Umorismo di sostegno
PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016
ANNO XI d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ
Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.
LA MOSCA COCCHIERA IN PILLOLE

IN PILLOLE
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Convincere i no-vax, trasformando la birra in vaccino? È il progetto a cui lavora Chris Buck, virologo presso il National Cancer Institute di Bethesda, nel Maryland. Studia i poliomavirus associati a tumori e patologie in chi ha il sistema immunitario compromesso. Ed ha scoperto 4 dei 13 poliomavirus che possono colpire gli umani. La ricerca per sviluppare un vaccino tradizionale lo ha condotto a produrre una birra speciale, creando la Gusteau Research Corporation, società non profit. Documenta di aver prodotto anticorpi contro vari virus dopo aver bevuto la birra, senza riportare effetti avversi. Il suo approccio, per Science News, crea perplessità nella comunità scientifica. Buck ha descritto la produzione di anticorpi nel suo organismo, ma la sua esperienza singola non garantisce un risultato consolidato. Al momento, non ci sono dati sufficienti per stabilire che gli anticorpi garantiscano la protezione dallo sviluppo di patologie legate ai virus. Altri scienziati temono effetti negativi relativi a banalizzazioni del tema. Arthur Caplan, alla Grossman School of Medicine della New York University, non ritiene che la birra-vaccino possa risultare utilizzabile. Le aziende produttrici giudicherebbero bene l’accostamento della birra al vaccino? Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Bevo birra solo in pizzeria: spero di non venir vaccinato”.
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L’Italia autorizza la produzione di vini dealcolati. È definito il regime fiscale con accise per la produzione di vino senza alcol, o a ridotto contenuto alcolico. È tassato l’alcol ottenuto dai processi di dealcolazione. Dice il presidente Federvini Giacomo Ponti: “Un provvedimento che consegna al settore un quadro normativo completo, per consentire questa produzione anche sul territorio nazionale”. Il Presidente del settore vino di Confcooperative, Luca Rigotti: “Sempre più imprese italiane sono pronte a investire su questa categoria, e il provvedimento consente loro di operare in condizioni di parità competitiva rispetto agli altri produttori europei; viene messo a disposizione delle cantine un nuovo strumento per affrontare i mercati esteri, dove la domanda di vini a bassa gradazione è cambiamento comportamentale nel tempo”. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Oramai, la legge del profitto giustifica ogni nefandezza”.
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Gli Homo Sapiens sono monogami, ma non troppo. Mark Dyble, un archeologo dell’Università di Cambridge, ha stilato la classifica delle specie più monogame, su Proceedings of the Royal Society: ci colloca in settima posizione su 35, tra suricati, castori e lupi. L’articolo esamina studi preesistenti in cui si è potuto indagare il Dna di almeno quattro generazioni. Le specie analizzate sono 34, ed escludono uccelli che sono la bandiera della monogamia, come i pinguini. Tutti i nostri antenati più diretti però si trovano in fondo alla classifica: il gorilla ha il 6% di cuccioli nati da coppia stabile, lo scimpanzé il 4% (come i delfini), tre specie di macachi variano tra l'1% e il 2%, meglio solo di una varietà di pecora che vive nell’isola di Soay, al largo della Scozia: lo 0,6% dei cuccioli nasce da una coppia. In certe specie animali l’evoluzione ha fatto un ulteriore passo avanti rispetto alla monogamia. Rita Cervo, Etologa dell’Università di Firenze, e Presidente della Società Italiana di Etologia: “Negli insetti sociali come formiche, api e vespe, la riproduzione è normalmente affidata a una sola femmina, la regina. Tutte le altre rinunciano ad avere una propria prole, e lavorano per permettere alla regina di riprodursi di più. Nonostante fedeltà o altruismo, gli animali raamente provano legami di amore. La scelta del partner di una vita avviene in modo accurato. Ma c’entrano solo l’aspetto fisico, la forza, e la promessa di attenzioni per la famiglia che si sta tentando di preparare per il futuro”. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “La metà degli italiani tradisce. O sei tu, o il tuo partner”.
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Non bere alcol può aumentare il rischio di demenza? Una ricerca pubblicata sulla rivista Addiction riaccende il dibattito sul fatto che un po’ di alcol faccia bene alla salute. Alcuni studi hanno collegato il fatto di non bere a livelli elevati di malattie cardiache, ictus e Alzheimer. Alcuni scienziati ritengono che piccole dosi possano fornire un effetto rilassante, che contrasta lo stress che porta infiammazioni e danni al cuore e alle arterie. La Mayo Clinic afferma che un bicchiere di vino o birra al giorno è utile. Però, il dottor Robert Friedland, professore di neurologia e membro dell’American Neurological Association, ricorda che studi dimostrano la dannosità dell’alcol. Lo studio, di ricercatori dell’Università del New South Wales , a Sydney, in Australia, ha eseguito la meta-analisi che analizza il legame tra consumo di alcol e rischio di sviluppare demenza. Su 24.478 partecipanti, 2.124 hanno sviluppato demenza. I ricercatori hanno scoperto che chi si astiene dall’alcol ha probabilità di far parte di quel gruppo maggiori rispetto a chi beve alcol moderatamente. Meditate. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Troppo confusionario. Costoro bevano meno! O di più?”.
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7mila passi al giorno riducono il rischio di malattie croniche e mortalità. Lo dice uno studio dell’Università di Sydney, in Australia, pubblicato su The Lancet Public Health. La ricerca ha analizzato 160mila adulti, e valutato l’impatto del numero di passi sulla salute. Riduce del 25% le malattie cardiovascolari, del 6% il cancro, del 14% il diabete tipo 2, del 38% il rischio di demenza, del 22% i casi di depressione, del 28% le cadute. Anche fare circa 4.000 passi al giorno migliora la salute. Non si sono potuti considerare i fattori quali età o fragilità, che influiscono sui risultati. Ma il conteggio giornaliero dei passi si conferma lo strumento semplice e concreto per misurare e incoraggiare l’attività fisica quotidiana, a beneficio della salute pubblica. Questi risultati definiscono le future linee guida per promuovere lo stile di vita più sano, ed aumentare la consapevolezza degli umani sull’importanza del movimento. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino 107 anni: “Non cammino da decenni, cosa avrò sbagliato?”.
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Il Censis ci relaziona anche che in Italia si fa molto sesso. Il 5,3 % ogni giorno, il 27,9 % due o tre volte a settimana, e il 7,7 % partecipa addirittura a svariate orge. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Si potrebbe sapere la percentuale del sesso artigianale?”.
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La donna è più predisposta al romanticismo e all’eros quando è a stomaco pieno. Lo afferma uno studio condotto dalla Drexel University. L’autrice, Alice Ely, dice: “In risposta a immagini romantiche, i circuiti neuronali associati alla ricompensa si accendono maggiormente, dopo un pasto. Mangiare le rende più sensibili a stimoli differenti dal cibo”. L’equipe ha scelto 20 donne. Dopo otto ore senza mangiare, si sono sottoposte a un test. Sono state mostrate loro foto romantiche, e altre neutrali, monitorando la reazione del cervello. Il secondo step le ha messe alla prova dopo aver consumato 500 calorie: l’attività del cervello era maggiore. C’è correlazione fra i circuiti cerebrali che sovrintendono all’alimentazione e quelli deputati al sesso. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Ma non se le offri una pizza margherita e una minerale”.
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