Umorismo di sostegno
PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016
ANNO XI d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ
Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.
VIBRAZIONI
Multivibratori. Sono una categoria di circuiti elettronici che possono generare le transizioni in corrente o in tensione, con tempi di commutazione brevi rispetto al periodo, ovvero che producono degli scatti tra gli stati stabili possibili del circuito. Si suddividono in tre categorie: Astabili, Bistabili, Monostabili. Ma i multivibratori non hanno alcuna relazione con quello che hai pensato, laido porcello malpensante.
Carlo Chievolti
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L’Ingegner Pieretti, ideatore, fondatore, tuttora titolare di un’azienda produttrice di alta tecnologia elettronica nell’hinterland torinese, una quarantina d’anni fa ebbe in portafoglio prodotti il circuito multivibratore bistabile. Era un prodotto marginale che stava per essere abbandonato. Ma, una quindicina d’anni fa una casa tedesca di giocattolini (proprio quelli che pensi tu laido porcellino malpensante) inserì questo circuito di produzione Pieretti nel suo catalogo “Fai da te”: l’azienda dell’Ingegnere torinese ebbe una crescita di fatturato esponenziale. Purtroppo, arrivarono i cinesi...
Baldwind

CHIESA & RELIGIONE: CADE IL SEGRETO CONFESSIONALE
Il segreto confessionale è sacro e inviolabile, anche il peggior crimine, secondo le regole della Chiesa, non deve diventare di dominio pubblico né tantomeno denunciato.
Il “peccatore” se la vedrà direttamente con la sua coscienza e con Dio, pertanto, riceverà il biasimo del confessore, verrà ammonito e incoraggiato a non commettere più l’errore. La pecorella smarrita verrà riabilitata e se la caverà, nella peggiore delle ipotesi, con una ramanzina del parroco e con una penitenza che solitamente consiste nel recitare alcune preghiere. Questo accade solo e soltanto se il peccatore è realmente pentito; diversamente non potrebbe esserci alcun perdono.
L’anonimato e la riservatezza, tuttavia, non sempre costituiscono un valore aggiunto per la collettività. Si pensi, ad esempio, a un vicino di casa che ruba abitualmente. A saperlo per tempo, si eviterebbe di lasciare oggetti di valore incustoditi.
Oppure se un promoter finanziario avesse il vizio falsa testimonianza, perderebbe credibilità e nessuno gli affiderebbe i propri risparmi, evitando di subire truffe.
L’Accademia dei Cinque Cereali ha raccolto sei firme e presentato una proposta di legge di iniziativa impopolare che prevede l’eliminazione del segreto confessionale.
In questo modo i sacerdoti non saranno più tenuti alla riservatezza e potranno raccontare di peccati e peccatori incontrando i parrocchiani, oppure al bar o al mercato rionale.
Grazie a questa semplificazione i vantaggi saranno immediatamente percepibili dalla comunità.
Tutti potrebbero conoscere pregi e difetti del prossimo anche per questioni rilevanti, come per i comandamenti “Non uccidere” e “Non rubare”.
Sicuramente il precetto più trasgredito e forte impatto sociale è “Non commettere atti impuri”. Grazie alla divulgazione dei peccati contrari a questa disposizione sarà possibile conoscere le debolezze dei fedeli, e agire di conseguenza migliorando così la vita quotidiana dei residenti.
Infatti se si conoscessero i nomi dei mariti e mogli infedeli, chi lo desiderasse, potrebbe andare a colpo sicuro senza importunare inutilmente chi invece non è soggetto a queste tipologie di peccati. O ancora, grazie a queste informazioni, si conoscerebbero i gusti personali dei parrocchiani mandando a colpo sicuro chi decide di trasgredire, facendo risparmiare tempo e denaro ai peccatori.
L’unico comandamento su cui il segreto confessionale influisce marginalmente è “Ricorda di santificare le feste” poiché, già oggi, è sufficiente recarsi in chiesa la domenica per verificare di persona chi onora i giorni dedicati al Signore.
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Paul Rice – ACC

LA PAROLA DEL SECOLO

TAMPA
Significato
Genericamente fossa, ma assume anche significati più precisi, come maceratoio per il letame destinato al concime, grossa pozzanghera fangosa, pantano, stagno.
Etimologia
Parola sabauda di etimo incerto. A volerlo cercare a tutti i costi c'è il rischio di impantanarsi in una insidiosa "tampa" di possibilità.
Possiamo però citare il Dizionario Etimologico Francopiemontese (edito da Savoiardi&Torcetti - Torino), che ipotizza la derivazione dal francese trou (buca) e ample (ampio), quindi trou ample, buca ampia, diventato poi tample e successivamente italianizzato in tampa.
Commento
Quando Giulio Cesare giunse nella Pianura Padana e si accampò con le sue truppe nei territori dell'attuale Torino, l'insediamento fu denominato Augusta Taurinorum per la presenza di numerosi tori. I contadini li allevavano per venderli alle fiere dei "compro toro", diffuse in ogni contrada, quasi come i "compro oro" odierni.
Nel Medio Evo, dopo il crollo delle quotazioni del toro, i tori venivano condotti nel "castrum", e convertiti in boves, mansueti bestioni da tiro. I buoi erano docili e benvoluti (tutti conosciamo "T'amo pio bove", incipit di una delle più famose liriche di Carducci, che non era un poeta piemontese, ma era abbastanza "bogianen" da sembrarlo).
Ma che cosa c'entra tutto ciò con la parola tampa? Ora ci arriviamo.
I buoi mangiavano e ruminavano parecchio, e per poter conservare le loro abbondanti deiezioni, preziose per fertilizzare i campi, si scavavano appunto le tampe.
Nelle giornate più calde i miasmi erano insopportabili e le tampe necessitavano di frequenti svuotamenti.
Secondo alcuni storiografi, nel secolo XV il lavoro di svuotamento veniva eseguito dai forzati di una colonia penale nei pressi di Cuneo. Pare che alcuni di loro siano riusciti a fuggire, abbiano attraversato l'Appennino e si siano imbarcati a Genova come mozzi, su alcune imbarcazioni dirette alle Indie. La città di Tampa in Florida sarebbe stata fondata proprio da costoro. Come siano giunti in Florida dalle Indie non è così chiaro, ma si hanno alcune testimonianze sull'anno dell'imbarco: era probabilmente il 1492.
Oggi la parola tampa è usata soprattutto in senso metaforico: "Mi sono fatto una tampa" significa che ho commesso una imperdonabile gaffe e vorrei sprofondare in una fossa virtuale. Lo studente ha fatto tampa all'interrogazione perché non sapeva nulla. Un amico si è fatto una tampa micidiale, perché ha telefonato alla sua nuova ragazza chiamandola Cristina, sebbene lei si chiami Lucia.

SCOPERTI NUOVI EFFETTI DEL RISCALDAMENTO GLOBALE

Il giorno dell'Epifania la signora Maria Ghersino, detta dai nipotini Nona Ghersin, stava serenamente camminando sul marciapiede di una via cittadina, quando, in circostanze misteriose, è caduta fratturandosi una spalla. Al Pronto Soccorso la signora si è trovata in dolorante compagnia con altri anziani, vittime di fratture varie, caduti come lei, chi in casa, chi all'aperto. Contemporaneamente giungevano notizie di vittime di cadute disastrose anche dai Pronto Soccorso di altri ospedali, che sono andati in tilt: molti anziani hanno dovuto essere sistemati nei corridoi, in bilico sulle scale e persino, i più gravi, nelle camere mortuarie degli Ospedali, dove, a causa del freddo, si sono coperti completamente con le lenzuola delle barelle, e in seguito non sempre è stato facile il riconoscimento da parte dei parenti. Per far fronte all'emergenza, sono stati richiamati in servizio medici e infermieri in ferie, in malattia e persino in pensione.
Una tale concentrazione di persone cadute nello stesso giorno e nella stessa città non si era mai verificata, perciò un gruppo di studio composto da medici, ingegneri e geologi, supervisionato dalla dottoressa Greta Thunberg, è stato incaricato di studiare il fenomeno. Le ipotesi più accreditate sono:
1 - Un aumento della Forza di Gravità Terrestre, dovuta all'Effetto Serra
2 - Un effetto di stordimento sul cervello (e quindi sui riflessi, già rallentati nelle persone anziane) a causa della concentrazione elevata di anidride carbonica, dovuta anch'essa all'Effetto Serra.
Pare infatti che il surriscaldamento globale renda il nostro pianeta sempre più simile a un enorme buco nero, che inghiotte tutto ciò che vi si avvicina. Ovviamente siamo ancora lontani da una completa trasformazione, ma gli esperti sono sicuri che, se non si interviene sulle emissioni serra, nel giro di una ventina d'anni la forza di gravità sarà così alta che diventerà molto difficile camminare eretti.
In entrambi i casi la colpa sarebbe, ancora una volta, dell'inquinamento atmosferico, che a Torino ha raggiunto livelli pericolosi.
Perciò l'Amministrazione Comunale ha deciso ulteriori blocchi di circolazione delle automobili e di tutto ciò che va a motore, alimentato da qualsivoglia fonte energetica: automobili, autocarri, furgoni, motocicli, motocarro, monopattini, e persino motovedette sul Po. Le nostre automobili nuove fiammanti, acquistate in sostituzione delle vecchie auto alimentate a diesel o a benzina euro insufficiente, potranno circolare soltanto dalla mezzanotte alle cinque del mattino, come la batmobile del mitico uomo-pipistrello. Durante il giorno, tutti a piedi o sui mezzi pubblici. Così gli anziani fratturati che devono recarsi alle necessarie sedute di fisioterapia potranno cadere liberamente, senza rischio di essere investiti da veicoli che non siano biciclette, o qualche rarissimo tram.
Ora nona Ghersin, ri-soprannominata, per l'occasione, nona Ghersin Rubatà, ha scoperto che la frattura delle spalle può essere una grande frattura di palle, e che alla fine della sua lunga, ingessata immobilità ci sarà una lunga, dolorosa riabilitazione, alla quale verrà accompagnata da uno dei nipoti, a turno, su di una automobilina a pedali.
Stephanie Fantaguiraux (GENNAIO 2020)
LA RISTAMPELLATA: questo articolo vintage è stato scritto dopo il 2016 e viene qui riproposto a grande richiesta.

Prossime vittime del Global Warming

Nel 2040 saremo tutti più pesanti
LA MOSCA COCCHIERA IN PILLOLE

IN PILLOLE
I videogiochi fanno bene o male? Migliorano la memoria, riducono stress e ansia, ma causano dipendenza, disturbi del sonno, affaticamento, emicranie. Il Servizio per le dipendenze patologiche dell’Asl Valle d’Aosta ha introdotto la Video Game Therapy: “L’innovativo strumento terapeutico sfrutta il potenziale dei videogiochi, come mezzo di esplorazione emotiva”. I videogiochi offrono un ambiente virtuale, palestra coinvolgente per la mente in cui attuare comportamenti senza conseguenze reali, con la possibilità di ripetere e correggere gli errori di valutazione, provare emozioni in modo interposto, e vivere modalità di esistenza altrimenti inaccessibili, coltivando anche l’empatia, come spiega Gerardo Di Carlo, psichiatra direttore del Servizio. Un gruppo di ricercatori dell’Università Milano-Bicocca ha rilevato come i videogiochi possano essere facilitatori di cura per traumi, perché davanti al video ci sentiamo più liberi e limitiamo le reticenze. Dopo la sessione di gioco, si apre un colloquio per discutere le esperienze vissute, i temi emersi e le loro correlazioni con la vita reale del paziente. I vantaggi: più coinvolgimento, trattamento più motivante, abbassamento delle difese. Il 71% degli intervistati in Italia dichiara di videogiocare per rilassarsi, il 60% come antidoto all’ansia, il 49% per combattere la solitudine. Emerge dallo studio, condotto su 24mila videogiocatori di 21 Paesi, The power of play coordinato dall’Esa, l’Entertainment Software Association, con Video games Europe e Iidea (l’associazione di categoria dell’industria dei videogiochi in Italia). Questi strumenti apparentemente ludici diventano alleati nello sviluppo cognitivo? Sono strumenti di connessione sociale, inclusione, crescita culturale, benessere ed educazione. A partire dal coding, usato con efficacia da educatori e insegnanti, in particolare quelli di sostegno, per correggere meglio i disturbi dell’apprendimento. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Non ho mai usato i videogiochi. Mi dovrei preoccupare?”.
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Ogni anno migliaia di persone si incontrano a Higashi-Osaka, al Owarai Shinij, il rito sacro della risata, che ogni inverno anima il santuario shintoista di Hiraoka. Ridono per venti minuti, convinti che favorisca positività, speranza, buon auspicio. La cerimonia affonda le radici nella mitologia giapponese. Secondo i testi antichi, la dea del Sole Amaterasu si nascose in una grotta e il mondo precipitò nell’oscurità. Furono le risate degli Dei, a convincerla a riemergere. E così, nacque la tradizione. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Oppure ci bastano pochi minuti con LA STAMPELLA”.
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Anche ai progenitori piaceva berliccare. Otzi, l’uomo dei ghiacci, probabilmente era affetto dal papillomavirus umano Hpv16, un ceppo responsabile di molti tumori genitali e della gola, che si trasmette principalmente col sesso orale. Se confermato, si colmerebbe la lacuna nella storia evolutiva di tali virus oncogeni. Juliana Yazigi bioinformatica, prima autrice dello studio: “Abbiamo la più antica prova dell’Hpv”. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Maledetti: devono rovinare ogni tipo di romanticismo?”.
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Lo smartphone rincoglionisce i ragazzini. Ran Barzilay, professore di psichiatria all’Università della Pennsylvania ha testato i cervelli degli adolescenti esposti agli schermi precocemente. I risultati: memoria più debole, attenzione ridotta, velocità di elaborazione più lenta, sonno compromesso. La ricerca, pubblicata su Pediatrics ha analizzato 10.588 bambini americani. Chi riceve il telefono a dodici anni invece che a tredici mostra un aumento della probabilità del 62% di sviluppare disturbi del sonno, del 40% di diventare obeso, e del 31% di sviluppare depressione. Un altro lavoro pubblicato sul Journal of Human Development and Capabilities sostiene che ricevere uno smartphone prima dei 13 anni è associato a peggiori risultati di salute mentale in età adulta, con aumento di pensieri suicidi, distacco dalla realtà, minore regolazione emotiva, e ridotta autostima. E, sotto i 13 anni, la corteccia prefrontale, responsabile del controllo degli impulsi e della concentrazione, non è sviluppata a sufficienza per affrontare il bombardamento di algoritmi social. La società italiana di Pediatria raccomanda di evitare lo smartphone sotto i 13 anni. Esistono strategie concrete per proteggere i nostri figli, senza demonizzare la tecnologia, a partire dal dare il buon esempio, e senza insistere sui divieti. Come sottolinea Laura Turuani, psicologa dell’Istituto Minotauro di Milano: “Se non ti stacchi, come puoi chiederlo ai tuoi figli?”. Ridurre l’uso di un’ora al giorno ha effetti migliori di drastici divieti. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Pur non condividendo, conosco un bimbo che a sei anni ha ricevuto l’ultimo modello di iPhone: adesso è più alto di me, ma mi sembra molto equilibrato. Ho visto dei bimbi in carrozzina smanettare lo smartphone dei genitori. Riassumo: i bimbi vanno avanti, come da sempre. Certi ricercatori sono cialtroni”.
BOTTE E RISPOSTE

Il principale scopo nella víta
è aiutare gli altri
e, se non puoi aiutarli,
almeno non ferirli.
Dalai Lama
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Il principale scopo nella vita
è evitare gli altri,
e se non puoi evitarli
almeno non lasciarti ferire.
Nonna Lama

SANOLITUDINE
sa-no-li-tù-di-ne
Significato
Solitudine sana ed esercitata volontariamente. L’essere soli per scelta, ricavandone dei vantaggi.
Etimologia
Parola composta da sano (dal latino sanus, cioè in buona salute) e da solitudine (dal latino solitudo -dĭnis, derivato da solus, cioè solo).
Esempio di utilizzo
Il nonno sta benissimo: vive da anni in completa sanolitudine.
Oggi se ne parla meno di qualche decennio fa, ma gli eremiti esistono ancora: sono definiti anche asceti o anacoreti, cioè individui che si sono allontanati volontariamente dalla cosiddetta società civile. I motivi sono svariati, o forse uno solo: si sono resi conto di quanto poco civile sia in realtà la nostra società.
Molti di questi solitari hanno acquisito nel tempo fama di saggezza, equilibrio, capacità di infondere calma ed elargire buoni consigli. Per questo ricevono visite da ogni parte del mondo, di persone in cerca di risposte ai loro dubbi esistenziali: chi siamo? Da dove veniamo? Perché i vicini stanno facendo tutto questo baccano?
Nella maggior parte dei casi gli eremiti vivono molto a lungo, più a lungo di chi conduce vita sociale, e godono di buona salute, a dispetto di quanto vogliono farci credere medici e salutisti.
Senza spingersi a una scelta di vita così radicale, ci siamo resi conto che esistono, per ciascuno di noi, momenti di isolamento consapevole che ci fanno stare bene. Sarà anche vero che “l’uomo è un animale sociale”, ma ci sono tuttavia tante situazioni nelle quali i nostri simili ci disturbano, e dobbiamo dominare l’impulso di sterminarli. Ed è in questi momenti che bramiamo un po’ di sanolitudine.
Pensiamo per esempio alla coppia umana: un tempo i giovani cercavano l’anima gemella, convinti di raggiungere con essa la felicità, e di poter formare un nuovo nucleo famigliare migliore di quello d’origine. Poi è arrivata la fisica nucleare a dimostrare che nemmeno i nuclei atomici sono indivisibili, perché in certe condizioni diventano fortemente instabili, con tendenza a rompersi, esplodere, o trasformarsi in qualcos’altro… Insomma, non c’è pace per i nuclei atomici, figuriamoci per quelli famigliari.
Dopo la fisica, anche la giurisprudenza ha dato un contributo: con la legge sul divorzio ha rivelato che si può stare bene anche da soli, perché non sempre “two is megl che uan”.
Infine, la sanolitudine è stata scoperta dagli anziani, che hanno cominciato timidamente a chiedersi se vivere da soli sia peggio della convivenza con figli adulti che tardano a diventare indipendenti e lasciare il nido, o con nipotini che necessitano di turni di nonnismo sempre più faticosi.
In conclusione, per apprezzare la sanolitudine non c’è bisogno di fare come Simeone lo Stilita (un sant’uomo che sedeva tutto il giorno sul capitello di una colonna a meditare), o come Gautama Buddha, che scelse una vita solitaria e contemplativa per raggiungere l’illuminazione. Noi, per meditare, abbiamo le poltrone dell’Ikea, e l’illuminazione ci arriva dalle lampadine a basso consumo, premendo semplicemente un interruttore. Perciò, difendiamo il diritto alla sanolitudine, e ammettiamo senza timore che è bello stare soli in casa propria, o uscire per una passeggiata nel parco al mattino presto, quando in giro non c’è ancora nessuno.


Sanolitudine d’altri tempi

Sanolitudine di oggi
BABBO NATALE CROLLA ESAUSTO
Pare he Babbo Natale a causa della mole di lavoro non sia riuscito a terminare il giro delle consegne nella notte di Natale.
Santa Claus è stato ritrovato privo di sensi dall’addetto alla sorveglianza di un noto ristorante dell’Antepò Pavese la mattina di Natale. Con lui vi erano alcuni pacchi ancora da consegnare che sono stati trasportati presso il deposito locale.
Evidentemente l’aiuto dei simpatici omini vestiti di rosso, i corrieri Bartolini, non è stato sufficiente a evadere tutte le pratiche e il poveretto è crollato stremato dalla fatica.
Il sindaco invita i bambini che non avessero ricevuto il regalo desiderato a recarsi presso il deposito comunale presentando formale istanza per la consegna del collo a loro assegnato.
Il portavoce del Polo Nord fa sapere che babbo Natale è stato trasferito presso l’igloospedale di Rovaniemi per gli accertamenti del caso e che presto potrà fare rientro a casa per il meritato riposo fino alle prossime festività.
Paul Rice - ACC

BREVETTA IL TAPPO WIRELESS E DIVENTA MILIONARIO
La tecnologia, nell’ultimo decennio, è entrata prepotentemente nelle nostre case, non solo attraverso nuove invenzioni ipertecnologiche, ma anche attraverso l’innovazione di accessori e oggetti comuni di invenzione tutt’altro che recente.
Si possono trovare frigoriferi connessi alla rete web, aspirapolvere dotati di sensori che permettono di muoversi autonomia ripulendo ogni angolo della casa, falciatrici accessoriate con GPS, tanto per citarne alcuni.
Il Dott. Ugo Gavanata, professore di Scienze Improbabili dell’Istituto Tecnico Tattico di Brevigliasco, ha elaborato un sistema ad alta tecnologia per ovviare all’annoso e fastidioso problema dei tappi che non si staccano dalle bottiglie di acque minerali e bibite.
Si tratta del tappo wireless.
In pratica, grazie a questa scoperta, si può utilizzare una bottiglia e togliere il tappo senza fare i conti con l’irritante filamento di collegamento in plastica.
Il professor Gavanata ha prontamente depositato il brevetto e fondato una società per commercializzare il “tappo senza fili”; si tratta della startup Stupabuta S.p.A. con sede nella prima cintura di Brevigliasco.
Al momento l’azienda esporta tappi wireless in ben quindici paesi dell’Unione Europea: Tribolate sul Serio, Panzanate Brianza, Bufalona sul Naviglio, Fanfaluca Canavese, Fandonia Valdastico, Frottola Valtrompia, Burlate sul Serio, Baggianate di Sotto, Rimbambite Ticino, Tontolone al Tagliamento, Cagate sul Naviglio, Cagate Sotto, Solona Romana, Sembrate Marittima, Carognate sul Serio.
Dato il successo iniziale, oltre ogni più rosea aspettativa, si prospetta un boom di esportazioni nel corso del 2026.
Grazie a questo prodotto innovativo, la cui tecnologia è segreta, tanto riservata che neppure l’inventore ne è a conoscenza, tutti potranno dissetarsi senza le difficoltà che un tappo interconnesso comporta.
Paul Rice - ACC

I BUDDISTI LANCIANO L'ALLARME: ESSERE VEGANI INTERFERISCE CON IL CICLO DELLA REINCARNAZIONE!

Secondo alcune religioni, l'anima degli esseri viventi, al termine della vita terrena, trasmigra in altri corpi per vivere nuove esperienze.
In pratica ogni anima, subito dopo la morte del corpo ospite, sceglie come e dove reincarnarsi, e quali esperienze vivere per completare il percorso che la porterà al raggiungimento del Nirvana.
Ad esempio, un carcerato di oggi potrebbe essere stato, in una vita precedente, uno spietato carceriere. Il figlio di un milionario, che vive nel lusso sfrenato, potrebbe essere stato un minatore, morto di silicosi fra privazioni e stenti.
Ognuno sceglie in che modo raggiungere la perfezione attraverso varie reincarnazioni, che gli permettono di vivere le esperienze di cui ha bisogno.
Questo vale anche per gli animali: un fagiano, che in una vita precedente era un cacciatore, deve provare l'esperienza di essere la preda.
L'intervento umano su ciò che l'anima ha autonomamente prestabilito potrebbe interrompere il percorso di perfezionamento, se non addirittura danneggiare lo spirito, impedendogli di progredire verso il Nirvana.
Per queste ragioni, seguire una dieta vegana salva certamente la vita a molti animali, ma inconsapevolmente li danneggia, costringendoli a reincarnarsi più volte fino al completamento dell'esperienza: essere ucciso e divorato.
Questa interpretazione della filosofia buddista, detta anche del "lascia che le cose accadano", può essere applicata a qualunque situazione: ad esempio un detenuto, a causa dell'indulto, non potrà vivere la sua esperienza di privazione di libertà; un milionario che perde tutti gli averi a causa di una truffa dovrà ripetere la reincarnazione fino a completare la sua esperienza di vita da ricco sfondato.
Ad una analisi filosofica più approfondita, quanto detto è in netta contraddizione sia con il principio del "vivi e lascia vivere", sia con i principali comandamenti delle altre religioni, come il non rubare e il non uccidere.
Come risolvere l'arduo dilemma? Gli esperti dell'ACC in Storia delle Religioni, metempsicosi, meteorologia e meteorismo non sanno dare una risposta e si limitano ad una alzata di spallucce.
Chissà, forse nella loro vita precedente sono stati fanatici religiosi al servizio di Torquemada, ai tempi dell'Inquisizione Spagnola.

LA MOSCA COCCHIERA IN PILLOLE

IN PILLOLE
Ogni quanto cambiare i calzini? I microrganismi sui nostri piedi, favoriti da caldo e umidità, non causano solo cattivi odori: hanno effetti sulla salute. Lo stesso paio di calzini più giorni consecutivi è un rischio concreto per la salute: favorisce cattivo odore, ma aumenta la probabilità di sviluppare infezioni respiratorie, intestinali e cutanee. La microbiologa Primrose Freestone dell’Università di Leicester: “I calzini sporchi diventano un terreno fertile per batteri e funghi potenzialmente pericolosi”. I piedi possono ospitare mille specie diverse di batteri e funghi, che si nutrono di sudore e cellule morte della pelle. Questi microrganismi, oltre a causare il cattivo odore tipico dei piedi, dei calzini e delle scarpe, possono trasferirsi ai calzini e alle calzature, dove rimangono a lungo, aumentando il rischio di infezioni. I calzini sono terreno di coltura per batteri e funghi nocivi: Aspergillus, Candida e Cryptococcus. Alcuni batteri possono sopravvivere fino a 90 giorni sui tessuti; quindi, indossare calzini non lavati significa alimentare ulteriormente la loro crescita. Ma l’igiene del piede non riguarda solo il cambio dei calzini, ma anche la cura delle unghie e della pelle. È importante tagliare regolarmente le unghie, e controllare lo stato dei piedi. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Sapevo che esistono feticisti dei piedi, ma qui esagerano”.
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Aiutare gli amici migliora l’umore degli anziani. Una ricerca dell’Università del Michigan afferma che bastano piccoli gesti: accompagnarli a prendere le medicine, dare un passaggio, aiutare nella spesa, cucinare il pasto, sistemare faccende di casa. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino, 107 anni: “Sono sempre pronto, ad aiutare una cara amica”.
IL PATRIARCATO DELLA STUPIDITÀ
Da quando mi sono abbonata alle piattaforme streaming mi sto drogando di film e serie tv. Divano, copertina e un vecchio film cult creano la serata ideale per una nonna romantica e poco incline ad uscire di casa. Su Prime Video, gestito da Amazon, oltre ai programmi a pagamento è disponibile una vasta scelta di film, gratuiti ma contenenti numerose interruzioni pubblicitarie.
Come massaia d’altri tempi, che del risparmio ha fatto una religione, usufruisco volentieri di questa offerta, anche se mi obbliga a guardare una serie di spot dall’inizio alla fine; devo ammettere però che le storie bizzarre ambientate nel magico Regno di Nonpenso Macompro hanno un loro fascino.
Ho notato recentemente che in questo Regno è presente una sorta di patriarcato al contrario, basato sulla superiorità maschile in stupidità.
Esempio: lo spot si apre su una sontuosa cerimonia di matrimonio, accompagnata da una musica solenne, dove si vedono gli sposi di fronte al celebrante e gli invitati elegantemente vestiti. Tra essi, un giovanotto in pantaloni bianchi tira fuori dalla tasca una confezione aperta di una qualche appiccicosa merendina al cioccolato. Ovviamente i pantaloni si sono orribilmente macchiati di marrone. E il giovane che fa? Tra lo scandalo dei presenti se li sfila, per poterli lavare subito, in modo che non resti la macchia. Un autentico ritardato mentale: in primo luogo perché nemmeno un bambino di otto anni si sporcherebbe in quel modo a un matrimonio, poi perché pare non rendersi conto di dove si trova, e infine (e qui va a parare il messaggio pubblicitario) perché ignora l’esistenza del detersivo miracoloso che toglie le macchie di cioccolato anche dopo una settimana.
La pubblicità delle mutande per le perdite urinarie degli anziani è altrettanto emblematica: nella versione al femminile una donna sui sessanta, con un fisico da far invidia a una ventenne, si ammira allo specchio, contenta che le provvidenziali mutande non si vedano nemmeno sotto gli abiti aderenti. Lo stesso prodotto, nella versione maschile, è raccontato invece da un uomo nudo tranne che per le mutande, che egli sfoggia baldanzoso, parlandone in modo dettagliato senza un briciolo di pudore.
Un altro esempio rappresentativo della superiorità maschile in fatto di rincoglionimento è lo spot per una famosa agenzia immobiliare: un tizio cerca ossessivamente sul cellulare annunci di appartamenti in vendita, e lo fa a qualsiasi ora del giorno e della notte, persino quando è sotto la doccia. Questo suscita le ire della moglie, che giustamente sta aspettando che si liberi il bagno, e che il marito rinsavisca. Ma nulla riesce a far ragionare l’imbecille, finché non entrano in scena due agenti dell’immobiliare in questione che gli spiegano come impostare le notifiche sull’applicazione, per essere avvisati in tempo reale di ogni nuovo annuncio. Finalmente l’imbecille si dà pace.
E vogliamo parlare di Arnold Schwarzenegger che si vanta di avere “il potere nel palmo delle sue mani” solo perché ha comprato alcuni attrezzi in un noto discount? Come un Ercole ormai stagionato sfoggia la sua mascella volitiva, la sua notevole stazza e ciò che resta dei suoi muscoli palestrati per indurci a credere che basta avere un trapano e il pollice opponibile per diventare esperti di lavori fai da te.
Un’altra storiella divertente è quella che reclamizza uno sciroppo per la tosse: la scena si svolge in convento, dove il Padre Superiore sta celebrando messa per i suoi confratelli, ma è purtroppo tormentato da una fastidiosa tosse. Ad un certo punto della funzione egli dice: “Ripetiamo tutti insieme…” e si interrompe per tossire due volte nell’incavo del gomito. E i frati, che hanno fatto dell’obbedienza la loro regola di vita, ripetono tutti insieme due colpi di tosse nell’incavo del gomito.
Secondo voi, se fossero suore, l’avrebbero fatto?


Ripetiamo tutti insieme…
DISFATALE

Chiamasi Disfatale l'addetto alla rimozione degli addobbi natalizi (alberi di Natale, presepi, luminarie ecc.) e al ripristino degli arredi nella configurazione precedente le festività.
Etimologia: parola formata dalla fusione del verbo disfare (dis-fare, cioè distruggere qualcosa che è stato fatto) con Natale, la festa cristiana che celebra la nascita di Gesù (o del Cucù, secondo una nuova corrente religiosa diffusa all'interno del corpo insegnante).
All'inizio di dicembre, a volte anche prima, i centri commerciali, i negozi, e il Comune (nella fattispecie rappresentato dall'Assessorato allo Spreco Energetico) iniziano le grandi manovre per le decorazioni natalizie. Tutto questo sfavillare di luci e colori ci ricorda che le feste sono vicine e che è ora di addobbare anche le nostre abitazioni. Se facciamo finta di niente, sperando di evitare il tedioso lavoro, ci pensano figli e nipotini a ricordarcelo a tutte le ore, finché cediamo per sfinimento. Che sia l'albero di Natale o il presepe o entrambi, bisogna andare a recuperare in cantina o in soffitta il materiale. Bisogna arrampicarsi sulla scala fino allo scaffale più in alto, e riportare alla luce reperti polverosi di statuine, capannine, palline, e poi ghirlande, fili elettrici luminosi, babbi natale cenciosi, destinati a passare dalle dormite al calduccio al gelo dei balconi, appesi come ladri in azione.
La prima difficoltà è trovare un posto dove mettere l'albero spelacchiato, che ogni anno perde altri aghi, e fare spazio al presepe, con i suoi laghetti di stagnola e il finto muschio che vorrebbe ricreare la vegetazione del deserto palestinese. Ma non è facile, perché dovunque li si metta, stanno sempre in mezzo ai... sì, quelli.
Tuttavia, l'atmosfera è festosa, i bambini sono allegri e collaborativi, noi adulti pensiamo ai prossimi giorni di ferie, e pregustiamo qualche mangiata pantagruelica (rassicurati dalla scorta di antiacidi e citrosodine, sempre ben rifornita).
Ma, fatalmente, alla fine delle feste, ci tocca disfare tutto quanto e rimettere a posto. È inevitabile, è... fatale. Ed è qui che ci ricordiamo del disfatale, cioè della persona che, dietro pagamento, può fare il noioso lavoro al nostro posto. Un esperto del "disfa e riordina". Ma se ti dimentichi di prenotarlo a tempo debito, potresti non riuscire a concordare un appuntamento: si tratta di professionisti molto richiesti in questo periodo dell'anno.
Così, una fredda mattina di gennaio ti svegli e il gatto, che ha ormai distrutto buona parte delle decorazioni, rotto due lavandaie e un pastore, e mangiato metà del muschio del presepe, ti guarda sornione come a chiederti: "La Befana se n'è andata una settimana fa. Che cosa aspetti a rimettere a posto?". Persino l'angelo in cima al presepe, quello che regge la scritta "Pace in terra agli uomini di buona volontà", ti sorride beffardamente: è chiaro che tu non hai buona volontà, non per questo lavoro. Allora ti rivolgi ai bambini, così felici pochi giorni fa. Ma hanno ripreso la scuola, e sono tornati all'umore negativo di sempre. I più grandi hanno ricominciato a digitare come pazzi sullo smartphone a tutte le ore, ma se chiedi aiuto ti rispondono che devono studiare. Ed è inutile sperare che, lasciando tutto dov'è, si verifichi un fenomeno di disfacimento naturale, un processo di decomposizione. Non succederà.
Allora chiami il numero della I.D.A.D (Impresa Disfatali a Domicilio) e dopo molte insistenze ottieni un appuntamento per marzo. Giusto una settimana prima di Pasqua.
Del resto, lo dice anche il proverbio: fare e disfare è tutto un lavorare. Che è anche, guarda caso, il motto della IDAD.
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Babbo Natale al nono piano di un palazzo.
Se non arriva subito un disfatale ad aiutarlo si suiciderà.
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Un gatto che si improvvisa disfatale.
Ma si limita a disfare, senza poi rimettere a posto.
BEFANA E NONNA, DUE FIGURE SIMILI EPPURE DIVERSE


A prima vista la nonna e la Befana sono abbastanza simili: anziane, la faccia rugosa e sorridente, un po' curve, indossano entrambe un berretto o un foulard per proteggersi dai malanni di stagione e dall'inevitabile artrosi cervicale.
L'una e l'altra hanno a che fare con i bambini e dai bambini sono molto amate.
Ad un'analisi più approfondita emergono però alcune differenze. Vediamo le più importanti.
ABBIGLIAMENTO
L'abbigliamento della nonna e quello della Befana sono stati simili per tanto tempo, ma di recente le nonne si sono evolute, passando dal grembiulone al jeans taglia comoda, con provvidenziale elastico in vita, e dall'abbigliamento scuro e informale alle tute sformate, in acetato color fucsia, con la scritta fosforescente Super Sport Young Forever. Esiste addirittura qualche nonna free style che si avventura fuori casa con la gonna e il tacco alto, esponendosi con spavalderia (il pericolo è il loro mestiere) alle classiche distorsioni da scatto-recupera-pallone o da corsa-acchiappa-bambino.
SPOSTAMENTI
Le befane usano la scopa volante per spostarsi.
Le nonne sono decisamente più evolute: usano la Skoda Yeti Outdoor, e in casa la scopa elettrica indoor. Oppure l'aspirapolvere.
Contrariamente alla nonna moderna, la Befana non è mai andata dal chirurgo plastico a rifarsi tutta la carrozzeria. La Befana si reca dal concessionario di fiducia per il tagliando alla scopa. La nonna invece scorda di controllare il livello dell’olio motore ma, fortunatamente, porta con sé il biglietto da visita del meccanico dotato di carro attrezzi.
RITMO SONNO-VEGLIA
La Befana è sveglia quando i bambini dormono e se ne va a dormire quando si svegliano.
Le nonne sono sveglie quando i bambini sono svegli e dovrebbero dormire quando essi dormono.
Questo in teoria. In pratica una nonna dorme quando ha finito le faccende domestiche, quando non soffre di insonnia, quando non si preoccupa, quando finalmente è scesa la febbre del bambino, eccetera.
Riassumendo: la Befana dorme quando vuole, la nonna quando vogliono gli altri.
ORIGINE
Ma perché esistono e sono così amate e popolari queste due figure femminili?
La Befana è un personaggio leggendario, inventato in tempi lontani per far felici i bambini, la nonna è un personaggio reale, inventato in tempi recenti per far felici i genitori dei bambini.
RUOLI
Per uno strano gioco del destino sia la Befana sia le nonne devono occuparsi della biancheria dei bambini.
La Befana riempie le loro calze vuote di giocattoli, e la nonna, quando necessario, svuota le loro mutande piene di...
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Questo è uno dei motivi per cui le nonne, ogni tanto, invidiano la Befana.
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Marello imbeccated by Marchiori (GENNAIO 2017)

Calze con regalo per i papà
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LA RISTAMPELLATA: questo articolo è stato scritto tra il 2016 e il 2018 e viene qui riproposto a grande richiesta.
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