Umorismo di sostegno
PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016
ANNO XI d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ
Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.
EX OPERAIO FIAT POTREBBE COMPRARE RONALDO

Un pensionato, ex operaio della Fiat Mirafiori, residente a Torino, ma alla Barriera di Milano, ha vinto alla sala slot una ingente somma di denaro. Si tratta sicuramente della più alta vincita mai avvenuta in Italia e, secondo alcune indiscrezioni, ammonterebbe ad alcune decine di milioni di Euro.
Appassionato di calcio e tifoso juventino, sembra che il fortunato vincitore abbia lanciato un'offerta per l'acquisto di Cristiano Ronaldo.
Certo, con la somma vinta sarebbe possibile solo un acquisto in comproprietà per una quota del 10, massimo 15% con la società bianconera, ma comunque sufficiente a poter usufruire dei servigi del calciatore per almeno un giorno la settimana.
Così Ronaldo potrebbe essere a disposizione della famiglia del pensionato il lunedì, giorno tradizionalmente libero per i calciatori (salvo posticipi di campionato). Gli incarichi potrebbero essere svariati: taglio dell'erba in giardino, lavaggio auto, addetto alla cucina e lavapiatti.
La sera potrebbe occuparsi, come badante, della mamma quasi centenaria, permettendo così al pensionato di portare la moglie a cena e trascorrere un paio d'ore in serenità.
La moglie del pensionato però non sarebbe del tutto d'accordo. Con lo spirito economico-pratico che di solito contraddistingue le donne, la signora è convinta che questi servizi non sfruttino pienamente il potenziale di un calciatore così dotato.
Immaginandolo mentre passa il tosaerba sul prato, a torso nudo sotto il sole, atletico e con i muscoli sudati in evidenza, la signora deve aver pensato ad un modo completamente diverso di utilizzare le doti di un uomo come lui, doti che nessun altro, tantomeno il marito, avrebbe...
Insomma, ogni lunedì sera Ronaldo potrebbe allenare il nipotino del pensionato, un ragazzino di otto anni appassionato di football che, al settimo cielo per l'incredibile opportunità, non sta nella pelle all'idea di una scuola calcio di così alto livello.
Gli amici del circolo del tressette si stanno già organizzando per fare indossare a Cristiano una maglietta con i colori del circolo e lo sponsor del tabaccaio del quartiere.


BREXIT 2 - È POSSIBILE UN NUOVO REFERENDUM ED UN EVENTUALE SPAREGGIO

Come tutti sanno il referendum sulla Brexit del 23 giugno 2016 ha avuto esito positivo per i sostenitori della fuoriuscita dalla UE, se pure con poco margine (51,89% contro 48,11%), in barba a tutti gli exit pool, alle previsioni dei media e delle cartomanti, alla lettura dei fondi del tè.
Ora, a distanza di due anni e mezzo, pare che molti britannici si siano pentiti del proprio voto e che siano disposti a cambiarlo. In pratica, pur essendo isolani, cominciano a sentirsi troppo isolati.
L'unico modo per avere conferma (o smentita) è indire un nuovo referendum.
Il rischio, stavolta, è un risultato di parità.
Si aprirebbe allora una serie di ipotesi: ad esempio, si potrebbe fare un terzo referendum di spareggio, oppure sommare i voti ottenuti per il Sì e per il No nelle due tornate.
Ipotesi matematicamente più fantasiosa sarebbe confrontare le medie dei due risultati, ma ponderate con le percentuali di votanti che bevono regolarmente il tè, o che conoscono il nome di battesimo della Merkel o che ascoltano stazioni radio in cui si dà notizia ogni giorno delle evacuazioni della Regina.
Non si escludono i voti di rigore, dove i cittadini vanno alle urne due alla volta: il primo che esce dalla cabina può imbucare la sua scheda, mentre la scheda dell'elettore più lento viene cestinata. In questa corsa verso l'urna alla Regina verrà dato qualche metro di vantaggio sul Principe Consorte.


IL TIRAGRAFFI

Fino a qualche giorno fa non ne conoscevo l'esistenza, e non ne sentivo la mancanza. Se mi avessero chiesto che cos'è un tiragraffi avrei detto una pasta per lucidare la carrozzeria dell'auto e far sparire eventuali graffi, o magari una frusta "particolare", di quelle vendute nei sex toys.
Solo quando mia figlia ha deciso di adottare un gatto ho capito di che cosa stiamo parlando. Se sei dotato di gatto, devi anche essere dotato di accessori indispensabili: cassetta con sabbia speciale, ciotole per l'acqua e il cibo, spazzola per il pelo, giochini antistress (non so se avete idea di quanto sia stressato un gatto d'appartamento) e, infine, tiragraffi.
Sappiamo tutti che il gatto ha necessità di arrampicarsi e di farsi le unghie, che crescono continuamente, come le nostre. Se non vogliamo che se le faccia sulle tende, sul mobilio o sui divani dobbiamo offrirgli un'alternativa. In pratica il tiragraffi tira il gatto al tuo mulino.
Un tempo il gatto era un animale libero, cacciatore di topi, abitatore di cortili e cantine, che solo saltuariamente frequentava la casa, di solito per dormire accanto alla stufa. Con l'urbanizzazione, è diventato un animale da compagnia, casalingo, amato e vezzeggiato dagli umani.
In un certo momento di questa trasformazione, qualcuno avrà inventato il tiragraffi. All'inizio era un semplice tronchetto alto mezzo metro e foderato di corda robusta, ma col passare del tempo si è evoluto in qualcosa di più stimolante e fantasioso: è diventato una struttura di gioco per il nostro amico felino.
Siamo sicuri che sia indispensabile? Per un gatto, magari un trovatello salvato dalla strada, essere ospitato in un luogo dove non patirà freddo e fame, e avrà anche tanto affetto dovrebbe essere già un bel risultato. Dobbiamo anche fargli la tessera per la palestra? Pare di sì.
Sul sito di Amazon troviamo decine e decine di tiragraffi, di ogni forma, dimensione e prezzo. Guarda, questo è in offerta specialissima: cioè, costa parecchio, ma è enorme, alto come il nonno carabiniere, dotato di piani, rifugi e scalette come le palafitte dell'età del bronzo. Un vero affare. Sperando che il gatto in questione non soffra di vertigini.
Lo ordiniamo e dopo pochi giorni il corriere consegna sotto casa un pacco enorme.
È così pesante che solo per spingerlo per quattro gradini fino all'ascensore mi faccio quasi uscire un'ernia. Dentro la scatola l'oggetto è tutto smontato: ci sono decine di pezzi, più le viti, la chiavetta a brugola come quelle dell'Ikea e ovviamente le istruzioni. Purtroppo queste non sono a prova di scemo come quelle dell'Ikea. Sono fatte sicuramente da un ingegnere aerospaziale per i suoi amici ingegneri aerospaziali: un solo foglio, con un micragnoso disegno, ornato da numeri e lettere. Il foglio unico si rivela esattamente come il figlio unico: capriccioso, pieno di vizi... di forma, per nulla amichevole, poco propenso a condividere le informazioni. Il disegno è confuso, si legge male e non si capisce quasi nulla.
Rimandiamo di qualche giorno il lavoro, ma infine arriva la domenica e bisogna affrontare la realtà: il tiragraffi è quella cosa che finché sta nella sua scatola tu tiracampà, girandogli intorno. Quando inizi a montarlo diventa un tiramoccoli: te li tira proprio fuori, dal profondo!
Però quando hai finito, dopo mezza giornata di lavoro e saltando il pranzo, lo guardi fiera e diventa un tiraeammira.
Sì, io e mia figlia ce la tiriamo un po': siamo state brave e ci meritiamo una fetta di tiramisu.


Istruzioni per il montaggio, bestemmie comprese

Tiragraffi con calendario felino

Tiragraffi con felino sottosopra
I RACCONTI DELLA NONNA - IL DITO MEDIO

Lo chiamano "Il monco", ma il motivo non è così evidente.
Soltanto chi conosce tutta la storia può capire.
Aveva una salute di ferro. Si sentiva invulnerabile e immortale, ma un brutto giorno ebbe un terribile incidente: nell'accendere un fiammifero svedese, il fato volle che una piccola scheggia di legno si infilasse nel polpastrello del dito medio della mano destra. Forse, in Svezia si producono con più cura i mobili Ikea che i famosi fiammiferi, fatto sta che quel piccolo frammento di legno si rivelò pernicioso e, ahimè, funesto.
L'uomo avvertì un dolore lancinante: cercò di individuare e rimuovere la scheggia, ma senza risultato. Il dolore diventò presto insopportabile, specialmente quando con il dito sfiorava una qualche superficie. Iniziò così un'epopea dolorosa, una tragedia greca, anzi, una tragedia americana, dal momento che l'uomo viveva nel Protettorato Statunitense di Torrazza Piemonte.
Per distrarsi, il poveretto si sedette al computer, con l'intenzione di scrivere alcune mail, ma non potendo digitare con il dito medio, scriveva parole senza senso, mancanti delle lettere I, K, e M.
Intanto il dolore diventava sempre più insopportabile: l'uomo frugò tra i medicinali scaduti e trovò compresse di Ahikemal, Bastadol e Anestesin. Ingoiò tutto, ottenendo come risultato soltanto acuti crampi di stomaco.
Chiese consiglio a parenti e amici, e qualcuno gli suggerì un antico rimedio: le immersioni del dito in acqua calda. Così si ustionò il dito, già compromesso dalla scheggia: la notte lo sentirono ululare alla luna.
Il giorno successivo, un vecchio amico esperto di pratiche Yoga e cure omeopatiche gli consigliò impacchi di ortica dioica: il dito assomigliava ormai a un grosso wurstel, ma il dolore non cessava.
Decise di uscire e fare una passeggiata in centro per distrarsi: si sdraiò su una panchina del parco e, con le mani sul petto e il suo enorme dito paonazzo ritto verso il cielo, cominciò a pregare. Ben presto le sue preghiere si fecero sempre più simili alle colorite espressioni di un veneto che si accorge di aver finito la grappa, finché qualcuno telefonò ai carabinieri, segnalando la presenza di un senzatetto fuori di testa che mostrava il dito medio ai passanti... Fu aspramente redarguito, e poi riaccompagnato a casa dal Maresciallo in persona.
Il terzo giorno, una sua amica di Torino, che vantava conoscenze psicoterapeutiche, gli spiegò che, in certi casi, un altro dolore improvviso e più forte di quello preesistente può distrarre il cervello, e dare momentaneo sollievo. L'uomo prese un martello e...
Oggi l'uomo, dopo l'amputazione del dito medio, e dopo lunghe ed estenuanti battaglie con L'INPS, ha ottenuto il riconoscimento dell'invalidità civile e una piccola pensione di 2,57 euro mensili
La denuncia alla fabbrica dei fiammiferi non ha avuto seguito, in quanto il medico legale, nell'eseguire l'autopsia del povero dito, non ha più riscontrato tracce della scheggia, origine di tutti i suoi guai.
Ora, quando vuole mostrare il medio a qualcuno, si deve ricordare di usare la mano sinistra, altrimenti il suo gesto risulta una minaccia incomprensibile.


Legno di pino svedese con scheggia

Fiammiferi da cucina

Fiammiferi da salotto

Radiografia di dito medio con scheggia invisibile ai raggi X

Dito medio a martello, dopo martellata
IL PATRIARCATO DELLA STUPIDITÀ
Da quando mi sono abbonata alle piattaforme streaming mi sto drogando di film e serie tv. Divano, copertina e un vecchio film cult creano la serata ideale per una nonna romantica e poco incline ad uscire di casa. Su Prime Video, gestito da Amazon, oltre ai programmi a pagamento è disponibile una vasta scelta di film, gratuiti ma contenenti numerose interruzioni pubblicitarie.
Come massaia d’altri tempi, che del risparmio ha fatto una religione, usufruisco volentieri di questa offerta, anche se mi obbliga a guardare una serie di spot dall’inizio alla fine; devo ammettere però che le storie bizzarre ambientate nel magico Regno di Nonpenso Macompro hanno un loro fascino.
Ho notato recentemente che in questo Regno è presente una sorta di patriarcato al contrario, basato sulla superiorità maschile in stupidità.
Esempio: lo spot si apre su una sontuosa cerimonia di matrimonio, accompagnata da una musica solenne, dove si vedono gli sposi di fronte al celebrante e gli invitati elegantemente vestiti. Tra essi, un giovanotto in pantaloni bianchi tira fuori dalla tasca una confezione aperta di una qualche appiccicosa merendina al cioccolato. Ovviamente i pantaloni si sono orribilmente macchiati di marrone. E il giovane che fa? Tra lo scandalo dei presenti se li sfila, per poterli lavare subito, in modo che non resti la macchia. Un autentico ritardato mentale: in primo luogo perché nemmeno un bambino di otto anni si sporcherebbe in quel modo a un matrimonio, poi perché pare non rendersi conto di dove si trova, e infine (e qui va a parare il messaggio pubblicitario) perché ignora l’esistenza del detersivo miracoloso che toglie le macchie di cioccolato anche dopo una settimana.
La pubblicità delle mutande per le perdite urinarie degli anziani è altrettanto emblematica: nella versione al femminile una donna sui sessanta, con un fisico da far invidia a una ventenne, si ammira allo specchio, contenta che le provvidenziali mutande non si vedano nemmeno sotto gli abiti aderenti. Lo stesso prodotto, nella versione maschile, è raccontato invece da un uomo nudo tranne che per le mutande, che egli sfoggia baldanzoso, parlandone in modo dettagliato senza un briciolo di pudore.
Un altro esempio rappresentativo della superiorità maschile in fatto di rincoglionimento è lo spot per una famosa agenzia immobiliare: un tizio cerca ossessivamente sul cellulare annunci di appartamenti in vendita, e lo fa a qualsiasi ora del giorno e della notte, persino quando è sotto la doccia. Questo suscita le ire della moglie, che giustamente sta aspettando che si liberi il bagno, e che il marito rinsavisca. Ma nulla riesce a far ragionare l’imbecille, finché non entrano in scena due agenti dell’immobiliare in questione che gli spiegano come impostare le notifiche sull’applicazione, per essere avvisati in tempo reale di ogni nuovo annuncio. Finalmente l’imbecille si dà pace.
E vogliamo parlare di Arnold Schwarzenegger che si vanta di avere “il potere nel palmo delle sue mani” solo perché ha comprato alcuni attrezzi in un noto discount? Come un Ercole ormai stagionato sfoggia la sua mascella volitiva, la sua notevole stazza e ciò che resta dei suoi muscoli palestrati per indurci a credere che basta avere un trapano e il pollice opponibile per diventare esperti di lavori fai da te.
Un’altra storiella divertente è quella che reclamizza uno sciroppo per la tosse: la scena si svolge in convento, dove il Padre Superiore sta celebrando messa per i suoi confratelli, ma è purtroppo tormentato da una fastidiosa tosse. Ad un certo punto della funzione egli dice: “Ripetiamo tutti insieme…” e si interrompe per tossire due volte nell’incavo del gomito. E i frati, che hanno fatto dell’obbedienza la loro regola di vita, ripetono tutti insieme due colpi di tosse nell’incavo del gomito.
Secondo voi, se fossero suore, l’avrebbero fatto?


Ripetiamo tutti insieme…
DA IKEA L'IDEA CHE NON C'ERA
Ikea ha lanciato LURVIG, il divano per cani e gatti.
Il 2 febbraio sarà presentato all'Ikea di Collegno, insieme a tutti i prodotti della linea LURVIG, destinati a cani e porci gatti.
Per l’occasione un medico veterinario esperto in Comportamento Animale dell’associazione SISCA
(Società Italiana Scienze del Comportamento Animale) sarà presente in
negozio per fornire consigli utili su come migliorare la comunicazione
con il tuo amico a quattro zampe e comprendere meglio alcune sue "strane" abitudini.
(Fin qui è tutto vero, non inventato da Abeffarda).
Interverrà la Professoressa Fornero, esperta in Comportamento del Pensionato Italiano, per fornire consigli utili su come migliorare la sopravvivenza di esodati e pensionati con la minima, regalando loro un animale da compagnia, con il quale condividere la miseria (lo dice anche il proverbio: mal comune mezzo gaudio)
Sarà presente anche un noto politico, che regalerà un divano LURVIG per cani e gatti a tutti i pensionati in visita al negozio.
Sono prodotti molto semplici da montare, ne è capace qualsiasi primate con pollice opponibile alla brugola. Se non avete a disposizione un primate potrete provare anche voi.
Il vostro cane vi aiuterà, portandovi le viti e porgendovi il cacciavite quando occorre.
Attenti però al gatto che, per indole felina, ha tendenza a giocare con i tasselli e a scompigliare i fogli delle istruzioni.

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