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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO IX d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

In questa sezione sono riportati articoli scritti tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC collaborava allegramente con LA TAMPA

È TORINESE L’UOMO PIÙ FORTUNATO DEL MONDO

La fortuna è ceca, e forse neanche di Praga.

È di Hradec Kràlové o di České Budĕjovice.

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I cronisti de LA TAMPA lo hanno individuato dopo mesi di pedinamento ai corrieri espressi: tutti passavano da lui almeno una volta al giorno per la consegna di un gradito omaggio.


Lui può farsi un baffo dell’antico adagio che afferma: “La fortuna è una Dea Bendata, ma la Sfiga ci vede benissimo, e spesso prende la mira anche al buio.”


“Se la fortuna la xè ceca, semo tuti orbi de Praga”, ha sentenziato il nostro fortunello, tradendo le sue ataviche origini del Nordest italico. Per adesso desidera mantenere l’anonimato, per ovvi motivi fiscali. Teme di “vincere” una serie completa di cartelle esattoriali dall’Agenzia delle Entrate, e di conseguenza anche un gigantesco premio alla tombola della Banca Dati di Equitalia.


LA TAMPA, per metterlo a proprio agio, gli ha concesso la possibilità di farsi intervistare indossando un passamontagna per non essere riconosciuto, e con la voce criptata da un dispositivo della National Security Agency americana.


Così, sudando sette camicie sotto il passamontagna indossato in casa, vicino al termosifone, l’uomo nato con la camicia ha dichiarato: “Sono l’uomo più fortunato del mondo! Da quando ho l’ADSL vengo continuamente selezionato: ogni giorno ricevo innumerevoli premi online, pur non avendo mai partecipato ad alcun concorso, e parecchie proposte di finanziamenti, pur non avendone mai richiesti. Addirittura, mi propongono la revisione della rata del finanziamento che non ho. In un periodo in cui farsi prestare soldi da banche e finanziarie è una “Missione Impossibile”, ricevo almeno otto o nove proposte al giorno di finanziamenti a tassi agevolati, in esclusiva per me se accetto immediatamente (sfortuna vuole che non mi servano, e quindi non possa approfittare dell’offerta)”.


Alla domanda: “Pertanto, non solo lei vince quando partecipa, ma viene colpito dalla Dea Bendata pur senza far nulla?” ha risposto: “Certo! Per fare un esempio, l’altro ieri sono stato il decimillesimo visitatore di un sito di articoli sanitari, quindi avrei vinto una protesi d’anca in titanio, con l’unica clausola di sottoscrivere un ordine d’acquisto di due apparecchi acustici digitali, con tecnologia avanzata di elaborazione del suono iCiorgn”.


“Molte aziende mi hanno informato che a loro è piaciuto il mio curriculum, anche se io non ne ho mai inviato uno: anzi, credevo che il curri-culum fosse un’ingiuria in latino.


“Infine, signorine dell’est dai nomi accattivanti come Ekaterina, Ludmila, ma anche Markéta, mi scrivono di aver gradito il mio profilo, anche se io non ho profili. Inoltre, di profilo vengo malissimo, e quindi figuratevi se lo invierei alle signorine dell’est...”.


Ma non è tutto oro ciò che luccica, e il nostro Gastone Paperone - detto “Vinco tuto mi” dagli amici del suo paese - ha un sacco di problemi. Solo negli ultimi tre mesi ha già vinto due Mercedes, una Jeep, tre Smart TV LED da 90 pollici e cinque iPhone 7s ancora in fase di progetto. E, quando questi premi verranno consegnati, non saprà dove metterli, come mantenerli (bollo, assicurazione, canone TV, tessera ricaricabile, ecc.), né come usarli (non ha la patente di guida, non ha l’antenna satellitare, e non capisce un tubo di informatica).


La fortuna sfacciata del nostro amico ha origini famigliari. Pare che anche sua nonna ne sia affetta: l’anziana signora evita accuratamente di “grattare”, o inviare cartoline di partecipazione ai concorsi con i quali si vincono viaggi e meravigliose vacanze. Alla sua età, la sconvolge l’idea di allontanarsi da casa anche solo per l’annuale gita parrocchiale a Pecetto. Figuriamoci partire con l’aereo per qualche paese bellissimo, ma situato nell’altro emisfero! Con la fortuna che si ritrova, potrebbe persino vincere e dover partire.


Il nostro amico fortunello ha anche espresso perplessità su alcune mail inquietanti: se non hai almeno tre livelli di antispam blindati, ricevi (A) infinite proposte di fornitura di vari medicinali che favoriscono la prestazione sessuale del maschio (ma per sua fortuna ritiene che il suo “operare” nel privato sia gagliardo e tosto), e (B) proposte di meccanismi per l’allungamento del pirillo (qui, inorridito, si è rifiutato di dettagliare).


Il signore torinese riconosce di essere l’uomo più fortunato del mondo, perché il web gli è amico. Proprio ieri ha ricevuto una segnalazione che gli ha impedito di compiere un errore irreparabile. Il messaggio recitava: “Attenzione. Se ricevete una mail che vi promette biglietti gratis per il concerto di Gigi D’Alessio, non apritela! POTREBBE CONTENERLI DAVVERO”.

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Marello-Marchiori-Miglio-Cannavò – ACC

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA



VIAGGIA IN FERRARI, POSSIEDE VILLA E YACHT IN COSTA AZZURRA, MA È DAVVERO POVERO


Da un controllo risulta essere indigente sul serio:

guadagna bene, ma spende tutto in benzina e tasse.


Le Fiamme Gialle da mesi erano in attesa di un passo falso, di una mossa azzardata o di un’incauta operazione finanziaria che permettesse di scoprire la fonte del suo reddito, ma nulla è accaduto.


Procedendo con un’accurata ispezione ai libri contabili e ai registri IVA hanno scoperto che era tutto in regola.


Stiamo parlando di un imprenditore tessile delle valli biellesi il cui nome è sotto il più stretto riserbo, per cui è stato reso noto solo il cognome: Ramella (che denomineremo in seguito per motivi di Privacy “Signor R).


A insospettire i finanzieri era questa doppia vita che conduceva il Signor R: possedeva una piccola ritorcitura con 24 dipendenti più una segretaria stabile in ufficio, weekend in villa in Costa Azzurra, yacht di proprietà e Ferrari ultimo modello; per contro conduceva una vita assai modesta facendosi regalare abiti vecchi, ormai fuori moda, e calzature usate dai vicini di casa e dai propri dipendenti, si recava abitualmente alla mensa sociale e la sera raccoglieva cartoni in strada per far quadrare il bilancio.


Dal controllo è emerso che il Signor R ha dichiarato il suo reddito fino all’ultimo centesimo, in realtà sta spendendo tutto ciò che riesce a guadagnare in manutenzione e tasse sulla villa al mare, bollo e assicurazione dell’auto di lusso, rimessaggio dello yacht, per non parlare della vera e propria fortuna sperperata in benzina per la Ferrari e gasolio per l’imbarcazione.


Ora, con l’introduzione di nuove imposte, teme di dover dichiarare bancarotta, nonostante la ditta sia sana e nel pieno della produzione.

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Freddy Marchiori & Paul Rice – ACC (APRILE 2012)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA



PILOTA CON SISTEMI DI COMUNICAZIONE IN PANNE RIESCE AD ATTERRARE GRAZIE A RADIO MARIA


Seguendo le frequenze della radio ha individuato la pista di atterraggio

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Cerrione. Brutta disavventura per il biellese di origini biellesi che si trovava sulle Alpi e stava rientrando da Francoforte con il suo Piper View, un velivolo PA-29 Cheroankeeo, con vetri laterali oscurati, che diventano trasparenti solo acquistando la carta prepagata e infilandola nell’apposita fessura.


All’improvviso i sistemi di navigazione sono andati in panne, così come le radio di bordo, e hanno smesso di trasmettere e ricevere.


Il piccolo velivolo, che viaggiava avvolto dalla fitta nebbia dovuta al clima meteorologicamente autunnale di questi giorni, sembrava destinato a non atterrare, perlomeno non nel modo canonico, quello di solito apprezzato anche dai piloti più temerari e anticonformisti.


Il pilota, un quarantenne di Pray, tale Guido Sevolo, con grande esperienza alle spalle e una brutta esperienza davanti, ormai stava per gettare la spugna, ma non lo fece solo perché sul cruscotto c’era un adesivo con scritto “Vietato gettare oggetti dal finestrino”.


Era ormai preparato al peggio e aveva anche iniziato a recitare al- cune preghiere, quando ha avuto l’illuminazione che gli ha salvato la vita: sintonizzarsi sulle frequenze di Radio Maria, che, a dispetto del nome (Maria, recita il proverbio, tutti la vogliono e nessuno la pia), è l’unica radio che si prende anche in galleria.


In questo caso, più che in galleria si trovava in una galleria del vento, ma incredibilmente aveva trovato, nella sua borsa da viaggio & pilotaggio, la vecchia radiolina con la quale ascoltava il campionato di serie A ai tempi di Maradona e Platini.


Così, triangolando la direzione delle onde radio, con Milano Malpensa e la torre di controllo dell’aeroporto biellese, calcolando il gradiente di volo, dividendo per due, con resto di uno, il nostro eroe, è riuscito a trovare la strada, o per meglio dire, la pista di atterraggio. E quel che conta è che l’ha trovata con le ruote del carrello, non con la fusoliera o con il muso!


Appena toccato terra, il Sevolo, si è precipitato (e ha potuto farlo solo perché non era precipitato prima) al bar dell’aeroporto che, oltre ad essere sempre aperto, dispone di un’ampia e comoda toilette, do- tata di carta igienica finissima e decorata con gli aeroplanini.


Su quanto accaduto in toilette non ha voluto rilasciare dichiarazioni, adducendo il motivo della Privacy.


Ha dichiarato: “Se ora sono ancora qui, devo soprattutto ringraziare Don Bruno, che da bambino mi insegnò a pregare e oggi è successo un miracolo: nell’alto dei cieli sopra le Alpi Biellesi, la Divina Provvidenza e la divina frequenza, mi hanno salvato la vita”.

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M&M – Marchiori & Marello (2014)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA



TORINESE RAPITO DA UN GRUPPO DI ESTREMISTE IN LOTTA PER L’INDIPENDENZA DAI PAESI BASSI

Cooperante sequestrato nelle Antille Olandesi.

Farnesina pronta a pagare riscatto milionario ma lui, da vero eroe, si sacrifica restando in mano alle rapitrici.

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Sembra che il cooperante umanitario rapito la scorsa settimana a Curacao, isola dell’arcipelago delle Antille, sia stato colpito dalla sindrome di Stoccolma, una patologia che porta il rapito a solidarizzare e, in alcuni casi, a provare sentimenti positivi verso i rapitori.


Si tratta del torinese F.C., 55 anni, uomo di grande esperienza che da oltre 30 anni si occupa di aiuti umanitari verso le regioni del mondo più colpite da guerre e carestia e, in particolare, in Somalia, diventata ormai per lui una seconda Patria.


A causa di un errore all’aeroporto di Amsterdam, dove aveva fatto scalo, invece che tornare a Mogadiscio, è finito su un aereo diretto alle Antille Olandesi.


Giunto a Curacao, dopo varie peripezie, secondo alcuni testimoni, pare sia stato avvicinato da almeno quattro ragazze che lo avrebbero prelevato con la forza e costretto a salire su un furgone grigio metallizzato.


Le rapitrici, studentesse universitarie di Amsterdam, rivendicando il rapimento hanno chiesto l’indipendenza dell’isolotto dai Paesi Bassi, postando su un social network alcune foto del cooperante che mostra una copia de “Il Resto del Curacaolino”, noto quotidiano della zona.


Il governo italiano ha fatto sapere che è pronto a sborsare svariati milioni di Euro per riavere al più presto il collaboratore, ma lui, dopo aver valutato per la situazione economica in cui versa il nostro Governo, ha fatto sapere che non intende far sborsare un solo centesimo ai contribuenti italiani, decidendo di rimanere in balìa della rapitrici.


Un autentico eroe che con spirito di sacrificio e abnegazione, è deciso a sopportare ancora a lungo la sua permanenza sul posto per la giusta causa.


Qualora ci fossero volontari interessati a prendere il posto del cooperante rapito, ricordiamo che il prefisso telefonico delle Antille Olandesi è 00599.

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Freddy Marchiori & Paul Rice – ACC (SETTEMBRE 2012)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

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Si noti lo sguardo raccapricciante delle temibili rapitrici in questo selfie che F.C. è riuscito a inviare mentre sveniva a terra.

TUTTI AVREMO DIRITTO A UN’AUTO BLU E A UNA ESCORT


Invece di trattare i politici come cittadini "normali", saremo noi a godere de loro privilegi.


Il mantra che si ripete è sempre lo stesso: “I politici sono cittadini normali, non dovrebbero godere di particolari privilegi e dovrebbero avere gli stessi doveri di fronte alla legge”.


Sappiamo bene che, purtroppo, ciò non corrisponde a realtà, ma vorremmo che, almeno una volta ogni tanto, questi papaveri scendessero sulla terra e si comportassero in maniera normale.


L’unico momento in cui ciò accade è durante la campagna elettorale, un po’ come quegli uccelli migratori che periodicamente ritornano, talvolta anche dopo vent’anni.


Nei giorni che precedono le consultazioni elettorali, improvvisamente essi dismettono i panni del politico altolocato, lasciano l’auto blu in garage e scendono fra la gente con quanto di più umanamente vicino al popolo si possa utilizzare, dal camper alla bicicletta, qualcuno perfino con l’autobus (anche se, a dirla tutta, non obliterano il biglietto e hanno un autista personale).


Quando un politico viene colpito dalla cattiva sorte, l’uomo qualunque prova un senso di rivincita, quasi la soddisfazione di vedere finalmente il privilegiato perdere il suo smalto e diventare uno sfigato come lui. Questo purtroppo è un atteggiamento piuttosto diffuso, ma negativo: non porta a nulla, e non è la strada da perseguire per avere una società più giusta.


L’ACC ha trovato la risposta a questo annoso, dannoso e fastidioso problema: invece di far diventare “normali” i politici, il Governo, con un Decreto Legge urgente, potrebbe concedere a tutti i cittadini gli stessi privilegi dei politici, per almeno un mese all’anno.


Gli italiani potranno pertanto usufruire di auto blu (ne abbiamo 30.000), tessere per accedere gratuitamente al cinema, a teatro, alle strutture sportive e ai centri benessere. Per i maschietti saranno fornite escort (e in questo caso non stiamo parlando di auto) a prezzo speciale, per le gentili signore saranno a disposizione accompagnatori qualificati, trattamenti di bellezza e interventi di chirurgia plastica nelle cliniche più prestigiose.


Ogni sei mesi verrà messo in palio un tesserino da Presidente (del Consiglio, della Camera, del Senato, del CSM, o perfino della Repubblica) e il fortunato estratto potrà anche godere della sospensione di eventuali processi a carico per il semestre in corso.


Grazie a questa soluzione non saranno i politici a sentirsi parte del popolo, ma parte del popolo a sentirsi privilegiata.


Sono ancora da valutare alcuni effetti collaterali negativi di questa ingegnosa soluzione. Psicologi e psichiatri sono già all’opera per studiare nuovi disturbi, che potrebbero affliggere coloro che, trascorsi i sei mesi di privilegio, ricchezza e fama, dovranno rientrare di colpo nei panni del comune cittadino. Si parla già di Sindrome DRAS, ovvero Disperazione da Ritorno alla Sfiga, e della sindrome BIPOL, che non c’entra nulla con il comune disturbo bipolare, ma è semplicemente una forma depressiva per sentirsi doppiamente pollo.

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Freddy Marchiori inspired by Livio Cepollina – ACC (FEBBRAIO 2014)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA


Nella foto: una Escort tedesca quasi blu

ARZILLO NONNETTO TRUFFA UNA GIOVANE ZINGARA


La nomade gli riporta il portafoglio smarrito e lui ne approfitta.

Dalla questura alla questua e viceversa

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PRALUNGO. Questa notizia farà cambiare idea a chi pensa che nei piccoli paesini non succeda mai nulla. La scorsa domenica il Signor G.P., ottantunenne di Pralungo, mentre rientrava dalla messa, un po’ a piedi e un po’ camminando, ha smarrito il portafoglio e, non essendoci la locale stazione dei carabinieri, si è recato in autobus alla questura di Biella.


Sono state messe solo le iniziali del nome, non per motivi di privacy, ma perché, se si scopre chi è, rischia l’arresto per truffa aggravata matricolata (una tipologia di reato recentemente inserita nel Nuovo Codice Penale, con aggiornamenti del Professor A. Zecca Garbugli - Edizioni La Bufala).


Il giorno seguente, presso l’abitazione del Signor G.P. si è presentata una zingara che dimostrava circa venti-quarant’anni, la quale gli riportava il portafoglio rinvenuto in un’aiuola spartitraffico, nei pressi della chiesa comunale, contenente ancora i documenti e oltre duecento euro in contanti.


Lo scaltro anziano signore, nel vedere una nomade giovane e sprovveduta, ha pensato bene di approfittare della sua ingenuità, inventandosi su due piedi la più grande truffa mai concepita al suo paese (anche perché Pralungo non è certo nota per la criminalità).


Ha raccontato alla ragazza che, in base all’antico Codice di Pralungo, quando qualcuno trova un oggetto di valore e lo riporta al proprietario, questi ha diritto di ottenere, dal ritrovante, un compenso pari al 10% del valore dell’oggetto.


La giovane quindi, per paura di essere denunciata per mancato risarcimento a seguito riconsegna di oggetti di valore, ha consegnato all’anziano i 22 euro che nel corso della giornata aveva elemosinato in paese e nei comuni limitrofi.


Solo ieri la zingara, accortasi del raggiro, si è recata in Questura a sporgere denuncia contro semignoti, dato che conosceva solo la faccia (“fas da ulo”, come dicono gli zingari nella loro lingua per definire una persona più abile di loro nel raggiro) e le iniziali del nome, ma non ricordava né le generalità, né la residenza (essendo nomade non riteneva opportuno segnarsi l’indirizzo di una casa fissata a terra e senza ruote).

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Freddy Marchiori & Paul Rice – ACC (APRILE 2013)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA


In caso di necessità rompere il vetro

UNA LETTRICE CI SCRIVE PER PROTESTARE CONTRO L’ORA LEGALE


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Gent.ma Accademia,


spero che mi risponda qualcuno in carne ed ossa, e non un risponditore automatico come nei call center, che ti dice “se vuoi questo premi uno, se vuoi quello premi due, se vuoi quell’altro premi tre…” e così via, finché, quando sei arrivato al nove, non ti ricordi più che cosa ti aveva detto all’uno.


La notte di Pasqua ho fatto come prescrive la legge: alle due, mi sono alzata per sistemare gli orologi. C'è poco da ridere: se non fai così Equiora (una consociata di Equitalia) potrebbe inviarti una bella multa.


Odio l’ora legale: trattasi di un furto legalizzato di un’ora del nostro tempo, e il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo.


Si, lo so che poi ce la restituiscono a ottobre, ma intanto senza interessi: ben sei mesi di interesse ci rubano, alla faccia della legalità.


E poi, vuoi mettere, un’ora di fine marzo, con le rondini, il sole e le colline sono in fiore, con un’ora di fine ottobre, quando piove e fa freddo perché è autunno avanzato, quasi andato a male?


Pensate a quelli che il tempo l’hanno quasi finito, che già devono farselo prestare dalla BCT, la Banca Consecutio Temporum. Pensate al povero Califano, morto proprio il giorno prima, che quell’ora l’ha persa per sempre. E non l’avranno neppure gli eredi.


Pensate ai neonati, che dal giorno di Pasqua piangono, increduli che questa cosa stia succedendo proprio a loro, così innocenti. Sì perché le mamme, già stordite dal parto recente e dalle notti insonni, dal giorno del cambio dell’ora saranno fuori di testa nel tentativo di ricalcolare tutto il piano poppate giornaliero e finiranno con il fare casino e dimenticarsene qualcuna.


Pensate alle pubblicità dei biscotti, dove la famiglia fa colazione con il sole dei tropici che entra dalla finestra, mentre noi, da domenica, facciamo colazione praticamente al buio, poiché le sette sono solo le sei.


Non parliamo poi di muratori e idraulici, che ti fanno il preventivo, ma non specificano mai se la tariffa è 32 euro all’ora legale o all’ora solare.


La prima volta che ho subito un furto orario fu nel 1986, quando, ventenne, andai in un motel, con il fidanzato della mia migliore amica (un figo cosmico, come se ne vedono pochi), pagando per una notte intera, ed era proprio la notte in cui si passava all’ora legale. Ricordo che, per recuperare l’ora perduta, in autunno tornammo insieme al motel; in quell’occasione il cambio orario fu proprio la notte del loro matrimonio. Da allora, ogni autunno vi facciamo ritorno, per fregare un’ora per la camera.


Un saluto da Annamaria* da Torino

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* In realtà io sono Piergelsomina da Verolengo, ma per favore non pubblicate il mio vero nome: non vorrei che la mia migliore amica, leggendo questa lettera, mi riconoscesse.

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Risposta:

Cara Annamaria di Torino: Vedi foto

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(APRILE 2013)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

DOPO IL DIVORZIO BREVE AVREMO QUELLO RAPIDO


Anticamente l’unica forma di divorzio conosciuta era il “Rapidus et ripidus”: il coniuge ripudiato (di solito la moglie, poiché si divorziava dal matrimonio, ma non dal patrimonio) veniva rapidamente spinto in un ripido dirupo.


Gli americani sono stati i primi a inventare il divorzio rapido: vi sono contee in cui si litiga al mattino appena svegli e per l’ora di pranzo si è già ottenuto il divorzio. Volendo, a cena si possono celebrare nuove nozze. Al punto che la definizione ”Stati Uniti” pare derivi proprio dall’elevato numero di separazioni.


Finalmente anche in Italia si parla di divorzio breve, dopo solo quarant’anni dall’introduzione del divorzio canonico, che è lungo, complicato e costoso ancor più del matrimonio. Ma quando la proposta diventerà legge, probabilmente sarà già obsoleto, a causa della trovata geniale e rivoluzionaria, partorita dalle quote rosa dell’Accademia dei Cinque Cereali.


L’idea è quella di fare una cerimonia al contrario, con l’onere e l’onore di reinvitare tutti coloro che avevano presenziato al matrimonio, sacerdote o sindaco compresi.


Alla cerimonia di divorzio seguirebbe il pranzo (o cena) di divorzio. E sarà proprio al ristorante che si potranno discutere gli “alimenti”, un luogo sicuramente più idoneo di un’aula di tribunale. Al termine il sacerdote o il sindaco, che furono i celebranti delle nozze, si trasformeranno in decelebranti e potranno tranquillamente decelebrare l’unione. Basterà firmare un modulo precompilato e il divorzio sarà subito operativo. L’iter amministrativo-giudiziario sarà così semplice che basterà anche solo un assessore, o un impiegato dell’anagrafe, o il messo comunale o un semplice vigile urbano. Per il rito religioso, in assenza del sacerdote, sarà sufficiente un sacrista o una perpetua o una guida scout, o anche un chierichetto che abbia già compiuto quattordici anni. Insomma, chiunque, purché non sia un decerebrato, è in grado di decelebrare un matrimonio.


In questa formula la condizione essenziale è che ci siano tutti, ma proprio tutti coloro che erano stati presenti al matrimonio. Sarà sufficiente l’assenza di una sola persona per compromettere la procedura di divorzio rapido. Perciò sarà più facilmente attuabile in coppie fresche, meglio se appena tornate dalla luna di miele, poiché saranno maggiori le probabilità di radunare nuovamente tutti gli invitati.


Si consiglia perciò alle giovani coppie di non invitare al matrimonio parenti molto anziani, o malati e con già un piede nella fossa, proprio per evitare che anche un solo decesso possa compromettere il futuro divorzio rapido.


I vantaggi tuttavia saranno notevoli: ad esempio i futuri sposi, prima di confermare gli inviti, potrebbero esigere un check medico e un certificato di sana e robusta costituzione. E non chiameranno sacerdoti anziani ad officiare le nozze, e nemmeno l’ottuagenario sindaco, aprendo così la strada ai giovani preti disoccupati e ai giovani assessori di recente nomina.


Se qualcuno degli invitati dovesse opporsi, i divorziandi dovranno convincerlo della necessità del divorzio, mettendosi a litigare furiosamente alla stessa cerimonia o, più tardi, al ristorante. Se ciò non fosse sufficiente, potranno tirarsi in testa qualche piatto o, in casi estremi, esibirsi in un duello cavalleresco con gli spiedini della grigliata ancora roventi. Intanto i soliti bambini si inseguiranno tra i tavoli facendo inciampare i camerieri (che verseranno inevitabilmente il contenuto dei vassoi sulle teste dei commensali), faranno il verso alla zia grassa, cadranno vestiti nella vasca dei pesci rossi del parco e giocheranno a “Centra la scollatura della sposa” con le olive ascolane. I testimoni dello sposo-divorziando taglieranno la cravatta e passeranno a raccogliere soldi per il trasloco dei mobili e l’affitto del nuovo appartamento. Al terzo antipasto gli zii di campagna saranno già tutti ubriachi e canteranno “Rosina dammela, dammela…”. Insomma il divertimento sarà assicurato esattamente come ai matrimoni.

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Kristine & Stephanie – ACC (MAGGIO 2014)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA



DOPO I CONTROLLI A CORTINA E A MILANO BLITZ NELLE FABBRICHE

Agenzia delle Entrate e Finanza controllano le buste paga degli operai


Dagli studi di settore è emerso una delle categorie che vive al di sopra delle proprie possibilità è quella dei lavoratori dipendenti.


Se è vero che ci sono gioiellieri che dichiarano 1000 euro di reddito mensile, ma hanno lo yacht in Costa Azzurra, se è altrettanto vero che dentisti dichiarano 2000 euro di reddito mensile, ma dispongono di villetta con piscina a Porto Cervo, infine, se vero è che grossi imprenditori dichiarano meno di 3000 euro al mese, ma possiedono villaggi turistici alle Cayman… e la lista potrebbe allungarsi a dismisura…


E’ altrettanto vero che il blitz degli uomini dell’Agenzia delle Entrate di concerto con la Guardia di Finanza ha portato a scoperte sconcertanti nel settore del lavoro dipendente e in particolare in quello della classe operaia.


In particolare, dai controlli incrociando gli studi di settore, parecchi operai che guadagnano fino a 1.200 Euro netti mensili è emerso che posseggono BMW, MERCEDES, VOLVO, e SUV di ogni marca, acquisti non giustificati dalle dichiarazioni dei redditi.


Per ora Iniquitalia ha disposto il sequestro di case e di auto (ma non dei finanziamenti per comprarle) in attesa dello sviluppo delle indagini.

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Dal nostro inviato speciale Paolo di Biella (GENNAIO 2012)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA


Un operaio si fa trasportare l’auto di lusso per risparmiare carburante

PER I NON CREDENTI BATTESIMI E CRESIME CON RITO CIVILE


Intanto due scaltri baristi mandano al Comune il conto del rinfresco


In molti comuni italiani i matrimoni con rito civile hanno superato quelli religiosi. Certamente a influire su questo storico sorpasso ci sono le seconde nozze, e talvolta anche le terze o le quarte. Al quinto matrimonio si ha la cittadinanza onoraria di Hollywood e, dopo il decimo, il posto auto garantito davanti agli Studios.


Altro fattore incisivo sulla scelta del rito civile sono i matrimoni fra persone di differente religione. Purtroppo non è ancora possibile sposarsi con il doppio sacerdote (a meno che ci si presenti all’altare già sbronzi, nel qual caso si potranno vedere anche due mogli, quattro anelli, otto testimoni), pertanto si deve scegliere tra l’uno o l’altro rito. Così si finisce quasi sempre per optare per il rito civile. Di gran moda è anche la convivenza che “fa fine e non impegna”, ma questa soluzione viene spesso osteggiata sia dalla Chiesa sia dai comuni, perché non porta soldi nelle casse di entrambi.


Infine contribuiscono al calo dei matrimoni con rito religioso i sempre più frequenti outing verso ateismo e/o agnosticismo


Chi da bambino ha frequentato il catechismo avrà sicuramente imparato che i sacramenti sono sette: Battesimo, Cresima, Eucarestia, Penitenza, Estrema Unzione, Santi Ordini e Matrimonio.


Sette è un numero caro alla numerologia cattolica: pare infatti che anche i dieci comandamenti in origine fossero sette: quello sugli atti impuri e gli ultimi due sono stati inseriti da un frate amanuense burlone nel IX secolo, in fase di ricopiatura.


L’introduzione del rito civile per tutti i sacramenti permetterebbe di introdurne altri, come l’Equitalieucaristia (una sorta di iniziazione al pagamento delle imposte simile alla prima comunione), il funerale concordatario (esiste già quello “in civile” ma, con questa formula, acquisirà valore anche religioso), e la Laica Cresima, senza Vescovo, ma con la presenza di qualche onorevole colluso con la Mafia, nel ruolo di Padrino.


Le prime impartizioni, in via del tutto sperimentale, hanno dato ottimi risultati, ma c’è anche chi ha approfittato della poca chiarezza normativa. Due scaltri baristi, già noti alla redazione de LA TAMPA hanno preparato un rinfresco da mille e una notte per un battesimo tradizionale, inviando la fattura al Sindaco della città. La fattura è stata erroneamente pagata, e sono stati inutili i tentativi del primo cittadino di “girarla” al Vescovo: trattandosi di evidente caso di loro incuria, la Curia non ne risponderà.

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Marchiori assisted by Marello - ACC (LUGLIO 2014)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA


Estrema unzione: basterà una firma, purché l’inchiostro della penna sia nero

Continua...

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