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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO VI d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

MANGÉ FÒRA

Mi sta passando la voglia di andare al ristorante. E non è solo colpa della pandemia.

Alle cene avevo già rinunciato, a causa di quello che i medici chiamano 'reflusso gastroesofageo', un disturbo dal nome inquietante, frequente dopo una certa età, che obbliga a pasti frugali, specie alla sera.

Mi restava però il piacere del pranzo al ristorante, quel 'mangiare fuori', magari con parenti e amici, che per noi pensionati fa tanto festa.

Per un piemontese, 'mangé fòra' significa mangiare fuori casa, ma non certo all'aperto, come prevedeva invece il decreto pandemia per le prime riaperture della ristorazione. Si sa che il clima del Nord Italia, forte del decreto ZAN, ha fatto 'outing', rivelando la propria trans-stagionalità: la signorina primavera è diventata il signor inverno e viceversa, con buona pace di tutti. Così, a maggio, nei dehors improvvisati di ogni locale, bar, trattoria, pizzeria e bocciofila, poteva succedere di sedersi a tavola col sole, e di terminare il dessert sotto la grandine, che sul sorbetto ci può anche stare, ma sullo zabaione è un disastro.

Ma anche ora che si può mangiare al chiuso, scopro nuove difficoltà.

Prendiamo ad esempio i ristoranti cosiddetti giapponesi, che attraggono in virtù della formula 'all you can eat': a un prezzo fisso contenuto puoi ordinare tutto quello che vuoi, anche in quantità industriali. Bada però che non puoi avanzare il cibo nel piatto, pena la figuraccia, la gogna sociale, e un conto più salato della salsa di soia.

Mi sono lasciata tentare: volevo assaggiare questo connubio tra riso cotto e pesce crudo, tanto decantato dai giovani. Basterà ordinare poco - mi sono detta - per non lasciare avanzi.

Ordinare poco? Né poco né tanto, cari miei. A mio parere, all'ingresso di questi locali dovrebbe esserci un avviso: 'Le persone anziane devono essere accompagnate'. Perché ordinare è un casino.

Il menù? Non c'è. Se lo chiedi al giovane cameriere che sfreccia con il suo carico di piatti ricolmi di involtini variopinti, ti indica una specie di geroglifico plastificato appiccicato sul tavolo. Inutile che inforchi gli occhiali e cerchi di decifrarlo: non è il menù scritto in caratteri cuneiformi babilonesi. È un QR-code, e se non sei dotato di smartphone di nuova generazione, e se non sai scaricare l'App in grado di leggerlo e di far apparire il menù sul tuo dispositivo, non puoi ordinare nemmeno l'antipasto.

Anche quando hai finalmente scaricato il menù la lettura non è facile: ho assistito a scene tragicomiche, in cui distinti commensali dai capelli bianchi, con il naso sullo schermo, chi togliendosi gli occhiali e chi mettendone due paia uno sull'altro a seconda del difetto visivo, balbettare con evidente sbigottimento parole ostiche come Sascimi, Udon, Onigiri, Soba, Gyoza, Unagi, Uramaki, che non sono i nomi dei sette Samurai, ma i nomi delle portate.

Per questo dico che i trogloditi come me, abituati al menù scritto sulla carta o sulla lavagna, dovrebbero essere avvisati prima di mettersi a tavola, a meno che non ci sia con loro un figlio o un nipote in grado di fornire assistenza.

Ma non è detto che nei locali di altre etnie le cose vadano meglio. Al Ristorante Eritreo, per esempio, si mangia seduti sul tappeto. Non chiedetemi perché, presumo per ricreare l'atmosfera africana di un picnic tra i beduini del deserto. Mancano solo gli scorpioni che vengano a raccogliere le briciole.

Comunque, noi arzilli over settanta, con l'entusiasmo dell'appetito e della compagnia, forse riusciremmo a sederci con una certa baldanza, se non proprio con disinvoltura. Ma già dopo dieci minuti avremmo le gambe torturate dai crampi, la schiena anchilosata, il nervo sciatico che prende fuoco e, al momento di rialzarsi, scopriremmo che non è possibile, se non con l'ausilio di un muletto che ci porti, seduti come siamo, direttamente in automobile.

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Nonna Abeffarda - ACC

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Magie del terzo millennio

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Attenzione, non ingerire: il disturbo potrebbe peggiorare

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