Stacks Image 2

Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO IX d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

In questa sezione sono riportati articoli scritti tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC collaborava allegramente con LA TAMPA

IL SANTO DEL GIORNO: ITALO


Riproponiamo, in versione completa, un brano “lost in transalation” apparso

sul numero 2382 del 2 gennaio 2014 (non importa se è un altro giorno)

Martire quasi sconosciuto, forse ancor più di Sant’Ignoto da Chialé

e di Sant’Omino Anonimus

.

Fonti apocrife affermano sia vissuto nell’Italia centrale, e sia stato vittima delle persecuzioni contro i cristiani ai tempi di Diocleziano.


Secondo altre fonti storiche, ritenute più attendibili, per sfuggire alle persecuzioni religiose potrebbe essere emigrato nel Nordovest italico, dove presto divenne Re e capostipite della stirpe degli Itali.


Gli Itali erano un popolo pacifico, di agricoltori e allevatori, della “Piana Pedemontis”, un territorio compreso tra Augusta Taurinorum (l’attuale Torino), la Rocca di Verrua, e il guado della Dora Baltea. A testimonianza dell’evento, gli esperti citano alcuni dipinti scoperti e conservati nella “Torraccia”, detta attualmente “Torrazza”, un’antica costruzione tardo-romanica che sovrasta quel territorio.


Le leggende e la storiografia concordano nell’indicare Re Italo come sovrano buono e generoso, e ne lodano la saggezza nel promulgare le leggi, e nell’amministrare il territorio sotto il suo dominio.


Fu reggente, ma uomo sobrio e morigerato, dotato di infinita pazienza e tolleranza, ma ebbe scarso amore per il lavoro: il suo motto era “Labora, sed non ora”. E aveva un’inveterata passione per le bevande derivate dalla vite, pianta sacra già presso i romani. Un affresco del pittore rinascimentale Beato Stordito Angelico lo ritrae con un cilicio in una mano e un bicchiere nell’altra, nell’atto di bere e fingere di fustigarsi.


Sono stati rinvenuti manoscritti, attribuibili a Eufurbone da Rondissone, che riferiscono l’assalto al suo reame da parte delle milizie dei Prodi. Costoro erano barbari guerrieri sinistri, adoratori dei falsi dei e mangiatori di bambini, che lo depredarono dei suoi averi, bruciarono le sue proprietà, uccisero barbaramente le sue mogli e i suoi figli, e anche i suoi servi, i suoi cavalli e i suoi cani. Fu torturato a lungo: lo legarono a un palo, gli spruzzarono sul volto bucce fresche di mandarino, intanto che la marmaglia cantava a squarciagola “Pulchra ave, Pulchra ave, Pulchra ave ave ave ave” (dal latino, Pulchra = Bella, Ave = Ciao), un canto blasfemo dell’epoca Tarocca.


Ma Italo non abiurò il suo credo, rifiutò di convertirsi alla religione sinistrica, e per questo venne trucidato senza pietà. Vero martire.


Da lui Aristotele fece derivare il nome Italia.


Deh, lettore, ritieniti onorato da cotanti nobili natali.


In seguito, Italo e Italia sono diventati nomi patriottici, e hanno avuto alterne fortune, a seconda dei periodi storici attraversati dalla nostra martoriata Nazione.


Si sono gloriati di questo nobile no- me gli scrittori Italo Svevo e Italo Calvino, e l’aviatore Italo Balbo.


E lo sfoggia con orgoglio Italo Miglio, Professore Chiarissimo del Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino. E gli storiografi moderni sono indecisi, se giudicare favorevolmente o negativamente l’abbinamento tra il suo nome e un mezzo di trasporto su rotaie definito lussuoso: la modernità mal si abbina alla santità.


Il culto del Santo è molto diffuso nel Basso Canavese, in virtù dei numerosi miracoli a lui attribuiti. Si crede sia stato Sant’Italo, per esempio, a trasformare tutto il vino in acqua, durante un pranzo di nozze al ristorante Regina di Murisengo. Riferendosi all’episodio, i cronisti scrissero molti articoli, sbalorditi dal fatto che la miracolosa trasformazione evitò ai commensali, nel viaggio di ritorno, le multe, i sequestri dell’auto, e le denunce, a causa del superamento del tasso alcolico consentito.


Si tramanda inoltre la credenza che questo sant’uomo abbia ammansito infinite generazioni di ratti campagnoli, e che sia addirittura riuscito - ma qui si sconfina nella leggenda - a guarire un bambino Rom, malato di cleptomania per imposizione etnica e generatoriale.


In qualità di Santo protettore dello scrivere corretto, dell’ortografia, e della punteggiatura, Sant’ Italo dovrebbe essere invocato dagli scolari italiani, quando devono svolgere i temi. Una speranza vana.


Si ritiene sia anche utile invocarlo nelle manovre per parcheggiare l’auto. Le donne, che sovente sono notoriamente imbranate alla guida, hanno inventato una preghierina-formula, da ripetersi tra un colpo di frizione e uno di acceleratore: “Sant’Italo, signore del motore, aiutami a parcheggiare senza errore”.


Il Santo viene festeggiato il 19 agosto, anniversario della sconfitta dei Prodi nella famosa battaglia di Castelrufus, l’attuale Castelrosso.


Pare che nelle lande ormai desolate, dove un tempo sorgeva un superbo reame, esista un suo oscuro discendente, esperto in sublimato di cazzeggio...

.

Stefania Marello e Italo Lovrecich (GENNAIO 2014)

.

.

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO


La prestigiosa fanzine settimanale “La mosca cocchiera” avrebbe pagato quattro miliardi di dollari torrazzesi di riscatto, per ottenere la liberazione del suo inviato nel Canavese Carlo Chievolti, rapito a Quincinetto dalle milizie sinistre, e tenuto in ostaggio in condizioni terribili per 152 giorni insieme al suo compagno di prigionia, il collega Alain Fabiòch.


Lo afferma la prestigiosa rivista canavesana La Santerella del Canavese, che cita come fonte il mediatore, Taite Lebale, membro del Consiglio Nazionale per la Liberazione dei Cronisti Eporediesi, che è una delle sigle dell’opposizione anti-CNC (Comitato Nocciolini di Chivasso).


L’ambasciata canavesana a Saluggia avrebbe negato il pagamento di un riscatto.


Nessun commento, invece, da parte della Stufarnesina di Castellamonte.


Eppure, il signor Lebale avrebbe raccontato di essere stato in contatto quasi quotidiano con i ribelli, facendo da portavoce alla morosa del Chievolti, e anche ai funzionari del Protettorato Statunitense di Torrazza Piemonte.


Ha spiegato che sin dall’inizio i proprietari della fanzine, in sintonia col Comitato di redazione, volevano liberare entrambi gli ostaggi, e che i negoziati sarebbero continuati per più di tre mesi in cui, su pressione dei Conti di Caluso e del Principato di Verolengo, avrebbero cercato di far ridurre l’entità del riscatto. Ma qui si sconfinerebbe nell’accusa di spilorceria.


Nel frattempo, la salute del Chievolti peggiorava, a causa delle condizioni inumane della prigionia e per l’aggravarsi della sua annosa allergia ai comunisti.


Lebale ha poi specificato di non aver ricevuto alcuna somma di denaro per la sua intermediazione. Avrebbe tuttavia chiesto e ottenuto dall’Ambasciata canavesana a Saluggia una Seat Marbella primo modello, del 1986, color teal, pluriproprietario ma ben tenuta, e un lasciapassare che lo autorizza a circolare senza ostacoli nella zona della Dora Baltea.


La signora Lassakafasa Lapadamanka, portavoce della fanzine, ha negato che la famiglia Lovrecich abbia pagato alcun riscatto, sostenendo che il Chievolti si sia liberato da solo, scavando un cunicolo con le mani, e sbucando all’altezza dello svincolo di Scarmagno, dove sarebbe stato avvistato da un autotrasportatore di Genepy, proveniente da Issogne (Aosta).

.

Italo Miglio with Stefania Marello (GENNAIO 2014)

.

LA TAMPA

si associa alle felicitazioni per il ritorno del giornalista in famiglia e al suo lavoro, ma si dissocia dal sottoscrivere la credibilità di qualsiasi notizia contenuta in questo comunicato.

.

.

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

POTERI FORTI: A COSA SERVONO

MA SOPRATTUTTO: ESISTONO DAVVERO?

.

Da sempre si parla di poteri forti, quelli sopra lo Stato e sopra le mafie, i poteri che sono in grado di condizionare economia e politica. Ma nessuno sa chi siano e neppure li ha mai incontrati di persona (e se anche li avesse incontrati non avrebbe avuto la possibilità di raccontarlo).


Noi ci siamo recati al raduno annuale dei Poteri Forti, che si tiene ogni nove mesi a Torrazza Piemonte, e li abbiamo intervistati.


Naturalmente i Poteri Forti viaggiano sotto falso nome e sotto il falso acronimo di ACC, che starebbe per Anonima Poteri Forti.


Chiediamo al diversamente capellone, Al Damerini, uno che la vede lunga e a volte anche larga, come condizionano l'economia italiana, europea e, forse, mondiale: “In effetti quando si parla di forza si pensa a un'energia a forte impatto, invece nel nostro caso è vero l'esatto contrario. Ad esempio: acquisto un paio si scarpe? Automaticamente l'industria calzaturiera ha un'impennata in borsa. Il crollo economico del 2008? Quattro di noi erano a letto con l'influenza, perciò non siamo andati a fare spese per una settimana e il mercato mondiale ha avuto una contrazione repentina e imprevedibile. Noi in realtà non facciamo nulla e neppure sappiamo perché l'economia e la politica italiana ruotino intorno a noi.


Ricordo quando, in occasione del nostro XCVII raduno a Milano, al bar abbiamo ordinato un aperitivo della casa e, dopo sole poche ore, lo spritz era diventato il simbolo dell'aperitivo in tutta Italia.


Dal nostro punto di vista è una vera persecuzione; da ragazzino mi hanno regalato un piumino e il weekend successivo è nata la moda dei paninari, e con essa il Drive In, le televisioni private e le compagnie pubblicitarie che hanno dato lavoro a migliaia di italiani...”


Abbiamo intervistato lo strano personaggio mascherato, noto solo con il nick di Stephanik, che vediamo all’estrema destra della foto, per metà omino Michelin e per metà Gabibbo.


Stephanik è uno dei poteri più forti a dispetto della statura, costretto a nascondere la sua vera identità, per non essere riconosciuto dalle mafie di tutto il pianeta.


“Ero un potere forte sin da bambin, quando, affett da raffreddore da fieno – evitiamo le finali delle parole che potrebbero identificarne il sesso, per motivi di segretezza – nei mesi di maggio e giugno usavo un numero esagerato di fazzoletti. Poiché, al tempo della mia infanzia, i fazzoletti erano di stoffa e non si buttavano via, l’impatto sulla produzione e vendita di detersivo e sul consumo di acqua era così pesante da scatenare vere e proprie guerre tra multinazionali come la Henkel e la Procter&Gamble, e causare conflitti tra le cosche mafiose per gli appalti pubblici e privati nella gestione degli acquedotti.


Il mese scorso sono andat al ristorante e ho ordinato un riso all’inglese; ebbene, il giorno dopo la stampa britannica ha annunciato che la Regina Elisabetta era stata colpita da gastroenterite e per qualche giorno sarebbe stata nutrita solo a riso in bianco di provenienza italiana.


Come dice Al Damerini, oggi dobbiamo fare attenzione ad ogni movimento, poiché qualunque nostra piccola o grande scelta condiziona il pianeta. Basti pensare a come si trasforma Torrazza Piemonte, da ridente cittadina a città blindata, per tutta la durata dei nostri raduni.”


Dice Suntant Fort, alias Bandolero Scalzo, alias Professor Miglio, come lo chiamano a Torrazza (sua città pasquale, essendo nato altrove): “Ricordo quando, qualche anno or sono, presi il treno locale delle 7,10 per Chivasso e mi lamentai del ritardo di 2,4 secondi netti e il giorno dopo fu progettato Italo, il treno ad alta velocità con tutti i confort, che fra Milano e Torino ferma solo a Torrazza e Chivasso”.


Aggiunge poi: “Sono un grande appassionato di motociclismo, ma un giorno, così, per vedere com'era, ho guardato la Formula 1. Ebbene, ora stanno costruendo una pista per il Gran Premio del Piemonte proprio a Torrazza” (cfr. La Tampa n° 2236 del 16 febbraio).


I due rimanenti Poteri Forti al centro della foto, Corniluk e Francotto (forma contratta di Frank Oats, che, secondo la leggenda, potrebbe essere il suo vero nome) non hanno voluto esprimersi, per timore di violente ritorsioni.


A tutti loro vorremmo fare tantissime domande, sulle loro abitudini e preferenze, che ci potrebbero rivelare scenari di un futuro oggi imprevedibile. Ma ci limitiamo a questa:


“Ragazzi, qual è il vostro gusto preferito in fatto di gelati al pistacchio?”.

.

A cura dell’IPF – Intervistatori Poteri Forti (APRILE 2013)

.

.

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

PER ERRORE ARTIGIANO EDILE COMPRA UNA BANCA E DIVENTA MILIARDARIO


CREDEVA DI ACQUISTARE IL SOLO EDIFICIO, SI PRESENTA ALL’ASTA E LA VINCE, ESSENDO L’UNICO OFFERENTE

.

A volte la sorte gioca simpatici scherzi e in questo caso, se il nome lo ha certamente aiutato, il cognome è stato senza dubbio determinante a fornire necessarie credenziali.


Fortunato Montepaschi, artigiano edile di origini toscane, dopo anni e anni, quasi decenni di duro lavoro era riuscito a metter da parte il denaro necessario per acquistare immobili da ristrutturare per poi lottizzarli ricavandone minialloggi e uffici da rivendere.


Un normalissimo investimento per ditte del settore edile più o meno intraprendenti.


Avendo sentito dell’imminente vendita di una piccola banca, la Cassetta di Risparmio di Livorno Ferraris (si tratta di una banca di pochi metri quadrati a conduzione agricol-famigliare) appartenente però alla nota multinazionale Banca Po-Polare di Oslo, ha deciso di partecipare all’asta convinto di acquistarne solo la nuda proprietà, insomma, i muri nudi e crudi.


Il Sig. Fortunato ha formalizzato la sua offerta calcolando il costo al metro quadro in base al normale valore di mercato e, essendo l’unico offerente, si è aggiudicato l’asta.


Con grande sorpresa si è accorto solo alla firma del contratto che non si trattava di un immobile, ma il lotto in oggetto comprendeva la banca vera e propria impiegati inclusi (per via di un vecchio accordo di origine feudale tramandato nei secoli).


Ma non è tutto. Grazie a una particolare e strana combinazione di quote societarie, azioni e compartecipazioni (fenomeno altrimenti noto come “scatole cinesi” n.d.r.) il Sig. Montepaschi possiede il quasi totale controllo sul gruppo bancario norvegese del valore stimato di qualche miliardo di euro, centesimo più, centesimo meno.


L’unico rammarico è quello di non poter dare alla banca il proprio nome, essendo esso precedentemente registrato da parte di un’altra banca della quale non è stato reso noto il nome.

.

Freddy Marchiori & Paul Rice – ACC (MARZO 2012)



Un salvadanaio Luigino XX sec.

.

.

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

UN PO’ DI CULTURA


Gent.ma Accademia,


sono Giusto da San Giusto e la scorsa settimana mi sono recato alla Locanda del Giorgione a Vallo di Caluso, con Teodoro da San Teodoro, un amico giunto qui dalla isolata, isolare e assolata Sardegna.


Nella locanda ho notato il cartello (del quale allego la foto) indicante la toilette con la curiosa scritta "CULTUS".


In un primo tempo credevo si trattasse di una scritta in antica lingua sarda, ma il mio amico Teodoro ha assicurato che non è così.


Potete per favore dirmi il collegamento tra il cultus e la toilette?


Al ritorno ho mancato una precedenza all'incrocio e un automobilista mi ha detto: "VAFFANCULTUS", cosa significa?


Con i giusti saluti

.

Giusto da San Giusto


Caro Giusto, come sicuramente saprai Cultus è una parola latina, traducibile in italiano con Culto.


Tutti noi usiamo questa parola per indicare venerazione per qualcosa (culto del cibo, culto del bello ecc.) oppure intendiamo l’insieme dei riti di una religione.


Ma tu ti chiedi, giustamente, perché in quella locanda la parola è stata associata alla toilette.


Ed è qui che intervengono i linguisti dell’Accademia.


Esistono due spiegazioni.


La prima è anche la più semplice.


Cultus potrebbe essere la contrazione di cul tuus (tuus = tuo, in latino), dall’ovvio significato di parte del tuo corpo che, in un locale pubblico, scopri soltanto quando vai in bagno.


La seconda spiegazione è decisamente più ardita ed elaborata.


La parola cultus, associata alla toilette dei luoghi pubblici, potrebbe derivare, pensa un po’, da cul-de-sac, espressione tardo francese che significa strada senza uscita. Alcuni dialetti provenzali hanno storpiato la parola in cul-tu-sacc, da cui è derivata successivamente la forma contratta cul-tus.


Se ci pensi bene, i servizi dei locali pubblici sono situati quasi sempre in fondo ad un corridoio o nell’angolo estremo del locale o ancora in fondo ad un cortile. Prova a farci caso: quando entri non c’è uscita, se non da una stretta finestrella, troppo piccola per far passare chiunque.


Una volta espletate le tue funzioni, se vuoi uscire devi riaprire la porta da cui sei entrato, ma di solito c’è poco spazio: ti tiri la porta in faccia e devi fare acrobazie, tra il water o la turca, la porta e il muro. Un vero incubo, un vero cul-de-sac, che ti fa dire, a volte, vaffancul-de-sac.


Un’altra imbarazzante situazione è quando la serratura, che hai voluto chiudere a doppia mandata per motivi di privacy, si blocca e tu cominci a innervosirti, a picchiare contro la porta, gridando


-Aiuto!- e poi - Vaffancul-de-sac! - a cui aggiungi magari -Sac-de-m..d! – e avanti così, per dare più enfasi, finché qualcuno non ti sente, chiama il gestore, che ti spiega come girare la chiave.


Alla fine esci, ma ci fai sempre una figure-de-emme, per dirla con un’altra curiosa espressione tardo-provenzale.


Potrebbero esserci altri significati, ma qui lasciamo alla fantasia dei lettori e alle loro esperienze di viaggio, poiché, come dice il motto latino, “Quo vadis, cultus qui trovis”, cioè dovunque tu vada trovi cultura.

.

Stephanie Hop-là – Paul Rice e gli esperti dell’Accademia dei Cinque Cereali (SETTEMBRE 2012)

.

.

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

CALCIO AMICHEVOLE

IL PROSSIMO ALLENATORE DELLA NAZIONALE POTREBBE ESSERE QUELLO DEL NICHELINO CALCIO


Negli ultimi anni l'Italia negli incontri amichevoli vince sempre. Abbiamo battuto agevolmente persino l'Olanda, che è squadra di tutto rispetto.


Siamo saldi al primo posto della classifica mondiale FIFA FRIENDLY (sigla che significa “paura amichevole”, come quando si faceva ‘cucù… bau’ all’amico di scuola materna) con ben novanta punti di distacco su Germania e Brasile. Probabilmente proprio da questo punteggio nasce il detto “La FIFA fa novanta”.


A breve potrebbero essere organizzati i campionati mondiali ed europei delle amichevoli, con nuovi trofei come la Coppa del Nonno e la Champions Sumà, dove punteremo a conquistare entrambi i titoli a piè pari.


La certezza di vincere sarà praticamente assoluta, tanto che, secondo alcune indiscrezioni, per risparmiare si potrebbe sostituire l’attuale allenatore con il Mister della Nichelino Calcio.


Subito dopo il cambio di ragione sociale della FIGC, questa, potrebbe sottoporgli un ben più vantaggioso contratto Co.Co.Co. (Come? Cosa? Corbezzoli!) per le sole partite ufficiali.


La FIGC, con ogni probabilità, assumerà un allenatore low cost con contratto in NERO (Niente Euro Rosicate Operatori) a un allenatore proveniente dalle serie minori. Pare stia valutando tra una rosa di allenatori da scegliere fra il C.T. del Piossasco Calcio, l’allenatore dei Pulcini del Bacigalupo e il Mister della Società Calcistica Pinerolo. Sempre nell’ottica dell’economia le mamme e le nonne dei calciatori, dopo le partite, potrebbero occuparsi di lavare le divise in casa.


Se l’esperimento dovesse funzionare, si passerebbe direttamente al piano B: Balotelli, Bonucci, Bertolacci, Bonaventura, Bortolasi eccetera, praticamente tutti i calciatori i cui nomi iniziano con la B, potrebbero essere sostituiti dai loro omologhi di Collegno, Orbassano, Grugliasco e Volpiano, con notevole risparmio anche per la Federazione Italiano Giuoco Calcio.

.

Freddy Marchiori & Paul Rice – ACC (NOVEMBRE 2017)

.

.

.

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

NON È IL PETROLIO A MANDARE AVANTI IL MONDO, MA L’ALCOOL

CARBURANTI SVENDUTI A PREZZI RIBASSATI: SI TRATTA DI CONCORRENZA SLEALE ALLE BIRRERIE?

PRESTO SARÀ FONDATA UN’ASSOCIAZIONE PER COMBATTERE L’ANALCOLISMO

.

Non tutto è oro quello che luccica, è risaputo, ma e altrettanto vero che non tutto è carburante ciò che “carbura”, come una buona birra belga, o un whisky doppio malto.


Lo sanno bene i gestori delle birrerie, dei pub e dei locali notturni di tutta Italia che, già messi a dura prova dal nuovo Codice della Strada con normative sempre più restrittive nei confronti dei bevitori, per non parlare del divieto di fumo, ora si trovano a fare i conti con i petrolieri, i quali praticano sconti nei weekend o negli orari di chiusura delle stazioni di servizio.


Il risultato di questa campagna a favore dei carburanti è deleterio per gli operanti nel settore “divertimento”, migliaia di giovani vengono incentivati a spendere i pochi soldi di cui dispongono presso il distributore automatico, preferendo passare la serata in coda per il proprio turno, invece che seduti a un tavolino a fare il “pieno” di birra.


Molti pub hanno già chiuso e molti lo faranno nei prossimi mesi, purtroppo ogni giovane beve al massimo una sola birretta, o un solo superalcolico (spesso diluiti in cola o succo di frutta) per paura di vedersi ritirare la patente di guida.


La soluzione di fabbricare bicchieri da due litri sarebbe solo un palliativo che non risolverebbe il problema, è necessaria una riforma a favore degli alcolici, spiega Sem Collassati, presidente dell’A.I.S.S. (Associazione Italiana Sommelier Scoppiati).


Ricordiamo, a titolo esemplificativo, solo alcuni danni che l’analcolismo provoca all’economia italiana:

.

- Azzerati i casi di coma etilico: aumento della disoccupazione per paramedici e per medici (i primi a farne le spese sono i neolaureati);

- Meno incidenti stradali significa meno lavoro per carrozzieri e venditori di auto (questi ultimi già provati dalla crisi);

- Riduzione di forniture ai locali uguale riduzione di lavoro per grossisti e per camionisti i quali, per uno strano effetto collaterale delle leggi dell’economia, curiosamente risparmiano il carburante nella stessa misura in cui viene venduto ai giovani, pareggiando così i litri venduti, ma riducendo i posti di lavoro.

.

L’elenco potrebbe proseguire, non è il caso di menzionare il calo di vendite di attrezzature ortopediche, corone, fiori, e crisi del settore riabilitativo, ma è già sufficiente a dare un’idea di come l’indotto del divertimento ad alto tasso alcolico abbia un raggio d’azione così ampio da condizionare l’intera economia italiana.

.

Freddy Marchiori & Paul Rice – ACC (SETTEMBRE 2012)


.

.

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

T.O.R.S.O.L.I.: UNA TASSA TASSATIVA MA SALUTARE


Nel corso del 2014, oltre alla TIA, alla TARES, alla TARSU e alla TRISU avremo anche la TORSOLI che non è, a dispetto del nome, una nuova tassa sui rifiuti organici e non c’entra affatto con la raccolta differenziata.


Chi la pagherà, e perché?


La T.O.R.S.O.L.I., cioè la Tassa sull’Obesità Resistente e la Sedentarietà Obiettivamente Limitante dell’Infanzia, è una tassa che pagheranno i genitori dei bambini in sovrappeso, da quelli grassottelli a quelli decisamente ciccioni.


Visti gli allarmi lanciati periodicamente dall’OMS sull’aumento dell’obesità infantile e sui rischi che essa comporta per la salute anche in età adulta, e visto il bisogno di denaro per le casse dello Stato, la Presidenza del Consiglio ha deciso di prendere due piccioni con una fava: bambini più snelli, e quindi più sani, e maggior afflusso di denaro al Fisco.


Quando sarà entrata in vigore la nuova tassa, ogni genitore dovrà portare i propri figli una volta al mese agli ambulatori di zona, per la pesata mensile.


Il dato verrà inviato direttamente all’Agenzia delle Entrate, che provvederà a compilare e spedire i modelli per il pagamento della TORSOLI.


La campagna pubblicitaria è già partita, con locandine che espongono in primo piano un piatto di torsoli di mela, con sotto la scritta: “Una mela al giorno leva la TORSOLI di torno”; le troverai presto sui mezzi pubblici, nelle mense, al supermercato, nelle ASL...


I genitori dei bambini inappetenti hanno lanciato grida di giubilo: non dovranno pagare la TORSOLI.


Finalmente non andranno più a scocciare il pediatra per avere vitamine, integratori della dieta e sciroppi che stimolano l’appetito, e forse smetteranno anche quel teatrino indegno, nel quale si esibivano al momento dei pasti, con la speranza di far ingurgitare qualche cucchiaiata di pappa al loro marmocchio riottoso.


E smetteranno di angosciarsi al momento di pesarlo, anzi, si rallegreranno se non sarà cresciuto nemmeno di un etto.


Al contrario, mamme e papà di bambini con tendenza alla pinguedine sono già sul piede di guerra. I soliti medici autorevoli che compaiono sempre in televisione, il dottor Veronesi e il Professor Garattini, l’uno che ha ormai i ciuffi di cicoria che spuntano dalle orecchie e l’altro con l’immancabile dolcevita bianco sotto la giacca (che non è un capo d’ abbigliamento, ma è proprio una seconda pelle, cucita addosso come la tutina di certi bambolotti) hanno spiegato che questa tassa non solo è giusta, ma farà un gran bene alla nostra società.


È giusta, perché i bambini ciccioni di oggi saranno gli adulti obesi di domani, con i conseguenti problemi di sindrome metabolica, tutti a carico del già disastrato Sistema Sanitario pubblico. Perciò, che comincino a pagare sin d’ora!


È benefica perché i genitori, per evitare di pagare una tassa in più, si daranno da fare per mantenere il peso forma dei loro pargoli.


Non vanno più di moda le madri che si tolgono il pane di bocca per darlo ai figli. È tempo di mamme che strappano ai bambini l’ultimo biscotto, il barattolo della Nutella, il bombolone alla crema.


Mamme che spengono il televisore, vendono la Play Station e l’automobilina elettrica per comprare una bicicletta vera, dotata di strani cosi, detti pedali. Che al figlioletto assetato non porgono la coca, il succo di frutta, il latte al cioccolato, ma un bicchiere di liquido trasparente, e gli dicono: “Gioia mia, prova questa. Si chiama acqua”.


E al posto del Tiramisù portano in tavola un Tiramelodietro, cioè uno sformato di spinaci e costine, preparato secondo un’antica ricetta congolese.

.

Stephanie Mangépas (LUGLIO 2014)

.

.

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

BREVE TRATTATO SULL’ANGOLO DI CURVATURA DELLE BANANE

Un uomo si presenta dal dottore, con una carota in un orecchio e una banana nell'altro:

-Dottore, ultimamente non sento molto bene.

-Mi sa che lei non si alimenta correttamente!

(Dialogo tratto da “Le confessioni di un vegeitaliano”)

.

Ora che l’Unione Europea ha abolito le norme riguardanti la forma e le dimensioni di frutta e verdura, necessarie per essere commercializzate all’interno della CEE, diventa più complicato fare la spesa.


Ogni massaia si trova gravata di pesanti responsabilità, e deve prendere decisioni difficili, ma fondamentali per la corretta alimentazione dell’intera famiglia. Fragoline o fragoloni? Mele o meloni? Lime o limoni? Pere o Peroni? Con il rischio di far confusione, e acquistare un cartone di birre al posto della frutta.


E quanto deve essere peloso un kiwi? Perché i “persi patanù” sono diventati in italiano pesche noci? E i cachi grossi, come si chiamano? Sarà vero che combattono la stitichezza? Insomma, domande non facili. Sovente la massaia si ferma a riflettere tra le bancarelle del mercato ortofrutticolo, senza capire un fico secco. E poi, come l’uva, passa oltre.


Consumare frutta e verdura è un imperativo categorico: non passa giorno senza che i media ce lo ricordino, e i fan del dottor Veronesi sono a un passo dal brucare persino l’erba delle aiuole.


“Essere alla frutta” è un modo di dire che sta assumendo nuovi significati. Per esempio l'uomo associa sempre la donna alla frutta. Infatti vuole una bella mora, con due belle pere e soprattutto pensa sempre: "Mela darà"? Persino i medici associano il corpo femminile alla frutta, affermando che la donna con il corpo a forma di mela abbia un rischio cardiovascolare maggiore della cosiddetta donna-pera, anche se finora nessuno ha osato spingersi a studiare la donna-banana, soggetta probabilmente a sciatalgie persistenti e al colpo della strega.


E il dilemma più straziante riguarda appunto la banana, che qualcuno ha definito l’unico frutto dell’amor, nonostante la spietata concorrenza delle prugne, che hanno fatto ricorso, e ora attendono la sentenza del Tar.


Com’è fatta la banana migliore? Deve essere dritta o curva?


Tutte le banane sono più o meno ricurve, poiché seguono le linee del cosiddetto “casco di banane”, una forma armoniosamente ovale, come ogni casco che si rispetti. Si è mai visto un motociclista con un casco cubico o a piramide? No. Al massimo si vedono circolare motociclisti senza casco, che si possono definire delle autentiche teste quadre.


Ci sono però banane con diverse curvature, da quelle quasi dritte (banana recta) a quelle quasi a semicerchio (banana sinuosa, o flexa, o scoliotica), e gli estimatori, per capire quali siano le migliori, vanno quasi fuori di melone; anzi, fuori di banana.


Dopo approfonditi studi, e audaci sperimentazioni, l’ACCE ha stabilito che la banana migliore non è quella dritta, che è risultata insipida e poco maneggevole, oltre che troppo lunga per i cassetti del frigo, ma nemmeno quella eccessivamente curva, che sembra una ciambella con il buco mal riuscito.


Le banane ottimali hanno l’angolo di curvatura di circa 140° 30’ 10’’.


Esse, non solo si sbucciano meglio, si mangiano meglio, e sono più digeribili (attenzione: se le mangiate con la buccia possono causare anch’esse qualche disturbo), ma sono anche più nutrienti.


Dopo aver letto le nostre relazioni, il Dittatore dello stato libero di Bananas, Woody Banal Bokassa, ha deciso che nelle piantagioni di banane del suo territorio, oltre all’Uomo del Monte che dice sì, sarà presente un geometra o - meglio ancora - un architetto, che abbia frequentato lo stage di design presso l’azienda Giorgetto Giugiaro Italdesign a Moncalieri, con il delicato compito di controllare la giusta curvatura delle banane, a garanzia di una qualità e anche di un’estetica migliore.


A conclusione del nostro studio, quindi, possiamo dare due semplici “dritte” al forte consumatore di banane: la prima è di non acquistare mai quelle dritte, la seconda è di recarsi a fare la spesa dotato di goniometro.


Lasciamo dunque l’espressione “Raddrizzare le banane” ai politici che, dopo aver smacchiato i giaguari, pettinato i bruchi, e consolato i salici piangenti, sono rimasti a corto di idee.


E non facciamoci influenzare dai bollini blu, pensando di acquistare un prodotto a basse emissioni inquinanti.

.

Stephanie Hop-là - idea by Kristine Lachen – ACCE (SETTEMBRE 2013)

.

***Nota dell’editore per i traduttori in spagnolo

Banana si dice banana anche in inglese, banane in francese e in tedesco; ma - attenzione - in spagnolo si dice platano, esattamente come la pianta del platano. Si consiglia di aggiungere immagini chiarificatrici, per non ingenerare pericolose confusioni.

.

.

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA


Banane variamente incurvate (Foto Fasso)

.

Incrocio di ananas con banane spagnole

.

Raddrizzatore di banane

VINCE DUE MILIONI AL LOTTO E LI DEVOLVE AI POVERI


I VICINI: SEMBRAVA TANTO UN CATTIVO RAGAZZO, NESSUNO LO AVREBBE MAI IMMAGINATO

.

Quante volte si legge sul giornale o si parla in TV di un omicida efferato, che viene dipinto come insospettabile. Vengono intervistati amici, colleghi di lavoro, residenti nel quartiere e la risposta è sempre la stessa: “Era una persona normale, tranquilla, nessuno avrebbe mai immaginato…”.


È esattamente ciò che è accaduto a V.M. 18 anni, di San Giusto Canavese, ma al contrario.


Procediamo con ordine. Il nostro amico V.M., dopo un’adolescenza trascorsa in maniera piuttosto biasimabile, conosciuto e riconosciuto dalle forze dell’ordine per atti vandalici e furto, la scorsa settimana si è recato in tabaccheria a giocare al lotto tre triple sulle ruote di Torino, Trento e Taranto, centrandole tutte e realizzando 2.000.064 euro. A questo punto, non si capiscono le ragioni del gesto, ha donato due milioni di euro a un istituto che accoglie persone in difficoltà. Non appena si è sparsa la voce gli abitanti, dalle frazioni vicine, sono scese nella piazza del paese ancora increduli, chiedendosi le ragioni di tanta efferata bontà.


Abbiamo intervistato alcuni conoscenti.


Il vicino di casa, che lo conosce da anni, si è espresso così: “Da ragazzino picchiava i compagni di scuola e rubava loro le merendine, nessuno avrebbe mai pensato che potesse compiere un’azione tanto lodevole”. La moglie ha rincarato dicendo: “Sì, ricordo quel bambino che si divertiva a gettare in strada i chiodi per bucare le gomme alle auto… Che cosa gli sarà successo per ridursi così?” ha aggiunto con le lacrime agli occhi.


“Speriamo che si ricordi di noi, visto che gli restano 64 euro” ha dichiarato il tabaccaio.

.

F&F - Cannavò & Marchiori – ACC (OTTOBRE 2014)

                                                                         Nella foto un citofono (che non può mai mancare nelle notizie di cronaca)
.
.

       AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA 


Continua...

Disclaimer. Questo blog non è da considerarsi una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. Alcuni testi o immagini inserite in questo blog potrebbero essere estrapolati da internet e, pertanto, se non considerate di pubblico dominio, perlomeno accessibili a chiunque. Qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, siete pregati di comunicarcelo senza esitazioni all’indirizzo e-mail: info @ lastampella.it e saranno immediatamente rimossi.
Gli scritti che contengono riferimenti a persone realmente esistenti hanno il solo scopo (si spera) di far sorridere e sono frutto del vaneggiare degli autori. Se tuttavia qualcuno non gradisse un articolo o una sua parte può chiederne la rimozione all’indirizzo di cui sopra, motivando l’istanza.
Non siamo responsabili dei siti collegati tramite link, né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.
| Copyright © 2016 La Stampella | contatti | newsletter | privacy policy | sitemap |