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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO XI d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

“AMMAZZA OH”



DOPO AMAZON, IN ARRIVO “AMMAZZA OH” LA PIATTAFORMA CHE STUPISCE I BOOMER




Digitale o analogico? Questo è il dilemma.


Certo, la tecnologia porta sicuramente grandi vantaggi, ma occorrono tempi i tecnici per affrontare l’impatto sulla quotidianità portati da questi innovativi e repentini cambiamenti.


Se per un giovane della Generazione Z o per un ragazzino della generazione Alpha, è normale effettuare pagamenti tramite transazioni digitali col cellulare e acquistare biglietti ferroviari con apposita App, la loro bisnonna ultranovantenne che vive presso una residenza per anziani, con molta probabilità, non avrà lo SPID e non saprà che, prima di scegliere il luogo dove vivere gli ultimi anni, avrebbe potuto consultarne le recensioni su Google.


Come in ogni situazione ove avviene un cambiamento, non esiste un approccio corretto e uno sbagliato, dipende dalla situazione e dal caso specifico.


Per le persone di mezza età, è normale pagare il caffè al bar in contanti, ma nessuno si sognerebbe versare una somma importante come l’affitto di casa o lo stipendio di un proprio dipendente in contanti.


Per venire incontro all’esigenza degli ultracinquantenni di semplificare la vita in un mondo sempre più “smart” nasce una piattaforma di e-commerce ibrida, che unisce il classico al moderno, fondendo il mondo analogico a quello digitale.


Grazie a questa trovata dell’Università di Pensologia di Torino, i nostalgici degli anni ’70 – ’80, potranno effettuare acquisti in tutta tranquillità, con le garanzie che offre l’era digitale.


Sarà possibile fare shopping off-line, andando di persona al deposito “Ammazza Oh”, e scegliere la merce letteralmente toccandola con mano, non attraverso lo schermo di un telefono o di un computer, fidandosi ciecamente di descrizioni e recensioni.


Dopo aver deciso cosa acquistare, l’ultracinquantenne, rientrerà a casa e invierà una busta chiusa con francobolli pari al valore dell’acquisto, esattamente come facevano da bambini per ordinare le figurine a completamento di un album.


In tal modo verranno bypassate le fastidiose carte di credito e i pagamenti digitali con le irritanti password necessarie alla formalizzazione della transazione.


Non appena l’ufficio preposto di “ammazza oh” riceverà la busta con i francobolli, farà recapitare a casa la merce acquistata con corriere camionistico lento in soli 5-7 giorni lavorativi.


Questo metodo, in grado di unire tecnologia e innovazione al classico metodo commerciale del XX secolo, sta trovando largo consenso, non solo tra le persone mature, ma anche fra i giovani quarantenni.


L’unica pecca è che, nell’era della posta elettronica, pochi ricordano come debba essere affrancata una busta cartacea contenente francobolli.


Paul Rice - ACC



La sede di ammazza oh presso Tribolate sul Serio, facilmente raggiungibile da tutta Italia, isole comprese.

EX OPERAIO FIAT POTREBBE COMPRARE RONALDO




Un pensionato, ex operaio della Fiat Mirafiori, residente a Torino, ma alla Barriera di Milano, ha vinto alla sala slot una ingente somma di denaro. Si tratta sicuramente della più alta vincita mai avvenuta in Italia e, secondo alcune indiscrezioni, ammonterebbe ad alcune decine di milioni di Euro.


Appassionato di calcio e tifoso juventino, sembra che il fortunato vincitore abbia lanciato un'offerta per l'acquisto di Cristiano Ronaldo.


Certo, con la somma vinta sarebbe possibile solo un acquisto in comproprietà per una quota del 10, massimo 15% con la società bianconera, ma comunque sufficiente a poter usufruire dei servigi del calciatore per almeno un giorno la settimana.


Così Ronaldo potrebbe essere a disposizione della famiglia del pensionato il lunedì, giorno tradizionalmente libero per i calciatori (salvo posticipi di campionato). Gli incarichi potrebbero essere svariati: taglio dell'erba in giardino, lavaggio auto, addetto alla cucina e lavapiatti.


La sera potrebbe occuparsi, come badante, della mamma quasi centenaria, permettendo così al pensionato di portare la moglie a cena e trascorrere un paio d'ore in serenità.


La moglie del pensionato però non sarebbe del tutto d'accordo. Con lo spirito economico-pratico che di solito contraddistingue le donne, la signora è convinta che questi servizi non sfruttino pienamente il potenziale di un calciatore così dotato.


Immaginandolo mentre passa il tosaerba sul prato, a torso nudo sotto il sole, atletico e con i muscoli sudati in evidenza, la signora deve aver pensato ad un modo completamente diverso di utilizzare le doti di un uomo come lui, doti che nessun altro, tantomeno il marito, avrebbe...


Insomma, ogni lunedì sera Ronaldo potrebbe allenare il nipotino del pensionato, un ragazzino di otto anni appassionato di football che, al settimo cielo per l'incredibile opportunità, non sta nella pelle all'idea di una scuola calcio di così alto livello.


Gli amici del circolo del tressette si stanno già organizzando per fare indossare a Cristiano una maglietta con i colori del circolo e lo sponsor del tabaccaio del quartiere.


LA MOSCA COCCHIERA IN PILLOLE



IN PILLOLE


L’ora legale non fa male. Lo studio, del 2025, che collegò il cambio stagionale dell’ora ai gravi rischi per la salute, sarebbe il risultato di un errore metodologico. Lo sostengono José Maria Martin Olalla dell’Universidad de Sevilla, e Jorge Mira Pe’rez dell’Universidad de Santiago de Compostela, su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). Hanno riesaminato il modello utilizzato nello studio originale, firmato da Lara Weed e Jamie M. Zeitzer, della Stanford University, che associava il cambio dell’ora a effetti negativi quali infarti, ictus e obesità. Sembra che l’errore fu nel modo di calcolare gli aggiustamenti del ritmo circadiano rispetto al ciclo giorno-notte: “Quello che venne interpretato evidenza scientifica contro il cambio di ora si rivela adesso un’illusione matematica. Il modello somma sempre i valori assoluti degli aggiustamenti giornalieri senza considerare la loro direzione”. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “La Dottoressa Stephanie Hop-là, Dipartimento torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino, rifiuta signorilmente di fare un commento”.



aschi, allenate i glutei. Negli Stati Uniti aumenta tra gli uomini l’attenzione per glutei e parte inferiore del corpo: un cambiamento che sta modificando allenamenti, obiettivi estetici, e approccio al benessere fisico. Se negli anni ’90 dominavano gli addominali scolpiti, e nei decenni successivi la ricerca di braccia voluminose e vita stretta, molti uomini puntano su gambe forti e glutei sviluppati. Hip thrust, squat, affondi laterali e StairMaster fanno parte delle routine quotidiane, e l’obiettivo non è solo estetico, ma legato a salute, postura e invecchiamento attivo. Chavie Lieber sul Wall Street Journal: “I glutei e le gambe forti aiutano a prevenire i problemi a ginocchia, anche e schiena, migliorando equilibrio, mobilità e resistenza fisica”. Per Daniel Rice, personal trainer di Los Angeles, i clienti chiedono sempre più sovente programmi mirati a sviluppare i glutei: per lui si tratta di una cultura alimentata dal desiderio di apparire più attraenti, e dalla volontà di mantenersi in salute con l’età. Rice collega persino la capacità di salire le scale alla qualità della vita sessuale. Per Rob Thompson, allenatore di celebrità e dirigenti d’azienda, molti professionisti cercano di compensare gli anni sedentari nell’ufficio. I suoi clienti si sottopongono regolarmente a scansioni corporee e controlli nei centri specializzati nella longevità, scoprendo debolezze della parte inferiore del corpo: nella maggior parte dei casi, problemi di postura, anche o ginocchia dipendono proprio dai glutei poco allenati. Thomas Chou, dopo aver dedicato per anni attenzione alla parte superiore del corpo, ha iniziato ad allenare gambe e glutei due anni fa: dice di avere una postura migliore e maggiore agilità fisica. David Schwartz, dirigente del gruppo immobiliare Slate Property Group, si allena tre volte a settimana concentrandosi sulla forza della parte inferiore del corpo, in una palestra esclusiva di New York: esercizi che permettono di coinvolgere tutto il corpo, e di incrementare anche la resistenza cardiovascolare. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Anche immensamente più facile che allenare il cervello”.

CORSI DI IGNORANZA



CORSI DI IGNORANZA

A CURA DELL’ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI



Per chi ancora lo ignorasse, ricordiamo che alla Columbia University di New York esiste un corso di Ignoranza, docente Stuart Firestein, che è anche Professore di Neuroscienze e Direttore del Dipartimento di Biologia.


Difficile immaginare come funzioni: prende i voti più alti chi sa o chi non sa? O forse chi sa di non sapere, come quel greco, vissuto qualche secolo prima di Cristo… com’è già che si chiama? Ah, sì, Socrate.


Firestein sostiene che il prodotto finale della conoscenza è l'ignoranza. Infatti, più cose conosciamo, più “allarghiamo” il cerchio del nostro sapere, e quindi anche il confine con l’oscuro mondo ignoto che lo circonda.


(N.d.R: Chi ignora anche la geometria piana elementare, può saltare la seguente figura.
E se ancora non dovesse capire, può andare alla fine dell’articolo. Resterà ignorante, senza bisogno di corsi)


Si noti come, all’aumentare della conoscenza (area gialla)

aumenta anche la circonferenza e quindi il confine con l’ignoranza (area blu).



Secondo questa teoria, conosciuta come Teoria delle Palle, se ci pensiamo bene, l’essere più sapiente al mondo è il neonato: egli ignora tutto, persino come si fa a respirare. La sua palla di conoscenza è piccolissima, praticamente un punto senza dimensioni. Imparato il respiro (è un ottimo autodidatta, il piccoletto) si accorge che c’è dell’altro, e gli vengono mille curiosità: come placare la fame, la sete, il freddo, come spegnere quella cavolo di luce che qualche grullo (non conosce neppure le parolACC, il poverino!) gli ha sparato proprio negli occhi… Così aumenta la sua palla della conoscenza, mentre egli diventa via via più ignorante.


Per fortuna, fino a poco prima di nascere, il neonato non sa di essere così sapiente, altrimenti non nascerebbe. O, forse, uscirebbe quel tanto che basta per fare, con le sue braccine paffute, un gestaccio inequivocabile all’ostetrica, e poi tornerebbe subito dentro.


Ma torniamo al nostro Corso di Ignoranza. L’eccelso Stuart Firenstein non è stato il primo ad avere questa idea geniale. L’Accademia dei Cinque Cereali, in collaborazione con il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, dell’Università di Pensologia di Torino, Dipartimento di Torrazza Piemonte, da tempo si sta occupando di questi temi. I soci e i collaboratori sono perfettamente consci della loro ignoranza, e tuttavia osano disquisire ogni giorno di cose complesse, affrontare materie specialistiche, delle quali - si badi bene - non sanno un bel niente.


Ciò di cui parliamo è un’ignoranza informata, che pone nuove domande, che a loro volta produrranno risposte, cioè ulteriore conoscenza e quindi nuova ignoranza.


L’ACC ha fatto suo questo ciclo inarrestabile di domande e risposte. Si tratta del famoso ciclo di Idiot, che si chiude lasciando sempre le cose come stanno, semmai un po’ più confuse, in modo da mantenere l’ignoranza a livelli elevati.





Possiamo quindi affermare che L’ACC, nella sua ignoranza consapevole, è uno dei Massimi Sistemi di Sapienza al mondo.

Gli esperti dell’ACC hanno ACCttato la sfida di Firenstein, di tenere una Lectio Magistralis su ciò che non sanno.

Riportiamo qui il programma delle Lectio.



Dottoressa Stephanie Hop-là – Informatica.

  • Le teorie di Newton e la nascita della Apple.
  • “Control Alt Canc” non è un contrACCttivo orale.
  • Infernet e la rete ai tempi di Dante.
  • Problemi di memoria: perché ROM rubano RAM?
  • Problemi di software: come farsi un Pannello di Controllo così.



Professor Paul Rice – Ortografia e buon uso della Punteggiatura.

  • La Teoria del Caso applicata alle virgole.
  • Il “Punto a capo” questo sconosciuto.
  • La non facoltatività della corretta sequenza delle lettere in un vocabolo.
  • La sublime e difficile arte della rilettura di un testo.
  • Tecniche Yoga per il controllo degli spasmi delle falangi sulla tastiera.



Professor Italo Miglio – Sessuologia applicata

  • Analisi biometrica comparata dei dispositivi organici coinvolti nella copula.
  • Ossessioni segrete nel terzo millennio.
  • Il sesso al tempo di Cappuccetto Rosso.
  • Tecnologie termodinamiche applicate alla soddisfazione sensoriale.
  • Le disfunzioni erettili e i loro vantaggi.
  • La teoria contrarian del "Piccolo é bello".
  • Il percorso obbligato da "Adamo ed Eva" a "Hom & Osex".



Ingegner Frank Oats – Management e Ingegneria Gestionale

  • Gestione attenta dei sottoposti, e analisi delle loro opinioni.
  • Come posso mitigare il mio delirio di onnipotenza?
  • Sequenziatura corretta e gestione delle priorità del personale.
  • Come finalizzare le peculiarità del singolo al successo aziendale.
  • Tecniche montessoriane per la gestione del personale femminile in giorni particolari.




Stuart Firestein alla Colombia University, e Sun Nen Bun all’Università di Pensologia.




BREVE STORIA DELLA DENTIERA



A cura di SAI STORIA? E degli amici dell0’Accademia dei Cinque Cereali-



Gli uomini primitivi non usavano dentiere. Questo non perché avessero i denti sani, ma perché morivano piuttosto giovani, prima di perdere i denti.


Durante il Periodo Anoressico e il Periodo Cretinaceo (caratterizzato dalle palafitte costruite direttamente sui fiumi infestati dai coccodrilli) molti morivano con ancora i denti da latte.


I primi nella storia dell’umanità a portare la dentiera furono gli Etruschi, che, intorno al IV sec a.C. scolpivano denti finti di osso animale e li legavano tra loro con filo di rame.


Questi marchingegni erano chiamati Etruschini, da cui derivò il termine truschino, cioè imbroglio, inganno.


Presso l’antica Roma furono i legislatori a fare largo impiego di dentiere. Infatti, durante l’incisione della Legge delle XII tavole, erano spesso coinvolti in incidenti causati da fenomeni di rimbalzo tra martello e scalpello (cfr Publius Terentius Afer – Paperer- rima – II, 12).


Anche il sommo Dante usava una protesi dentale, anzi, si deve a lui la parola italiana, derivata dal latino attraverso il vulgaris DANTE – DANTIERA – DENTIERA.


Secondo alcuni storici Cristoforo Colombo portava la dentiera. Durante la navigazione verso il Nuovo Mondo, quando lasciava il timone al mozzo di fiducia (tale Cechin Schettin De Venessia) per andare a riposare sottocoperta, si toglieva la dentiera e la lasciava in una tazza.


Si narra che una notte la sua ciurma, per fargli uno scherzo, gli sostituì la dentiera con la dentatura di una murena.


Non solo Colombo non si accorse di nulla, ma scoprì con Gioia (l’inventore della bussola, n.d.r.) di essere in grado di mangiare le noci con tutto il guscio.


Solo quando scese dalla Caravella e si chinò a baciare la terra, gli cadde la dentiera e s’avvide che non era la sua. Ma era tale la sua gioia (non Gioia... n.d.r) che non si arrabbiò, anzi la usò come timbro per convalidare gli atti di proprietà sulle terre da lui scoperte.


Nel XVII secolo, orde di soldati mercenari germanici, i mitici Lanzichenecchi, portarono in Italia due cose: la peste bubbonica e le dentiere tedesche, praticamente indistruttibili.


Fu poi Galileo Galilei ad inventare la pasta adesiva per dentiere. Subito dopo pronunciò la leggendaria frase “e pur si muove!”. A Isacco Newton, mentre stava sdraiato sotto un albero, cadde una mela sui denti.


Egli si alzò e corse a casa a fare sciacqui con Odjosan. Poi iniziò a scrivere la Legge di Gravitazione Universale, che trattava la caduta dei gravi e dei denti.


Soltanto dopo aver completato il trattato si recò dal suo dentista, ma trovando lo studio chiuso per ferie esclamò: “Oh don’t oh technic!”.


Nel 1884 a Torino l’ing. Tommaso Agudio inventò la dentiera di Superga.


Ma Torino è importante nella storia della dentiera anche per il Museo della Dentognomica Criminale, fondato nel 1901 da Cesare Illuminato, detto l’Ombroso per il suo carattere permaloso e schivo. Cesare l’Ombroso era scopino presso il Manicomio di Collegno e studiava medicina alle scuole serali. Si laureò con una tesi dal titolo affascinante: “Relazione tra forma della dentiera e tendenza alla criminalità nell’homo Sapiens e Insipiens”.


Ancora oggi la sua collezione di dentiere di detenuti si può ammirare al Museo L’Ombroso.


Arriviamo così agli anni ’50 e al boom economico, chiamato così perché tutto era economico, compresa la cucina che qualche volta faceva boom per difetti del tubo del gas (economico anch’esso). Anche la dentiera era disponibile in versione economica e ottenibile con la raccolta punti del detersivo. Con soli 1.245.000 fustini di Bio Lento la dentiera veniva spedita direttamente a casa per posta.


Finalmente il bucato e i denti erano veramente bianchi. Anche i corsi d’acqua e il mare diventavano sempre più bianchi e con la bassa marea facevano anche le bollicine.


Intanto, con l’utilizzo di tecniche avanzate e di nuovi materiali, le dentiere erano così belle e naturali, che a volte era difficile distinguere chi le portava e chi no, almeno fino a Natale e al primo morso al tradizionale torrone.


Oggi invece la crisi sta facendo sentire i suoi effetti anche sulla dentiera.


Dentisti e odontotecnici non sono più i privilegiati evasori del fisco, ma anch’essi stanno diventando vittime di quella piaga sociale, di quel malcostume diffuso che prima toccava solo i poveri: pagare le tasse.


La categoria, sempre più tartassata, è stata costretta, per poter sopravvivere, ad utilizzare materiali meno costosi, di provenienza cinese.


Le moderne dentiere necessitano di qualche cura in più, patiscono l’umidità e il contatto con gli alimenti, ma per il resto sono più che soddisfacenti.


Vengono vendute con un kit di manutenzione, costituito da un mini-phon a batteria e una serie di cannucce di varie misure per l’assunzione del cibo.


AUTISTA SBAGLIA A LEGGERE LA CARTINA



AUTISTA SBAGLIA A LEGGERE LA CARTINA E GITA DELLE PENTOLE SI TRASFORMA IN UN FRIZZANTE WEEKEND AD AMSTERDAM

Organizzatori soddisfatti: vendute ventotto batterie di pentole e sostituite quattro batterie dei pacemaker.



È accaduto lo scorso fine settimana, ma l’ANSIA (Agency National Stamp Inaffidable Associated) ne ha dato notizia solo oggi a causa di un improvviso sciopero dei bagnini.


Erano partiti da Ventimiglia alla volta del Lago di Gardaland, ma qualcosa non ha funzionato all’imbocco dell’autostrada, così dopo 9 ore di viaggio estenuante anziché scorgere il più grande lago d’Italia e le tipiche bellezze di Sirmione, iniziavano a vedere mulini a vento e tulipani; era evidente che qualcosa non era andato per il giusto verso.


Probabilmente l’autista aveva girato sottosopra la cartina leggendola al contrario.


Ormai la frittata era fatta e i 52 pensionati che avevano pagato ben 12,90 Euro convinti di partecipare a una tranquilla gita con tanto di presentazione di articoli utili per la casa, si sono ritrovati loro malgrado nella capitale olandese.


Ai nostri sventurati turisti non è rimasto che passare in rassegna i vari localini dove si poteva bere e fumare anche l’impossibile fino all’alba.


Sabato sera il copione si è ripetuto aggiungendo all’itinerario la visita alle bellezze artistiche del quartiere a luci rosse.


Per quattro nostri connazionali si è reso necessario il ricovero in ospedale per la sostituzione di altrettante batterie del pacemaker, che si erano improvvisamente e quasi inspiegabilmente scaricate.


La serata si è conclusa alle 4 del mattino con la presentazione di una favolosa batteria di pentole composta da 32 pezzi in acciaio 18/10 e, complice l’orario insolito, sono stati firmati ben 28 contratti con enorme soddisfazione degli organizzatori.

Il rientro in Italia è avvenuto nella tarda serata di domenica con enorme soddisfazione dei pensionati.

DOPO IL DIVORZIO BREVE AVREMO QUELLO RAPIDO

Anticamente l’unica forma di divorzio conosciuta era il “Rapidus et ripidus”: il coniuge ripudiato (di solito la moglie, poiché si divorziava dal matrimonio, ma non dal patrimonio) veniva rapidamente spinto in un ripido dirupo.


Gli americani sono stati i primi a inventare il divorzio rapido: vi sono contee in cui si litiga al mattino appena svegli e per l’ora di pranzo si è già ottenuto il divorzio. Volendo, a cena si possono celebrare nuove nozze. Al punto che la definizione ”Stati Uniti” pare derivi proprio dall’elevato numero di separazioni.


Finalmente anche in Italia si parla di divorzio breve, dopo solo quarant’anni dall’introduzione del divorzio canonico, che è lungo, complicato e costoso ancor più del matrimonio. Ma quando la proposta diventerà legge, probabilmente sarà già obsoleto, a causa della trovata geniale e rivoluzionaria, partorita dalle quote rosa dell’Accademia dei Cinque Cereali.


L’idea è quella di fare una cerimonia al contrario, con l’onere e l’onore di reinvitare tutti coloro che avevano presenziato al matrimonio, sacerdote o sindaco compresi.


Alla cerimonia di divorzio seguirebbe il pranzo (o cena) di divorzio. E sarà proprio al ristorante che si potranno discutere gli “alimenti”, un luogo sicuramente più idoneo di un’aula di tribunale. Al termine il sacerdote o il sindaco, che furono i celebranti delle nozze, si trasformeranno in decelebranti e potranno tranquillamente decelebrare l’unione. Basterà firmare un modulo precompilato e il divorzio sarà subito operativo. L’iter amministrativo-giudiziario sarà così semplice che basterà anche solo un assessore, o un impiegato dell’anagrafe, o il messo comunale o un semplice vigile urbano. Per il rito religioso, in assenza del sacerdote, sarà sufficiente un sacrista o una perpetua o una guida scout, o anche un chierichetto che abbia già compiuto quattordici anni. Insomma, chiunque, purché non sia un decerebrato, è in grado di decelebrare un matrimonio.


In questa formula la condizione essenziale è che ci siano tutti, ma proprio tutti coloro che erano stati presenti al matrimonio. Sarà sufficiente l’assenza di una sola persona per compromettere la procedura di divorzio rapido. Perciò sarà più facilmente attuabile in coppie fresche, meglio se appena tornate dalla luna di miele, poiché saranno maggiori le probabilità di radunare nuovamente tutti gli invitati.


Si consiglia perciò alle giovani coppie di non invitare al matrimonio parenti molto anziani, o malati e con già un piede nella fossa, proprio per evitare che anche un solo decesso possa compromettere il futuro divorzio rapido.


I vantaggi tuttavia saranno notevoli: ad esempio i futuri sposi, prima di confermare gli inviti, potrebbero esigere un check medico e un certificato di sana e robusta costituzione. E non chiameranno sacerdoti anziani ad officiare le nozze, e nemmeno l’ottuagenario sindaco, aprendo così la strada ai giovani preti disoccupati e ai giovani assessori di recente nomina.


Se qualcuno degli invitati dovesse opporsi, i divorziandi dovranno convincerlo della necessità del divorzio, mettendosi a litigare furiosamente alla stessa cerimonia o, più tardi, al ristorante. Se ciò non fosse sufficiente, potranno tirarsi in testa qualche piatto o, in casi estremi, esibirsi in un duello cavalleresco con gli spiedini della grigliata ancora roventi. Intanto i soliti bambini si inseguiranno tra i tavoli facendo inciampare i camerieri (che verseranno inevitabilmente il contenuto dei vassoi sulle teste dei commensali), faranno il verso alla zia grassa, cadranno vestiti nella vasca dei pesci rossi del parco e giocheranno a “Centra la scollatura della sposa” con le olive ascolane. I testimoni dello sposo-divorziando taglieranno la cravatta e passeranno a raccogliere soldi per il trasloco dei mobili e l’affitto del nuovo appartamento. Al terzo antipasto gli zii di campagna saranno già tutti ubriachi e canteranno “Rosina dammela, dammela…”. Insomma il divertimento sarà assicurato esattamente come ai matrimoni.

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DOPO I CONTROLLI A CORTINA E A MILANO BLITZ NELLE FABBRICHE


Agenzia delle Entrate e Finanza controllano le buste paga degli operai



Dagli studi di settore è emerso una delle categorie che vive al di sopra delle proprie possibilità è quella dei lavoratori dipendenti.

Se è vero che ci sono gioiellieri che dichiarano 1000 euro di reddito mensile, ma hanno lo yacht in Costa Azzurra, se è altrettanto vero che dentisti dichiarano 2000 euro di reddito mensile, ma dispongono di villetta con piscina a Porto Cervo, infine, se vero è che grossi imprenditori dichiarano meno di 3000 euro al mese, ma possiedono villaggi turistici alle Cayman… e la lista potrebbe allungarsi a dismisura…

E’ altrettanto vero che il blitz degli uomini dell’Agenzia delle Entrate di concerto con la Guardia di Finanza ha portato a scoperte sconcertanti nel settore del lavoro dipendente e in particolare in quello della classe operaia.

In particolare, dai controlli incrociando gli studi di settore, parecchi operai che guadagnano fino a 1.200 Euro netti mensili è emerso che posseggono BMW, MERCEDES, VOLVO, e SUV di ogni marca, acquisti non giustificati dalle dichiarazioni dei redditi.

Per ora Iniquitalia ha disposto il sequestro di case e di auto (ma non dei finanziamenti per comprarle) in attesa dello sviluppo delle indagini.



Un operaio si fa trasportare l’auto di lusso per risparmiare carburante

PER I NON CREDENTI BATTESIMI E CRESIME CON RITO CIVILE


Intanto due scaltri baristi mandano al Comune il conto del rinfresco


In molti comuni italiani i matrimoni con rito civile hanno superato quelli religiosi. Certamente a influire su questo storico sorpasso ci sono le seconde nozze, e talvolta anche le terze o le quarte. Al quinto matrimonio si ha la cittadinanza onoraria di Hollywood e, dopo il decimo, il posto auto garantito davanti agli Studios.


Altro fattore incisivo sulla scelta del rito civile sono i matrimoni fra persone di differente religione. Purtroppo non è ancora possibile sposarsi con il doppio sacerdote (a meno che ci si presenti all’altare già sbronzi, nel qual caso si potranno vedere anche due mogli, quattro anelli, otto testimoni), pertanto si deve scegliere tra l’uno o l’altro rito. Così si finisce quasi sempre per optare per il rito civile. Di gran moda è anche la convivenza che “fa fine e non impegna”, ma questa soluzione viene spesso osteggiata sia dalla Chiesa sia dai comuni, perché non porta soldi nelle casse di entrambi.


Infine contribuiscono al calo dei matrimoni con rito religioso i sempre più frequenti outing verso ateismo e/o agnosticismo


Chi da bambino ha frequentato il catechismo avrà sicuramente imparato che i sacramenti sono sette: Battesimo, Cresima, Eucarestia, Penitenza, Estrema Unzione, Santi Ordini e Matrimonio.


Sette è un numero caro alla numerologia cattolica: pare infatti che anche i dieci comandamenti in origine fossero sette: quello sugli atti impuri e gli ultimi due sono stati inseriti da un frate amanuense burlone nel IX secolo, in fase di ricopiatura.


L’introduzione del rito civile per tutti i sacramenti permetterebbe di introdurne altri, come l’Equitalieucaristia (una sorta di iniziazione al pagamento delle imposte simile alla prima comunione), il funerale concordatario (esiste già quello “in civile” ma, con questa formula, acquisirà valore anche religioso), e la Laica Cresima, senza Vescovo, ma con la presenza di qualche onorevole colluso con la Mafia, nel ruolo di Padrino.


Le prime impartizioni, in via del tutto sperimentale, hanno dato ottimi risultati, ma c’è anche chi ha approfittato della poca chiarezza normativa. Due scaltri baristi, già noti alla redazione de LA TAMPA hanno preparato un rinfresco da mille e una notte per un battesimo tradizionale, inviando la fattura al Sindaco della città. La fattura è stata erroneamente pagata, e sono stati inutili i tentativi del primo cittadino di “girarla” al Vescovo: trattandosi di evidente caso di loro incuria, la Curia non ne risponderà.

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Estrema unzione: basterà una firma, purché l’inchiostro della penna sia nero

LA TAMPA SCIENZA & SCEMENZA - Il Quokka

Il Quokka, piccolo e strano marsupiale australiano che non paga la bolletta del gas


Produce il metano che consuma e, nonostante sia a rischio di estinzione, è l’animale più felice del mondo

Un esemplare di Quokka Ridens (fonte: Enciclopedia Quattroggatti)

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Il quokka è una bestiola molto graziosa e molto intelligente. Anche se è innegabile una certa rassomiglianza con Rosy Bindi, gli zoologi stanno ancora discutendo se il quokka sia più bello che intelligente o viceversa.


Per molti aspetti simile al castoro, si differenzia però dall’instancabile stakanovista costruttore di dighe per la sua pigrizia e indolenza, tanto da guadagnarsi la denominazione supplementare di “castoro italico”.


Il naso e la bocca ricordano invece il koala, altro marsupiale australiano, molto più conosciuto.


Ai lettori che ci scrivono chiedendo se sia possibile tenerne uno in casa, come animaletto da compagnia, ricordiamo che il quokka è in via di estinzione, perciò i produttori di mangimi per animali non investiranno nella produzione di alimenti specifici. Per non parlare dei veterinari italiani, che non sono preparati a curarne le principali patologie. Alla Facoltà di Veterinaria, infatti, gli esami di Anatomia Comparata del Quokka, Anamnesi del Quokka nonché Esegesi dell'Analisi del Sangue e delle Urine del Quokka sono facoltativi e aggiungono pochi punti al credito formativo.


Ma perché questa specie è in via di estinzione? I motivi non sono del tutto chiari, tuttavia esistono delle ipotesi.


La prima causa di estinzione di una specie animale è quasi sempre l’uomo. Ma i quokka fanno eccezione, perché in passato fu proprio un uomo, anzi una donna, a salvarli.


Un tempo gli australiani gli davano la caccia per cucinarlo e mangiarlo, finché un giorno un cuoco proveniente da Orgosolo si stabilì a Sidney e fece assaggiare alle popolazioni locali la prelibatezza del “porceddu” sardo allo spiedo. Da allora i cacciatori disdegnarono la carne di quokka, preferendo recarsi alla più vicina trattoria italiana. Qualcuno addirittura racconta che non sia stato un cuoco, bensì una cuoca, e che proprio dalla parola italiana “cuoca” derivi il nome del nostro simpatico animale.


Eppure il numero di esemplari continua a diminuire, e secondo alcuni zoologi il motivo sono le fughe di gas. Il quokka è un animale molto attento al risparmio energetico: per riscaldarsi (e anche per usi di cucina) consuma esclusivamente metano autoprodotto.


Quando ne produce in eccesso - di solito nella stagione degli accoppiamenti - invece di disperderlo in atmosfera, dove contribuirebbe all’effetto serra, lo accumula nella sua tana, per poi utilizzarlo durante la stagione invernale. Per questa abitudine il mite animaletto è molto rispettato dai predatori, che si tengono ben lontani dalla sua tana per motivi olfattivi. Lo rispettano anche i lavoratori dell’Eni Gas & Power, e durante i lavori di trivellazione fanno attenzione a non distruggere le tane. In cambio hanno il permesso di prelevare il gas in eccesso e immetterlo poi nei grandi metanodotti. Al suo confronto lo scoiattolino scorreggione della pubblicità del Vigorsol è un dilettante.


Ma il rischio, per le bestiole, è costituito dalle esplosioni e dagli incendi. Per evitare che la specie potesse appunto estinguersi per non saper estinguere le fiamme, il WWF ha organizzato dei corsi di addestramento alla messa in sicurezza delle tane, all’evacuazione rapida in caso di incendio, fino all’utilizzo dell’estintore. Purtroppo i quokka, che sono di indole allegra e giocherellona, amano giocare con gli estintori, estinguendosi l’un l’altro…


Ma oggi tutta l’Australia si muove per salvare il quokka. La famosa e bellissima attrice australiana Katrin Gnyok è diventata testimonial di una Campagna dal nome accattivante “I’m Gnokka and I save the Quokka”, grazie alla quale questi animali sono diventati di gran moda.


Tutti i bimbi australiani chiedono un quokka in regalo. Molti genitori però non sono ancora capaci di riconoscerli e oggi decine di koala, castori, gatti rognosi e ratti campagnoli vengono legati ai guardrail delle autostrade e abbandonati, proprio come succede ai cani italiani.


I quokka se la ridono sotto i baffi, guadagnandosi a pieno titolo la fama di animali più felici al mondo.


Del resto, come dare loro torto? In fondo tutti noi siamo, prima o poi, a rischio estinzione, ma non per questo rinunciamo ad acquistare LA TAMPA e a ridere allegramente leggendo i suoi articoli.

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Un bipede in fase di estinzione

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Una rara immagine di lato B di QUOKKANE

NUOVO SCANDALO: DOPO IL CALCIO SCOMMESSE, LE PARTITE A CARTE TRUCCATE ALL’ORATORIO

Pensionato corrompeva gli avversari per vincere e far colpo sulla barista ultraquarantenne

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Come nelle migliori serie TV il parroco di una piccola frazione di Cossato (BI), si è trasformato in investigatore e ha scoperto uno strano “movimento” dietro a un apparentemente innocente gioco a carte.


La cosiddetta “pietra dello scandalo” era la donna di servizio di origini ucraine che gestisce il locale adibito a circolo ricreativo della quale il nostro pensionato si era perdutamente innamorato.


I primi sospetti son sorti perché il signor Armido G., residente a pochi passi dalla Parrocchia, vinceva in continuazione, ma gli avversari, pur disponendo di pensione minima, potevano permettersi fino a 5 “bianchini” al giorno più merenda con pane e sopressa veneta.


Il parroco ha pedinato i quattro amici al bar per una settimana: il primo giorno chiudendosi nel frigo dei gelati, ma a causa dell’eccessiva coibentazione non ha sentito nulla, il secondo giorno nel ripostiglio, ma al buio non ha visto nulla, il terzo giorno dietro il bancone del bar, ma i quattro sono andati a giocare a carte nel dehor, il quarto giorno si è nascosto nel confessionale in chiesa, ma era troppo distante, il quinto giorno si è nascosto in bagno, ma Ermete, detto il “mangia fagioli”, lo ha costretto alla ritirata dalla ritirata, il sesto giorno si è camuffato da juke box, ma un ragazzino stava tentando di inserire la monetina (non è noto dove), così il settimo giorno ha deciso di riposare seduto sulla panchina a un metro dai quattro amici, riuscendo finalmente a capire tutto.


Chi vinceva aveva diritto a un quartino di lambrusco, così il nostro furbetto del tavolo verde aveva maggiori possibilità di avvicinare l’ostessa (che poi è sempre la stessa) e di intavolare con lei approcci a scopo amicizia ed eventuale matrimonio.


Al parroco non è rimasto altro che infliggere al pensionato la pena di 12 Padre Nostro e 6 Ave Maria da recitare in ginocchio in sacrestia, pena poi commutata in un Salve o Regina, tenendo conto che non aveva precedenti matrimoniali e che la misera pensione minima costituisce di per sé già adeguata punizione.



Nei circoli c’è sempre il terzo incomodo, a volte il quarto e il quinto

FURTO IN PANETTERIA: LADRO COLTO IN FRAGRANZA DI REATO


Mentre scoppia un pan demonio, tenta invano di allontanarsi tra bagarre e baguette


Pan Calieri, 13 aprile 2012.


Giovanni Panini, giovane nullafacente, imparentato alla lontana con la dinastia dei Grandi Produttori di Figurine (anche se nella sua misera vita avrebbe collezionato solo una serie di figuracce), già noto alle forze dell’ordine per piccoli reati e spaccio di figurine taroccate ha aggiunto alle sue condanne una denuncia singolare.


I fatti si sono svolti nella panetteria di Giuseppina Delsacco Boia, alle sette e trenta del mattino, ora in cui il negozio è affollato di studenti che acquistano focacce e brioches prima di andare a scuola.


Il Panini, digiuno e affamato, attirato dall’insegna invitante ‘La Boia Panatera’ e soprattutto dalla fragranza del pane appena sfornato, è entrato nel negozio e, approfittando della ressa e della confusione, ha sottratto due forme di pane arabo e una di Challah, il cosiddetto pane ebraico e se le è nascoste nell’ampio giaccone.


Per una strana e ancora inspiegabile reazione chimica le forme di pane a contatto tra loro (e forse con le ascelle del Panini) hanno sviluppato una lievitazione tardiva e incontrollata, fino all’esplosione, provocando reazioni di panico e fuga tra i clienti.


È intervenuta la polizia locale insieme agli artificieri di Torino.


Il Panini, colto in flagrante, è stato fermato per furto di pane fragrante, deflagrazione non autorizzata e detenzione di ordigni esplosivi.


Fortunatamente l’esplosione non ha causato vittime. Ferito solo uno studente che stava masticando un chewing-gum alla fragranza di panpepato (probabilmente rubato anch’esso dal bancone della panetteria) e che si è morsicato la lingua per lo spavento.

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DOPO L’AUTOCERTIFICAZIONE ARRIVA L’AUTODENUNCIA

In arrivo un nuovo decreto semplificazioni

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Chi non ha mai sognato di lavarsi la coscienza e pagare i propri debiti con la giustizia, senza quelle inutili trafile chiamate processi penali? Senza contare che le lungaggini burocratiche, spesso, portano alla prescrizione, privando il reo confesso della sua giusta condanna.


La parte del leone la fanno gli avvocati che, hanno tutto l’interesse a prolungare i tempi per giungere al giudizio. Non da meno sono i magistrati, per il quali ogni scusa per rinviare le udienze (a volte basta un appuntamento dal parrucchiere per fare slittare l’arringa difensiva di qualche mese.


A mettere ordine potrebbe pensarci il Ministro della Giustizia con un Decreto Legge che preveda l’autodenuncia, una sorta di autocertificazione dove si dichiarano gli atti illeciti commessi, permettendo di recarsi direttamente nel carcere più comodo e scontare la pena prevista dalle norme di attuazione e dai regolamenti circondariali.


La firma in calce all’autodenuncia dovrà esser vistata da un pubblico ufficiale, pena l’annullamento del delitto commesso.


L’autoaccusato dovrà altresì essere vivo, infatti il decesso è causa di estinzione della pena e, da morti, è estremamente complicato dimostrare di essere in possesso di piene facoltà mentali, nonostante tale dimostrazione sia ardua per la maggior parte dei vivi.


Cella dotata di ogni scomfort

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Presto sarà possibile recensire le celle su Strip Advisor

ARRIVANO GLI INCENTIVI PER I CICLISTI

Dopo le banane e le automobili, i prossimi bollini blu

saranno applicati sulle biciclette

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Il ministro dei trasporti francese ha previsto un incentivo per i pendolari che si recheranno al lavoro in bicicletta anziché in automobile, pari a 25 centesimi al chilometro.


Se oltralpe l’idea ha funzionato, allora perché non provare anche in Italia?


Stimando in tre milioni il numero di pendolari, ciascuno con 5 chilometri di distanza media da percorrere, servirebbero - facendo i conti della serva - quasi quattro milioni di €uro l’anno.


Come superare il patto di stabilità, e la spending review, senza disporre di questa cifra?


Semplice come fare le nozze con i fichi secchi: noi sosteniamo che sarebbe sufficiente trovare alcuni sponsor che sostengano la mobilità sostenibile (e se non la sostengono i sostenitori, chi mai la dovrebbe sostenere?).


Le prime aziende che hanno colto l’opportunità di sponsorizzare i loro prodotti sono state le multinazionali farmaceutiche, le quali speravano di incentivare la vendita di farmaci anti infarto, anti collasso cardiocircolatorio, e altre patologie derivanti da sforzo. Purtroppo, il Ministero dei Trasporti - toccando ferro - ha preferito declinare.


Successivamente è stata proposta la sponsorizzazione di una holding produttrice di yogurt al bifidus attivo (e tutti sappiamo in cosa sia attivo tale microrganismo), la quale, collegata con una società di autospurghi, intendeva posizionare bagni chimici a distanze regolari per facilitare una “evacuazione itinerante” comoda e confortevole. Ma è fallito anche questo tentativo, a causa delle emissioni gassose addirittura superiori e quelle delle vecchie auto €uro Zero.


In seguito, si sono fatte avanti le compagnie del settore chimico, proponendo di pubblicizzare anabolizzanti e steroidi. Ma il tutto è stato bloccato quando si è scoperto che esse, purtroppo, erano in combutta con i fabbricanti di autovelox (sulle piste ciclabili il limite è di 30 Km/h - N.d.R.).


Una delle più grandi catene di Sexy Shop ha proposto di finanziare l’iniziativa, purché venissero rimossi i sellini dalle biciclette. Benché la catena non avesse alcun interesse con lobby o multinazionali, anche questo tentativo di accordo è naufragato, e non è stato reso noto il motivo del rifiuto da parte del Ministero.


Per riuscire a trovare un accordo soddisfacente è dovuta intervenire un’importante azienda import-export italo-ghanese, la quale pagherà i chilometraggi in natura, e cioè in ananas e banane. In cambio richiede che venga apposto il bollino blu sulle biciclette. Tale adesivo attesta l’avvenuto controllo delle emissioni di gas di scarico del ciclista.




La bicicletta dieci e lode

È VALIDO IL MATRIMONIO CELEBRATO DA UN PUBBLICO UFFICIALE INVALIDO?

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Gentilissima Accademia dei CC,


mi chiamo Gioia e sono disperata: ho 56 anni e, dopo due anni di matrimonio, sto per separarmi da mio marito.


Purtroppo lui non lavora e ha minacciato di portarmi via buona parte del mio patrimonio, che tra immobili, titoli e conti correnti ammonta a oltre dieci milioni di Euro.


Se ciò dovesse accadere mi dispiacerebbe moltissimo, perché ho messo da parte questa somma in ben 2 + 18 anni con grandi sacrifici.


Quando avevo 28 anni, infatti, sposai un miliardario settantenne, sperando che si trattasse di un matrimonio di breve durata. Purtroppo il vecchio aveva la pellaccia dura, così, dopo due anni, ho chiesto la separazione, e mi ci son voluti altri diciotto anni per arrivare alla sentenza definitiva, con la quale gli ho portato via tutto. A tutt’oggi il miliardario è ancora vivo e in buona salute, anche perché, grazie a me, ha meno ricchezze da gestire e quindi meno preoccupazioni.


Capirete che, con tutta la fatica che ho fatto a mettere insieme una tale fortuna, mi spiacerebbe che finisse nelle mani di un fannullone approfittatore, un cacciatore di dote, un parassita senza arte né parte come il mio attuale marito.


Forse una via d’uscita c’è, ed è per questo che mi rivolgo a voi.


Dal momento che ci siamo sposati in Municipio e il sindaco che ha celebrato il matrimonio è un invalido, possiamo considerare invalidato anche il matrimonio? Perché se si potesse annullare, mi risparmierei un grande grattacapo, oltre a tutte le spese legali …


Gioiosi saluti da Distinta… ops, scusate, volevo scrivere


Distinti saluti da Gioia


P.S.: Se mi date una risposta soddisfacente vi mando un bel regalo

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Cara Gioia,


con immensa gioia ti annunciamo che hai ragione tu. A norma dell’articolo 138 della Costituzione e degli articoli 456, 1129, 1142 e seguenti del Codice Civile, nonché in base all’articolo 14 comma 2 del Codice Stradale, alla sezione IV del Contratto Nazionale del Lavoro e dell’Ozio dei Metalmeccanici, e infine secondo quanto riportato al punto 15 di pagina 13 del Manuale delle Giovani Marmotte il matrimonio celebrato da un invalido non è valido.


A partire da questo momento puoi considerarti libera dai vincoli matrimoniali e libera di beccarti una coltellata (o un proiettile, a seconda delle preferenze) dai tuoi ex mariti, in base all’articolo 11 della Legge 236/2013 (che regola i casi di femminicidio consentito e le deroghe alle condanne per stalking).


Come vedi ti abbiamo dato una risposta molto bella, esauriente e a tratti commovente, quindi ci aspettiamo il regalo promesso. Potrai inviarlo direttamente alla redazione de La Tampa, ma fallo subito. Avrai poi tutta la vita davanti per verificare quanto ti abbiamo detto.

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

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