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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO IX d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

LA MOSCA COCCHIERA IN PILLOLE


Se vi dannate perché siete nella Fase Bue, sappiate che potrebbe essere colpa di un gene, che non vi permette di bruciare calorie. I ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis hanno “disinnescato” un gene in cellule di topo, impedendo loro di diventare obesi, anche dopo essere stati alimentati con una dieta ricca di grassi. Lo studio è pubblicato sul Journal of Clinical Investigation. Secondo il ricercatore Steven L. Teitelbaum, è possibile regolare l’aumento di peso modulando l’attività delle cellule infiammatorie. Nella ricerca del Touro College di New York, si evidenzia che gli obesi bruciano meno calorie dei magri, come i topi. Tuttavia, i topi obesi bruciano calorie allo stesso modo di quelli che non lo sono. Lo ha scoperto il team, disinnescando il gene ASXL2 nei macrofagi dei topi obesi. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Decidetevi, a non tormentare mai più i nostri amici topi!”.


Molte signore scelgono la depilazione totale, soprattutto prima del sesso, di una festa, o delle vacanze. Ma, gli esperti mettono in guardia: i peli laggiù proteggono la vulva da infezioni e da malattie sessualmente trasmissibili. Il dottor Benjamin Breyer, Professore Associato presso il Dipartimento di Urologia di San Francisco: “La ceretta all’inguine è associata alla trasmissione di malattie e virus”. Più di 3.316 donne tra i 18 e i 65 anni hanno partecipato allo studio, e l’84% di queste era rasata. Le donne fanno la ceretta intima sulla base di numerose pressioni esterne, che sono aumentate negli ultimi dieci anni. E il dottor Tami Rowen, dal reparto di Ostetricia, Ginecologia e Scienze della riproduzione di San Francisco, dice: “La depilazione è diventata un aspetto fondamentale per le donne del 21esimo secolo”. Ma criticabile. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Il pelo del paradiso della donna non mi ha mai disturbato”.


I calvi sono più a rischio coronavirus. Gli ormoni maschili aiutano le cellule ad attaccare il virus, ma l’ormone Androgeno, che provoca la caduta dei capelli, è stato collegato ad alcuni casi di Covid-19 negli ospedali spagnoli. La scoperta potrebbe essere chiamata “Segnale di Gabrin” (Gabrin Sign), dato che il primo medico morto per la malattia negli Usa è stato il dottor Frank Gabrin, calvo. Il professor Carlos Wambier, autore principale dello studio dietro la scoperta della Brown University, ha dichiarato: “La calvizie è un perfetto predittore di gravità”. Un rapporto edito su Public Health England sottolinea che gli uomini in età lavorativa hanno il doppio delle probabilità delle donne di morire per virus: “Gli androgeni, o ormoni maschili, sono la porta d’ingresso del virus nelle cellule”. Uno studio pubblicato sul Journal of American Academy of Dermatology afferma che, su 122 pazienti, il 79% degli uomini positivi in tre ospedali di Madrid erano calvi. In un altro, su 41 pazienti in Spagna, è stato riscontrato che il 71% fosse calvo. Però sono studi su piccola scala, che quindi non sono sufficienti per poter avere vere e proprie evidenze scientifiche. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Non ci credo, ma sono felice per la mia folta capigliatura”.


Il saggio più venduto finito il lockdown è “Guida cinica alla cellulite”. Il Covid non ci ha resi più colti, ma ci ha solo lasciato i glutei più cascanti. Settemila copie in pochi giorni. Il libro di Cristina Fogazzi e Enrico Motta dice tutto quello che c’è da sapere su questo inestetismo, per dare alle donne “gli strumenti per muoversi in un mondo farcito di slogan accattivanti e leggende metropolitane”. Bloccati in casa, soprattutto per le signore la zona cosce è diventata una questione capitale. Leggete! Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Immagino siano stati comprati da settemila donne, visto che la maggioranza dei maschi italiani sfoglia solo un quotidiano sportivo al bar”.


Entro 50 anni vaste aree del pianeta potrebbero raggiungere temperature a livelli inaccettabili per la sopravvivenza umana, e senza possibilità di tornare indietro. Un calore invivibile, secondo “Future of the Human Climate Niche”, studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, a cura di un team di scienziati provenienti da Europa, Cina e Stati Uniti. Tre miliardi e mezzo di persone finirebbero fuori della “nicchia climatica” in cui gli esseri umani hanno prosperato per 6mila anni. Le Nazioni più colpite saranno India, Nigeria, Pakistan, Indonesia e Sudan. Marten Scheffer, dell’Università di Wageningen, spiega che 3,5 miliardi di persone potrebbero migrare, pur essendo restie a farlo. Tim Lenton, climatologo e direttore del Global Systems Institute dell’Università di Exeter sostiene che questi effetti si potranno ridurre se gli umani freneranno il riscaldamento globale. Xu Chi, dell’Università di Nanjing, suggerisce un approccio globale per salvaguardare le generazioni future dalle significative tensioni sociali che il cambiamento potrebbe causare. Tim Kohler, archeologo dell’Università di Washington State, Pullman, ci ricorda che ricostruire il passato dell’umanità ci aiuta a capire che la dipendenza dal clima è profonda, ed è rimasta costante nel tempo. L’archeologia ci può aiutare. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Chissenefrega, nel 2070 io sarò morto giusto da 10 anni”.

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