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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO IX d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

LE STORYCETTE DELLA NONNA


GLI GNOCCHI

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Volendo credere al vocabolario, il termine gnocco deriva dal veneto gnòco (protuberanza), forse attraverso il longobardo knohhil, che significa nodo del legno. Ne deduciamo che in tempi antichi lognocco era qualcosa di duro, proprio come le “nocche” delle dita, e che i primi gnocchi portati in tavola erano fatti di impasti duri e difficoltosi da deglutire, dei veri e propri stranguglioni.


Fu necessario attendere l'epica impresa di Cristoforo Colombo per avere le patate in tavola, e con esse gli gnocchi che tutti conosciamo, costituiti da un impasto base di farina e patate lesse schiacciate, tagliato a bocconcini di forma cilindrica o ovoidale. Si discute ancora oggi se agli ingredienti base si debba aggiungere l'uovo: sembra che siano buoni in entrambe le versioni.


Secondo mia nonna, che viveva in campagna, a decidere se aggiungere o meno l'uovo era la gallina, con le sue paturnie autunnali. In ogni caso, dopo averli cotti brevemente in acqua bollente, gli gnocchi devono essere conditi con vari sughi, o eventualmente formaggi. In Piemonte, per esempio, sono famosi gli gnocchi "alla bava", così detti non solo perché il formaggio fuso sbrodola lungo il mento dei commensali, ma per l'acquolina prodotta al solo guardarli e annusarli ancora fumanti nella zuppiera.


Gli gnocchi sono un piatto squisito e apprezzato da tutti, ma non è per questo che si dice "Ridi, che la mamma ha fatto gli gnocchi". Il detto, diffuso da Nord a Sud, è un modo beffardo per apostrofare chi ride a sproposito, senza motivo.


Ma c'è un'altra interpretazione, più maliziosa: nel linguaggio della malavita di Roma la parola gnocco significa moneta, scudo. Quindi, “fare gli gnocchi” vuol dire fare i soldi, diventare ricchi. Ma nell'ambiente mafioso, piuttosto maschilista, l’unico modo per le donne di fare i soldi è quello di prostituirsi. In tale contesto, dire a qualcuno "Ridi, che la mamma ha fatto gli gnocchi" equivale a dargli del figlio di buona donna.


Oggi gli gnocchi si comprano già pronti nei pastifici e nei supermercati. Il nostro Giovanni Rana, l'imprenditore italiano più estroso e creativo dopo Giorgio Armani, ha tradito persino i suoi amati tortellini per produrre gnocchi di ogni tipo, persino ripieni.


Invece una volta, quando ero bambina, gli gnocchi si facevano in casa, partendo dalle patate intere e con la buccia. Non dovete pensare che stiamo parlando del Giurassico: i dinosauri erano estinti da tempo.


Oltre agli gnocchi classici, esistono numerose varianti.


Gli Gnocchi alla romana, per esempio, non sono fatti di patate, ma di semolino, e devono essere gratinati al forno. Perché si chiamano così? Ci sono varie ipotesi: la più semplice è che sia una ricetta nata a Roma o dintorni. La più mistica racconta che il nome deriverebbe da Santa Francesca Romana, monaca vissuta tra il IV e V secolo, che avrebbe ricevuto in sogno la ricetta, durante il periodo di digiuno e preghiera della Quaresima. Così, da "Gnocchi alla Francesca Romana", divennero più brevemente "Gnocchi alla Romana". Dopo la beatificazione della suora diventò consuetudine rivolgere una preghiera alla Santa prima di mangiarli, e lasciare un obolo in chiesa subito dopo, ai piedi della statua che la raffigurava, per ottenere benedizioni e miracoli. Di lì sarebbe nato il detto "Pagare alla Romana".


Tra le varianti esiste anche lo Gnocco fritto. Non ho idea di che cosa sia, ma basta la parola, anzi, le due parole "gnocco" e "fritto" accostate, per sentire bruciore di stomaco ed avere coliche epatiche da immaginazione...


Infine, Gnocchi è anche un cognome, come ci insegnò l'illustre Carlo Gnocchi, sacerdote, scrittore ed educatore in vita, santo post mortem, ma ricordato semplicemente come Don Gnocchi.


Non dimentichiamo che gnocco è anche un aggettivo, che significa sciocco, babbeo, grullo. Al femminile, in alcune regioni può avere anche una connotazione positiva.


Queste ultime considerazioni hanno poco o nulla a che vedere con la ricetta, ma un po' di cultura non guasta, nemmeno in cucina.

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Nonna Abeffarda - ACC

Don Gnocchi

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Son gnocchi

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Gnocchi alla Romana

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Qui, per avere il gelato, si paga a La Romana

IL PROFESSOR MIGLIO E I SUOI

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SPECIALE 3x2

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Il premio vauro ridens va a

Dragunov Konstantin, studente di 24 anni.

Con la seguente motivazione:

Ha vinto l’ultima edizione della “Maratona più fredda del Mondo”, a Oymyakon, in Siberia, a -55°C, svettando su 38 concorrenti: nella gara ha rischiato di collassare.

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Il premio vauro ridens va a

Baglioni Claudio Enrico Paolo, cantautore, di anni 72.

Con la seguente motivazione:

Promette di ritirarsi dalle scene. Ma nel 2026, fra mille giorni. Rifletterà, rimanderà.

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Il premio pane e volpe va a

Giovani, il nostro futuro (più qualche genitore).

Con la seguente motivazione:

Tale “Cicciogamer 89”, di professione “noto youtuber”, con 3,6 milioni di iscritti, ha promesso un hamburger ai fan. Si sono dati appuntamento a Roma in centinaia, allo store di Burger col suo nome. Lui non c’era. Un genitore: “Abbiamo fatto 500 km per portare il figlio a Roma per l’evento, è stato in fila dalle 9 al freddo, poi con la massa di persone è stato messo indietro e alla fine non ha ricevuto il panino”. Eh, questa è l’Italia di oggi, questi sono i giovani ai quali affidiamo il nostro futuro.

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Il premio pane e volpe va a

Anonimo imprenditore di Benevento.

Con la seguente motivazione:

Vende cartucce di toner riciclate al posto delle originali. Ne ha fornite per 115mila €uro ai Carabinieri del Piemonte e della Valle d’Aosta. Arrestato per frode e truffa.

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Il premio “ma ci faccia il piacere” va a

Anonima signora di Carapelle, Foggia.

Con la seguente motivazione:

Ha simulato un malore, ha chiamato il 118 per farsi portare a Foggia, si è dileguata.

Ammette d’aver sbafato il passaggio: accusata di interruzione di servizio pubblico.

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Il premio “ma ci faccia il piacere” va a

La Polizia britannica.

Con la seguente motivazione:

Ha aperto un fascicolo sul caso di una ragazzina di 16 anni che ha visto violentare il suo avatar nel metaverso. Per gli investigatori, si tratta del primo “stupro virtuale di gruppo”. E hanno intenzione di perseguire i responsabili. Auguri, e buon lavoro.

21 E 22 FEBBRAIO


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21 febbraio

Giornata internazionale della Lingua Madre.

Se esite l’aldilà, Dante Alighieri si sta rivoltando nella tomba.

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22 febbraio

Giornata del pensiero.

A cosa “pensiamo”, visto che siamo schiavi degli influencer?

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Suntant Kathiw

VICENZA: APRE IL PRIMO "ALL YOU GAT EAT"


Grande successo per il ristorante che attira buongustai da tutta la provincia.

I gatti vengono serviti in tutte le salse, da quella rosa alla verde.

Dall'antipasto con salame Felino e Certosino, fino al dolce con il pregiato York Chocolate.

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Paul Rice – ACC

Gatto servito un po' troppo al dente. Ottimo come dessert a fine cena.

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Micio sott'olio in vasetto di vetro

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Felino leggermente prematuro, quasi pronto per essere raccolto

IL PENE E LA TEMPERATURA


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Il freddo può dimezzare le dimensioni del pene. Il caldo estivo può determinare l’aumento della pressione sanguigna, causando il “pene estivo”; e in inverno può verificarsi l’opposto, il “pene invernale”: una risposta fisiologica dell’organismo al freddo.


Tale importante assioma è confermato da mie ricerche e sperimentazioni, consolidate da anni, e acclarate scientificamente monitorando un gruppo di volontari, da me coordinati. Per far fronte a tale sgradevole riduzione dimensionale, ho messo a punto un ingegnoso e funzionale strumento alimentato ad energia solare grazie al quale è possibile mantenere una temperatura costante pari a T26° (regolabile), che si è dimostrato efficace per evitare fastidiosi e imbarazzanti restringimenti.


Consiste in una gabbia a conduzione termica, regolabile nelle dimensioni, che avviluppa interamente l'apparato genitale, e tramite una resistenza alimentata da fonte energetica esterna (di cui sotto si precisa), ingenera una termoregolazione dell’apparato preposto alla riproduzione, escludendo le succitate riduzioni dimensionali e prestazionali.


Utilizzando una fonte energetica naturale, il sistema elettromeccanico mantiene in carica una batteria a celle di litio, che a sua volta alimenta la resistenza regolabile, da T° Minimo 22°C, sino a 33°C per le aree nordoccidentali con climi freddi particolarmente severi.


Ma l'aspetto più interessante, e in linea con le ormai irrinunciabili direttive green, riguarda i brevetti da me depositati a livello mondiale, riferiti alla fonte di produzione dell'energia, interamente ecocompatibile. Il primo e più ordinario utilizza mini-pannelli fotovoltaici, da inserire in un elegante copricapo tipo Borsalino (per i Boomers), o sopra un baseball-cap per le nuove generazioni. Invece è innovativo (e più costoso) il meccanismo di generazione da "gas di scarico intestinali": consistente in una mini-turbina eolica (introdotta a livello sfinterico per 15 cm. sino alla valvola rettale), azionata da gas e flatulenze che, per mezzo di una mini-generatore a magneti inversi, produce un primo flusso di corrente alternata, e convoglia lo stesso gas intestinale in un NANOBRUCIATORE TRIBOELETTRICO, fornendo la restante quota energetica, e favorendo anche un eccellente scambio termico, diretto alla gabbia genitale. L'utilizzo di questo fantastico e innovativo sistema garantisce al 98% che venga escluso il restringimento penieno causato dalle variazioni climatiche.

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Dottor Professor Bruno Peninis

TECNOLOGIA CARNEVALESCA: GLI E-CORIANDOLI

Ogni anno vengono abbattuti milioni di alberi per realizzare multiformi e colorati coriandoli da lanciare alle sfilate di carnevale.


Oltre a essere un prodotto "a perdere", date le piccole dimensioni non sono riutilizzabili come carta di recupero, i coriandoli raccolti a terra impregnati di polvere e asfalto non si possono inviare al macero per la trasformazione in carta riciclata, ma devono essere inceneriti con ulteriore pregiudizio per l'ambiente. Senza contare gli oneri in carico alle amministrazioni comunali e agli enti organizzatori per la pulizia di strade e marciapiedi.


Come risolvere questo annoso problema?


Ci ha pensato il geniale Max di PC Amico, scansionando alcuni coriandoli in formato JPEG e duplicandone n-volte l'immagine.


Grazie a questo metodo è possibile caricare in una chiavetta di memoria centinaia di migliaia di coriandoli in versione digitale, senza dover disboscare intere foreste.


Lanciare una sola chiavetta dal carro allegorico sarà esattamente come tirare un sacchetto da due/tre chili di coriandoli alle maschere che partecipano alla parata.


Una decina di flash drive USB sono sufficienti per coprire il fabbisogno di una intera sfilata con evidente e immediato vantaggio per l'ambiente e per le spese a carico degli organizzatori.

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Paul Rice – ACC

Max mostra una ventina di Kg di coriandoli in formato JPEG

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Con opportuni movimenti rapidi i coriandoli digitali si possono trasformare in sgargianti stelle filanti

DOPO LA GIORNATA SENZA AUTO, ARRIVA QUELLA SENZA PEDONI

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Siamo ormai abituati ai ciclici blocchi del traffico nelle città ogniqualvolta si sforano i limiti di respirabilità dell’aria.


Preoccupano le alte concentrazioni di anidride carbonica, di monossidi, oppure dei temutissimi PM (si tratta di micro particelle, talmente minuscole che per misurarle occorre un nano-metro).


Fermare la circolazione, anche se solo per una domenica al mese, ha un impatto positivo sulla qualità dell’aria che respiriamo, ma esistono altre soluzioni migliori che non pregiudichino la mobilità dei cittadini?


A dare una risposta ci pensa uno studio condotto dall’Università di Pensologia di Torino, Facoltà di Scienze Superflue, sede distaccata del Piemonte Orientale.


Partendo dal presupposto che in città mediamente un automobilista, per trovare parcheggio, deve fare quattro volte il giro dell’isolato. Considerando i chilometri percorsi per trovare l’agognato posto auto. Valutando che il tempo impiegato per queste operazioni supera mediamente il quarto d’ora, e che si finisce poi per trovare posteggio a centinaia di metri. Preso atto che l’ormai esausto guidatore dovrà raggiungere il luogo desiderato a piedi (anche in caso di maltempo), la soluzione pare ovvia.


Il dato di fatto è che ognuno finisce per posteggiare lontano dal luogo desiderato inquinando di più e sprecando risorse (tempo e carburante).


Si pensi ad esempio a Tizio che desidera andare al bar, ma trova posteggio davanti al barbiere a duecento metri. Nel frattempo Caio, che vuole andare a farsi tagliare i capelli, trova posteggio davanti al panettiere a 150 metri di distanza. Contemporaneamente Giacomino, che deve andare in panetteria, trova posto di fronte alla caffetteria. Un circolo vizioso dove ognuno prende il posto all’altro e scontenta tutti.


La soluzione è semplice: istituire la GIORNATA SENZA PEDONI.


Con il divieto di camminare tutti saranno costretti a posteggiare di fronte a dove desiderano andare, risparmiando tempo e carburante salvaguardando la qualità dell’aria.

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Freddy Marchiori & Paul Rice – ACC (OTTOBRE 2016)

LA RISTAMPELLATA: questo articolo è stato scritto tra il 2016 e il 2018 e viene qui riproposto a grande richiesta.

Ecco il concorso a premi che tutti stavano aspettando!

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Chi fornirà la più simpatica e divertente interpretazione a questa opera grafica, realizzata dalla Nostra Dalì Aquì in una notte di luna piena, non vincerà nulla, ma avrà una menzione su LA STAMPELLA.


Avete tempo fino al 29 febbraio per fornire una spiegazione.


Potete contattarci come preferite: posta, e-mail, telefono, fax, telegramma, msg, social, passaparola, ecc.


Per la prima volta, in esclusiva su LA STAMPELLA, un concorso dove il primo classificato non vince assolutamente nulla!

9 / 11 / 13 febbraio

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9 febbraio

Giornata internazionale del dentista.

Sperando che non coincida col giorno di pagarlo.

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11 febbraio

Giornata mondiale del malato.

Mi sfugge il significato della dedica.

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13 febbraio: Giornata mondiale della radio.

Quella fatta solo di chiacchiere e pubblicità?

Possiamo ormai farne tranquillamente a meno.

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Suntant Kathiw

L'INTELLETTUALE, QUESTO (ILLUSTRE) SCONOSCIUTO


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Tutti crediamo di sapere che cos'è un intellettuale.


In Italia gli esempi non mancano, sia vivi sia defunti: da Vittorio Sgarbi a Dario Fo, da Umberto Eco a Roberto Saviano, passando per i due Massimi, Gramellini e Cacciari.


Personaggi famosi che pensano, scrivono e parlano. Soprattutto (quelli viventi) parlano, moltissimo, talvolta anche a sproposito.


Ma come si fa ad essere definiti intellettuali? È sufficiente essere laureati, colti, geniali ed impegnati? Quali sono i requisiti che distinguono, per esempio, uno scienziato o un poeta da un intellettuale autentico?


Abbiamo posto la domanda all'Accademia più anti-intellettuale al mondo: l'Accademia dei Cinque Cereali (ACC).


Premesso che, nel corso della storia, le caratteristiche di intellettualità (o intellettualismo o intellettualanza, come preferite) sono cambiate moltissimo, oggi, secondo l'ACC, i requisiti minimi per essere classificati intellettuali sono:


- essere stato invitato almeno una volta come ospite da Fazio

- essere stato invitato in qualità di esperto da Barbara d'Urso o da Bruno Vespa

- avere gli occhiali e la barba. Per le donne, in mancanza di barba si accettano i baffi, anche decolorati

- sbraitare e dire parolacce in TV , insultando i non intellettuali anche se hanno smaccatamente ragione

- conoscere almeno venti parole in inglese e utilizzarle anche a sproposito, purché pronunciate alla perfezione

- saper scrivere in una qualche lingua, viva o morta o in coma (saper leggere invece è un'optional che non da alcun punteggio)

- conoscere almeno un aforisma in latino, almeno due terzine della Divina Commedia a memoria, anche non consecutive, sapere che la tavola pitagorica non è un elemento di arredo, che Pigreco non è un cugino di Peppa Pig e che Platone non è un pianeta

- aver scritto almeno un libro con dedica in turco o in armeno

- aver scritto un best seller, che però (questo è fondamentale) soltanto lo 0,05% di quelli che l'hanno acquistato l'ha letto tutto e capito.

- aver scritto almeno un saggio che tratti di argomenti che non interessano a nessuno (es. l'insonnia di Luchino Visconti, l'arte di disporre i rifiuti urbani, l'amore trasgressivo tra gli elefanti, cori contadini del VIII secolo in Val Trompia eccetera).

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Stephanie Hop-là – ACC (OTTOBRE 2016)

LA RISTAMPELLATA: questo articolo è stato scritto tra il 2016 e il 2018 e viene qui riproposto a grande richiesta.

Candidato alla Nomina di Intellettuale, che purtroppo, per pochi punti, non ha superato i test.

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Scilinguagnoli

L'ANGOLO DELLA (S)CULTURA - PROSTATA PROSCENIUM

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A cura di Manfredi Maria Miglio Marello

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PROSTATA PROSCENIUM

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Prostrato dalla prospettiva d’esser prono, prosternato,

pronto al prosaico progredir del dito, procedimento

proclive a problematiche del tuo amor proprio,

proclami una protesta. Ma il protomedico,

con protervia, prosegue la prospezione

con la prosopopea del protagonista.

Prego, si proceda col prossimo!

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Maria Miglio Marello

L'ANGOLO DELLA (S)CULTURA - L'ELETTRAUTO ELETTRIZZATO


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Intronato dai troppi ettolitri introitati,

l’introverso elettrauto intrallazza

con l’elettropompa a elettroliti,

intralciando l’introduzione

di elettroni ultraterreni

tra gli elettrotreni.

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Maria Miglio Marello



L'ANGOLO DELLA (S)CULTURA - LA RIVOLTA DELLA GENTE INDIGENTE

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A cura di Manfredi Maria Miglio Marello

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LA RIVOLTA DELLA GENTE INDIGENTE

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Un agente mediamente intelligente,

indossando il casco catarifrangente,

roteando lo sfollagente tra la gente,

la spinge sulla banchina salvagente.

Ma lo sfollagente parte per la tangente

(certo è un caso del tutto contingente)

e nel frangente la paura è così ingente

che non occorre essere chiaroveggente

per prevedere il finale del frangente:

rivolta ingente della gente indigente.

In loco giunge un ingente contingente.

Ora l'agente mediamente intelligente

sarà ricoverato come lungodegente.

Non è stato negligente, il prode agente,

forse solo un po' troppo intransigente?

Ma certo il giudice sarà indulgente…

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Stefania Marello

L'ANGOLO DELLA (S)CULTURA - NONNA CANTANTE


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A cura di Manfredi Maria Miglio Marello

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NONNA CANTANTE

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La nonna canta: ha poca voce,

ma stonata, e la canzone vola

nella stanza solo quando è sola.

Canta per farsi compagnia,

canta per farsi addormentare,

e quando non ne può più

canta per non gridare.

Canta anche per niente,

senza un motivo apparente,

senza un motivo musicale,

parole a caso pescate nella mente.

Talvolta, quando è ai fornelli,

canta ritornelli di canzonette

da un repertorio fuori moda.

Nonna canta quando arranca

come un mulo, con le borse

della spesa, su per la discesa.

Canta mentre corre a destra

e a manca, e deve cucinare

per la cena, ma è già stanca.

E quando s'improvvisa maestra

canta verbi, poesie e tabelline

finché la voce finisce, e deve

stare zitta, altrimenti tossisce.

Canta per tacere una risposta

brusca, un commento arcigno.

Canta leggera,

con la speranza che il suo

non sia il canto del cigno.

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Nonna Abeffarda

L'ANGOLO DELLA (S)CULTURA - FERIAE AUGUSTI

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FERIAE AUGUSTI

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Se il centro storico si anima di turisti,

le periferie in agosto sono silenziose,

ostaggio dei corvi e delle falene tristi,

e di invisibili zanzare bellicose.

I pochi umani, costretti a uscire con i cani,

sudano cercando l'ombra, ma è arduo

trovarla tra i condomini affogati

in questa opprimente calura senza sole.

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Agosto. Ti riconosco dai marciapiedi

liberi dall'assedio delle auto,

da qualche anziano malfermo sulle gambe

che si aggira solo, senza la badante,

davanti ai negozi sprangati,

o dentro i supermercati.

Ti riconosco nei taxi

che trasportano chi parte e chi è tornato,

mentre chi non va in vacanza

si sposta a piedi, pallido e sudato.

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Ti riconosco, agosto, dal vuoto lasciato

da quel camper, che stava immobile da mesi,

come parte di un paesaggio desolato...

Che sia partito? Buon per lui, che almeno

per un giorno possa mostrare il suo valore.

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Chissà come trascorreva agosto

Augusto, di Roma imperatore.

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Stefania Marello

L'ANGOLO DELLA (S)CULTURA - TUTTI I TIPI DI TOPI

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TUTTI I TIPI DI TOPI

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Toporagni, triceratopi,

topi toponimi, topi topografici,

topi campagnoli e topi di città,

stereotipi di topi atipici.

Topi che si fanno le tope

e topi che si fanno le topiche,

topi giallo topazio

e verde pungitopo natalizio.

Topi di malattie portatori

e topi allevati nei laboratori:

archetipi di nuovi genotipi,

e prototipi di diversi biotipi,

ectopie utopiche top-secret,

top-test per creme topiche.

Topi geneticamente modificati

dai radioisotopi.

Top model in topless,

top gun al top

e topi con le toppe al culo.

Topi bianchi da salotto

e topi neri da condotto.

Topi che vanno senza intoppi

e topi sciancati e zoppi.

Topi rattoppati,

topi di stoppa,

topi finché basta.

E STOP.

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Stefania Marello

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LA TAMPA 2423 DEL 2014

Sconsiderazioni

LE PERLE DEI PIRLA

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La frase "Quel tizio segue una religione del Cucù", ha finalmente senso.

Bepi Ciopadepan

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Oggi tutti tennisti, ieri tutti pallavolisti, 

e intanto il calcio non lo considera nessuno!

Tony Luganega

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Non sono proprio come San Francesco. 

Per ora parlo ai pesci ma non mi rispondono.

Gary Buja

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Per vedere le donne nude bisogna andare Suin Ternet?

Luigi Pirlandello

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È vero che a Napoli piangi tre volte?

Quando arrivi, quando riparti e quando scopri cosa ti hanno fregato?

John Stravolto

LE PERLE DEI PIRLA

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Verba volant, post su Facelibrum manent.

Al Damerini

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Se uno ha sei prime case, deve pagare l'IMU?

Gary Buja

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Se i Pink Floyd fossero biellesi avrebbero scritto "Another Brich in Zumaglia"

John Stravolto

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Può un becchino dilapidare i propri risparmi?

Tony Luganega

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Non so se ritenermi fortunato, vivo a B-iella.

Freddy Marchiori

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Si chiama "scorta" perchè se a uno viene sparato, subentra il sostituto, quello di scorta?

Luigi Pirlandello

LE PERLE DEI PIRLA

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Uccideva col sorriso sulle labbra: era un semiserial killer.

Al Damerini

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Le trame dei film di Natale sono più scontate di quelle dei film a luci rosse.

Tony Luganega

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Chi tromba a Capodanno, tromba tutto l'anno! 

E chi rimane "trombato" col conto del Cenone?

Bepi Ciopadepan

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Dal casino che ho sentito 

deduco che il Sindaco abbia rimosso il divieto di sparare botti.

Pierino di Monanaro

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Primo Gennaio: chi ti invia gli auguri alle sei del mattino, 

si è svegliato di buon'ora, o sta andando a dormire?

Paul Rice

LE PERLE DEI PIRLA

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Da quando hanno esposto il prezzo medio, il mio consumo di carburante è aumentato del 20%, 

perchè prima di fare il pieno passo da tutti i benzinai della zona per trovare il più economico.

Gary Buja

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Gufo: rapace volante non identificato.

Al Damerini

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Perchè fanno un sacco di feste della Birra, ma non ne organizzano mai una sulla cola?

Luigi Pirlandello

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Esistono ancora uomini che si presentano al primo appuntamento?

John Stravolto

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Se Polizia Stradale è in strada e quella Locale in un locale, 

perchè la Polizia Postale non è in posta?

Pierino di Montanaro

LE PERLE DEI PIRLA

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Conoscete l'indirizzo di Amazon? Vorrei spedire l'importo in francobolli in busta chiusa, mi trovo bene con questo metodo anni '70.

Gary Buja

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Da quando ho l'auto elettrica sono diventato alcolizzato: la prolunga arriva solo fino al bar sotto casa.

Pierino di Montanaro

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Ci fanno pagare col POS ma verso il 20 del mese il credito è esaurito. Per incentivare dovrebbero lasciare il tetto di spesa illimitato.

Luigi Pirlandello

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Ristoratori che applicano il sovrapprezzo dicendo "è un'esperienza".

Si riferiscono un'esperienza "tipo" sessuale dove il cliente fa la parte passiva?

Paul Rice

LE PERLE DEI PIRLA

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Non vorrei demoralizzarvi, ma almeno una cinquantina di Miss Universo 

hanno tentato invano di portare la pace nel mondo.

Tony Luganega

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Se gli iscritti ai social andassero tutti a votare, grazie alle loro competenze, 

avremmo solo governi illuminati.

Bepi Ciopadepan

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Da bambino non capivo perché mia madre faceva la mammografia, 

ma mio padre non faceva la babbografia.

Pierino di Montanaro

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L’automobilista può decidere se pagare il prezzo del benzinaio o quello medio?

Gary Buja

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Al ritorno dalle vacanze sto sempre in ansia 60 giorni 

per timore che mi arrivino multe per limite di velocità.

Al Damerini

Guest

LA STAMPELLA PRESENTA: LA POETESSA DI SAN MAURO MARE


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NASSIRYA

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Nella polverosa cortina degli spari

occhi mediterranei celati da veli

sguardi sui rosari arabi,

uomini donne bambini

vittime innocenti

spezzati come fuscelli d'albero

al primo soffio di vento

terra arida crepe sterili

crateri d'odio

si allargano sopra corpi mozzati

e passi pesanti solo stracci stesi

anneriti dalla polvere

laceranti come i pensieri

soldati italiani in missione di pace,

locuste mimetizzate nel cuore

per la libertà

dipingono espressioni di dolore

nel sacrificio estremo della vita,

increduli nello scorgere uno stelo

di un fiore colore puro

nel torbido spicchio di cielo.

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Caterina Tisselli

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Per questa poesia, Caterina ha ricevuto una telefonata dalla Segretaria del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dall'ufficio del Quirinale, per congratularsi per l'opera dedicata ai soldati italiani in missione di pace.


Ha precisato che il testo denota una profonda sensibilità, dall'anima descrittiva e poetica ed inoltre, attraverso la segretaria, il Presidente Mattarella si è complimentato per il ricco curriculum della poetessa degno di nota e di stima.

MANI



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MANI

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Dalle nostre mani intrecciate

sgocciola ancora nostalgico

il ricordo del nostro amore.

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BrunoZ il Savio

SOLITUDINE

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SOLITUDINE

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Quella lacrima ghiacciata

cadendo nello stagno gela la superficie,

che riflette i miei pensieri vacui.

Cerco lontano con lo sguardo,

verso il monte imponente,

e nei colori dell’autunno,

un acconto di allegria

che tacita il fiele della tristezza.

Ma non lo trovo.

Nemmeno l’oro dell’imbrunire,

e quei vividi colori, zittiscono

il desolante gorgogliare del mio cuore,

quella sorgente che anima mestizia,

quel demone non prende il volo;

e mi sento sempre più solo.

Il sommesso sciacquio mi ridesta,

e l’ultimo balzo giocoso

e spensierato del Rondone,

riflesso da stanchi raggi,

rende meno amaro l’attimo,

e toglie, ormai al crepuscolo,

un po’ di quella malinconia.

Per donare domani un’alba tiepida,

proemio di rosea giornata,

non più solo e perduto nell’oblio,

ma incline a seguire nuovo cammino.

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BrunoZ il Savio



LA STAMPELLA PRESENTA: LA POETESSA DI SAN MAURO MARE - SPOSALIZIO DEL MARE


SPOSALIZIO DEL MARE

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Remori anfratti ricordi

nel grigio che sovrasta

sopravvivono vividi

sopra schegge frammentarie

di vulcanica rena

lambita dai tempi,

striature venate di giallo

s'arancia il cielo

dove si sposa con l'onda marina

orizzonte boreale

intarsiato d'amore.

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Caterina Tisselli

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TRE VELI

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Morbido foglietto, agevolante ambrosia nel mondare il carnoso alveolo,

nel quotidiano di te mi avvalgo e,

imbrattato da vermicello all’occhio mi rimembri ancor,

nonostante il mio rifiuto,

gli odiati e astuti carnefici politichini che

imperterriti susseguono nell’apocalittico brigare.

Diligenti fannulloni escogitanti acutizzanti balzelli e dazi e gabelle in ogni dove, oltre illogici arbitri focalizzati a quell’alveolo infrangere;

non con brutale furia ma con scaltrita sapienza.

Mi netto velocemente per non calare ancor più nel furibondo oblio, rassegnando il foglietto nella bianca ceramica e, voltandomi

l’acqua lo decanta via e con esso, il livore di nefaste memorie.

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BrunoZ il Folle



BRUNOZ LO SVELTO?

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BRUNOZ LO SVELTO?

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Il Nobel per la Fisica 2023 a Pierre Agostini, Ferenc Krausz e Anne L’Huillier. Gli scienziati sono stati premiati per lo studio degli attosecondi, i segnali più brevi creati dall'uomo che promettono di aprire la via a una nuova era dell'elettronica. Non avrei mai immaginato, che le mie rapidissime prestazioni eiaculatorie avrebbero portato il Nobel a chi le ha studiate.

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BrunoZ

NUOVO SCANDALO: DOPO IL CALCIO SCOMMESSE, LE PARTITE A CARTE TRUCCATE ALL’ORATORIO


Pensionato corrompeva gli avversari per vincere e far colpo sulla barista ultraquarantenne

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Come nelle migliori serie TV il parroco di una piccola frazione di Cossato (BI), si è trasformato in investigatore e ha scoperto uno strano “movimento” dietro a un apparentemente innocente gioco a carte.


La cosiddetta “pietra dello scandalo” era la donna di servizio di origini ucraine che gestisce il locale adibito a circolo ricreativo della quale il nostro pensionato si era perdutamente innamorato.


I primi sospetti son sorti perché il signor Armido G., residente a pochi passi dalla Parrocchia, vinceva in continuazione, ma gli avversari, pur disponendo di pensione minima, potevano permettersi fino a 5 “bianchini” al giorno più merenda con pane e sopressa veneta.


Il parroco ha pedinato i quattro amici al bar per una settimana: il primo giorno chiudendosi nel frigo dei gelati, ma a causa dell’eccessiva coibentazione non ha sentito nulla, il secondo giorno nel ripostiglio, ma al buio non ha visto nulla, il terzo giorno dietro il bancone del bar, ma i quattro sono andati a giocare a carte nel dehor, il quarto giorno si è nascosto nel confessionale in chiesa, ma era troppo distante, il quinto giorno si è nascosto in bagno, ma Ermete, detto il “mangia fagioli”, lo ha costretto alla ritirata dalla ritirata, il sesto giorno si è camuffato da juke box, ma un ragazzino stava tentando di inserire la monetina (non è noto dove), così il settimo giorno ha deciso di riposare seduto sulla panchina a un metro dai quattro amici, riuscendo finalmente a capire tutto.


Chi vinceva aveva diritto a un quartino di lambrusco, così il nostro furbetto del tavolo verde aveva maggiori possibilità di avvicinare l’ostessa (che poi è sempre la stessa) e di intavolare con lei approcci a scopo amicizia ed eventuale matrimonio.


Al parroco non è rimasto altro che infliggere al pensionato la pena di 12 Padre Nostro e 6 Ave Maria da recitare in ginocchio in sacrestia, pena poi commutata in un Salve o Regina, tenendo conto che non aveva precedenti matrimoniali e che la misera pensione minima costituisce di per sé già adeguata punizione.

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Freddy Marchiori & Paul Rice – ACC (MAGGIO 2012)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA


Nei circoli c’è sempre il terzo incomodo, a volte il quarto e il quinto

FURTO IN PANETTERIA: LADRO COLTO IN FRAGRANZA DI REATO


Mentre scoppia un pan demonio, tenta invano di allontanarsi tra bagarre e baguette


Pan Calieri, 13 aprile 2012.


Giovanni Panini, giovane nullafacente, imparentato alla lontana con la dinastia dei Grandi Produttori di Figurine (anche se nella sua misera vita avrebbe collezionato solo una serie di figuracce), già noto alle forze dell’ordine per piccoli reati e spaccio di figurine taroccate ha aggiunto alle sue condanne una denuncia singolare.


I fatti si sono svolti nella panetteria di Giuseppina Delsacco Boia, alle sette e trenta del mattino, ora in cui il negozio è affollato di studenti che acquistano focacce e brioches prima di andare a scuola.


Il Panini, digiuno e affamato, attirato dall’insegna invitante ‘La Boia Panatera’ e soprattutto dalla fragranza del pane appena sfornato, è entrato nel negozio e, approfittando della ressa e della confusione, ha sottratto due forme di pane arabo e una di Challah, il cosiddetto pane ebraico e se le è nascoste nell’ampio giaccone.


Per una strana e ancora inspiegabile reazione chimica le forme di pane a contatto tra loro (e forse con le ascelle del Panini) hanno sviluppato una lievitazione tardiva e incontrollata, fino all’esplosione, provocando reazioni di panico e fuga tra i clienti.


È intervenuta la polizia locale insieme agli artificieri di Torino.


Il Panini, colto in flagrante, è stato fermato per furto di pane fragrante, deflagrazione non autorizzata e detenzione di ordigni esplosivi.


Fortunatamente l’esplosione non ha causato vittime. Ferito solo uno studente che stava masticando un chewing-gum alla fragranza di panpepato (probabilmente rubato anch’esso dal bancone della panetteria) e che si è morsicato la lingua per lo spavento.

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Stephanie Hop-là approved by Paul Rice – ACC (APRILE 2012)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

DOPO L’AUTOCERTIFICAZIONE ARRIVA L’AUTODENUNCIA


In arrivo un nuovo decreto semplificazioni

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Chi non ha mai sognato di lavarsi la coscienza e pagare i propri debiti con la giustizia, senza quelle inutili trafile chiamate processi penali? Senza contare che le lungaggini burocratiche, spesso, portano alla prescrizione, privando il reo confesso della sua giusta condanna.


La parte del leone la fanno gli avvocati che, hanno tutto l’interesse a prolungare i tempi per giungere al giudizio. Non da meno sono i magistrati, per il quali ogni scusa per rinviare le udienze (a volte basta un appuntamento dal parrucchiere per fare slittare l’arringa difensiva di qualche mese.


A mettere ordine potrebbe pensarci il Ministro della Giustizia con un Decreto Legge che preveda l’autodenuncia, una sorta di autocertificazione dove si dichiarano gli atti illeciti commessi, permettendo di recarsi direttamente nel carcere più comodo e scontare la pena prevista dalle norme di attuazione e dai regolamenti circondariali.


La firma in calce all’autodenuncia dovrà esser vistata da un pubblico ufficiale, pena l’annullamento del delitto commesso.


L’autoaccusato dovrà altresì essere vivo, infatti il decesso è causa di estinzione della pena e, da morti, è estremamente complicato dimostrare di essere in possesso di piene facoltà mentali, nonostante tale dimostrazione sia ardua per la maggior parte dei vivi.

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Freddy Marchiori – ACC (MAGGIO 2013)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

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Cella dotata di ogni scomfort

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Presto sarà possibile recensire le celle su Strip Advisor

ARRIVANO GLI INCENTIVI PER I CICLISTI


Dopo le banane e le automobili, i prossimi bollini blu

saranno applicati sulle biciclette

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Il ministro dei trasporti francese ha previsto un incentivo per i pendolari che si recheranno al lavoro in bicicletta anziché in automobile, pari a 25 centesimi al chilometro.


Se oltralpe l’idea ha funzionato, allora perché non provare anche in Italia?


Stimando in tre milioni il numero di pendolari, ciascuno con 5 chilometri di distanza media da percorrere, servirebbero - facendo i conti della serva - quasi quattro milioni di €uro l’anno.


Come superare il patto di stabilità, e la spending review, senza disporre di questa cifra?


Semplice come fare le nozze con i fichi secchi: noi sosteniamo che sarebbe sufficiente trovare alcuni sponsor che sostengano la mobilità sostenibile (e se non la sostengono i sostenitori, chi mai la dovrebbe sostenere?).


Le prime aziende che hanno colto l’opportunità di sponsorizzare i loro prodotti sono state le multinazionali farmaceutiche, le quali speravano di incentivare la vendita di farmaci anti infarto, anti collasso cardiocircolatorio, e altre patologie derivanti da sforzo. Purtroppo, il Ministero dei Trasporti - toccando ferro - ha preferito declinare.


Successivamente è stata proposta la sponsorizzazione di una holding produttrice di yogurt al bifidus attivo (e tutti sappiamo in cosa sia attivo tale microrganismo), la quale, collegata con una società di autospurghi, intendeva posizionare bagni chimici a distanze regolari per facilitare una “evacuazione itinerante” comoda e confortevole. Ma è fallito anche questo tentativo, a causa delle emissioni gassose addirittura superiori e quelle delle vecchie auto €uro Zero.


In seguito, si sono fatte avanti le compagnie del settore chimico, proponendo di pubblicizzare anabolizzanti e steroidi. Ma il tutto è stato bloccato quando si è scoperto che esse, purtroppo, erano in combutta con i fabbricanti di autovelox (sulle piste ciclabili il limite è di 30 Km/h - N.d.R.).


Una delle più grandi catene di Sexy Shop ha proposto di finanziare l’iniziativa, purché venissero rimossi i sellini dalle biciclette. Benché la catena non avesse alcun interesse con lobby o multinazionali, anche questo tentativo di accordo è naufragato, e non è stato reso noto il motivo del rifiuto da parte del Ministero.


Per riuscire a trovare un accordo soddisfacente è dovuta intervenire un’importante azienda import-export italo-ghanese, la quale pagherà i chilometraggi in natura, e cioè in ananas e banane. In cambio richiede che venga apposto il bollino blu sulle biciclette. Tale adesivo attesta l’avvenuto controllo delle emissioni di gas di scarico del ciclista.

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M&M&M - Marchiori - Marello – Miglio (2014)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

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La bicicletta dieci e lode

È VALIDO IL MATRIMONIO CELEBRATO DA UN PUBBLICO UFFICIALE INVALIDO?


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Gentilissima Accademia dei CC,


mi chiamo Gioia e sono disperata: ho 56 anni e, dopo due anni di matrimonio, sto per separarmi da mio marito.


Purtroppo lui non lavora e ha minacciato di portarmi via buona parte del mio patrimonio, che tra immobili, titoli e conti correnti ammonta a oltre dieci milioni di Euro.


Se ciò dovesse accadere mi dispiacerebbe moltissimo, perché ho messo da parte questa somma in ben 2 + 18 anni con grandi sacrifici.


Quando avevo 28 anni, infatti, sposai un miliardario settantenne, sperando che si trattasse di un matrimonio di breve durata. Purtroppo il vecchio aveva la pellaccia dura, così, dopo due anni, ho chiesto la separazione, e mi ci son voluti altri diciotto anni per arrivare alla sentenza definitiva, con la quale gli ho portato via tutto. A tutt’oggi il miliardario è ancora vivo e in buona salute, anche perché, grazie a me, ha meno ricchezze da gestire e quindi meno preoccupazioni.


Capirete che, con tutta la fatica che ho fatto a mettere insieme una tale fortuna, mi spiacerebbe che finisse nelle mani di un fannullone approfittatore, un cacciatore di dote, un parassita senza arte né parte come il mio attuale marito.


Forse una via d’uscita c’è, ed è per questo che mi rivolgo a voi.


Dal momento che ci siamo sposati in Municipio e il sindaco che ha celebrato il matrimonio è un invalido, possiamo considerare invalidato anche il matrimonio? Perché se si potesse annullare, mi risparmierei un grande grattacapo, oltre a tutte le spese legali …


Gioiosi saluti da Distinta… ops, scusate, volevo scrivere


Distinti saluti da Gioia


P.S.: Se mi date una risposta soddisfacente vi mando un bel regalo

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Cara Gioia,


con immensa gioia ti annunciamo che hai ragione tu. A norma dell’articolo 138 della Costituzione e degli articoli 456, 1129, 1142 e seguenti del Codice Civile, nonché in base all’articolo 14 comma 2 del Codice Stradale, alla sezione IV del Contratto Nazionale del Lavoro e dell’Ozio dei Metalmeccanici, e infine secondo quanto riportato al punto 15 di pagina 13 del Manuale delle Giovani Marmotte il matrimonio celebrato da un invalido non è valido.


A partire da questo momento puoi considerarti libera dai vincoli matrimoniali e libera di beccarti una coltellata (o un proiettile, a seconda delle preferenze) dai tuoi ex mariti, in base all’articolo 11 della Legge 236/2013 (che regola i casi di femminicidio consentito e le deroghe alle condanne per stalking).


Come vedi ti abbiamo dato una risposta molto bella, esauriente e a tratti commovente, quindi ci aspettiamo il regalo promesso. Potrai inviarlo direttamente alla redazione de La Tampa, ma fallo subito. Avrai poi tutta la vita davanti per verificare quanto ti abbiamo detto.

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M&M - Marchiori – Marello (FEBBRAIO 2014)

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

DECIMI & DECIBEL


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Lettera 1:


Gent.ma Accademia,


vi chiedo scusa e mi chiedo scusa se vi disturbo per un così insignificante problema. Sono Cristal Lino, ho 43 anni e vivo a Lenta; gli amici mi chiamano benevolmente Ragionier Filini, talvolta Occhio di Lince, oppure Baricula.


Sono fortemente miope dalla nascita e senza i miei occhiali a fondo di bottiglia non riesco neppure a vedere la lettera A nel tabellone ottotipo; se non che, avendola oramai imparata a memoria, l’oculista crede che almeno un decimo lo riesca a vedere.


Spesso mi capita, guidando, di vedere una stupenda autostoppista lungo la strada, ma quando mi avvicino mi rendo conto che è un bidone dell’immondizia; oppure mi succede di andare incontro ad un amico a braccia aperte e di accorgermi, quando lo raggiungo, che si tratta di una pianta ornamentale dello spartitraffico. Una volta, in un campo volo, ero convinto di osservare in lontananza uno strano aliante: in realtà si trattava di un tordo un po’ stordito che transitava a un metro dal mio naso.


Ho intenzione di sottopormi ad un intervento chirurgico per migliorare la mia capacità visiva.


Pensate che sia una buona idea? Potrò ottenere alcune agevolazioni come ipovedente?

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Cordialmente, Lino

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Lettera 2:


Salve Accademici,


sono Tim Panico, nato a Sonico, ma vissuto per tanti anni ad Agnone, paese molisano famoso per la produzione di campane.


Secondo gli otorinolaringoiatri, sono affetto da grave deficit trasmissivo dell’orecchio sinistro e moderata ipoacusia senile bilaterale. Tradotto in italiano, significa che sono completamente sordo da un orecchio e dall’altro sento poco. Gli amici mi chiamano affettuosamente “Ciò per Broca” o anche Amplifon, ma a me poco importa, anzi, il più delle volte non sento nemmeno.


Ho già subito parecchie denunce per disturbo alla quiete pubblica da parte dei vicini, specie in estate quando le finestre sono aperte. In realtà i vicini dovrebbero essermi riconoscenti, poiché nel raggio di un chilometro possono ascoltare il mio programma preferito in TV (sarebbe “Chi l’ha visto?”, che secondo me dovrebbe chiamarsi “Chi l’ha sentito?” e l’ho anche suggerito alla Sciarelli) senza dover accendere il proprio televisore.


Sono sposato da vent’anni con una donna muta, che la notte russa come una segheria in piena attività produttiva: il nostro matrimonio è prospero e felice. “Sei un ottimo ascoltatore, caro” mi dice sempre mia moglie, con i gesti del linguaggio dei muti.


Ultimamente però mi succedono cose strane: sento suoni che non esistono, rispondo a telefoni che non suonano, corro ad aprire a visitatori che non hanno suonato alla mia porta, sento mia suocera buonanima che recita il suo proverbio preferito: “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.


Secondo voi che cosa potrei fare per recuperare l’udito? Esistono farmaci o interventi chirurgici?

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Rispondiamo ad entrambe le lettere:


Cari Tim e Cristal, la nostra Accademia ha studiato parecchi casi come il vostro, di persone che sono convinte di vedere e/o sentire poco, e ha effettuato una serie di esperimenti scientifici, utilizzando apparecchiature sofisticate in campo ottico e acustico. È arrivata alla conclusione che le persone come voi, a dispetto di ciò che dice la gente, sono in realtà ipervedenti e iperudenti, cioè vedono e sentono più della media della popolazione. Meglio sarebbe dire che odono suoni e rumori, e scorgono oggetti o persone che, normalmente altri umani non sono in grado di percepire.


Noto è il caso dei due coniugi eroi, orefici, che fecero arrestare un pericoloso malvivente: lei non aveva sentito le parole pronunciate dal rapinatore, e credendo che volesse sostituire la batteria al Rolex, ha chiamato il marito. Quest’ultimo, uscito di fretta dal retrobottega senza i necessari occhiali, afferrata la pistola, l’ha aperta per cercare dove fosse posizionata la pila. Tutto si è risolto in pochi attimi, senza che il delinquente abbia avuto il tempo di sparare. Certo è che se lei avesse capito, e se lui avesse visto, la rapina sarebbe andata a segno.


Ma chi è superdotato, in qualunque campo, si sente spesso incompreso ed emarginato e vorrebbe essere “come gli altri”, al punto da pensare di sottoporsi ad intervento chirurgico.


Noi dell’ACC, che siamo quasi tutti, per genialità e intelligenza, superiori alla norma, vi consigliamo di non farlo: sarebbe un vero peccato se andassero perduti i vostri talenti straordinari.


Inutile dire che non avrete mai agevolazioni di alcune genere.


Con simpatia

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Paul Rice e Stephanie Hop-là – ACC (SETTEMBRE 2013)


Cane guida per ipervedenti al volante

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

GRATTA & VINCI UN iPAD

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La S.I.T.A. in collaborazione con lo Scroccons Best Club

Presenta un SENSAZIONALE CONCORSO

Scegli personalmente il tuo nuovo accessorio tecnologico!

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Per partecipare bisogna “grattare” il premio in palio, meglio se con custodia per facilitarne il trasporto e navigazione internet prepagata per almeno 6 mesi; sono ammessi, in via del tutto eccezionale anche autoradio, navigatori satellitari e iPhone (purché muniti di caricabatteria).


Dopo aver “recuperato” il materiale sopra descritto, inviatelo presso la sede della S.I.T.A. unitamente ai vostri dati anagrafici e al vostro recapito.


Avete tempo per partecipare fino al 31 dicembre 2011.


Entro il 6 gennaio 2012 l’incaricato della redazione confronterà i dati degli oggetti pervenuti con le denunce dei furti avvenuti negli ultimi mesi dell’anno; se corrisponderanno il vostro nominativo verrà inserito in un’apposita urna in vetro pirex e, alla presenza di un maresciallo dei Carabinieri e di un ispettore di Polizia, verranno estratti un numero di biglietti pari al 99% di quelli presenti nell’urna.


Ai fortunati possessori dei biglietti non estratti verrà inviato a casa il premio con i nostri migliori auguri (di non essere beccati).


Per tutti gli altri scatterà l’arresto immediato con possibilità di scelta tra Carabinieri o Polizia.


Sono rigorosamente esclusi dal concorso i membri della S.I.T.A. e de La Tampa, compresi famigliari e amici, nel senso che a loro non potrà essere “grattato” nulla.

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Freddy Marchiori inviato speciale, Biella, Bologna e Rimini (NOVEMBRE 2012)

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

LA TAMPA HA COMPIUTO 20 ANNI


Sontuosa cena per la celebrazione dell’evento ma alla presentazione del conto

gli organizzatori scoprono di aver scordato di invitare Cannavò e Cepollina


Anche LA TAMPA invecchia: ha compiuto ben 20 anni il giorno della Festa della Repubblica! È un grande traguardo, per il quotidiano più amato dai torinesi (come confermano i sondaggi effettuati a campione nel condominio dove abita Franco Cannavò).


Ghiotta occasione per organizzare una cena memorabile.


I componenti dell’Accademia dei Cinque Cereali si sono ritrovati alla trattoria Mal-Ton, località San Giut d’Asti: specialità menù a prezzo fesso e rutto libero.


È consigliato l’abbigliamento di qualsiasi tipo, sebbene sia perentoriamente vietato il nudo integrale per le persone inguardabili.


Tutti i convenuti si sono presentati puntualmente. La cena si è svolta regolarmente, dall’antipasto al dolce: il famoso Bunet Mal-Ton – specialità con ricetta segreta, invidiata da tutti concorrenti - con cioccolato cinese, amaretti alsaziani, e capelli veri di bunet usato. Oops, ci è sfuggita la ricetta...


Parafrasando il tizio caduto dal 22° piano, che all’altezza del 3° urlava a squarciagola “fin qui tutto bene”, al momento della presentazione del conto si è evidenziato un problemino. Muniti di calcolatrice, si è diviso il totale per cinque, e si è fatta una tragica scoperta: i nostri eroi si erano scordati di invitare Direttore e Vicedirettore de LA TAMPA.


I soldi raccolti sono pertanto risultati sufficienti a pagare poco più della metà del conto. Sono stati necessari calcoli e ricalcoli, approssimazioni, integrali e derivate, calcolo delle variabili - cose già complicate per persone sobrie, figurarsi per tre cereali con qualche bicchiere di vino in corpo - per giungere alla conclusione che a tavola risultavano assenti Franco Cannavò e Livio Cepollina.


E, fatto molto più grave, che nessuno dei convitati se ne era accorto nel corso della cena.


Come risolvere il problema? Telefonare ai due illustri assenti, e invitarli a raggiungere prontamente il locale per ottemperare a saldare la propria quota?


Francamente (ma anche Liviamente), i tre non se la sono sentita.


L’opzione di fuggire senza pagare è stata bocciata, perché il cuoco del Mal-Ton è un tipo grande e grosso, dall’aspetto minaccioso, e munito abitualmente di mannaia.


L’unica soluzione razionale e salutare è risultata dividere il conto per tre, un numero che stranamente coincideva con quello degli effettivi partecipanti.


Seguiranno severe economie, per i tre, considerati gli emolumenti tampeschi.


Questo articolo è pubblicato per dovere di cronaca, nella speranza che sia Cannavò sia Cepollina preferiscano per una volta leggere altri giornali anziché LA TAMPA.


È pubblicato a loro insaputa.

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M&M&M – Marchiori & Marello & Miglio (GIUGNO 2014)

I tre dell’ACC scoprono che dividendo per cinque i conti non tornano

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

NONNA ABEFFARDA ALLE PRESE CON IL NUOVO COMPUTER


Ho già capito che il nuovo computer mi farà piangere lacrime informatiche, quelle che vaporizzano subito, in modo da non bagnare la tastiera.


Per non parlare dei cristi, informatici pure quelli, tipo “ctrl-jesus, dove azzosta quel troian world e dove accident è finita l’icona, mica l’avrò canc... ah ecco, ma dove devo fare il minkiaclic? OMADONNA, TUTT MAIUSC E COME FACCIO A ESC DAL NUMLOCK?


E altre cosette che una nonna non dovrebbe nemmeno pensare.


Il nuovo computer è un mondo parallelo, un Paese delle Meraviglie dove Alice si perde inseguendo un bianconiglio e chiacchierando con un cappellaio matto.


Funziona con le APP.


APP è l'abbreviazione di APPrensione, APPiattimento dell'attività cerebrale, APPannamento della vista, APPisolamento della ragione, APParente semplicità.


Qualunque cosa tu debba fare devi cercare la relativa APP, e ce ne sono decine...


E quando finalmente la trovi scopri che era lì, proprio sotto i tuoi occhi, o APPena un po' più in là. Icone coloratissime, dalla grafica meravigliosa e ipnotica, direi APPariscente.


Dopo un po' che cerchi ti distrai, ti confondi, gli occhi ti si incrociano e non ricordi più che cosa stavi cercando, e speri che venga la sorella a svegliarti dal questo sogno allucinato. Intendo la sorella di Alice, quella della fiaba, non la mia, per carità, che mi farebbe una manfrina così, perché alla mia età sto ancora a giocare col computer.


Non serve fumare erba, quando hai un computer come questo: lo accendi e parti.


Quando spegni sei stordito, proprio come se avessi fumato. Non so ancora dire se dà assuefazione.

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Stefania Marello (2014)

"Apri una nuova finestra"? Sei impazzito? Si muore di freddo!

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

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