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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO XI d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

IL PATRIARCATO DELLA STUPIDITÀ


Da quando mi sono abbonata alle piattaforme streaming mi sto drogando di film e serie tv. Divano, copertina e un vecchio film cult creano la serata ideale per una nonna romantica e poco incline ad uscire di casa. Su Prime Video, gestito da Amazon, oltre ai programmi a pagamento è disponibile una vasta scelta di film, gratuiti ma contenenti numerose interruzioni pubblicitarie.


Come massaia d’altri tempi, che del risparmio ha fatto una religione, usufruisco volentieri di questa offerta, anche se mi obbliga a guardare una serie di spot dall’inizio alla fine; devo ammettere però che le storie bizzarre ambientate nel magico Regno di Nonpenso Macompro hanno un loro fascino.


Ho notato recentemente che in questo Regno è presente una sorta di patriarcato al contrario, basato sulla superiorità maschile in stupidità.


Esempio: lo spot si apre su una sontuosa cerimonia di matrimonio, accompagnata da una musica solenne, dove si vedono gli sposi di fronte al celebrante e gli invitati elegantemente vestiti. Tra essi, un giovanotto in pantaloni bianchi tira fuori dalla tasca una confezione aperta di una qualche appiccicosa merendina al cioccolato. Ovviamente i pantaloni si sono orribilmente macchiati di marrone. E il giovane che fa? Tra lo scandalo dei presenti se li sfila, per poterli lavare subito, in modo che non resti la macchia. Un autentico ritardato mentale: in primo luogo perché nemmeno un bambino di otto anni si sporcherebbe in quel modo a un matrimonio, poi perché pare non rendersi conto di dove si trova, e infine (e qui va a parare il messaggio pubblicitario) perché ignora l’esistenza del detersivo miracoloso che toglie le macchie di cioccolato anche dopo una settimana.


La pubblicità delle mutande per le perdite urinarie degli anziani è altrettanto emblematica: nella versione al femminile una donna sui sessanta, con un fisico da far invidia a una ventenne, si ammira allo specchio, contenta che le provvidenziali mutande non si vedano nemmeno sotto gli abiti aderenti. Lo stesso prodotto, nella versione maschile, è raccontato invece da un uomo nudo tranne che per le mutande, che egli sfoggia baldanzoso, parlandone in modo dettagliato senza un briciolo di pudore.


Un altro esempio rappresentativo della superiorità maschile in fatto di rincoglionimento è lo spot per una famosa agenzia immobiliare: un tizio cerca ossessivamente sul cellulare annunci di appartamenti in vendita, e lo fa a qualsiasi ora del giorno e della notte, persino quando è sotto la doccia. Questo suscita le ire della moglie, che giustamente sta aspettando che si liberi il bagno, e che il marito rinsavisca. Ma nulla riesce a far ragionare l’imbecille, finché non entrano in scena due agenti dell’immobiliare in questione che gli spiegano come impostare le notifiche sull’applicazione, per essere avvisati in tempo reale di ogni nuovo annuncio. Finalmente l’imbecille si dà pace.


E vogliamo parlare di Arnold Schwarzenegger che si vanta di avere “il potere nel palmo delle sue mani” solo perché ha comprato alcuni attrezzi in un noto discount? Come un Ercole ormai stagionato sfoggia la sua mascella volitiva, la sua notevole stazza e ciò che resta dei suoi muscoli palestrati per indurci a credere che basta avere un trapano e il pollice opponibile per diventare esperti di lavori fai da te.


Un’altra storiella divertente è quella che reclamizza uno sciroppo per la tosse: la scena si svolge in convento, dove il Padre Superiore sta celebrando messa per i suoi confratelli, ma è purtroppo tormentato da una fastidiosa tosse. Ad un certo punto della funzione egli dice: “Ripetiamo tutti insieme…” e si interrompe per tossire due volte nell’incavo del gomito. E i frati, che hanno fatto dell’obbedienza la loro regola di vita, ripetono tutti insieme due colpi di tosse nell’incavo del gomito.


Secondo voi, se fossero suore, l’avrebbero fatto?

Ripetiamo tutti insieme…


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