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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO VI d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

TRENTA TRENTINI TRENTENNI ARRESTATI A TRENTON PER IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

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14 gennaio 2023.

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La vacanza in America di un gruppo di coetanei italiani si sta trasformando in un vero e proprio incubo.


Si tratta di un gruppo di coscritti di Trento, tutti nati tra fine dicembre e inizio gennaio, partiti poco prima di Natale per festeggiare il loro trentesimo compleanno oltreoceano.


Si sono imbarcati a Milano Malpensa il 18 dicembre con passaporti e documenti in regola, ma hanno fatto i conti senza l'oste, e senza l'ufficiale dell'anagrafe.


Dal 2012, infatti, i documenti non hanno più validità dieci anni dalla data di emissione, ma la scadenza decennale viene prorogata fino al giorno compleanno della persona cui vengono rilasciati.


Questa scadenza mirata è stata introdotta per aiutare i cittadini a ricordarla più facilmente.


La norma ha indubbiamente creato un grosso malinteso, poiché il gruppo si è ritrovato senza passaporto valido al momento del rientro previsto per il sette gennaio, avendo nel frattempo compiuto gli anni con conseguente scadenza dei documenti.


La polizia è intervenuta arrestando i trenta trentini per immigrazione clandestina che da una settimana sono ospiti del carcere di massima sicurezza della contea.


L'associazione I.C.E. (Italiani Clandestini all'Estero) si è immediatamente mossa contattando il Consolato italiano di Newark, ma è chiuso per ferie, e il Console onorario sta trascorrendo le vacanze di Natale in Toscana.


Il processo per immigrazione non autorizzata si terrà giovedì prossimo, fortunatamente nel New Jersey non è attualmente in vigore la pena di morte, pertanto i nostri connazionali non sono in imminente pericolo di vita.


Nel frattempo, anche la guida che li accompagnava ha compiuto gli anni, pertanto si è costituita direttamente presso la più vicina stazione di polizia.


Lo sceriffo della contea, in un comunicato stampa, ha laconicamente commentato col classico: "Ne abbiamo arrestati trenta, facciamo trentuno".


Se l'obbiettivo della norma era quello di rendere indimenticabile la data delle scadenze dei documenti fissandole al giorno del compleanno, per questi giovani trentenni trentini ha indubbiamente funzionato. Sicuramente non dimenticheranno.


Auguriamo loro un pronto rientro in Italia.

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Paul Rice - ACC

L'INARRIVABILE NONNO ABEFFARDO

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Enpa cerca faticosamente, ma sembra senza successo, di trovare chi adotti i gatti e i cani sequestrati perché provenienti da un negozio abusivo. Non discuto le leggi, ma, se un negozio abusivo riesce a venderli, e nessuno li vuole gratis, io rifletterei.

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Sciopero della fame nelle carceri contro le “condizioni inaccettabili”. Devo avere il cuore arido, visto che tali problematiche non mi coinvolgono né mi commuovono.

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Alla signora Antonella, ex moglie di Paolo Berlusconi, hanno rubato ben 500mila €uro mentre era altrove, svuotando una cassaforte e portandone via un’altra. Spiace che le abbiano rubato in casa una cifra che molti italiani non sanno neanche sognare.

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Se non si prenderanno adeguati provvedimenti, il prezzo del latte supererà i due €uro al litro. Devo cominciare a bere latte, per poi sentirmi coinvolto dal problema?

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In dieci giorni sono stati recuperati ben 18 cercatori di funghi che s’erano perduti. Però, quattro sono deceduti. La passione della micologia sta sempre più diventando pericolosa causa di disorientamento e morte, per i nonni piemontesi. Riflettiamoci.

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Nonno Abeffardo



AGNOSTICAMENTE SINGLE



Sono single tra i single

con la differenza

che loro si fidanzano,

poi si lasciano,

poi trovano altri compagni,

poi tornano single

e poi ancora si innamorano…

Ed io resto ferma ad osservare,

con le stesse emozioni

che provano le mucche

mentre osservano io treni passare.

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Dalì Aquì


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ESEGUITO IL PRIMO TRAPIANTO DI ORGANO IN CHIESA

Quando il liutaio e i tecnici specializzati hanno visitato l'organo presso la parrocchia comunale di Fandonia Valdastico, piccolo comune del vicentino, hanno subito capito che non esisteva terapia per riportare in vita lo strumento che da duecento anni accompagnava le cerimonie religiose.

Purtroppo, un fastidioso e pericoloso soffio alle canne richiedeva un intervento drastico e immediato, occorreva procedere a un trapianto.

Dopo un lungo intervento, unico nel suo genere, l'organo ha ripreso ad allietare le sante messe come un tempo.

Paul Rice - ACC

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Prima dell'intervento

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Dopo l'intervento

LA STAMPELLA PRESENTA: LA POETESSA DI SAN MAURO MARE - LA VELA BIANCA


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LA VELA BIANCA

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Sopra oggetti inanimati

che si accumulano

nelle orme dei passi forieri

schiacciati da speranze

e velleità

ricordi accompagnano

una vela bianca all'orizzonte

sopra il confine oltre l'ignoto,

fra il cielo e il mare.

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Caterina Tisselli

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NEONATO VEGANO RIFIUTA IL LATTE MATERNO

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OSIO SOTTO (BG) Senza dubbio Felice Piva, zerovirgolaquattro mesi, ha pieno titolo per entrare nel Guinness dei Primati come vegano più giovane della storia.


Soprannominato LATT-OSIO per via della sua provenienza dall'equipe medica del reparto neonatale dell'Ospedale Comunale di Osio Sopra, sin dai primi giorni ha mostrato avversione per il latte materno. "Piangeva sempre" testimonia l'ostetrica di turno, evidentemente non apprezzava alimenti di origine animale.


Il Primario del reparto ostetricia ha avviato una raccolta fondi per reperire ingenti quantità di latte di soia; si cercano altresì esperti in mungitura di questo pregiato legume.

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Paul Rice – ACC (OTTOBRE 2018)

(LA RISTAMPELLATA: questo articolo è stato scritto tra il 2016 e il 2018 e viene qui riproposto a grande richiesta.)


Cucciolo vegetariano: oltre alle verdure può cibarsi di latte e uova

L'ANGOLO DELLA (S)CULTURA - CHICCHIRICHÌ


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CHICCHIRICHÌ

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Il galletto Chicchirichì

becca chicchi tutto il dì,

non un'occhiata, da ore,

alla Cocca, che cova rancore.

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Poi Chicchirichì, alla chetichella,

scocca un'occhiata alla gallinella,

e all'improvviso: "Chicchirichì!

È una chicca quella chioccia lì".

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Indi la cocca prende di mira

e se la cucca prima di sera.

"Co-coo!" schiocca la sciocchina,

che significa in lingua gallina:

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"Cacchio, allora checca non sei,

era una chiacchiera di amici miei.

Forse non voli come un uccello

però sei maschio, mio cocco bello."

Del grande amore la freccia scocca

tra Chicchirichì e la sua Cocca.

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Nonna Abeffarda

IL PENSOLOGO


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LE MIGLIORI DELLA SETTIMANA

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Il Nobel Parisi e la pasta: “Dopo due minuti che bolle nell’acqua, spegni”. Poi, butta via il tutto.

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Rapporto Coop: un italiano su tre faticherà a pagare le spese entro Natale. E anche entro Pasqua.

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Stefania Sandrelli: “A 17 anni rifiutai le avances di un calciatore”. Era giovane, temeva un fallo.

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Chi è Ruzwana Bashir, vista con Tomaso Trussardi sullo yacht? Magari non lo sa nemmeno lui.

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Professoressa fa sesso con uno studente diciassettenne. Mamma denuncia. E papà si congratula.

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IL RIFATTO QUOTIDIANO


Sono sempre più numerosi i ricorsi alla chirurgia plastica per rifarsi parti del corpo ritenute imperfette o semplicemente insoddisfacenti


Qualche giorno fa, Il processo di Miss Cardi, il noto programma in diretta Streaminzita TV che affronta controversie di materia giuridica, riguardava una lite tra coniugi sulle spese sostenute per la chirurgia plastica.


Lei si era rifatta il seno e lui i polpacci, ma i polpacci erano costati di più. Inoltre, sosteneva la moglie, del suo seno rifatto aveva usufruito anche lui, mentre lei, dei polpacci nuovi del marito non sapeva che farsene.


Perciò lei chiedeva un rimborso, mettendo l’ex marito in seria difficoltà: non poteva certo restituire le protesi al chirurgo per riavere i soldi.


Gli interventi di chirurgia estetica sono sempre più diffusi: si regalano a Natale e agli anniversari e, pur di poter dire di essersi rifatti qualcosa, ci si inventa difetti senza senso, come il dito a falce (sodale del dito a martello), e operazioni innovative come la lipopittura (dopo la liposcultura) o il lifting dei talloni, detto anche achilloplastica. E i tribunali si trovano a dover risolvere controversie come quella descritta.


Le denunce più frequenti sono quelle dei pazienti nei confronti dei chirurghi. Si fa causa per la taglia sbagliata del seno o la forma del naso: di grande impatto emotivo il caso della signora che aveva chiesto al chirurgo un naso “alla Moore”, intendendo Demi Moore, e invece si è ritrovata sul suo bel faccino il nasone di Michael Moore, il grande (e grosso) regista americano.


Seguono poi le cause per gli zigomi a spigolo di comodino (denunciati soprattutto dai motociclisti, perché squarciano l’imbottitura dei caschi), e le labbra a canotto di salvataggio, che a volte si sgonfiano (esattamente come i canotti veri, ma, per fortuna, non affoga nessuno).


Si discute molto anche di ‘ritocchini’.


Una signora di Rovereto ha citato il suo chirurgo per uno di questi interventi cosiddetti mini invasivi alle orecchie, che effettivamente erano un po’ a sventola, anche se non era parente dell’onorevole Giarda.


Dopo l’intervento la signora aveva cominciato a soffrire di acufeni, cioè fischi e rumoretti vari, che sentiva solo lei. Il chirurgo provò a correggere l’orientamento dei padiglioni (della paziente, non della clinica), ma a seguito del ritocchino la paziente udiva un rintocchino di campane, ogni volta che tossiva o starnutiva.


E non si creda che siano solo le donne a chiedere aiuto alla chirurgia.


La blefaroplastica, ad esempio, cioè il ritocco alle palpebre cascanti, è un intervento richiesto da molti uomini. A una certa età, stufi di rifarsi gli occhi davanti ai film porno, si rifanno le palpebre.


Ormai tutto ciò che concerne il corpo è prezioso, e guai a danneggiarlo, anche minimamente.


Persino i parrucchieri devono rispondere davanti al giudice se il risultato dei loro trattamenti non è quello previsto.


-Avevo chiesto la tinta Biondo Noce del Tanganica Semi Chiaro e mi ritrovo questo Bruno Mogano Intenso della Rodhesia, che mi sta malissimo- reclama una signora che si è rivolta al Giudice di Pace. Il Giudice guarda la signora e, pur chiedendosi in cuor suo come un diverso colore di capelli potrebbe migliorarne l’aspetto, stabilisce comunque un modico risarcimento: essere giudici di pace vuol dire appunto non scatenare una guerra, cercando di far ragionare una donna.


Ultimamente vanno di moda interventi su parti anatomiche di solito tenute nascoste, e i chirurghi plastici si tutelano con super assicurazioni: se sfugge il controllo del bisturi sui gioielli di famiglia del paziente, per risarcirlo dovrebbe vendersi tutti i gioielli della famiglia, la sua, quella dei suoi genitori, dei suoi figli e nipoti, fino alla terza generazione.


Ma perché molti uomini accettano qualche ruga sulla pelle, ma non sulle palle? Resta un mistero. La scienza ha spiegato tante cose, persino il bosone di Higgs, ma questa no.

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Stefania Marello (MAGGIO 2013)

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

CRISI MONETARIA: BANKITALIA NOMINA TRE SAGGI DELL’ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI


DOVRANNO REDIGERE UNA RELAZIONE SULL’OPPORTUNITÀ PER L’ITALIA DI USCIRE DALLA ZONA €URO


Grande preoccupazione ai vertici della BCE per questo incarico.


Intanto ci si chiede: perché proprio tre? Vi sono almeno tre validi motivi.


1) Tre saggi su Cinque Cereali fa praticamente tre quinti di Accademia, ovvero un’Accademia diviso cinque per tre: una frazione di saggezza sufficiente a indirizzare le scelte economiche e politiche dell’Italia.


2) Tre è il numero perfetto e compare con una certa regolarità nella storia, a rappresentare di volta in volta la difesa del potere (I tre moschettieri), l’avventura e la sfida alle forze naturali (Tre uomini in barca) la rivalsa dei deboli sui tiranni (I tre porcellini e il lupo cattivo), la forza della fede (I tre dell’ave Maria), la forza del sapere (I Treccani), e la forza della rassegnazione (I Trenitalia).

Infine tre sono i componenti di una coppia in procinto di scoppiare.


3) Non c’è due senza tre.


Dopo una serie di test attitudinali i tre saggi sono stati “saggiati” attraverso il superamento delle solite tre prove: prova del fuoco, prova del nove e prova e vedrai.


Tutti e tre le hanno superate brillantemente, come c’era da aspettarsi.


Ora sono in riunione segreta permanente nel bar della stazione di Tres, in provincia di Trento, dove, coordinati dal Ragionier Ben Kalcholay di Bankitalia, stanno elaborando una nuova politica monetaria, basata sul ritorno alla lira e sul progetto dal nome ambizioso “Tutti ’sti zeri dove li metto?” sullo studio della nuova modulistica bancaria.


La fase successiva prevede esperimenti sul possibile riciclo e/o sullo smaltimento ottimale e non inquinante delle banconote.


Nella foto i tre saggi, in una breve conferenza-stampa concessa ai giornalisti durante la pausa caffè, mostrano uno degli utilizzi possibili, dopo un semplice trattamento di igienizzazione.

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L’€uro è ormai a pezzi, come si può osservare nella foto seguente.


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Le monete saranno per il momento conservate in un deposito-tunnel scavato sotto il Gran Sasso.

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Il futuro dell’€uro (dettagli)


Una nuova corrente di pensiero sta tuttavia aggiungendo motivi di perplessità sul futuro monetario italiano. Nel corso del “Simposio Internazionale sull’€uro e i suoi derivati”, svoltosi presso l’Hotel Trecanguri di Torrazza Piemonte, tutti gli aspetti sono stati valutati dai principali esperti valutari.


I convenuti hanno convenuto che l’avvento dell’€uro, secondo questa formula, caldeggiata da tutti i maggiori “inesperti” convocati per decidere a suo tempo, e coinvolti nello stabilirne i parametri, ha dimezzato il potere d’acquisto degli italiani. Tuttavia, una consistente fazione “contrarian” al ritorno alla Lira, da più parti invocato, sostiene che la pezza sarebbe peggiore del buco. Il principale effetto collaterale sarebbe un ulteriore dimezzamento del potere di acquisto degli italiani medesimo. Cioè, il viaggio andata-ritorno dalla Lira all’€uro alla Lira servirebbe solo a ridurre a un quarto il valore dei soldi che si avevano all’inizio.


L’ultimo, ma non meno significativo, effetto collaterale riguarda l’utilizzo della valuta qui ampiamente documentato: nel caso gli italiani non avessero a disposizione tale €uro, dovrebbero ottemperare con dispositivi d’emergenza. Lo scenario più probabile vede gli italiani che si disputano il quotidiano dismesso dal bar, per ridurlo religiosamente in rettangolini da 7,75 x 11,25 centimetri, da apporre a un chiodo, stile latrina di campagna del nonno negli anni ’60.

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M & M & M - Marello & Marchiori & Miglio – ACC (LUGLIO 2013)

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

ARRIVA IL COMPUTER CHE RICONOSCE I PENSIERI


Alcuni ricercatori dell’Università di Pisa hanno messo a punto nuove metodologie di analisi dell'attività dei neuroni, che porterebbero addirittura a 'leggere' nella mente delle persone.


L’obiettivo della ricerca era mettere a punto sofisticate interfacce cervello-computer, che permettano ai disabili di comandare alcuni dispositivi, con la sola forza della mente.


“Solo 5 anni fa era fantascienza” osserva il coordinatore della ricerca “ma oggi il computer distingue al 90% «l'alfabeto» utilizzato dalle diverse aree del cervello, preposte al pensiero”.


Tutto questo è molto affascinante, ma, a pensarci bene, anche un tantino inquietante.


Eravamo convinti che il pensiero fosse impenetrabile, pronti a dare del truffatore a chi si spacciava capace di leggerlo. E d’altra parte è sempre stato un sollievo esprimere, almeno nel segreto confessionale della mente, anche i nostri sentimenti peggiori: poter insultare il capoufficio, mandare a stendere la suocera, dare della grassona alla portinaia e, nel promettere eterno amore a una ragazza sperando di portarsela a letto, pensare già alle scuse per scaricarla il giorno dopo.


Invece ecco il colpo basso: esiste la concreta possibilità che un computer possa carpire i segreti delle nostre anime.


Questa scoperta, se pure destinata, come dicono i ricercatori, ad aiutare le persone con grave disabilità ad essere più autonome, apre scenari fino a ieri impensabili.


La prima cosa che ci viene in mente è che dovremo imparare a controllare i pensieri.


Voi credete che sia facile? Vi metto subito alla prova. Se io dico “Non pensate ad un maiale blu!” qual è la vostra prima reazione? Non c’è santo: pensate immediatamente ad un maiale blu.


Non a un maiale rosa o verde a pois neri, ma proprio a un porcello di un bel colore carta da zucchero. Perché il nostro cervello funziona così: più ti sforzi di non pensare ad una cosa e più ti torna in mente, fino all’ossessione.


Un mio amico mi raccontò una volta di aver conosciuto una ragazza, bella, bionda, alta, con un corpo da sballo. Ma aveva un piccolo difetto: non proprio baffetti, ma, come dire, un’accentuata peluria bionda sul labbro superiore.


“È più forte di me” diceva il mio amico “Mi ricorda il ritratto di Giuseppe Garibaldi”. E, con tutto il rispetto per l’eroe dei due mondi, Garibaldi non era esattamente il suo tipo.


L’aveva invitata alcune volte a cena e poi al cinema e lei sembrava disponibile. Ma lui non riusciva a combinare niente perché, pur sforzandosi di non pensarci, anche al buio, nell’ultima fila di poltrone del cinema, ogni volta che si avvicinava per baciarla, gli veniva in mente la faccia di Garibaldi.


Questo è solo un esempio tra i tanti, per spiegare quanto sia difficile controllare l’attività cerebrale.


Supponiamo per un momento che questo tipo di computer si perfezioni e si diffonda; che, dopo un periodo di collaudo, di utilizzo esclusivo da parte dei disabili, venga prodotto in serie, a prezzi accessibili, com’è stato per tante diavolerie tecnologiche moderne.


Sarebbe una catastrofe. Chiunque lo possegga potrebbe puntarlo alla nostra testa e captare, nere su schermo bianco, tutte le cazzate che pensiamo.


I tribunali sarebbero subissati di denunce per insulti, per stalking, per turpiloquio e bestemmia in luoghi pubblici. Sarebbe il disordine sociale, la guerra civile.


Perché così è la razza umana, perché anche le persone più oneste, più trasparenti e buone, anche Don Ciotti e Gandhi e Maria Teresa di Calcutta, ci scommetterei, sono stati visitati almeno una volta da qualche pensiero cattivello.


L’ unica salvezza, dunque, sarà imparare a controllare il pensiero, continuamente e in ogni luogo in cui siano presenti altre persone, dotate di quel diabolico marchingegno.


Possiamo immaginare che sarebbero organizzati appositi corsi, nelle scuole, nelle Università, al Cepu. Corsi tipo Controllo del Pensiero Involontario I e II, Come disattivare l’area di generazione degli insulti, Autodisciplina del Turpiloquio Mentale, Metodi e tecniche per la purificazione dei pensieri impuri, corsi nei quali il docente, seduto al computer lettore di pensiero, controllerà i pensieri degli alunni.


Quando dirà: “Ora basta pensieri! Il primo che pensa ancora a qualcosa avrà dieci esercizi in più per la prossima volta!” tutti gli alunni si sforzeranno di fare tabula rasa nella propria testa, che è una cosa, abbiamo detto, difficilissima.


Comunque, non invidierei mai quei poveri docenti, soprattutto se donne giovani e belle: sullo schermo leggeranno, confusi e mezzo cancellati, i pensieri di decine di studenti che si stanno esercitando nell’autocensura cerebrale.


“Azz... che gran pezz cioè no! che brava e simpatica insegnante... mii che gnoc, ops scusi... quattro terzi pigreco... diviso due... du balle così... ma quando finisce sto strazio?” e così per tutta la durata della lezione.


Gli unici a non avere problemi sarebbero coloro che già oggi parlano senza pensare.


Uomini e donne dall’ apparente conformità alla specie Sapiens, che però dicono ogni stupidaggine che passa loro per la testa, senza preoccuparsi delle conseguenze.


Uomini e donne oggi criticati aspramente, perché avrebbero il compito di prendere decisioni importanti per il Paese e invece si fanno gli affari loro, dormono quando c’è da pensare e fanno casino quando farebbero meglio a dormire, ma che domani saranno perfetti per l’era del pensiero trasparente.


Strano, mi sembra quasi di captare qualcosa... State pensando anche voi alle stesse persone?

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Stefania Marello (MAGGIO 2013)

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

COLPO DI SCENA: I CICLISTI INQUINANO PIÙ DELLE AUTOMOBILI


UNO STUDIO DELL’ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI METTE IN DISCUSSIONE ALCUNI PRINCIPI ECOLOGICI FINORA MAI CONTESTATI

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Attenzione, non stiamo ipotizzando che la bicicletta inquini più dell’auto. Sappiamo bene che la bicicletta è il mezzo di trasporto più rispettoso dell’ambiente e anche il più economico. Noi stiamo parlando del ciclista.


Non sono soltanto le automobili a invecchiare, ma anche i ciclisti, e il loro metabolismo mostra i segni del tempo.


Un giovane ciclista che osserva una dieta bilanciata, se non addirittura vegana, di sicuro emetterà gas di scarico differenti, in qualità e quantità, da un ultrasessantenne la cui moglie cucina, a giorni alterni, minestrone di trippa e fagiolata con le cotiche. Le emissioni di questi ultimi, misurate negli appositi centri di revisione gastroenterica, sono risultate anche quadruple rispetto a quelle emesse da un giovane che si nutre esclusivamente nei fast food.


Anche i gas emessi nei ritorni di fiamma (detti famigliarmente rutti) di un bevitore di vino o, peggio, di birra sono di gran lunga più ricchi di metano e di ossidi di zolfo rispetto a quelli emessi da chi beve acqua, o tè rigorosamente verde (noto anche come tè senza piombo).


Un discorso a parte meriterebbero le emissioni altamente nocive a seguito di ingestione di miscele particolari, ricche di ottani inquinanti, come l’olio di bagnacauda e il percolato proveniente da giacimenti di acciughe al verde.


Si auspica che, alla luce di questi studi scientifici, vengano presto emesse norme specifiche per la circolazione dei ciclisti, che rendano obbligatori, come già per le auto, i tagliandi Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3, Euro 4, ed Euro 5, a seconda della categoria di appartenenza, e l’esposizione del bollino marrone di revisione.


Il bollino blu, in passato obbligatorio per gli autoveicoli, è stato abolito dalle regioni proprio a seguito di questi studi, che uniscono scienza e cul-in-aria.


Nei periodi di maggior inquinamento dell’aria potrebbe essere utile il divieto di circolazione dei ciclisti più anziani, di classi euro 0, euro1 ed euro 2, almeno nelle aree urbane.

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M&M – Marello & Marchiori – ACC (SETTEMBRE 2013)


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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

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Ciclocarrozzella Fiat Mira Fiori

MI DIA UN POMODORO. ANZI, PER NON SBAGLIARE, ME NE DIA DUE.

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Qual è il plurale di pomodoro?

Ma soprattutto: il passato di pomodoro è pomodorai?

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In tutti i casi nei quali il pudore ci sconsiglia di disturbare l’Accademia della Crusca, ecco che l’Accademia dei Cinque Cereali interviene in nostro soccorso, pur non essendo stata interpellata.


Il dubbio amletico di oggi è: il plurale di pomodoro è pomodori, oppure pomidori, o invece pomidoro? Qualsiasi professore di lingua italiana direbbe che sono accettabili ambetrè, ma per l’ACC anche le cose più scontate generano interminabili disquisizioni filosofico-etimologico-ortofrutticole.


Potrebbe sembrare il classico discorso da bar, se solo si fosse trattato di calcio, ma qui siamo al paradosso: la disquisizione linguistica avviene proprio al bar, durante una partita di calcio dei mondiali, e riesce a distrarre i tifosi dal maxischermo.


Qual è dunque il plurale della parola “pomodoro”?


Ormai è considerata una parola unica, perciò il plurale dovrebbe essere pomodori.


Ma il plurale di uvaspina è uvaspine o uvespine? E a proposito di spine, che mi dite del ficodindia? Al plurale si dice fichidindia, ma al femminile?


Il plurale di pescanoce è peschenoci, o pescanoci oppure peschenoce?


Forse uvaspina è un’unica parola, invece pesca-noce no: è stata unita dai fruttivendoli che volevano risparmiare spazio sui cartelli dei prezzi.


La pesca noce è un tipo di pesca, così come la mela renetta è un tipo di mela. Perciò il plurale sarà pesche noci. Restando in materia di frutta, tutti sappiamo qual è il plurale di ciliegia, ma se dobbiamo scriverlo siamo in difficoltà: manterrà o perderà la “i”? Il consiglio dell’ACC è: comprate le banane e non sbaglierete mai.


Torniamo un momento all’uvaspina: l’esperto accademico di Agraria Domestica e Scienze dell’Orticello ci ha spiegato che si chiama più comunemente ribes. Ma questo è accanimento terapeutico: qual è il plurale di ribes?


“O tempora o ribes!” diceva Cicerone, quando la moglie lo spediva al mercato a comprare la frutta.


Tra i presenti che vorrebbero seguire la partita, ma sono disturbati dalla colta discussione, si leva un grido di protesta: “E qual è il plurale di pirla?”. Invece di smorzarsi, la discussione si fa più accesa: Sarà pirli? L’unica cosa certa è che il singolare di pirli non è pirlo.


Ma torniamo alle parole composte: melanzana al plurale fa melanzane o melenzane?


Forse quest’ultima accezione (nonché eccezione) è usata in Puglia. Anzi, a Bari dicono addirittura “melenzene”.


Tornando al bar, dove nel frattempo si è andati fuorigioco, nel senso che nessuno sta più seguendo la partita, sono stati ordinati due Martini o un Martino? Due Campari o un Camparo? E il succo di frutta è tale poiché composto da più frutti? Chiariamo questo punto, in modo che non ci sia confusione: se il succo è all’albicocca, si tratta di un succo di frutto (al plurale succhi di frutto); se il succo è al mango e ananas, sarà succo di frutti. Chiaro, no?


Infine, perché l’uovo al singolare è maschile, ma al plurale diventa al femminile? Forse perché l’uovo è di Colombo (e non di Colomba), e perché sono sempre le donne a rompere le uova nel paniere?


Difficile immaginare una risposta precisa a tutti questi quesiti, prima del termine del campionato del mondo e la rimozione del maxischermo dal bar…


L’unica certezza è che, se si parla dello scultore Pomodoro, il plurale non esiste, egli è unico. Come? Il consulente artistico dell’ACC ci sta comunicando che sono in due, i fratelli Giò e Arnaldo Pomodoro, entrambi scultori! Ma allora siamo ritornati al punto di partenza: si dirà i Pomodoro o i Pomodori?


L’ACC consiglierebbe ai due artisti di cambiare cognome, magari in Buonarroti, così è già al plurale e non se ne parla più.


Per concludere queste disquisizioni di altissimo livello culturale e colturale, un ultimo, angosciante dubbio sul plurale dei nomi composti: se francobollo al plurale fa francobolli, Franco Cannavò al plurale fa Franco Cannavì o Franchi Cannavò?


Francamente è un dubbio superfluo: un Cannavò basta e avanza. Anche per licenziarci tutti quanti.

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Accademia dei Cinque Cereali (GIUGNO 2014)


La famosa “Palla di Pomodoro” di Pesaro

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Attenzione: non è candeggina, ma succo di frutti.

Tenere lontano dalla portata della signora delle pulizie.

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

LE PENSIONI VERRANNO PAGATE IN NERO


SPECIALE DECRETO SALVA ITALIA

TROVATA LA SOLUZIONE PER SALVARE CAPRA, CAVOLI E PENSIONAT

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Se ne parla da almeno tre Governi, e ora, col Decreto del Fare, si vuol passare alle vie di fatto; mancano solo i decreti del baciare, lettera e testamento, e poi siamo a posto. Ma certamente non è questa la strada per uscire dalla crisi.


Potremmo far ripartire l’economia con incentivi alle grandi e grandissime imprese (le medie, le piccole e le piccolissime di solito non sono molto considerate). Ma anche se ditte come la Fiat o l’Ilva di Taranto dovessero ricominciare a produrre come negli anni del boom, a che servirebbe poi tutto quell’acciaio e tutte quelle automobili? Ebbene sì, il problema non è che non si produce, ma che non si vende. Il vero dramma della nostra economia è il commercio, non la produzione.


Sinora abbiamo sempre pensato a due possibili vie: il taglio dei costi, che purtroppo colpiscono sempre sanità e scuola, e l’aumento delle tasse, che purtroppo colpisce sempre chi già le pagava.


Ma finalmente uno studio dell’Accademia dei Cinque Cerali dimostra come, diminuendo le tasse, si possono invece recuperare almeno 11 miliardi all’anno, pari a due giri IMU con il resto di tre.


Come diminuirle? Detto, fatto! Sarà lo Stato a non versare contributi e IRPEF.


Per evitare ai pensionati anche le spese bancarie, e per suggerire loro un immediato investimento, le pensioni sarebbero distribuite presso tutte le sale slot autorizzate, senza alcuna spesa di commissione. Il nuovo spot pubblicitario sarà: “Giocati la pensione, ma con moderazione”.

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Freddy Marchiori & Paul Rice (LUGLIO 2013)

In piccolo taglio e non contrassegnati

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

Scandaloso: già a diciotto mesi in sala scommesse

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Il nuovo trend è scommettere su Peppa Pig e Dragonball

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Riuscirà Peppa Pig a ritrovare il nonno entro la novantesima puntata? Peppa Pig troverà il cugino sotto forma di prosciutto cotto al supermercato? Se queste due risposte fossero esatte verrebbero date rispettivamente a 1,42 e a 2,13. Queste sono le quote previste dai cartoonmaker (i bookmaker per i più piccini).


Son passati i tempi in cui i bimbi venivano attratti dai consigli per gli acquisti: il dolce forno, la casa di Barbie, Big Jim, la pista Polistil e altri giochi tanto sognati da una intera generazione di ragazzini, che ora sono diventati genitori.


Oggi anche i più piccini mirano solo al denaro sonante e costringono i poveri genitori a farsi accompagnare alle agenzie di scommesse, dove sperano di realizzare vincite che possano permettere loro di comprare i personaggi di Ben Ten o le carte di Yu Gi Oh. Non è infatti raro trovare passeggini parcheggiati davanti a questi esercizi.


L’ingresso è consentito a un solo genitore per ogni bimbo, con funzione puramente di accompagnatore; è tassativamente proibito il gioco ai maggiorenni.

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Freddy Marchiori & Paul Rice (GENNAIO 2014)

Passeggini, peraltro in sosta vietata, dimostrano quanto le scommesse coinvolgano sin dalla più tenera età

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

BAMBINO


Dicesi bambino un soggetto alieno le cui due occupazioni principali - nella prima fase - sono strillare, e produrre in continuazione materiali dal dubbio colore ma dall’intenso e discutibile odore. Egli si dedica anche a un’occupazione secondaria: suggere avidamente alimenti naturali (tette della mamma) o artificiali (biberon). Completa l’arco delle 24 ore dormendo, ma non con un senso logico: si sveglia quando gli pare, per ottemperare ai suoi utilizzi primari: strillare, produrre rifiuti organici, reclamare cibo (naturale o artificiale). Il processo viene ripetuto all’infinito per un tempo indeterminato, senza alcuna speranza di una tregua per i soggetti preposti alla sua manutenzione.


Il soggetto, pur creando notevole disturbo acustico e neuronale, può agevolmente essere contenuto in uno spazio ben confinato, ma solo nella prima fase della gestione. Con lo sviluppo cellulare (un fenomeno definito crescita), il bambino si muoverà più rapidamente e imprevedibilmente, riuscendo così a raggiungere le pareti del suo contenitore, superarle, e uscire all’esterno, invadendo l’habitat circostante. Nonostante le dimensioni contenute (o a volte proprio a causa delle stesse) il bambino crea molteplici disturbi all’ambiente circonvicino, e finanche danni irreversibili. La produzione di rifiuti organici, che talvolta può causare molesti inquinamenti, non subisce mai alcuna interruzione. L’emissione di strilli si fa meno frequente e fastidiosa, ma non si annulla mai del tutto. In sostituzione dello strillo compaiono - in questa seconda fase - suoni più articolati e complessi, ma sempre molesti in riferimento al numero di decibel, e ancora di difficile interpretazione. Per gli individui preposti alla manutenzione del bambino questa fase può essere molto insidiosa: le delicate strutture dell’orecchio vengono stressate e messe a dura prova. Inoltre, i turni massacranti di sorveglianza, e l’affaticamento muscolare dovuto al continuo sollevamento e spostamento dell’essere alieno, potrebbero ingenerare gravi ripercussioni sull’equilibrio psico-fisico del gestore - sia abituale, sia saltuario - a breve, medio, e lungo termine.


Nella terza fase, il piccolo strano individuo evolve nella direzione di una maggiore autonomia, e di un certo coordinamento motorio. Deambula. Tuttavia, a causa di una persistente rotondità dei piedi, ha un equilibrio decisamente precario. Raccoglie inopinatamente da terra oggetti che chiunque giudica irraccoglibili e li porta alla bocca, o li inserisce in luoghi decisamente non idonei. Ma gli oggetti che dovrebbe raccogliere vengono ignorati, se non presi a calci senza ritegno. È inspiegabilmente attratto da tutti i dispositivi preposti alle interazioni del tagliare, squarciare, infilzare, strangolare, soffocare, avvelenare, bruciare, e fulminare tramite scossa elettrica, tanto da far ritenere che da questa fase dell’essere in oggetto siano nate le idee migliori per le varie forme di pena capitale ancor diffuse nel mondo. Il piccolo alieno si esprime quasi sempre imitando vagamente il linguaggio dei gestori, ma con un’insistenza superflua e molesta, ricorrendo pertanto all’ingenerare reiterati episodi di disturbo prolungato della quiete pubblica, oltre all’acuire nei gestori la sensazione di stress da inadeguatezza educazionale.


Paragonato a qualsiasi esemplare della fauna terrestre, l’individuo cresce con lentezza esasperante. Trascorsi sei, otto, anche dieci anni dalla sua comparsa sul pianeta, sembra finalmente evolvere verso forme umane. Ma, ad una più attenta osservazione, si tratta ancora di un soggetto diverso (per non dire avverso), di faticosa gestione e di dubbia utilità sociale, nonostante i tentativi di addestramento ed educazione, presso scuole appositamente ideate e create, diffuse su tutto il territorio. Il bambino, all’interno di queste scuole, impara come primissima cosa ad aggregarsi in bande organizzate, al solo scopo di infrangere ogni regola, distruggere il più possibile gli arredi, e minare senza pietà l’equilibrio psicofisico del personale preposto all’addestramento. Qualora gli si presenti l’occasione, e si dimostri la validità del progetto, manifesterà la propria prepotenza nei confronti degli insegnanti, e di individui della sua stessa specie meno aggressivi. Solo occasionalmente, e non in tutti i soggetti, si riscontra un apprendimento di tipo positivo, cioè l’acquisizione - spesso parziale e discontinua - di tecniche per la lettura e la scrittura di testi, strumenti di calcolo elementare, vaghe nozioni in ambito linguistico-storico-letterario, nonché artistico e scientifico. (Questa affermazione è stata imposta dal “Comitato per la salvaguardia della corretta reputazione delle future generazioni”. N.d.R). Il nostro “essere”, a questo punto, si presenta come un animale selvatico parzialmente addomesticato, che torna, appena gli è possibile, alle sue ferine e selvagge manifestazioni. Come è ben noto a chi, anche se solo di passaggio, si avvicini al cortile di una scuola durante una breve assenza dei sorveglianti.


L’ultima fase prima della conclusione del ciclo è forse la più prolungata, delirante e invasiva delle forme evolutive descritte in precedenza, e viene denominata adolescenza o pubertà. Secondo alcuni alienologi, l’esatta definizione dovrebbe essere idiozia giovanile o ebetudine di transizione, anche se la transizione, come presto vedremo, potrebbe non esaurirsi mai.


In questa fase l’evoluzione dell’alieno, fin qui indifferenziato, si biforca: avremo l’alieno-maschio e l’alieno-femmina. Le due forme, pur diverse sotto molti aspetti, hanno in comune l’irrazionalità comportamentale. La voce del maschio si fa sgradevole e cavernosa, passando, prima di ridiventare voce umana, attraverso la riproduzione del verso di specie animali: egli bramisce, barrisce, grugnisce, raglia. Il timbro di voce della femmina non cambia in modo così evidente, tuttavia ella riesce a sbalordire ugualmente gli addetti alla sorveglianza, sia per il contenuto di ciò che esprime - spesso di una stupidità inimmaginabile - sia per l’altalenare dei toni: piagnucoloso, eccitato, paturnioso, stizzito, rivendicativo, isterico. Anche la crescita dei peli è diversa tra le due forme, oscillante tra l’orso marsicano e la lupa abruzzese, ma in entrambe le tipologie esige l’acquisto di costose attrezzature per la tosatura e la decespugliazione. Un importante segnale di differenziazione è dato dalla scelta dell’abbigliamento. Il maschio pretenderà biancheria intima recante scritte Kalvin Klein o Dolce&Gabbana sull’elastico, scritte che dovranno essere rigorosamente leggibili anche dopo aver indossato speciali pantaloni a vita bassa e cavallo bassissimo (un mistero inspiegabile fuori dal campo della moda e del fenomeno di costume, denominato dagli stilisti vitaccia cavallina), e felpe o maglie che dovranno essere larghe, sbiadite, informi: tutte qualità irrinunciabili per gli alieni, anche se nessuna di esse riesce a giustificarne in qualche modo il prezzo così elevato. Prezzo che, anche in questa fase, pagherà qualcun altro. Le femmine esigeranno invece minigonne confezionate con i ritagli di tessuto avanzati dalla lavorazione della cintura. La funzione di queste “gonne” (definizione poco pertinente, ma ancora non è stato trovato un valido termine sostitutivo) è tutt’ora dubbia. Sicuramente non è quella di coprire: piuttosto di sventolare sulla biancheria intima, modello filo interdentale, che a malapena copre la cosiddetta ex-zona del pelo pubico, ora rasata.


Maschi e femmine tenderanno a condurre vita aliena prevalentemente notturna, presso locali appositi, dimenandosi in danze che ricordano da vicino l’agonia di un pesce preso all’amo, al suono di percussioni metalliche ripetute, e bevendo colorate miscele di psicofarmaci in soluzione alcolica.


Durante le ore diurne, sia i maschi sia le femmine nella migliore delle ipotesi dormiranno, o si aggireranno come zombie all’intero delle case, continuando quell’opera di disturbo descritta nelle fasi precedenti, peggiorata dall’aumento dimensionale, e da un grave peggioramento dell’irrazionalità preesistente. Purtroppo, nell’era della tecnologia e della crisi economica ricorrente, l’alieno continuerà questa vita per molti anni, anche dopo la conclusione della sua evoluzione fisica.


Un dettaglio fisico piuttosto inquietante è la cosiddetta Appendix manus, una sorta di escrescenza sul prolungamento delle dita della mano - solitamente la destra - di forma rigida e piatta, di vario colore, costituita da materiale inorganico, di dimensioni vagamente simili a quelle di un pacchetto di sigarette. Questa escrescenza, rimasta l’unica opzione con la quale l’alieno comunica col mondo esterno, purtroppo non è asportabile, e costituisce per lui un’ossessione costante: ovunque si trovi passa il suo tempo a guardarla e a tormentarne freneticamente la superficie con il dito pollice (l’unico che gli resta libero), estraniandosi completamente da tutto ciò che lo circonda. Purtroppo, nell’era della tecnologia, l’alieno perpetuerà questi comportamenti per molti anni, anche dopo la conclusione della sua evoluzione fisica. Il che, nell’era della crisi economica ricorrente, rappresenterà una costante, perenne e inalienabile fuoriuscita di contanti per le persone preposte alla sua manutenzione.


La descrizione della fase adolescenziale conclude questo trattato. Al termine dell’adolescenza possiamo affermare che il bambino si è trasformato in adulto, anche se resterà perennemente improduttivo, e anzi continuerà ad essere molesto per molti anni a venire.

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Dottoressa Stephanie Hop-là & Professor Italo Miglio (NOVEMBRE 2012)

Accademia dei Cinque Cereali

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

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Il bambino di 40 anni a casa dei genitori.

Prossimamente su queste pagine.

Incipit

Denuncia i genitori che non lo vogliono più mantenere, e la Suprema Corte di Cassazione gli dà ragione, condannando i genitori stessi a corrispondergli vitto, alloggio, paghetta, auto, arretrati, danni morali e materiali, varie ed eventuali vita natural durante.

Non perdetevi le prossime puntate…

QATAR-ITALIA 12-0

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In occasione del recente Gran Premio motociclistico si sono scoperte alcune simpatiche notiziole

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In Qatar ogni neonato riceve un bonus di 5000 €uro di benvenuto (o di dollari, non è importante).


In Italia ogni neonato riceve la sua quota parte di debito pubblico, che si porterà dietro per tutta la vita, con solo la possibilità che aumenti. A fine 2012 era stimato in 3,5 milioni di €uro. Milioni, non mila.


Gli abitanti del Qatar sono 1.800, gli abitanti dell’Italia sono 60 milioni, anche se quotidianamente alcuni scelgono il suicidio, piuttosto che patire la fame, o vedere la propria azienda andare in malora.


Gli abitanti del Qatar camminano letteralmente su un deposito di gas, e in qualche caso di petrolio.


Gli abitanti dell’Italia camminano virtualmente su un deposito di materiale che non cito per pudore.


Un poliziotto del Qatar ha una paghetta mensile di circa 20.000 €uro (ventimila) e non fa un granché.


Un poliziotto italiano si sente insultare almeno ventimila volte in carriera, e ha una paghetta da fame.


I signori in Qatar hanno il dubbio amletico: se uscire con l’auto tipo Ferrari o tipo Rolls-Royce. Le signore si limitano sobriamente ai Suv. Pare che in un museo di bizzarrie straniere ci sia una Punto.


In Qatar hanno costruito un circuito motociclistico, ma i piloti ci corrono di notte per non far vedere che le tribune sono desolatamente vuote. Per l’illuminazione spesero 20 milioni di dollari, e risposero alle critiche - che li giudicarono degli spreconi - con una garbata ed educatissima scrollatina di spalle.


In Qatar stanno organizzando i mondiali di calcio del 2022. Costruendo stadi coperti, ma con il tetto mobile, e dotati di aria condizionata. Non so nulla degli stadi italiani, ma dubito ci siano tali confort.


Attorno al circuito (che nacque vicino al villaggio nel deserto a 25 chilometri da Do- ha) sta nascendo una città.


È logicamente costituita da palazzoni sfolgoranti, ma colpisce il profano la prevalenza di lussureggianti prati all’inglese. Nel deserto. Ovviamente non è stata dimenticata la metropolitana, per evitare al turista anche il minimo problema.


Per non farsi mancare niente, in coincidenza coi mondiali del 2022 sarà pronta la costruenda città gemella, attaccata alla attuale in lavorazione. Che pignoleria!


Negli anni ’80 il Qatar non era quasi segnato sulle carte geografiche, e sta facendo di tutto per farsi conoscere. L’Italia è stata la culla della civiltà, ma si sta impegnando per farsi dimenticare e insultare.


Il Qatar è molto appetibile nei mercati finanziari. L’Italia non lo è più nemmeno agli extracomunitari.


Il Qatar si avvia a diventare lo Stato più ricco del mondo. E in Italia si sta scivolando verso la rovina.


Un abitante del Qatar trascorre tutta la propria vita senza aver mai sentito nominare Monti o Bersani.


E non si renderà mai conto della fortuna che ha avuto.

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Italo Lovrecich (APRILE 2013)

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

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