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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO VI d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

In questa sezione sono riportati articoli scritti tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC collaborava allegramente con LA TAMPA

BAMBINO

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DA UN APPROFONDITO STUDIO DEGLI EMINENTI PROFESSORI DELL’ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI

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Dicesi Bambino un soggetto alieno le cui due occupazioni principali - nella prima fase - sono strillare e produrre in continuazione materiali dal dubbio colore, ma dall'intenso e discutibile odore. Egli si dedica anche a un'occupazione secondaria: suggere avidamente alimenti naturali (tette della mamma) o artificiali (biberon). Completa l'arco delle 24 ore dormendo, ma non con un senso logico: si sveglia quando gli pare, per ottemperare ai suoi utilizzi primari: strillare, produrre rifiuti organici, reclamare cibo (naturale o artificiale). Il processo viene ripetuto all'infinito per un tempo indeterminato, senza alcuna speranza di una tregua per i soggetti preposti alla sua manutenzione.

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Il soggetto, pur creando notevole disturbo acustico e neuronale, può agevolmente essere contenuto in uno spazio ben confinato, ma solo nella prima fase della gestione. Con lo sviluppo cellulare (un fenomeno definito crescita), il bambino si muoverà più rapidamente e imprevedibilmente, riuscendo così a raggiungere le pareti del suo contenitore, superarle, e uscire all’esterno, invadendo l’habitat circostante. Nonostante le dimensioni contenute (o a volte proprio a causa delle stesse) il bambino crea molteplici disturbi all’ambiente circonvicino, e finanche danni irreversibili. La produzione di rifiuti organici, che talvolta può causare molesti inquinamenti, non subisce mai alcuna interruzione.

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L’emissione di strilli si fa meno frequente e fastidiosa, ma non si annulla mai del tutto. In sostituzione dello strillo compaiono - in questa seconda fase - suoni più articolati e complessi, ma sempre molesti in riferimento al numero di decibel, e ancora di difficile interpretazione. Per gli individui preposti alla manutenzione del bambino questa fase può essere molto insidiosa: le delicate strutture dell’orecchio vengono stressate e messe a dura prova. Inoltre, i turni massacranti di sorveglianza, e l’affaticamento muscolare dovuto al continuo sollevamento e spostamento dell’essere alieno, potrebbero ingenerare gravi ripercussioni sull’equilibrio psico-fisico del gestore - sia abituale, sia saltuario - a breve, medio, e lungo termine.

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Nella terza fase, il piccolo strano individuo evolve nella direzione di una maggiore autonomia, e di un certo coordinamento motorio. Deambula. Tuttavia, a causa di una persistente rotondità dei piedi, ha un equilibrio decisamente precario. Raccoglie inopinatamente da terra oggetti che chiunque giudica irraccoglibili e li porta alla bocca, o li inserisce in luoghi decisamente non idonei. Ma gli oggetti che dovrebbe raccogliere vengono ignorati, se non presi a calci senza ritegno.

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È inspiegabilmente attratto da tutti i dispositivi preposti alle interazioni del tagliare, squarciare, infilzare, strangolare, soffocare, avvelenare, bruciare, e fulminare tramite scossa elettrica, tanto da far ritenere che da questa fase dell’essere in oggetto siano nate le idee migliori per le varie forme di pena capitale ancor diffuse nel mondo.

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Il piccolo alieno si esprime quasi sempre imitando vagamente il linguaggio dei gestori, ma con un’insistenza superflua e molesta, ricorrendo pertanto all’ingenerare reiterati episodi di disturbo prolungato della quiete pubblica, oltre all’acuire nei gestori la sensazione di stress da inadeguatezza educazionale.

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Paragonato a qualsiasi esemplare della fauna terrestre, l'individuo cresce con lentezza esasperante. Trascorsi sei, otto, anche dieci anni dalla sua comparsa sul pianeta, sembra finalmente evolvere verso forme umane. Ma, ad una più attenta osservazione, si tratta ancora di un soggetto diverso (per non dire avverso), di faticosa gestione e di dubbia utilità sociale, nonostante i tentativi di addestramento ed educazione, presso scuole appositamente ideate e create, diffuse su tutto il territorio.

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Il bambino, all’interno di queste scuole, impara come primissima cosa ad aggregarsi in bande organizzate, al solo scopo di infrangere ogni regola, distruggere il più possibile gli arredi, e minare senza pietà l’equilibrio psicofisico del personale preposto all’addestramento. Qualora gli si presenti l’occasione, e si dimostri la validità del progetto, manifesterà la propria prepotenza nei confronti degli insegnanti, e di individui della sua stessa specie meno aggressivi.

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Solo occasionalmente, e non in tutti i soggetti, si riscontra un apprendimento di tipo positivo, cioè l’acquisizione - spesso parziale e discontinua - di tecniche per la lettura e la scrittura di testi, strumenti di calcolo elementare, vaghe nozioni in ambito linguistico – storico - letterario, nonché artistico e scientifico. (Questa affermazione è stata imposta dal “Comitato per la salvaguardia della corretta reputazione delle future generazioni”. N.d.R). Il nostro “essere”, a questo punto, si presenta come un animale selvatico parzialmente addomesticato, che torna, appena gli è possibile, alle sue ferine e selvagge manifestazioni. Come è ben noto a chi, anche se solo di passaggio, si avvicini al cortile di una scuola durante una breve assenza dei sorveglianti.

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L’ultima fase prima della conclusione del ciclo è forse la più prolungata, delirante e invasiva delle forme evolutive descritte in precedenza, e viene denominata adolescenza o pubertà. Secondo alcuni alienologi, l’esatta definizione dovrebbe essere idiozia giovanile o ebetudine di transizione, anche se la transizione, come presto vedremo, potrebbe non esaurirsi mai.

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In questa fase l’evoluzione dell’alieno, fin qui indifferenziato, si biforca: avremo l’alieno-maschio e l’alieno-femmina. Le due forme, pur diverse sotto molti aspetti, hanno in comune l’irrazionalità comportamentale.

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La voce del maschio si fa sgradevole e cavernosa, passando, prima di ridiventare voce umana, attraverso la riproduzione del verso di specie animali: egli bramisce, barrisce, grugnisce, raglia.

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Il timbro di voce della femmina non cambia in modo così evidente, tuttavia ella riesce a sbalordire ugualmente gli addetti alla sorveglianza, sia per il contenuto di ciò che esprime - spesso di una stupidità inimmaginabile - sia per l’altalenare dei toni: piagnucoloso, eccitato, paturnioso, stizzito, rivendicativo, isterico.

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Anche la crescita dei peli è diversa tra le due forme, oscillante tra l’orso marsicano e la lupa abruzzese, ma in entrambe le tipologie esige l’acquisto di costose attrezzature per la tosatura e la decespugliazione. Un importante segnale di differenziazione è dato dalla scelta dell’abbigliamento. Il maschio pretenderà biancheria intima recante scritte Kalvin Klein o Dolce & Gabbana sull’elastico, scritte che dovranno essere rigorosamente leggibili anche dopo aver indossato speciali pantaloni a vita bassa e cavallo bassissimo (un mistero inspiegabile fuori dal campo della moda e del fenomeno di costume, denominato dagli stilisti vitaccia cavallina), e felpe o maglie che dovranno essere larghe, sbiadite, informi: tutte qualità irrinunciabili per gli alieni, anche se nessuna di esse riesce a giustificarne in qualche modo il prezzo così elevato.

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Prezzo che, anche in questa fase, pagherà qualcun altro. Le femmine esigeranno invece minigonne confezionate con i ritagli di tessuto avanzati dalla lavorazione della cintura. La funzione di queste “gonne” (definizione poco pertinente, ma ancora non è stato trovato un valido termine sostitutivo) è tutt’ora dubbia. Sicuramente non è quella di coprire: piuttosto di sventolare sulla biancheria intima, modello filo interdentale, che a malapena copre la cosiddetta ex-zona del pelo pubico, ora rasata.

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Maschi e femmine tenderanno a condurre vita aliena prevalentemente notturna, presso locali appositi, dimenandosi in danze che ricordano da vicino l’agonia di un pesce preso all’amo, al suono di percussioni metalliche ripetute, e bevendo colorate miscele di psicofarmaci in soluzione alcolica.

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Durante le ore diurne, sia i maschi sia le femmine nella migliore delle ipotesi dormiranno, o si aggireranno come zombie all’intero delle case, continuando quell’opera di disturbo descritta nelle fasi precedenti, peggiorata dall’aumento dimensionale, e da un grave peggioramento dell’irrazionalità preesistente.

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Purtroppo, nell’era della tecnologia e della crisi economica ricorrente, l’alieno continuerà questa vita per molti anni, anche dopo la conclusione della sua evoluzione fisica.

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Un dettaglio fisico piuttosto inquietante è la cosiddetta Appendix manus, una sorta di escrescenza sul prolungamento delle dita della mano - solitamente la destra - di forma rigida e piatta, di vario colore, costituita da materiale inorganico, di dimensioni vagamente simili a quelle di un pacchetto di sigarette.

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Questa escrescenza, rimasta l’unica opzione con la quale l’alieno comunica col mondo esterno, purtroppo non è asportabile, e costituisce per lui un’ossessione costante: ovunque si trovi passa il suo tempo a guardarla e a tormentarne frenetica- mente la superficie con il dito pollice (l’unico che gli resta libero), estraniandosi completamente da tutto ciò che lo circonda.

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Purtroppo, nell’era della tecnologia, l’alieno perpetuerà questi comportamenti per molti anni, anche dopo la conclusione della sua evoluzione fisica. Il che, nell’era della crisi economica ricorrente, rappresenterà una costante, perenne e inalienabile fuoriuscita di contanti per le persone preposte alla sua manutenzione.

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La descrizione della fase adolescenziale conclude questo trattato.

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Al termine dell’adolescenza possiamo affermare che il bambino si è trasformato in adulto, anche se resterà perennemente improduttivo, e anzi continuerà ad essere molesto per molti anni a venire.





Dottoressa Stephanie Hop-là & Professor Italo Miglio – ACC

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IL BAMBINO DI 40 ANNI A CASA DEI GENITORI

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Prossimamente su queste pagine

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Incipit

Denuncia i genitori che non lo vogliono più man- tenere, e la Suprema Corte di Cassazione gli dà ragione, condannando i genitori stessi a corrispondergli vitto, alloggio, paghetta, auto, arretrati, danni morali e materiali, varie ed eventuali vita natural durante.

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Non perdetevi le prossime puntate...

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

SALVE ANNO 2012


A CURA DI LIVIO CEPOLLINA

Docente presso l'Università di Pensologia di Torino



SAN VITTORE

In carcere il cappellano che abusava dei detenuti. Mi auguro non nelle stesse celle.

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Carlà dopo Giulia ora vuole un altro piccolo. (A parte Nicolas)

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GIAVENO

Telecamere a tutti gli ingressi per schedare chi entra in città. Un po’ come a Chicago.

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Società Italiana di Gerontologia e Geriatria “Con una dieta bilanciata, gli anziani possono risparmiare 600 euro all’anno”. Tipo mangiare un giorno sì e l’altro no?

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Francia, addio tripla A. Sono così pieni di sé che le metteranno lo stesso, magari più strette.

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California University di San Diego “il peso della nascita predice lo sviluppo del cervello”. Eppure ero grassottello....

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Ministro delle Finanze svizzero “Presto Berna troverà delle intese con l’Italia”.

Sì, anche noi siamo pieni di buchi.

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SANTO PADRE

“La fine del mondo non è dietro l’angolo”. Oh capperina, ha già svoltato?

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Dopo la lite, Lele Mora e la Cipriani si sono rappacificati. Il primo ha perso la testa e la seconda, durante lo scontro, la tetta.

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Mangiare in orari strani causa obesità. Da oggi tutti a dieta con insalata scondita ed un timer appeso al collo.

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

PILLOLE


Pillole mie - Hardware by Dario di Osio Sotto


Arriva il Viagra rosa, spray nasale che garantisce l’orgasmo femminile. Senza maschio.

Pamela Anderson nuovamente “hot”, per salvare le balene. E piantarla lì, a 45 anni, no?

Cicciolina presenta il nuovo partito. La pensione di 6.200 €uro al mese non è sufficiente.

Le olgettine ricevono una paghetta di 2500 €uro al mese. È sempre meglio che lavorare.

Bankitalia smentisce la Fornero: un giovane su tre si adatta a lavorare. Oppure defunge.

Il Governo pensa di inserire il canone Rai nella dichiarazione dei redditi. Pensa troppo...

Nicole Minetti si è fidanzata in USA col ristoratore Cipriani. Non con un morto di fame.

Il Viminale concede permessi di soggiorno alle coppie gay. Extracomunitario non basta.

Un parlamentare di San Marino guadagna mille €uro al mese. In Italia sarebbe defunto.

I figli in provetta potranno essere disconosciuti. Io disconosco anche quelli senza prove.

Manipolando gli esplosivi i ricercatori hanno prodotto diesel dallo zucchero. Sarà dolce?

Senza lavoro il 58% dei giovani greci. Il lavoro non interessa al 58% dei giovani italiani.

La TV russa passa al digitale terrestre. Anche loro proveranno il brivido dei quadrettini.

Progetto economico di Obama: i ricchi paghino più tasse. Come un Vendola qualunque.

In Serbia i salari Fiat aumentano del 13%. Come investiranno la folle cifra di 39 €uro?

Maria De Filippi fa la proposta a Tiziano Ferro. Tranquilli: si tratta di fare TV insieme.

La frutta nelle bibite di frutta passa per legge dal 12% al 20%. È uno sforzo sovrumano.

Gli asili nido comunali costano 3.000 €uro l’anno. Riprodursi è sempre più dispendioso.

Matrimonio cinese tra eBay e Xiu.com. Adesso anche i cinesi potrebbero essere fregati.

Il fisco italiano oscura 4.124 siti di giochi online illegali. Vuole esser l’unico biscazziere.

Laura Chiatti si è rifatta il seno? Mah, finché non viene qui a mostrarmelo non le credo.

Madonna odia Lady Gaga perché si è rifiutata di cantare con lei: non accetta il turnover.


Italo Lovrecich (NOVEMBRE 2012)



AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

AUTUNNO-INVERNO: STAGIONI DEL CAVOLO


Questo ortaggio è ritornato sulle bancarelle dei mercati, in tutte le sue forme.


Cavolo-cappuccio, cavolo-fiore, cavolo-rapa, cavolo-verza, cavolo-di-Bruxelles... ma quanti sono ‘sti cavoli? Secondo nuove tendenze essi sarebbero zeppi di sostanze benefiche, antiossidanti, antitumorali, antistress e via dicendo, veri e propri elisir di lunga vita, cucinabili come contorno. Si dice addirittura che la chemioterapia abbia ormai i giorni contati: presto, appena gli ultimi tre ricercatori italiani non ancora licenziati avranno concluso i loro studi, essa sarà sostituita dalla cavoloterapia, che altro non è che una terapia del cavolo.


Il cavolo è anche l’oggetto di alcuni antichi modi di dire. Vi siete mai chiesti, per esempio, quale sia l’origine dei famosi “cavoli a merenda”? Non c’è bisogno di andare molto lontano: li ha inventati mia madre. Non la giudico, poveretta.


A un’ottima cuoca come lei erano toccati in sorte figli inappetenti. Convinta della necessità di regole, se a tavola non finivamo le verdure (cavoli compresi) non avevamo diritto al dolce e soprattutto gli avanzi ci toccavano al pasto successivo, che poteva anche essere la merenda.


Non c’era ancora il dottor Benjamin Spock e i suoi consigli. Solo alcuni PPA, Principi Pedagogici Assoluti, tramandati dagli antenati contadini, come quel “Mangia che diventi grande” che col tempo si rivelava quasi sempre una bufala.


Infatti né io né mia sorella, ahimè, abbiamo superato il metro e cinquantacinque di statura. Poi c’è l’espressione “salvare capra e cavoli” la cui origine, dicono, risale alla penosa storia di un tizio che doveva traghettare dall’altra parte del fiume la sua capra e i suoi cavoli, e non sapeva come fare per evitare che l’una mangiasse gli altri durante il tragitto.


La storia è diventata lo spunto per test di intelligenza, veri contorcimenti di logica, quando sarebbe bastato mettere una museruola alla capra, oppure metterla sopra la panca (si sa, sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa) e metterci sotto i cavoli. La capra... col cavolo che sarebbe scesa sotto la panca, rischiando di crepare!


C’è anche il detto “Se non è zuppa è pan bagnato”.


Che cosa c’entra con il cavolo? Ora ve lo spiego.


Per me la zuppa è per antonomasia la zuppa di cavoli, quella che faceva mia zia al paese.


La “cavolata” della zia era qualcosa di magico: quando metteva a bollire il cavolo, al mattino presto, mentre noi bambini si faceva colazione, l’odore era a dir poco nauseabondo. Poi andavamo fuori e quando rientravamo per il pranzo c’era sul tavolo una zuppiera fumante, con dentro una minestra buonissima e un piatto di crostini di pane casereccio profumato da far resuscitare i morti.


Che cosa mia zia aggiungesse ai cavoli e quali trattamenti successivi facesse per operare la trasformazione era un mistero, ma la cavolata con i crostini era una vera specialità: io, mia sorella e i miei cugini ce la ricordiamo ancora adesso.


Solo a Carlino la zuppa non piaceva, ma, vedendo il nostro entusiasmo, non osava dire niente e la ingoiava lentamente, una cucchiaiata dopo l’altra, con la faccia di un santo sottoposto a supplizio. In due parole: per lui la zuppa erano sempre “cavoli amari”.


Ma un giorno, all’ora di pranzo, mia zia dovette andare con urgenza dalla vicina di casa che aveva le doglie. Così Carlino si fece coraggio, afferrò saldamente il piatto colmo di zuppa, si alzò e camminò lentamente fino al gabinetto (uno stanzino con una turca, in fondo al corridoio), seguito da Bric, il cagnolino di zia.


Bric doveva aver pensato di essere il destinatario del piatto, con quel che di commestibile conteneva, perché scodinzolava tutto contento.


Quel che successe al gabinetto noi non lo vedemmo. Sentimmo solo il rumore dello sciacquone, poi un grido di Carlino, un po’ di trambusto e infine vedemmo arrivare Bric di corsa, grondante acqua, brodo e pezzetti di verdura. Si infilò tremante sotto la credenza e non volle più uscire.


Per solidarietà aiutammo Carlino a pulire quel disastro.


Ma la zia non era nata ieri: appena entrata in cucina, fiutò l’aria, guardò noi cinque seduti compostamente, chiamò Bric, che non venne a farle le feste come faceva di solito, e infine disse: “Che cavolo avete combinato?”


Disse così e per Carlino furono cavoli amari anche quella volta. Sì perché il cavolo ci riempie la bocca, non solo mentre lo mangiamo, ma anche ogni volta che vorremmo dire un’altra parola, o i suoi derivati, ma non possiamo perché la situazione richiede una certa proprietà di linguaggio. Allora diamo sfogo ai cavoli e agli eufemismi che ormai usano solo più le educande: sono incavolato, hai fatto una cavolata, che cavolo vuoi? Fatti i cavoli tuoi!


Dal giorno in cui Bric quasi affogò nel gabinetto per seguire la zuppa di cavolo, il proverbio di cui parlavo, quello che non c’entrava niente, per noi della famiglia di- ventò “Se non è zuppa è CAN bagnato” e il cavolo, come dicevo, c’entra sempre.



Stefania Marello (NOVEMBRE 2012)



Questo articolo ha già suscitato le attenzioni della CIA e della FBI che sono rispettivamente la Confederazione Italiana Agricoltori e la Federazione Barbabietolai Italiani

PIANTALA!


RUBRICA DI BOTANICA DEDICATA A CHI NON SA DISTINGUERE UN PLATANO DA UN COMODINO


Se le strade extraurbane fossero costeggiate da comodini anziché da platani, molti incidenti avrebbero conseguenze meno gravi anche se, qualcuno obietta che, essendo il comodino un arredo per camere da letto, sarebbero molto più frequenti i colpi di sonno.


Ma non siamo qui a parlare di infortunistica stradale bensì di infortunistica botanica e proprio da un incidente che vide un uomo farsi appioppare un pioppo nel pioppeto, che prendiamo spunto per parlare di piante e fiori.


Partiamo dalla regina dei fiori, la rosa. Deve il suo nome al fatto che, essendo di una varietà quasi infinita di colorazioni, la si può scegliere tra una vastissima rosa di tinte e non è detto che siano tutte rosa, mal che vada, saranno rose e fiori.


Per contro, il crisantemo, fiore per eccellenza dedicato ai trapassati, in altri Paesi di diversa cultura, viene sovente utilizzato durante le cerimonie nuziali, quasi a significare che, in fondo, i due estremi si toccano.


Dai fiori traggono spunto anche numerosi nomi affibbiati ai nascituri, soprattutto alle nasciture.


Oltre a Rosa, ci sono moltissime Viola e Margherita, qualche Ortensia e Petunia, quasi nessuna Begonia. Tra i maschi, rarissimi i pargoli di nome Ciclamino e meno ancora chi si chiama Tulipano o Garofano mentre, per contro, moltissimi si chiamano Pino e, se ben ricordo, c’era un personaggio televisivo che si chiamava Olmo. Anche alcune piante offrono spunti per i battesimi e pare che il preferito dai tossici sia Maria Giovanna.


A proposito di piante d’alto fusto, un albero spesso irraggiungibile è l’ontano poiché, per sua stessa natura, ogni volta che si crede d’essergli vicino, esso resta l’ontano.


Anche la politica ha pescato a mani basse nella botanica, dal mitico garofano rosso socialista, alla rosa nel pugno radicale, all’edera (che dicevano sempreverde e invece si è essiccata), per arrivare all’ulivo e alla quercia passando per la margherita i cui petali sono stati rubati uno a uno e non si sa che fine abbiano fatto e neppure se chi l’ha spetalata, sia risultato o meno amato.


Come tanti sanno, molti fiori originano dei frutti e soprattutto i fiorai son ben contenti di vedere i frutti dei loro fiori.


I mirtilli neri a esempio, quando sono verdi sono rossi. Questo curioso fatto ha creato non pochi problemi soprattutto tra chi, oltre a essere digiuno di botanica, soffre di daltonismo.


Alcuni fiori si possono mangiare e tra questi ricordiamo i fiori di zucca (da non confondersi con i “fuori di zucca” o di “melone”), ma anche i petali di rosa. Con altre piante si possono preparare squisiti piatti quali il risotto alle ortiche, di semplicissima preparazione. Fate bollire l’acqua, mettete il riso in pentola per circa un quarto d’ora e lo scolate. Lo prendete e, appena trovate un campo con delle ortiche, lo buttate, et voilà, ecco fatto! Il risotto alle ortiche.


Moltissimi altri vegetali hanno significati ben precisi, dal finocchio al cetriolo, dalla zucca alle pere e spesso si offrono a doppi sensi di carattere triviale.


Se ci viene in mente qualcosa d’altro a proposito di botanica, ve lo faremo sapere la prossima volta.



La Vostra dott.ssa Eonia Della Selva esperta colturale della Accademia dei Cinque Cereali (NOVEMBRE 2012)




AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

REDDITOMETRO O REDDITETTOMETRO?


Il Redditometro è un nuovo strumento col quale il fisco stima il reddito presunto di un contribuente, sulla base delle spese che questi ha effettuato. Se il fisco nota scostamenti rilevanti tra reddito dichiarato e spese giudicate eccessive, il contribuente diventa “incoerente” e presunto evasore, e viene invitato a giustificare lo scostamento. Purtroppo, il programma informatico si presta a possibili errori, specialmente nei casi di omonimia.


La signora Domenica Laopero, di anni 78, è stata segnalata dal redditometro perché risulta essersi sottoposta ad un intervento di chirurgia estetica al seno, dal costo di 6.000 €uro. Una spesa considerevole, in contraddizione con il suo unico reddito, costituito dalla pensione sociale.


Si è trattato di un tragico errore: è stata un’altra signora Laopero ad evadere il fisco, e in questo momento esibisce le sue tette rifatte sulla spiaggia di Porto Cervo, mentre la povera omonima (tette vere, ahimè) è stata costretta a recarsi presso gli uffici della Guardia di Finanza a dimostrare la sua innocenza.


Le guardie hanno verificato i documenti della signora, il cedolino della sua pensione, il certificato di morte del marito; hanno reinserito i dati nel computer, che ha rimacinato il tutto. Niente da fare, il verdetto è sempre quello: colpevole di frode fiscale.


A questo punto la signora Laopero, un donnone robusto e determinato, consapevole di aver esibito tutte le carte in suo possesso, ha deciso su due piedi (uno con l’artrosi), di esibire anche se stessa. Dopo aver chiesto gentilmente ad uno degli agenti di accendere la radio e sintonizzarla su Radio Capital Sexy Music, si è sfilata il pesante golf di pura lana Gatto Infeltrito, si è sbottonata la camicetta modello “niente strap se usi Ace”, e dopo averla tolta l’ha lanciata alla guardia numero uno. Poi si è sfilata la maglia della salute color malattia, gettandola in faccia allo sbigottito agente numero due.


Qualche decina di minuti per sganciare tutti i 29 gancetti del busto ortopedico, con etichetta del Laboratorio Scohl & Iosi, ed è restata in reggipetto Lovebol modello Tuttomol, taglia quarta, che non è semplicemente la IV, ma è una taglia speciale per sostenere tette che, se lasciate libere, partirebbero in quarta verso il pavimento.


A questo punto c’è stato un attimo di smarrimento tra gli agenti, che si sono guardati, in- decisi se porre fine allo strazio o permettere a Domenica di procedere fino alla fine del suo strip. Ma è stato, per l’appunto, solo un attimo: uno strap e anche il reggiseno cementizio è caduto a terra, liberando due monelle vagabonde, ansiose di ottemperare alle leggi della Gravitazione Universale.


“Ok, ok, signora!” avrebbero gridato all’unisono i due agenti


“si rivesta pure, le crediamo, senza altre prove”. Ma l’ufficio della GdF era pieno di spifferi e la signora si era spogliata troppo. Risultato: mentre si chinava a raccogliere il reggiseno, un fulminante colpo della strega l’ha bloccata in modo irreversibile.


Si è reso necessario l’intervento dei soccorritori del 118.


Stefania Marello (NOVEMBRE 2012)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

CICCIOBELLO COMPIE CINQUANT’ANNI


MA A PRIMA VISTA NON SEMBRA CHE SIA CRESCIUTO MOLTO. E FORSE NEANCHE NOI.


Nasce nel 1962 in Italia, ma ha occhi azzurri e capelli biondi da bimbo crucco. Le dimensioni sono quelle di un neonato vero, così come la sua consistenza polposa. Il viso è stato disegnato da uno scultore, che non aveva mai visto un neonato in carne ed os- sa ed era convinto che fossero tutti come i putti della Cappella Sistina.


In breve Cicciobello diventa oggetto del desiderio di ogni bambina dai 3 ai 10 anni (dopo cominciano a sognare cicciobelli d’altro genere). Viene venduto con accessori di serie: culla-seggiolino in polistirolo e ciuccio inseparabile. Il ciuccio di Ciccio è il simbolo della sua natura un po’ carogna: se lo perde comincia a piangere, e non smette finché non lo si apre in due e gli si asportano le batterie.


Cicciobello si afferma subito sul mercato del giocattolo, in Italia e nel mondo, ma ai produttori non basta: nel caso qualche bambina cominciasse ad annoiarsi, e a mostrare interesse verso giochi più intelligenti del vestire, svestire e cullare un pupazzo di gomma, la si inchioda per altre ore di fesserie, regalandole un intero guardaroba di vestitini, il passeggino Cicciogò, il seggiolone Cicciopappa e la culla Ciccionanna. E mentre lei smette gradata- mente di usare il proprio cicciocervello, ecco che arrivano il Ciccionero e il Cicciocinesino (dal nome anticipatorio della filosofia leghista Ciao-Fiu-Lin), promotori della fratellanza tra i popoli e delle adozioni internazionali.


Gli anni passano, i figli crescono, le ragazze studiano e si laureano come i coetanei maschi; il movimento femminista rivendi- ca per le donne il diritto al lavoro, alla contraccezione, al divorzio. Ma Cicciobello non se ne rende conto: vive in un mondo tutto suo.


Anche in una società in forte cambiamento - dicono gli articoli promozionali - nella quale le donne ormai studiano e lavorano come gli uomini, il gioco con la bambola conserva il suo tradizionale significato. Come no, il significato è proprio quello: far passare il messaggio che il tuo futuro di donna, anche se intelligente, colta e laureata, avrà sempre tre priorità non delegabili, da ripetere all’infinito: pappa, cacca, e nanna del tuo bambino.


Negli anni settanta vengono lanciati sul mercato (non quello della Crocetta) la cassettiera Cicciorobe (che costa quasi come una vera, ma molto meno dei mobili Ikea di oggi) e l’indispensabile televisore Teleciccio.


Nel 1973, subito dopo la Fiera del Giocattolo di Norimberga, l’azienda produttrice del Cicciobello sigla con la Russia un ac- cordo di vendita dell’intera linea di fabbricazione, compresi modelli, stampi e macchine. Finalmente anche le bambine russe possono giocare a fare la mamma con la mitica bambola made in Italy! Un segno di cambiamento da non sottovalutare, visto che uno dei pochi pregi dei regimi comunisti era l’assenza di consumismo e di oggetti inutili.


Come nei migliori racconti dell’orrore, nel 1974 Cicciobello si riproduce: arrivano i fratelli replicanti Ciccio Doro e Ciccio buono (a nulla, come gli altri due).


Nel 1979 viene lanciato Ciccinobello (e non Cicciobellino, per rispetto ai liguri), una versione mini, un Ciccio-Puffo alto “due mele o poco più”. L’idea geniale è che, mentre con Cicciobello si gioca in casa, Ciccinobello è perfetto per essere portato a spasso, amico inseparabile negli spostamenti quotidiani. Tanto per chiarire subito che il gioco di fare la mamma non conosce tregua!


Ma la fantasia dei creatori di nuovi Ciccio-modelli è come la retta di Euclide: infinita. Cicciobello Esquimese sfida con spavalderia i primi allarmi sul temibile effetto serra, mentre Cicciobello Rock, vestito da concerto, permette alla bambina, che ha la fortuna di giocare con lui, di parlare nel microfono in dotazione, e ascoltare la propria voce uscire da un piccolo amplificatore situato nella pancia della bambola: un orrore degno del film L’Esorcista. Ma che dico, L’Esorciccio.


Il nostro amico si evolve con i tempi: ora fa nuove cose oltre al solito piangere. Se gli togli il ciuccio finalmente ride: ride di te che, se per disgrazia lo perdi, non riuscirai mai più a farlo smettere di sghignazzare, di giorno e di notte. Un altro fa la pipì, e piange perché vuole essere cambiato. Non si poteva poi fare a meno di Cicciobello Bua, per future mamme ansiose e ipocondriache, né di Cicciobello Lacrime Vere. E gli adulti sono così ammirati da queste straordinarie prestazioni da non accorgersi che la bambina piange le sue, di lacrime vere, perché vuole una buona volta cambiare giocattolo.


Nuovi incubi popolano i sogni delle bambine in quegli anni, e i Consultori di Psichiatria Infantile conoscono una improvvisa popolarità.


Alle soglie del terzo millennio, visto l’enorme successo di questo bambolotto inossidabile, galleggiante come un turacciolo sulle onde travolgenti di congiunture, guerre, crisi politiche ed economiche, si moltiplicano i tentativi di imitazione e nasce il Cicciobello Taroc.


Dagli anni novanta in poi c’è stata la svolta generazionale: molte mamme, che avevano giocato da piccole con il mostro, lo regalano alle loro bambine. Come affermano psicologi e pedagogisti, se hai subito violenze da bambino sei destinato a perpetrarle a tua volta come genitore.


Ci scusiamo con i lettori, ma dobbiamo interrompere l’articolo, perché sta suonando insistentemente un cellulare... Pronto... Chi? Parla Cicciobello MyPhone? Ah, dal suo telefonino touch screen... cerca la sua mammina?


Ci dispiace, bambina, ora non ti servirà a niente nasconderlo sotto la biancheria sporca, soffocarlo con i cuscini, buttarlo dal balcone: con il suo cellulare, con contratto tutto-gratis-incluso- per-sempre, potrà chiamare i soccorsi e denunciarti per abbandono di minore. Un minore di cinquant’anni.



Stefania Cicciomarello - ACC (DICEMBRE 2012)



AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

I COMMENTI DI NONNO ABEFFARDO (ciucalone ma gagliardo)



Bologna toglie la tassa sui rifiuti a chi adotta un cane.
Con l’impegno di non buttare subito il cane nei rifiuti.


Nessun risarcimento a chi diventa padre attraverso l’inganno.

Giusto: avrebbe dovuto prendere precauzioni comunque.


Elisabetta Canalis beve il caffè nuda nella sua stanza d’hotel.

Distrattamente, prima ha convocato giornalisti e fotografi.


È made in Italy la mano bionica che sente gli oggetti.

Anche quelli da maneggiare con cura, per operazioni “fai da te”?


Balotelli riconosce Pia, la bimba avuta da Raffaella Fico.
Di nuovo, e dopo tutto questo tempo? Certo che ha poca memoria...


La Cassazione legalizza gli insulti alla suocera: dire vipera non è reato.

Tuttavia, suggerisce di stare a debita distanza dai denti veleniferi.


Coldiretti avvisa che la crisi porta in tavola cibi scaduti a sei italiani su dieci.

Quei sei che possono ancora permettersi di comprarli in svendita?


Se il matrimonio non è “consumato” da anni, lui può andare via con l’amante.
Così, lei può finalmente ospitare il proprio, in santa pace.


Allarme per le farmacie genovesi: il 45% è a rischio insolvenza. Farmacie in crisi?
Comincio a credere alla chiacchierata tirchieria dei liguri.


La rivoluzione 2.0 arriva negli ospedali veneti: steward e Wi-Fi al pronto soccorso.

Niente hostess?


Elogio della lentezza: gli allevamenti di lumache non conoscono crisi.

Ma dovranno dotarsi di sistemi di sicurezza per proteggersi dagli italiani affamati.


Esami 2014: greco al Classico, matematica allo Scientifico, lingua straniera al Linguistico.

Sono scelte azzardate e controtendenza, che nessuno si sarebbe mai aspettato!


George Clooney boccia Twitter. “È orribile. La sera bevo un drink, chissà cosa potrei scrivere”.

Adesso ho capito perché tutti i giorni scrivo chilometri di sciocchezze.


from Italov (Maggio 2014)




AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

IERI OGGI DOMANI I NUOVI FORNITORI DI DISSERVIZI


Eravamo, siamo, e saremo bombardati da individui, sempre più aggressivi, che ci vogliono far cambiare il nostro attuale fornitore di disservizi (telefono fisso e mobile, elettricità, gas...), per sostituirglisi PRODItoriamente, promettendo mari e monti, fantastiche promozioni, sconti favolosi sulle tariffe, e solitamente - o subito o poco dopo - dimostrarsi uguali, se ci va bene, ma nella maggior parte dei casi peggiori del fornitore precedente. Per non parlare degli inevitabili disagi dovuti al cambio di operatore, come la perdita della domiciliazione bancaria delle bollette, i costi di chiusura del contratto, l’ennesima comunicazione dei dati catastali dell’appartamento e l’impossibilità di ottenere chiarimenti o soluzioni dagli operatori dei numeri verdi.


IERI

Ti telefonano a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Devi stare attento a non dire “sì” (non a caso iniziano sempre dicendo: parlo con?), perché ti ritrovi a tua insaputa fortunato e complimentato utente di non sai quale compagnia di disservizi.

Promettono qualcosa di esageratamente migliore a un prezzo decisamente inferiore. Promettono di eliminare il CANONE del concorrente, senza dirti che lo sostituiranno con una tassa di pari importo con un nome di loro fantasia.

Ti propongono di bloccare la tariffa per un anno, ed esattamente un anno dopo avrai l’aumento del 15%, se ti va bene. Se cambi ma ti accorgi di essere stato buggerato, se non sei più che competente e combattivo inizia per te una via crucis che ti porterà a piangere lacrime amare.



OGGI

Non contenti di frantumarteli telefonicamente, si presentano all’uscio.

Sono bande di ragazzotti aggressivi, dai metodi sbrigativi (che si mantengono fregando il maggior numero possibile di polli, a cottimo), che non si fanno scrupoli di minacciare i nonni se non li fanno entrare in casa, e se non sono più che pronti a mostrare loro le bollette.

Mostrare le bollette serve a far memorizzare loro il numero di abbonamento, che utilizzeranno a tua insaputa per farti “prigioniero” del tuo nuovo fornitore di disservizi. Se non apri ti blandiscono: “Ha già la nuova tariffa?”, “Le hanno già applicato lo sconto? Mi mostri una bolletta, così controlliamo”. E qualcuno ci casca, apre, ed è fottuto.

Tuttavia, sia chiaro che non ti stanno derubando: ti stanno solo truffando.

Da rimpiangere i ladri veri, limpidi, semplici, che suonano il campanello al solo scopo di rubacchiarti gli spiccioli superstiti della pensione.



DOMANI

Gli eventi si susseguono in un crescendo horror in stile Dario Argento.

Due giovani donne, avvenenti quanto aggressive, abbigliate stile Dark Lady, suonano alla porta. Non aprire non ti servirà a nulla: dallo spioncino ti mostrano il tuo nipotino in lacrime, e ti dicono che è loro ostaggio, poi che ti sarà restituito sano e salvo solo quando avrai firmato il nuovo contratto con Vattelapesca Mercato.

Due uomini in passamontagna e bazooka suonano con insistenza il campanello. Se indugi ad aprire e guardi dallo spioncino chiedendo timidamente “Chi è?” sei fregato: si mettono a colpire la porta con gli scarponi chiodati, intimandoti di aprire e aderire immediatamente al nuovo piano tariffario del tuo nuovo operatore, altrimenti sfonderanno la medesima, e ti obbligheranno ad ascoltare e riascoltare la canzone “Bella ciao” per ore, finchè non chiederai pietà e firmerai.

Ma, con il progredire delle tecnologie informatiche, succederà qualcosa di ancora più orrendo. Usciranno ologrammi giganteschi dallo schermo del tuo computer, del televisore, dei cellulari, degli Smartphone, e di qualunque altra diavoleria tu utilizzi, e se non ne utilizzi usciranno anche dal forno a microonde, dal videocitofono, e dal robot da cucina. Questi ologrammi tridimensionali avranno le turpi fattezze di personaggi spaventosi quali Monti, Fabio Fazio, Fornero, Casaleggio e simili, i quali chiamandoti per nome, con voce cavernosa da oltretomba, ti ordineranno di sottoscrivere la tale offerta, il talaltro contratto, pena la dannazione eterna.

Firma subito, per evitare di perdere il lume della ragione e finire, catatonico, al Reparto Psichiatrico.



CONCLUSIONE

Qualcuno ricorda come stavamo bene tanto tempo fa, quando non esisteva la concorrenza, c’era un unico operatore, monopolista, “cattivo” e inaffidabile, ma nessuno ti rompeva le scatole, e le bollette erano così semplici che stavano su un foglio solo? Ma un brutto giorno arrivarono i decreti Bersani e Letta sulle liberaliz- zazioni della telefonia, dell’elettricità, del gas... E vissero tutti infelici e scontenti.

Italo Miglio e Stephanie Hop-là (MAGGIO 2014)



LA TAMPA

si dissocia fermamente, sdegnosa, dalle tesi enunciate in questo articolo, pubblicate obtorto collo, esclusivamente a seguito di contratti stipulati in epoche remote, ma definiti - dai propri Avvocati - indiscindibili nei secoli dei secoli. Amen.




AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto in Aprile 2013, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

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