Umorismo di sostegno
PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016
ANNO XI d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ
Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.
SE LA NONNA SBAGLIA CANDEGGIO
Quando i nipotini sono cresciuti, i nonni ritrovano quella libertà e quella pace promesse dal pensionamento. Affrancati dalle fatiche del nonnismo, essi finalmente si rilassano, e a volte si allentano anche i loro neuroni cerebrali, come accade agli elastici vecchi.
Una nonna che conosco, notoriamente seria e affidabile nell’occuparsi dei figli e poi dei nipoti, è stata vittima di questo fenomeno.
Quel giorno nonna Teresa (detta “nonna Vispa” dai nipoti, in onore dell’antica filastrocca) era in attesa dell’idraulico per la riparazione di una perdita in bagno. Aveva spostato in cucina tutta la chincaglieria che normalmente ingombra il bordo del lavandino (dentifricio, deodorante, lacca per capelli, boccette e boccettine, collutorio, sapone liquido, solido, spray…) e li aveva portati in cucina, insieme al bicchier d’acqua con aggiunta di candeggina, nel quale aveva messo a mollo gli spazzolini da denti, per igienizzarli.
Arrivò l’idraulico, un uomo non più giovane ma ancora piacente e simpatico, e Teresa fu distratta dalle sue chiacchiere e dai suoi complimenti. Del resto, gli idraulici hanno da sempre la fama di grandi seduttori.
Terminato il lavoro, Teresa pagò e congedò l’idraulico, e con la mente ancora distratta da pensieri romantici e poco appropriati per una nonna, riportò in bagno gli oggetti che aveva trasferito in cucina, compresi gli spazzolini da denti. Ma il bicchiere pieno d’acqua e candeggina fu dimenticato sul ripiano della cucina.
Galeotto fu l’idraulico, il bicchiere, e chi se lo dimenticò: quando più tardi Teresa ritornò in cucina per bere, afferrò il bicchiere e ne tracannò due sorsate prima di accorgersi che quel liquido trasparente, e stranamente frizzantino, non era la solita acqua minerale.
Nella sua testolina canuta risuonò un allarme così forte da far fischiare le orecchie, ampli-mini compresi. Contemporaneamente sentì bruciare la gola e la lingua, come avesse mangiato del peperoncino. Si sciacquò ripetutamente la bocca con acqua fresca, fece i gargarismi, sputò, tossì, e non sapendo che altro fare, visto che era sola in casa, chiese consiglio alla sua amica Intelligenza Artificiale, che ormai ha residenza fissa su Google. Questa le suggerì di chiamare senza indugio il Centro Antiveleni, neanche fosse stata morsa da un cobra.
Fece dunque il numero, e quando finalmente riuscì a parlare con un essere umano e spiegare il fattaccio, una voce gentile le fece precise domande: sul tipo di candeggina (ma lei non riusciva a leggere i caratteri minuscoli dell’etichetta) e poi sulla concentrazione della candeggina nell’acqua. Non le bastava una risposta approssimativa, voleva un valore percentuale! Ora, se c’è una cosa che Teresa non ha mai capito bene a scuola sono le percentuali: le potete chiedere aiuto per risolvere equazioni, problemi di geometria analitica e di trigonometria, ma non chiedetele quanto costerà il golfino da 75 euro dopo uno sconto del 20%, perché la mettete in seria difficoltà. Alla fine, il verdetto della voce gentile fu imperativo: vada subito al Pronto Soccorso!
Ma la nostra Vispa Teresa ha una sorta di avversione per il Pronto Soccorso. Dopo due esperienze allucinanti a seguito di cadute, aveva promesso a se stessa di non metterci più piede, a meno di aver perso conoscenza ed esservi portata contro la propria volontà.
- Ma io sto bene, che cosa possono farmi al Pronto Soccorso? – osò chiedere alla voce gentile, la quale, molto meno gentile, rispose:
- Di sicuro un otorino le controllerà il danno alla gola, le faranno un elettrocardiogramma (che non si nega a nessuno), poi una gastroscopia, per valutare i danni all’esofago e allo stomaco…
- Tutti questi esami per un sorso di acqua e candeggina? - si stupì Teresa.
- Certo signora - rispose la voce gentile, ormai decisamente irritata - lei ha bevuto un liquido corrosivo!
Ma Teresa non era convinta. Più corrosivo della Vodka polacca che, a quanto dicono, è quasi alcol puro? Eppure, in Russia la tracannano per colazione. Al Pronto Soccorso l’avrebbero tenuta prigioniera per ore, in una bolgia infernale di barelle parcheggiate ovunque, pazienti impazienti, infermieri deliranti, parenti che insultano i medici e gli infermieri deliranti. Avrebbe atteso per ore specialisti impegnati altrove (a salvare vite che ne avevano davvero bisogno) e poi altre ore in attesa di esami invasivi non necessari.
Nel frattempo il mal di gola le era passato completamente, e non aveva alcun altro sintomo.
Decise di cedere il suo posto immaginario al triage a qualcuno che stesse male davvero: consumò una cena leggera, andò a letto, dove dormì tranquillamente tutta la notte, cosa piuttosto insolita per lei, che soffre di insonnia da anni.(*)
Stefania Marello - ACC
(*) Attenzione: non usate gocce di candeggina al posto del vostro solito sonnifero. Chiedete sempre a un medico!

Cin cin con…egrina

Gesto scaramantico di nonna Teresa quando sente nominare il Pronto Soccorso
BAGNI PUBBLICI E IDENTITA' SESSUALE

Dopo aver accettato e riconosciuto le varie identità sessuali, si pone il problema dei bagni pubblici.
Quasi tutti i centri commerciali offrono toilette, oltre che per uomini o donne, anche per i bambini (con accessori ad altezza adeguata) e per i neonati (dotati di fasciatoio).
In alcune città appaiono i primi bagni per uomini, donne, e no gender. Mancano ancora bagni per bisessuali, transessuali, asessuali.
Quali potrebbero essere le soluzioni? Fare molteplici bagni per accontentare ogni genere? Farne uno solo che possa essere utilizzato da tutti?
In questo caso l'analisi dell'Accademia dei Cinque Cereali porta a due differenti ipotesi senza tuttavia sciogliere il nodo.
La prima prevede una differenza sostanziale negli organi che fanno pipì e che possono solo essere di due tipi: maschile o femminile, a prescindere dall'identità sessuale del portatore.
La seconda invece starebbe nel classificare le persone da modo in cui fanno pipì: in piedi o seduti.
Probabilmente sarà impossibile stabilire quale delle due ipotesi possa prevalere, ma di certo la soluzione sta nel fabbricare due tipi di water.
Non bisogna dimenticare gli anziani portatori di pannolone, ormai sempre più numerosi, che non possono, per ovvi motivi, usufruire dei fasciatoi per neonati.
Se non proprio un bagno dedicato, a loro bisognerebbe riservare almeno una cabina, dotata di distributore di pannoloni puliti e smaltitore ecologico di quelli usati, con tecnologia avanzata di abbattimento degli odori.

Bagno per uomini e donne in ascensore: meglio non esser messi sullo stesso piano
HACKER RUBA TELA DI VAN GOGH NEL MUSEO MULTIMEDIALE

Un hacker esperto si sarebbe introdotto nottetempo nella rete intranet del Museo Multimediale, allestito presso lo spazio Lancia a Torino, e avrebbe trafugato un dipinto del grande artista olandese da 6,4 Mb.
L'hacker avrebbe approfittato del favore delle tenebre per agire indisturbato, ma soprattutto del contratto ADSL gratuito, tutto incluso senza limiti, dalle 22 alle 6.
Grande delusione all'apertura del museo stamane, quando centinaia di visitatori hanno scoperto di non poter ammirare uno dei suoi più celebri dipinti.
Si tratterebbe del famoso "Notte stellata", opera del 1889, ispirata dall'urto del suo alluce contro la cassapanca che teneva in camera da letto, che gli fece vedere le stelle per tutta la notte.
Van Gogh infatti era analfabeta, e per questo soleva prendere appunti su tela, dipingendo direttamente gli accadimenti più importanti della sua vita.
Tutti credevano che egli fosse un pazzo squilibrato perché, ad esempio, invece di scrivere la lista della spesa, disegnava cavoli, mele cotogne o semi di girasole invasati. In realtà era soltanto incapace di scrivere.
Tuttavia, le sue liste della spesa sono oggi famose nature morte.


Opera dipinta in una serata di luna storta

Un appunto per ricordarsi di andare dal barbiere
LA MOSCA COCCHIERA IN PILLOLE

IN PILLOLE
L’oggetto più pericoloso della casa è la spugna da cucina. È umida, calda e piena di residui di cibo. Ed è l’ambiente ideale per i batteri. Uno studio del microbiologo tedesco Markus Egert ha rilevato fino a 362 specie di microbi e una densità batterica di 54 miliardi di organismi per centimetro quadrato, pari a quella in un campione di feci umane. Una ricerca della Duke University ha dimostrato che la presenza di pori crea nicchie perfette per i batteri, favorendo la crescita microbica. I batteri sono ovunque: sulla pelle, nel terreno, e nell’aria. Non tutti sono dannosi: molti svolgono funzioni vitali. La domanda importante: dobbiamo preoccuparci dei batteri presenti nelle spugne? Secondo Egert sono stati trovati solo batteri potenzialmente patogeni che possono essere pericolosi per le persone con un sistema immunitario debole, come anziani o bambini, ma non per le persone sane. E la maggioranza dei batteri presenti nelle spugne è dunque innocua, e causa solo il cattivo odore del materiale, nel tempo. Gli studiosi hanno scoperto che solo l’1-2% conteneva batteri collegati a intossicazioni alimentari nell’uomo. E, dove presenti, i patogeni più dannosi erano comunque in numero esiguo. La grande maggioranza dei batteri sulle spugne non causa malattie: si limitano a provocare cattivi odori, Come vanno pulite, le spugne? Il microonde o la lavastoviglie riducono la carica batterica persino più dell’ammollo nella candeggina, ma selezionano i ceppi batterici più resistenti rendendo l’efficacia del lavaggio sempre minore con il passare del tempo. Acqua bollente e disinfettante eliminano quasi tutti i microbi, ma nulla possono contro quelli protetti da pellicole vischiose. Tuttavia, questo metodo si rivela efficace nel ridurre la carica di batteri pericolosi, come la salmonella. Un rimedio può essere utilizzare spazzole da cucina. Solveig Langsrud, scienziata dell’Istituto norvegese di ricerca alimentare Nofima, ha scoperto che le spazzole contenevano complessivamente molti meno batteri, e si sono rivelate efficaci nel prevenire la proliferazione della salmonella. Anche a detta del microbiologo Markus Egert una spazzola è molto meglio, perché trattiene meno batteri e si asciuga più facilmente. Inoltre, è più facile da pulire. L’infettivologo del San Martino di Genova Matteo Bassetti propone una soluzione più drastica: “Dopo una settimana bisogna buttarle, e cambiarle, perché batteri rimangono all’interno”. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Io suggerisco una soluzione più funzionale, ma definitiva. Acquistare solo cibo take away, e utilizzare piatti, posate e bicchieri compostabili”.

Come evitare le mosche in casa? L’entomologa Jessica Stokes, membro di Royal Entomological Society, spiega come sfruttarne il naturale meccanismo di fuga: “La maggior parte ha una vista molto sviluppata, soprattutto per il movimento. Occorre avvicinarsi lentamente, dall’alto: se percepiscono un pericolo, volano verso l’alto. Il trucco è chiudere le mani qualche centimetro sopra di lei. Sentendosi minacciata, decollerà verso l’alto e finirà tra le mani”. Nei periodi caldi e umidi sembra che ci sia un’epidemia di mosche. I moscerini della frutta, in particolare, sono attratti da fruttiere, lavandini, scarichi, contenitori di rifiuti organici. Per scoraggiarle, Stokes consiglia bucce di agrumi e olio essenziale di menta piperita. L’odore intenso degli agrumi risulta sgradevole agli insetti, e la menta interferisce col loro olfatto, e copre gli odori del cibo che li attirano. Bastano alcune gocce nell’acqua da spruzzare negli infissi, oppure alcuni batuffoli di cotone imbevuti di olio nei punti più problematici. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Ma il rimedio ideale resta lo schiacciamosche semplice”.

TROVATO UN ACCORDO TRA ARCIGAY E ADINOLFI?

L'eterna diatriba tra i conservatori che riconoscono esclusivamente la famiglia tradizionale e i progressisti che vorrebbero il riconoscimento delle famiglie arcobaleno sembra non avere soluzioni.
Forse il problema nasce nella difficoltà a definire esattamente la famiglia tradizionale.
Addirittura sembrerebbe (da un post circolante su Facebook) che Cristiano Malgioglio si sia dichiarato contrario all'adozione di bambini da parte di coppie omossessuali, perché, dice, ogni bambino dovrebbe crescere con un papà e una mamma. Ci auguriamo che sia una delle solite "fake del web", ma in questa miscellanea di molte idee, ma ben confuse, tutto è possibile. È possibile persino che Malgioglio non sappia che la maggior parte dei bambini d'oggi non crescono con un papà e una mamma, ma con i nonni, con le tate, con la vicina di casa e con gli animatori dei centri estivi.
L'Accademia dei Cinque Cereali prova a suggerire una soluzione a questo annoso e complicato problema, sul quale neppure programmi televisivi come "Amici" e "Uomini e Donne" riescono a mettere tutti d'accordo.
Se due adulti consenzienti decidono di intraprendere un percorso di vita insieme, senza danneggiare altri, il problema non dovrebbe porsi, a prescindere dal sesso dei due.
Ma la contesa entra in zona rossa quando si parla di adozioni. C'è chi sostiene che ogni bambino debba necessariamente avere un papà e una mamma, e chi invece reputa che ogni piccola comunità felice possa essere una famiglia, a prescindere dal sesso e dalle caratteristiche di ogni membro.
La soluzione potrebbe essere quella di permettere a coppie omosessuali di adottare figli purché, al momento dell'adozione, venga stabilito, in maniera univoca, chi è il padre e chi è la madre.
Così, se la maestra dirà al bambino "Domani voglio parlare con tua madre" si presenterà il genitore deputato ad assolvere l'incombenza di mamma, senza che la maestra debba ricordarsi se è genitore uno o due.
I vantaggi di comunicazione col figlio sarebbero notevoli. Inoltre, in caso di disaccordo su come crescere i figli, sarebbe più semplice individuare, anche nelle coppie omosessuali, la moglie/mamma, cioè colui o colei che, per tradizione, ha quasi sempre ragione.

Famiglia non proprio… …convenzionale

GANG DI BAMBINI TENTA UNA RAPINA ALLA BANCA DEL GIOCATTOLO

Hanno pianificato per mesi la rapina, probabilmente già dall'inizio dell'anno scolastico in corso. Si tratta di quattro bimbi delle scuole primarie, di età compresa tra i sette e i dieci anni. Uno faceva da palo a bordo di un triciclo, una bimba a bordo di una Ferrari California in scala 1:8 a pedali e altri due piccoli rapinatori su un'auto fuoristrada elettrica con durata batterie ricaricabili.
Armati fino ai denti con pistole ad acqua, fucili a dardi soft e bracciale spara neve, subito dopo l'orario di apertura hanno fatto irruzione alla Banca del Giocattolo. Dapprima hanno tentato di sfondare la vetrina con una Caterpillar 12V radiocomandato finito subito in mille pezzi, optato poi per passare dalla porta principale.
Noncuranti dell'impiegata ultraottantenne addetta allo sportello, hanno arraffato giocattoli di valore come Barbie, Cicciobello, Sapientino, Playmobil, Minions e numerosi articoli griffati "Star Wars".
I tre bimbi terribili hanno trasportato la refurtiva all'esterno utilizzando trolley e zaini della Hot Wings e insieme al complice che attendeva all'esterno col motore elettrico acceso si sono dati alla fuga dileguandosi in pochi istanti.
Sul posto è intervenuta una pattuglia composta da due ragazzini con stella da sceriffo e cappello da cow boy a bordo di una motoretta vintage modello Chip's sempre con propulsione a motore elettrico da 12V, ma non hanno potuto fare altro che raccogliere la denuncia e aprire l'indagine.
Si attendono aggiornamenti nelle prossime ore.

Scilinguagnoli
Il Pensologo letto e rielaborato da Italo Lovrecich
DIMOSTRATA L'ESISTENZA DEL LETTORE DE LA TAMPA
In occasione di un simposio presso l’Aula Magna de LA TAMPA, a Torino, si sono incontrati la Dottoressa Stephanie Hop-là, il Geometra Paul Rice, e il Professor Italo Miglio dell’Accademia dei Cinque Cereali. I tre ricercatori sono stati incidentalmente testimoni oculari (anche se sarebbe più corretto definirli testimoni occhialari, dati i problemi di vista complessivi) dell’esistenza dell’unico autentico lettore de LA TAMPA.
Si parla da tempo, in ambiente giornalistico e accademico, di questo personaggio leggendario, ma finora nessuno l’aveva incontrato personalmente, tanto che si dubitava ormai della sua esistenza.
Invece i tre Accademici, accompagnati dalla loro badante ucraina Sutzina Migliowskaja, ci si sono imbattuti accidentalmente a bordo di un tram. Il signore era vestito elegantemente, e aveva l’aria distinta, quasi distinta centrale. Stava leggendo la penultima pagina di CronacaQui, proprio quella che sfoggia LA TAMPA, il superbo quotidiano di Franco Cannavò.
Immediatamente il signore si è trovato circondato, intervistato e complimentato dai tre Accademici, e ripetutamente fotografato. Ognuno di loro gli ha richiesto più autografi, con dediche per i parenti e gli amici, i quali sono sovente increduli, se non addirittura negazionisti, della sua reale esistenza.
Il gentiluomo, stordito dai flash e dalle strette di mano, ha rischiato di perdere la fermata giusta e di scendere chissà dove. Anche se, riflettendo a posteriori, potrebbe essersi sentito minacciato dagli sconosciuti, ritenendoli “molestatori seriali”, ed avere pertanto preferito scendere immediatamente, per salire sul tram successivo. Gli Accademici, sull’onda del loro entusiasmo, pare abbiano rischiato una denuncia per molestie su mezzo pubblico e stalking reiterato.
Comunque, affacciati ai finestrini, i tre ricercatori hanno salutato a lungo l’uomo che si allontanava di corsa, per poi commentare tra di loro, commossi, l’inatteso e insperato incontro.
La badante Migliowskaja ha avuto il suo da fare, per calmare i suoi dotti ma indisciplinati badati, ed evitare che il conducente allertasse le forze dell’ordine per i presunti reati di scompiglio, gazzarra non autorizzata, schiamazzi e disturbo alla quiete pubblica.
Dubitiamo che il mitico lettore abbia intenzione in futuro di leggere ancora LA TAMPA, e finanche di acquistare CronacaQui. Siamo altresì pronti a scommettere che eviterà i mezzi pubblici: pare che alcuni testimoni, di Genova, lo abbiano visto stracciare l’abbonamento annuale, e incendiarlo con lo Zippo dopo averlo abbondantemente cosparso con il petrolio della ricarica.
Per l’unica foto ricordo pubblicabile è dovuta intervenire una gentile signora, che teneva a bada quattro deliziose fanciulline, la quale, prima di imbracciare la fotocamera, ha dovuto come da prassi giurare fedeltà a LA TAMPA per i prossimi 99 anni.
Ma queste storie di una normale mattinata a Torino by rail poco contano, a confronto con la notizia sensazionale: oltre al Direttore Cannavò, al cronista Cannavò, all’impaginatore Cannavò, ai soci dell’Accademia dei Cinque Cereali, ai loro amici e famigliari (praticamente costretti da lamentose insistenze ad almeno una lettura sommaria dei titoli), il mitico quotidiano umoristico vanta dunque un lettore spontaneo. O, almeno, lo vantava fino al giorno prima del nostro incontro.
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DUE EXTRACOMUNITARI TENTANO DI ACQUISTARE ABBIGLIAMENTO GRIFFATO TAROCCATO CON CARTE DI CREDITO CLONATE
FERMATI DUE SVIZZERI SPROVVISTI DI PERMESSO DI SOGGIORNO
Dietro l’apparente onesta attività di produzione orologi a cucù avevano organizzato una vera e propria associazione a delinquere finalizzata alla clonazione di carte di credito.
Giunti nel novarese dalla vicina Svizzera a bordo di una Barchetta (autovettura Fiat n.d.r.) si erano recati in un minimarket gestito da orientali (probabilmente di Mestre) e hanno tentato di acquistare una serie di capi di abbigliamento di alta moda, completamente taroccati per un valore commerciale di tremila euro (valore reale 250 Euro) utilizzando carte di credito clonate.
La commessa si è insospettita perché sulla carta c’era scritto "Figurine Panini", quindi ha chiamato la Polizia Stradale la quale è intervenuta bloccando i due, in un primo tempo con l’accusa di non aver acquistato né panini, né figurine, contravvenendo alle disposizioni indicate sulla carta, ma incrociando i dati con la Polizia Postale è emerso che le carte erano un autentico falso, per cui, in linea con la logica dell’intervento, sono stati tradotti in carcere da quattro baristi travestiti da poliziotti in occasione della festa di carnevale.


LA STATUA DELLA LIBERTÀ FU MANDATA NEGLI U.S.A. PER ERRORE AL POSTO DELLA TOUR EIFFEL
Per vendicarsi la Francia esporterà negli States trecentomila rotonde alla francese, rendendo inutile il semaforo a cent’anni dalla sua invenzione.
Nonostante siano passati centotrenta anni, i francesi non hanno ancora digerito lo scambio che i loro nonni fecero a vantaggio degli Stati Uniti. La Statua della Libertà infatti fu costruita da tecnici francesi in una località francese nota per le industrie siderurgiche: Dalminé. Alla costruzione partecipò l’ingegner Eiffel, così chiamato perché costruttore anche dell’omonima torre. La Statua fu smontata e messa nei container per essere spedita nella capitale francese, in occasione dell’esposizione mondiale del 1889. Nel frattempo, la Tour che tuttora svetta a Parigi era destinata a New York, come torretta per il bungee jumping sul fiume Hudson, con le stesse modalità. A causa forse dell’errore di un magazziniere dedito all’alcol, i due container sono stati scambiati.
È sin troppo ovvio che la Statua della Libertà dovesse essere destinata ai francesi, ideatori della Liberté, oltre che dell’Égalité e della Fraternité. A proposito di Egalité avrebbero fatto meglio a costruire due statue uguali e due torri Eiffel identiche, per evitare il problema sul nascere (ma anche in questo caso il rischio sarebbe stato di avere due Statue della Libertà negli U.S.A. e due Tour Eiffel in Francia).
Non potendo più rimediare allo scambio hanno puntato sulle potenzialità turistiche: infatti gli americani si recavano a Parigi per ammirare la loro torre e i francesi a New York per vedere la loro statua. Non a caso Parigi e New York sono tra le città più visitate al mondo.
Pare che i francesi abbiamo deciso di vendicarsi rendendo inutile il più grande brevetto americano: il semaforo. Se si sommano le contravvenzioni affibbiate agli automobilisti che non hanno osservato l’indicatore tricolore, possiamo dire che il totale supera il capitale sociale di Apple, Coca-Cola e McDonald’s messi insieme.
Con l’installazione in massa di rotonde alla francese ci saranno meno multe e meno incidenti stradali e, di conseguenza, un calo del PIL americano (Proventi Infrazioni Locali). Per non parlare di migliaia di lavavetri che si ritroveranno disoccupati.
Il primo semaforo fu installato nel 1914 a Cleveland in Ohio, ed era azionato manualmente da un “ghisa” all’interno di una cabina di comando. Solo sei anni dopo fu trasformato in semaforo automatico. Si tratta del primo esempio d’oltreoceano di macchina che ha sostituito l’uomo. Se ne deduce che per quanto un vigile urbano sia vigile, non sarà mai abbastanza vigile da mantenere il suo posto di lavoro.
E indovinate un po’ quale fu la prima città europea a dotarsi di semaforo? Bravi! Fu proprio Parigi.
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Gli inglesi ci avevano già provato con la “Magic Roundabout” nel 1972 (una gigantesca rotatoria che ne contiene cinque più piccole), ma non erano riusciti a rifilarle agli americani perché le auto viaggiavano contromano e non hanno capito come si usano.

LE URNE DECRETANO IL PAREGGIO: CI SARANNO DUE SINDACI
Un risultato elettorale davvero singolare ha generato una pluralità inattesa.
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È accaduto a Ronco di Cossato, una piccola frazione di poche centinaia di anime, staccatasi con referendum simil-ucraino dalla città. Città che peraltro, a causa della secessione, è scesa sotto i 15.000 abitanti.
Le recenti elezioni, le prime nella storia di Ronco, hanno portato a un curioso risultato: pareggio assoluto fra i due candidati a sindaco.
Procediamo con ordine. I due candidati, Eustachio e Piersigismondo Dentice (conosciuti in paese come “I Dentici”), hanno 44 anni, e sono più che parenti, più che fratelli: sono gemelli. Siccome a Ronco non c’è né destra né sinistra, si son candidati entrambi in liste di centro tra loro contrapposte: sono due perfetti estremisti di centro.
Allo spoglio delle schede elettorali il numero di voti conteggiati è stato identico per i due candidati. Così si è deciso, in via del tutto eccezionale, di partecipare al ballottaggio (nonostante a Ronco di Cossato risultino mancanti più di 14.000 abitanti per superare la quota minima di legge necessaria).
Stranamente, il ballottaggio ha nuovamente dato risultato pari. Si vocifera che il presidente del seggio, trovando ovviamente lo stesso cognome su ogni scheda, abbia attribuito i voti una volta a Eustachio e una volta a Piersigismondo, e l’inevitabile risultato è stato il pareggio.
A questo punto, per legge, si sarebbe dovuto eleggere il candidato più anziano. Secondo l’addetto all’anagrafe, il gemello più anziano è quello nato prima, invece secondo i dettami della biologia il più “anziano” è quello nato dopo, in quanto concepito per primo. Allora i due contendenti hanno deciso di giocarsela con una gara podistica, il famoso “Trail della Pianetta”, ma anche lì sono arrivati al traguardo esattamente nello stesso istante, al fotofinish. L’ipotesi di procedere ad un duello rusticano, con i coltelli o altro tipo di arma, è stata fortunatamente scartata, anche per non sporcare il pavimento del palazzo comunale, recentemente ristrutturato: le macchie di sangue sono difficili da pulire.
Si è pertanto deciso di affidarsi al lancio della monetina per decretare il vincitore, ma entrambi hanno scelto testa, e a questo punto il verdetto è stato inequivocabile: sono stati eletti due sindaci, ognuno con la propria giunta.
Purtroppo questo governo a doppia amministrazione non sta dando buoni esiti, infatti a pochi giorni dall’insediamento si sono verificati eventi a dir poco incresciosi per il già traballante bilancio comunale.
Ad esempio, l’assessore alla cultura della Giunta di Eustachio ha acquistato uno stock di libri antichi per la biblioteca, ma il giorno dopo l’assessore di Piersigismondo ha ordinato di mandare al macero i libri più vecchi presenti nella struttura.
L’assessore all’urbanistica e alla viabilità della giunta di Piersigismondo ha fatto realizzare delle stupende aiuole fiorite, ma il giorno seguente il suo omologo della giunta Eustachio le ha fatte asfaltare, nell’ambito di un piano di abbattimento delle barriere architettoniche.
Ma il massimo della confusione si è raggiunto con la differenziazione e lo smaltimento dei rifiuti. I due sindaci si sono rivolti a imprese diverse, che hanno sistemi diversi di raccolta per carta, vetro, plastica, e organico. Così, un mattino i Roncocossatesi si sono trovati un vero rompicapo: una decina di bidoni che riportavano scritte contraddittorie, tipo “Plastica e lattine” - “Metallo e vetro” - - “Plastica biodegradabile” - “Compost antiorganico” - “Umido e morbido” - “Secco parzialmente indifferenziato”, eccetera. Dopo alcuni momenti di sbigottimento, e vivaci discussioni per risolvere l’impossibile rebus, hanno abbandonato i sacchetti sulla piazza del Municipio, con grande gioia di gatti e cani randagi, ratti e piccioni.
È proprio il caso di dire che il buon giorno si vede dal mattino. Del resto, tanto va la volpe all’uva che ci lascia lo zampino. E se son rose sfioriranno. Ma sicuramente non c’è peggior sordo di chi è veramente sordo. Tuttavia, chi va con lo zoppo arriva in ritardo…
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Dove pianteranno le loro bandiere i due sindaci?
LA PENULTIMA FRONTIERA DELLA TELEFONIA È IL SESSO
L'ultima, invece, è una App idrosanitaria
Ha fatto scalpore la sensazionale APP lanciata pochi giorni fa, grazie alla quale sarà possibile trovare un partner entro un’ora, per una sveltina nei dintorni.
Non è fantascienza, ma una semplice tecnologia che sfrutta le opportunità della rete e la potenzialità del GPS. Si apre la APP, si carica la propria foto e la localizzazione; un semplice clic, e per un’ora questo profilo è visibile agli altri utenti collegati, nel raggio di alcuni chilometri di distanza. Il sistema presenta le loro immagini: fatta la scelta, parte una chat, che potrebbe determinare un incontro lampo.
Secondo un recente sondaggio porta a porta, le donne sarebbero in grado di resistere anche un mese senza sesso (e se ne sono accorti personalmente gli stessi sondaggisti), ma non potrebbero mai resistere senza Smartphone (meglio se con vibrazione attivata, per cogliere - è proprio il caso di dirlo - due piccioni con una fava…).
La durata della nuova APP (che qualcuno ha già rinominato Sex APPeal) per la ricerca del partner occasionale è di un’ora, dopodiché i dati saranno automaticamente cancellati e se ne perderà traccia, per ovvi e sacrosanti motivi di privacy.
I dati inseriti saranno ridotti all’osso: niente nome, niente età, niente numeri di telefono; compariranno solo una foto e la posizione. Chiariamo subito, a scanso di equivoci, che per posizione intendiamo le coordinate GPS del luogo nel quale si trova il partner, di sicuro non la sua posizione economica, e tantomeno quella preferita per l’amplesso. Come è noto, la donna è mobile, quindi sarà necessario accorrere tempestivamente e con precisione verso le coordinate indicate, per non rischiare di trovare una partner diversa: è una versione errante del più famoso “scambio di partner”, e una versione più moderna e tecnologica del vecchio “n’do cojo, cojo, l’importante è che lo metto a mojo”.
Certo, le gentili signore e signorine saranno più avvantaggiate da questa APP, perché se la sveltina fosse troppo - come dire - sveltina…, in un’ora avrebbero il tempo di rilevare e approfittare di una nuova posizione attiva e pronta per ogni eventualità. Le più efficienti riusciranno addirittura, nel frattempo, a fare la spesa, passare al bancomat, e postare su Facebook la foto del partner, ottenendo cinque “mi piace”. Le donne - anche questo è noto - sono multitasking.
Utilizzando invece MARRYAPP - il sottosistema per le persone sposate - si potrà disporre di mariti (o mogli) d’occasione, cioè usati. Spesso la formula “usato sicuro” si rivela migliore del nuovo in garanzia, seppure nella vantaggiosa offerta “decimetri zero”.
I più scettici temono di dover passare intere notti in bianco a causa dei soliti disservizi delle compagnie telefoniche. I più ottimisti invece sperano che i malfunzionamenti della rete possano favorire incontri con due o anche tre ragazze contemporaneamente.
Se dovesse proprio andare male, lo Smartphone offre passatempi e giochi di carte, come i famosi solitari, nei quali il “due di picche” viene dato e preso dagli utenti.
Per correttezza d’informazione dobbiamo dire che, durante i test, sono stati rilevati alcuni inconvenienti. Sovente la foto caricata è molto vecchia o è sfocata e, non essendoci né la data di nascita né vaghe notizie sull’era geologica di appartenenza del soggetto, al momento della verità è successo a molti uomini di trovarsi di fronte a carampane decisamente inguardabili. E alcune signore hanno sporto reclamo, perché nella foto il partner sembrava il gemello di Brad Pitt, ma al momento dell’incontro ha esibito articoli quasi in agonia.
Inoltre è emerso un problema imbarazzante, anche se in casi rari: il partner è risultato essere persona conosciuta, come una ex-compagna di scuola moralista e spocchiosa, o il capufficio di specchiata virtù. Per non parlare dei casi dolorosi, e pare non siano pochi, nei quali si constata con amarezza che il partner occasionale di sesso clandestino è il proprio partner nella vita…
Ai lettori con lo sguardo mandrillino raccomandiamo di non farsi troppe illusioni, perché questa favolosa APP è ormai storia, superata da una più recente, più richiesta, e di maggior successo.
Si tratta nientemeno che di una applicazione che individua un idraulico o un elettricista, il quale si presenta all’uscio di casa vostra entro un’ora.
Questa sarà indubbiamente l’applicazione che rivoluzionerà il mondo, perché se trascorrere un’oretta in compagnia di una bella e sconosciuta ragazza, senza implicazioni sentimentali, è il sogno proibito di molti, trovare un tecnico durante un’emergenza idraulica, che sia disponibile in tempo ragionevoli e a costi non proibitivi, è un incubo che, prima o poi capita a tutti.
Ah, dimenticavo… le signore (che sono multitasking, ricordate?) riusciranno all’occorrenza ad abbinare l’opzione di lavoro di professionista della manutenzione a quello altrettanto soddisfacente di fornitore di prestazioni connesse. Il tutto, comodamente a domicilio e a basso costo.
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A causa di un bug la App prende "sax" per "sex"

CONFUTATA LA TEORIA EVOLUZIONISTICA DARWINIANA
Studio a cura dell'Università di Pensologia di Torino
Secondo Darwin ogni specie si somiglia perché ha un antenato comune,
ma è altrettanto vero che non siamo tutti uguali.
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Da recenti studi del Dipartimento di Scienze Superflue della Facoltà di Pensologia del Piemonte Orientale, in collaborazione con l’Accademia dei Cinque Cereali, sono emerse alcune pesanti e significative incongruenze pratiche sulla teoria del padre dell’evoluzione.
Secondo il buon Charles Darwin i membri di uno stesso gruppo si assomigliano perché si sono evoluti da un antenato comune, ma è sufficiente guardarsi intorno per capire che non tutti siamo uguali e che qualcuno è più uguale degli altri.
Basti pensare, ad esempio, alla differenza intellettuale tra Rita Levi Montalcini e Cristina del Grande Fratello prima edizione; o ancora alla diseguaglianza tra Antonio Cassano e Alessia Marcuzzi, massima esperta italiana nel settore del bifidus actis regularis, per non parlare del paragone tra Marzullo e Belen.
Chi dice che ci siamo evoluti dalle scimmie, chi pensa che deriviamo dai pesci, chi sostiene che deriviamo dagli anfibi… hanno tutti ragione e hanno tutti torto!
Dobbiamo farcene una ragione: siamo assolutamente diversi gli uni dagli altri perché ci siamo evoluti da antenati differenti.
Ogni individuo si è evoluto da un animale diverso, basti pensare alla cerchia delle proprie conoscenze e certamente penserete un amico che si, senza ombra di dubbio, evoluto da un asino, oppure avrete un vicino di casa chiaramente derivato da una scimmia, oppure un parente evolutosi da un serpentello, o che dire di un collega di lavoro evidentemente da una pecora? O, ancora, la segretaria proveniente dall’evoluzione di una mucca? E il capufficio pro-bis-tris-nipote di uno squalo, dove lo mettiamo?
È sufficiente osservare attentamente i risultati dell’evoluzione della specie umana per confutare la teoria del buon vecchio Charles…
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I-DENTICI: pesci famosi per essere tutti uguali fra di loro
È TORINESE L’UOMO PIÙ FORTUNATO DEL MONDO
La fortuna è ceca, e forse neanche di Praga.
È di Hradec Kràlové o di České Budĕjovice.
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I cronisti de LA TAMPA lo hanno individuato dopo mesi di pedinamento ai corrieri espressi: tutti passavano da lui almeno una volta al giorno per la consegna di un gradito omaggio.
Lui può farsi un baffo dell’antico adagio che afferma: “La fortuna è una Dea Bendata, ma la Sfiga ci vede benissimo, e spesso prende la mira anche al buio.”
“Se la fortuna la xè ceca, semo tuti orbi de Praga”, ha sentenziato il nostro fortunello, tradendo le sue ataviche origini del Nordest italico. Per adesso desidera mantenere l’anonimato, per ovvi motivi fiscali. Teme di “vincere” una serie completa di cartelle esattoriali dall’Agenzia delle Entrate, e di conseguenza anche un gigantesco premio alla tombola della Banca Dati di Equitalia.
LA TAMPA, per metterlo a proprio agio, gli ha concesso la possibilità di farsi intervistare indossando un passamontagna per non essere riconosciuto, e con la voce criptata da un dispositivo della National Security Agency americana.
Così, sudando sette camicie sotto il passamontagna indossato in casa, vicino al termosifone, l’uomo nato con la camicia ha dichiarato: “Sono l’uomo più fortunato del mondo! Da quando ho l’ADSL vengo continuamente selezionato: ogni giorno ricevo innumerevoli premi online, pur non avendo mai partecipato ad alcun concorso, e parecchie proposte di finanziamenti, pur non avendone mai richiesti. Addirittura, mi propongono la revisione della rata del finanziamento che non ho. In un periodo in cui farsi prestare soldi da banche e finanziarie è una “Missione Impossibile”, ricevo almeno otto o nove proposte al giorno di finanziamenti a tassi agevolati, in esclusiva per me se accetto immediatamente (sfortuna vuole che non mi servano, e quindi non possa approfittare dell’offerta)”.
Alla domanda: “Pertanto, non solo lei vince quando partecipa, ma viene colpito dalla Dea Bendata pur senza far nulla?” ha risposto: “Certo! Per fare un esempio, l’altro ieri sono stato il decimillesimo visitatore di un sito di articoli sanitari, quindi avrei vinto una protesi d’anca in titanio, con l’unica clausola di sottoscrivere un ordine d’acquisto di due apparecchi acustici digitali, con tecnologia avanzata di elaborazione del suono iCiorgn”.
“Molte aziende mi hanno informato che a loro è piaciuto il mio curriculum, anche se io non ne ho mai inviato uno: anzi, credevo che il curri-culum fosse un’ingiuria in latino.
“Infine, signorine dell’est dai nomi accattivanti come Ekaterina, Ludmila, ma anche Markéta, mi scrivono di aver gradito il mio profilo, anche se io non ho profili. Inoltre, di profilo vengo malissimo, e quindi figuratevi se lo invierei alle signorine dell’est...”.
Ma non è tutto oro ciò che luccica, e il nostro Gastone Paperone - detto “Vinco tuto mi” dagli amici del suo paese - ha un sacco di problemi. Solo negli ultimi tre mesi ha già vinto due Mercedes, una Jeep, tre Smart TV LED da 90 pollici e cinque iPhone 7s ancora in fase di progetto. E, quando questi premi verranno consegnati, non saprà dove metterli, come mantenerli (bollo, assicurazione, canone TV, tessera ricaricabile, ecc.), né come usarli (non ha la patente di guida, non ha l’antenna satellitare, e non capisce un tubo di informatica).
La fortuna sfacciata del nostro amico ha origini famigliari. Pare che anche sua nonna ne sia affetta: l’anziana signora evita accuratamente di “grattare”, o inviare cartoline di partecipazione ai concorsi con i quali si vincono viaggi e meravigliose vacanze. Alla sua età, la sconvolge l’idea di allontanarsi da casa anche solo per l’annuale gita parrocchiale a Pecetto. Figuriamoci partire con l’aereo per qualche paese bellissimo, ma situato nell’altro emisfero! Con la fortuna che si ritrova, potrebbe persino vincere e dover partire.
Il nostro amico fortunello ha anche espresso perplessità su alcune mail inquietanti: se non hai almeno tre livelli di antispam blindati, ricevi (A) infinite proposte di fornitura di vari medicinali che favoriscono la prestazione sessuale del maschio (ma per sua fortuna ritiene che il suo “operare” nel privato sia gagliardo e tosto), e (B) proposte di meccanismi per l’allungamento del pirillo (qui, inorridito, si è rifiutato di dettagliare).
Il signore torinese riconosce di essere l’uomo più fortunato del mondo, perché il web gli è amico. Proprio ieri ha ricevuto una segnalazione che gli ha impedito di compiere un errore irreparabile. Il messaggio recitava: “Attenzione. Se ricevete una mail che vi promette biglietti gratis per il concerto di Gigi D’Alessio, non apritela! POTREBBE CONTENERLI DAVVERO”.
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VIAGGIA IN FERRARI, POSSIEDE VILLA E YACHT IN COSTA AZZURRA, MA È DAVVERO POVERO
Da un controllo risulta essere indigente sul serio:
guadagna bene, ma spende tutto in benzina e tasse.
Le Fiamme Gialle da mesi erano in attesa di un passo falso, di una mossa azzardata o di un’incauta operazione finanziaria che permettesse di scoprire la fonte del suo reddito, ma nulla è accaduto.
Procedendo con un’accurata ispezione ai libri contabili e ai registri IVA hanno scoperto che era tutto in regola.
Stiamo parlando di un imprenditore tessile delle valli biellesi il cui nome è sotto il più stretto riserbo, per cui è stato reso noto solo il cognome: Ramella (che denomineremo in seguito per motivi di Privacy “Signor R).
A insospettire i finanzieri era questa doppia vita che conduceva il Signor R: possedeva una piccola ritorcitura con 24 dipendenti più una segretaria stabile in ufficio, weekend in villa in Costa Azzurra, yacht di proprietà e Ferrari ultimo modello; per contro conduceva una vita assai modesta facendosi regalare abiti vecchi, ormai fuori moda, e calzature usate dai vicini di casa e dai propri dipendenti, si recava abitualmente alla mensa sociale e la sera raccoglieva cartoni in strada per far quadrare il bilancio.
Dal controllo è emerso che il Signor R ha dichiarato il suo reddito fino all’ultimo centesimo, in realtà sta spendendo tutto ciò che riesce a guadagnare in manutenzione e tasse sulla villa al mare, bollo e assicurazione dell’auto di lusso, rimessaggio dello yacht, per non parlare della vera e propria fortuna sperperata in benzina per la Ferrari e gasolio per l’imbarcazione.
Ora, con l’introduzione di nuove imposte, teme di dover dichiarare bancarotta, nonostante la ditta sia sana e nel pieno della produzione.

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

PILOTA CON SISTEMI DI COMUNICAZIONE IN PANNE RIESCE AD ATTERRARE GRAZIE A RADIO MARIA
Seguendo le frequenze della radio ha individuato la pista di atterraggio
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Cerrione. Brutta disavventura per il biellese di origini biellesi che si trovava sulle Alpi e stava rientrando da Francoforte con il suo Piper View, un velivolo PA-29 Cheroankeeo, con vetri laterali oscurati, che diventano trasparenti solo acquistando la carta prepagata e infilandola nell’apposita fessura.
All’improvviso i sistemi di navigazione sono andati in panne, così come le radio di bordo, e hanno smesso di trasmettere e ricevere.
Il piccolo velivolo, che viaggiava avvolto dalla fitta nebbia dovuta al clima meteorologicamente autunnale di questi giorni, sembrava destinato a non atterrare, perlomeno non nel modo canonico, quello di solito apprezzato anche dai piloti più temerari e anticonformisti.
Il pilota, un quarantenne di Pray, tale Guido Sevolo, con grande esperienza alle spalle e una brutta esperienza davanti, ormai stava per gettare la spugna, ma non lo fece solo perché sul cruscotto c’era un adesivo con scritto “Vietato gettare oggetti dal finestrino”.
Era ormai preparato al peggio e aveva anche iniziato a recitare al- cune preghiere, quando ha avuto l’illuminazione che gli ha salvato la vita: sintonizzarsi sulle frequenze di Radio Maria, che, a dispetto del nome (Maria, recita il proverbio, tutti la vogliono e nessuno la pia), è l’unica radio che si prende anche in galleria.
In questo caso, più che in galleria si trovava in una galleria del vento, ma incredibilmente aveva trovato, nella sua borsa da viaggio & pilotaggio, la vecchia radiolina con la quale ascoltava il campionato di serie A ai tempi di Maradona e Platini.
Così, triangolando la direzione delle onde radio, con Milano Malpensa e la torre di controllo dell’aeroporto biellese, calcolando il gradiente di volo, dividendo per due, con resto di uno, il nostro eroe, è riuscito a trovare la strada, o per meglio dire, la pista di atterraggio. E quel che conta è che l’ha trovata con le ruote del carrello, non con la fusoliera o con il muso!
Appena toccato terra, il Sevolo, si è precipitato (e ha potuto farlo solo perché non era precipitato prima) al bar dell’aeroporto che, oltre ad essere sempre aperto, dispone di un’ampia e comoda toilette, do- tata di carta igienica finissima e decorata con gli aeroplanini.
Su quanto accaduto in toilette non ha voluto rilasciare dichiarazioni, adducendo il motivo della Privacy.
Ha dichiarato: “Se ora sono ancora qui, devo soprattutto ringraziare Don Bruno, che da bambino mi insegnò a pregare e oggi è successo un miracolo: nell’alto dei cieli sopra le Alpi Biellesi, la Divina Provvidenza e la divina frequenza, mi hanno salvato la vita”.
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