WhatsApp la punteggiatura canonica è stravolta: il punto fermo e il punto a capo sono stati eliminati, perché giudicati addirittura offensivi; in compenso, i punti interrogativi ed esclamativi abbondano, riuniti a gruppi di quattro, cinque, o più, in base agli spasmi del dito che scrive. Anche i puntini di sospensione si moltiplicano senza motivo, mentre le virgole si infilano tra le parole, secondo una distribuzione casuale. Inoltre, le frasi sono infarcite di piccole icone chiamate emoticon, sparpagliate in base all’equazione del famoso matematico Massimo Accazzo.
Ma questo modo del tutto nuovo di comunicare ha bisogno di nuovi segni di punteggiatura, che possano dare un senso compiuto a quelle righe di geroglifici che tutti riceviamo e inviamo continuamente, a base di faccine, cuoricini, simboli, ed errori di ortografia.
Gli esperti dell’ACC, interpellati sull’argomento, propongono:
,,,,, virgole di sospensione. In numero indefinito, per una pausa d’effetto particolarmente significativa
:: quattro punti. Quando si apre una spiegazione nella spiegazione (capita nei messaggi molto lunghi e confusi)
., punto e virgola orizzontale. Sostituisce il classico punto e virgola verticale, detto anche “lo sfigato della punteggiatura” perché nessuno ha mi capito bene quando usarlo
._ punto fermo un giro. Chiude un discorso, ma non definitivamente, lasciando aperta la possibilità di una spiegazione
∞ punto fermissimo, da qui all’eternità. Si userà quando si è certi che le considerazioni espresse sono definitive, e che l’interlocutore verrà cancellato dai propri contatti


I punti esclamativi, un tempo animali solitari,
hanno ritrovato la gioia di stare insieme
DA IKEA L'IDEA CHE NON C'ERA
Ikea ha lanciato LURVIG, il divano per cani e gatti.
Il 2 febbraio sarà presentato all'Ikea di Collegno, insieme a tutti i prodotti della linea LURVIG, destinati a cani e porci gatti.
Per l’occasione un medico veterinario esperto in Comportamento Animale dell’associazione SISCA
(Società Italiana Scienze del Comportamento Animale) sarà presente in
negozio per fornire consigli utili su come migliorare la comunicazione
con il tuo amico a quattro zampe e comprendere meglio alcune sue "strane" abitudini.
(Fin qui è tutto vero, non inventato da Abeffarda).
Interverrà la Professoressa Fornero, esperta in Comportamento del Pensionato Italiano, per fornire consigli utili su come migliorare la sopravvivenza di esodati e pensionati con la minima, regalando loro un animale da compagnia, con il quale condividere la miseria (lo dice anche il proverbio: mal comune mezzo gaudio)
Sarà presente anche un noto politico, che regalerà un divano LURVIG per cani e gatti a tutti i pensionati in visita al negozio.
Sono prodotti molto semplici da montare, ne è capace qualsiasi primate con pollice opponibile alla brugola. Se non avete a disposizione un primate potrete provare anche voi.
Il vostro cane vi aiuterà, portandovi le viti e porgendovi il cacciavite quando occorre.
Attenti però al gatto che, per indole felina, ha tendenza a giocare con i tasselli e a scompigliare i fogli delle istruzioni.

ARRIVANO I MISSIONARI 2.0
A fine luglio si è svolto il primo Giubileo degli Influencer e dei Missionari Digitali.
L’evento ha visto la partecipazione di oltre millesettecento “missionari dell’era digitale” provenienti da settantacinque Paesi.
Il mondo, grazie alla digitalizzazione, si evolve a ritmi esponenziali, toccando tutti i settori, dal lavoro, all’economia, fino ad arrivare allo sport e al tempo libero, pertanto, è indispensabile che anche la parola del Signore si avvalga di fibra ottica e wi-fi per proseguire nell’opera di evangelizzazione.
Molti parroci fanno da tempo uso di webcam e social per raggiungere i nativi digitali, ma è necessario l’intervento di veri e propri influencer della fede per diffondere i principi cristiani.
I social potrebbero diventare un trampolino di lancio per la parola di Dio, successo che potrebbe trovare riscontro nei “Like” ottenuti e nella mole di follower.
Del resto proprio Gesù Cristo fu uno dei primi influencer della storia, iniziò con una dozzina di follower ma, nel giro di pochi secoli, il suo nome echeggiò in ogni settore sferico del globo.
L’evangelizzazione, attraverso i social, offre l’opportunità di seguire le cerimonie religiose attraverso le dirette web, di mettere i “Mi Piace”, e supportare i sacerdoti nell’esercizio delle proprie funzioni.
Alle perpetue sarà inibito l’utilizzo di piattaforme di dubbia moralità come OnlyFans, ma potranno iscriversi su Tinder se desiderano cambiare parrocchia.
I credenti potranno partecipare all’eucaristia con ostie consegnate a casa da Just Eat o Deliveroo.
Qualora a un follower scappasse un moccolone a causa dei disservizi della rete, sarà sufficiente premere “Control Z” per cancellare la bestemmia.
Grazie a video e immagini a tema religioso tutti i fedeli saranno considerati osservanti di default.
Chi dovesse peccare potrebbe venire bloccato fino all’avvenuto pentimento e alla conseguente espiazione delle colpe che, in base alla gravità, potrebbero consistere nel recitare un determinato numero di preghiere davanti alla webcam, oppure e mettere un determinato numero di “Like” a santi prestabiliti.
La Chiesa non esclude la possibilità che in altre galassie vi siano forme di vita aliene e, come creature di Dio, potrebbe rendersi necessario evangelizzare i pianeti abitati.
Portare il segnale wi-fi oltre i confini della Via Lattea è un progetto ambizioso per gli attuali fornitori di disservizi che, normalmente, non riescono a garantire una ventina di mbps a Brevigliasco. I tecnici stanno valutando l’utilizzo di una sonda orbitante intorno a Saturno, oppure di sfruttare i ripetitori di Radio Maria (scelta consigliata).
E qui la parabola tanto cara al Signore inizia ad acquisire un senso.

DECRETO ANTI CAOS CIMITERIALE

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LA PRIMA NORMA PER IL PRIMO NOVEMBRE
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Ognissanti è da sempre il giorno dedicato ai propri cari, ma è anche motivo ansia per le migliaia di persone che si riversano contemporaneamente al cimitero, con la preoccupazione di non trovare parcheggio nel raggio di due chilometri.
Ricordare i propri cari il giorno dedicato ai Santi invece che il giorno successivo, dedicato ai defunti, non è un tentativo estremo di sperare che siano già beati, ma una necessità, visto che, normalmente, il 2 novembre i non defunti lavorano.
A nulla serve ingegnarsi, prevedere partenze intelligenti, che spesso danno ottimi risultati per le vacanze di agosto, oppure cercare di raggiungere il camposanto con mezzi pubblici, o anche dormire in un loculo abbandonato nel sacco a pelo.
In alcune città si organizza furbescamente la Strasepolcri, una mezza maratona sportiva amatoriale che fa tappa nei vari cimiteri, consentendo di parcheggiare l’auto in zona decentrata per poi recarsi al cimitero a piedi.
A risolvere la questione potrebbe pensarci il governo, la notte di Halloween, con un decreto-scherzetto che scaglionerà i visitatori dei defunti.
La norma di attuazione potrebbe prevedere la possibilità di visitare i propri cari "a targhe alterne", in base al cognome che compare sulla targa della lapide:
- Dalle 8 alle 10: defunti dalla A alla D
- Dalle 10 alle 12: defunti dalla E alla H
- Dalle 12 alle 14: defunti dalla I alla N
- Dalle 14 alle 16: defunti dalla O alla S
- Dalle 16 alle 18: defunti dalla T alla Z
Marito e moglie, se non hanno la fortuna di avere cognomi che rientrano nella stessa fascia, dovrebbero recarsi al cimitero al massimo due volte nella stessa giornata.
Un po' più problematica la situazione delle famiglie allargate, che potrebbero dover fare più giri cimiteriali in orari differenti.
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Alle 6 del mattino solitamente c’è poco viavai, purtroppo i cimiteri aprono alle 8
LA RISTAMPELLATA: questo articolo è stato scritto tra il 2016 e il 2018 e viene qui riproposto a grande richiesta.
Gli scritti che contengono riferimenti a persone realmente esistenti hanno il solo scopo (si spera) di far sorridere e sono frutto del vaneggiare degli autori. Se tuttavia qualcuno non gradisse un articolo o una sua parte può chiederne la rimozione all’indirizzo di cui sopra, motivando l’istanza.
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