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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO IX d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

ARRIVA IL PUB PER VAMPIRI: L’EMOTECA

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I migliori ospedali si stanno attrezzando con locali di svago aperti al pubblico, ideati appositamente per i cittadini provenienti dalla lontana Transilvania.


Il vantaggio dell’emoteca è di racchiudere in unico locale le caratteristiche della paninoteca e quelle dell’enoteca.


L’apertura dei locali rispetterà il seguente orario: dal tramonto fino a un’ora prima dell’alba, con orario continuato.


Gli ideatori di questo curioso bistrot mantengono il più stretto riserbo sulle bevande che verranno somministrate agli avventori, ma garantiscono che non si farà uso di alcolici.


Secondo alcune indiscrezioni sarà proibito introdurre nell’emoteca piante aromatiche come l’aglio e armi improprie come paletti di frassino.


Nonostante si divertano a “succhiar sangue” al prossimo, in senso figurato, l’ingresso sarà precluso agli ispettori del fisco.

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Paul Rice – ACC (FEBBRAIO 2018)

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LA RISTAMPELLATA: questo articolo è stato scritto tra il 2016 e il 2018 e viene qui riproposto a grande richiesta.

PAROLA D'ORDINE: ABOLIRE



PAROLA D'ORDINE: ABOLIRE

Ormai si è capito: l'attuale campagna elettorale è basata sull'abolizione.


Ogni partito ha introdotto nel programma l'abolizione di qualcosa: c'è chi promette di abolire il canone Rai, chi la legge Fornero, e chi, sull'onda dell'entusiasmo, persino la stessa Fornero. E se proprio non si può abolire, almeno mandarla in esilio a Caprera, a stabilire quando le pecore possono andare in pensione, naturalmente con il sistema contributivo, cioé in base al latte e alla lana prodotta.

Cavallo di battaglia di alcuni partiti è l'abolizione dell'euro, tant'è che la parola ABO-LIRE, a detta di qualche intellettuale, sarebbe la contrazione dello slogan "ABOlire l'euro e ripristinare le LIRE".

In quest'orgia abolizionistica non manca chi promette di abolire l'obbligo dei vaccini, la buona scuola, quella meno buona, la scuola dell'obbligo e addirittura l'obbligo di andare a scuola, nel tentativo di assicurarsi il voto degli elettori giovanissimi, ma già pluri ripetenti, che rischiano l'ennesima bocciatura.


Si suppone che il Partito dei Pensionati, ammesso che si presenti, date le condizioni precarie e la dipendenza da pannolone dei suoi iscritti, chieda l'abolizione dell'ora legale, grande rompimento di palle per chi, superata una certa età, soffre già di disturbi digestivi e di alterazione del ritmo sonno-veglia.


Nascono come funghi, sull'onda di questa moda abolizionista, partiti piccoli, ma di grande respiro politico e sociale. Per esempio, un partito molto conosciuto a Milano e provincia, sostenendo la difesa delle tradizioni meneghine, propone l'abolizione del pandoro a favore del panettone. Una corrente interna sta già mettendo a rischio l'unità di questo partito, chiedendo l'abolizione dei canditi dal panettone.


Non dimentichiamo il P.U.S, Partito degli Ungulati Selvatici, che chiede l'abolizione della caccia.


Persino i puristi dell'A.L.I.T.O. (Associazione Libera Intolleranza Transazioni Olfattive) si presenteranno alle elezioni chiedendo a gran voce l'abolizione della bagna cauda.


Ancora non abbiamo capito che l'unico modo per ottenere più voti è promettere l'abolizione totale delle elezioni.

TORRAZZA IPERMETROPOLITANA

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Torrazza Piemonte, grazie ad Amazon, sarà sempre più Città Metropolitana.


Il colosso dell’e-commerce sta infatti aprendo un centro logistico che nei prossimi anni darà lavoro a 1200 dipendenti umani e a un numero imprecisato di robot.


Il commercio online è esponenzialmente in crescita, e questo progetto di dimensioni ragguardevoli (si parla di un’area di sessantamila metri quadrati nella quale verrà edificata una struttura multipiano) avrà sicuramente una ricaduta positiva sulla Città già Metropolitana (leggi l'articolo di LUGLIO 2012 nella sezione “Amricord”).


La locale stazione ferroviaria potrebbe diventare tappa obbligatoria per i treni merci online, appositi convogli dell’era digitale.


Il valore degli immobili salirà a dismisura, tanto che una modesta casa da ristrutturare potrebbe essere quotata come un attico di New York con vista su Central Park.


Grazie a questa opportunità, le contrattazioni del titolo Amazon presso la Borsa di Torrazza Piemonte sono state chiuse con un incremento del 333%.


I torrazzesi hanno accolto la notizia con ottimismo, soprattutto per l’opportunità di acquistare online e ricevere la spesa da Amazon in tempo reale.


Il Protettorato Statunitense di Torrazza Piemonte, notoriamente restio a contatti tecnologici col mondo esterno tramite tastiera e mouse, assumerà un fattorino, con un pass dedicato grazie al quale potrà accedere al deposito a ogni ora del giorno e della notte, non appena verrà confermato l’ordine dal sofisticato sistema operativo.


In caso di problemi di connessioni causati dai fornitori di disservizi telefonici, sarà possibile acquistare offline, direttamente sul posto, senza spese spedizione. Dopo AMAZON PRIME (consegna entro 24ore), arriverà AMAZON SUBIT (consegna entro 6 ore) e AMAZON JARIVÀ (consegna praticamente immediata al nastro trasportatore del centro imballaggi e distribuzione).


Il Professor Italo Miglio, che da "manocia" fu impiegato presso le fornaci, ha ancora i calli alle mani e ai piedi, ed ha i polmoni compromessi per aver inalato il naftone, che a quel tempo alimentava le fornaci famose in tutto il circondario, ricorda i bei tempi andati con nostalgia, ma crede fermamente nel progresso.


E si augura che il Ristorante Pistapauta stipuli una convenzione con Amazon, in modo da poter ricevere a casa antipasti, primi, secondi, contorni, dessert, caffè e soprattutto vino e pusacafé, con consegna in tempo reale.


12 NOVEMBRE: BUON COMPLEANNO! INDOVINA CHI?

eureka

DA IKEA L'IDEA CHE NON C'ERA


Ikea ha lanciato LURVIG, il divano per cani e gatti.


Il 2 febbraio sarà presentato all'Ikea di Collegno, insieme a tutti i prodotti della linea LURVIG, destinati a cani e porci gatti.

Per l’occasione un medico veterinario esperto in Comportamento Animale dell’associazione SISCA (Società Italiana Scienze del Comportamento Animale) sarà presente in negozio per fornire consigli utili su come migliorare la comunicazione con il tuo amico a quattro zampe e comprendere meglio alcune sue "strane" abitudini. (Fin qui è tutto vero, non inventato da Abeffarda).


Interverrà la Professoressa Fornero, esperta in Comportamento del Pensionato Italiano, per fornire consigli utili su come migliorare la sopravvivenza di esodati e pensionati con la minima, regalando loro un animale da compagnia, con il quale condividere la miseria (lo dice anche il proverbio: mal comune mezzo gaudio)


Sarà presente anche un noto politico, che regalerà un divano LURVIG per cani e gatti a tutti i pensionati in visita al negozio.


Sono prodotti molto semplici da montare, ne è capace qualsiasi primate con pollice opponibile alla brugola. Se non avete a disposizione un primate potrete provare anche voi. Il vostro cane vi aiuterà, portandovi le viti e porgendovi il cacciavite quando occorre. Attenti però al gatto che, per indole felina, ha tendenza a giocare con i tasselli e a scompigliare i fogli delle istruzioni.




DECRETO ANTI CAOS CIMITERIALE

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LA PRIMA NORMA PER IL PRIMO NOVEMBRE

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Ognissanti è da sempre il giorno dedicato ai propri cari, ma è anche motivo ansia per le migliaia di persone che si riversano contemporaneamente al cimitero, con la preoccupazione di non trovare parcheggio nel raggio di due chilometri.


Ricordare i propri cari il giorno dedicato ai Santi invece che il giorno successivo, dedicato ai defunti, non è un tentativo estremo di sperare che siano già beati, ma una necessità, visto che, normalmente, il 2 novembre i non defunti lavorano.


A nulla serve ingegnarsi, prevedere partenze intelligenti, che spesso danno ottimi risultati per le vacanze di agosto, oppure cercare di raggiungere il camposanto con mezzi pubblici, o anche dormire in un loculo abbandonato nel sacco a pelo.


In alcune città si organizza furbescamente la Strasepolcri, una mezza maratona sportiva amatoriale che fa tappa nei vari cimiteri, consentendo di parcheggiare l’auto in zona decentrata per poi recarsi al cimitero a piedi.


A risolvere la questione potrebbe pensarci il governo, la notte di Halloween, con un decreto-scherzetto che scaglionerà i visitatori dei defunti.


La norma di attuazione potrebbe prevedere la possibilità di visitare i propri cari "a targhe alterne", in base al cognome che compare sulla targa della lapide:


- Dalle 8 alle 10: defunti dalla A alla D

- Dalle 10 alle 12: defunti dalla E alla H

- Dalle 12 alle 14: defunti dalla I alla N

- Dalle 14 alle 16: defunti dalla O alla S

- Dalle 16 alle 18: defunti dalla T alla Z


Marito e moglie, se non hanno la fortuna di avere cognomi che rientrano nella stessa fascia, dovrebbero recarsi al cimitero al massimo due volte nella stessa giornata.


Un po' più problematica la situazione delle famiglie allargate, che potrebbero dover fare più giri cimiteriali in orari differenti.

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Alle 6 del mattino solitamente c’è poco viavai, purtroppo i cimiteri aprono alle 8




LA RISTAMPELLATA: questo articolo è stato scritto tra il 2016 e il 2018 e viene qui riproposto a grande richiesta.

DOPO LO SCIOPERO DEI TRASPORTI ARRIVA QUELLO DEI TRASPORTINI



Il S.I.M.P.A.T.I.A. (Sindacato Italiano Medi e Piccoli Animali Trasportabili In Autonomia) ha annunciato uno sciopero dei trasportini previsto per venerdì prossimo.


L’astensione dal lavoro interesserà soprattutto cani, gatti, criceti, furetti, maialini d’India, polli e galletti, che subiranno disagi sulla circolazione.


È prevista una fascia di rispetto per i servizi essenziali come i trasporti dal veterinario o alle cliniche mediche, mentre non saranno garantiti gli spostamenti verso attività come toelettature o estetisti.


Paul Rice – ACC



L'UOVO NEL PELO

LE FOTO DI MIRYZ

IL RITORNO ALL'ORA SOLARE





IL RITORNO ALL'ORA SOLARE CI HA PERMESSO DI DORMIRE  UN'ORA IN PIÙ MA CHI NON AVEVA SONNO CHE COSA HA FATTO?

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Siamo ritornati all'ora solare da una settimana, e i nostri bioritmi si sono abituati al trauma, diventando all'incirca circadiani come sempre. Si sente ancora qualche discussione fra i contrari, che vorrebbero l'ora solare tutto l'anno perché patiscono il doppio cambio, e i sostenitori, che si sbizzarriscono nelle più svariate teorie sui benefici di questo biennale giramento di sfere (le lancette dell'orologio), e di palle (le nostre).

I sostenitori del giramento suddetto si suddividono a loro volta in due categorie: gli amanti della luce naturale fino a tardi, che favorirebbe le attività sportive all'aperto, e i convinti del millantato esorbitante risparmio energetico. Ma se si scava più a fondo nelle loro vite, si scopre che i primi sono sovente sedentari, inclini a trascorrere il tempo libero sul divano, e i secondi non si curano nemmeno del loro, di risparmio, poiché tengono il condizionatore al massimo e dimenticano luci, televisori e computer accesi.


Ma il cambio dell'ora è indifferente ad ogni opinione, e si verifica ineluttabilmente, annunciato qualche giorno prima dal tam tam dei notiziari, dal passa-parola e dagli innumerevoli dememe (meme demenziali) che invadono internet, giocando sui doppi sensi del 'mettere dietro', 'portare indietro' e altre infantili amenità.


Spostare le lancette è obbligatorio per tutti, e nessuno protesta. C'è da chiedersi come mai. Perché le piazze non sono invase dai No-hour-pass, da cortei di protesta per questa feroce dittatura temporale, per i danni al DNA provocati dal lag jet, e per l'evidente complotto della Swatch e delle aziende che vendono gli integratori di melatonina? Nessuno lo sa. Le uniche deboli proteste sono quelle dei neonati, che ancora non sanno leggere l'orologio, ma sanno benissimo quando è l'ora della poppata. Ma i neonati in Italia sono sempre meno, inoltre non votano, non twittano e non vengono invitati ai talk-show.

Il diktat è sempre uguale, da decenni: stanotte, caro popolo di imbecilli distratti, sposterete indietro le lancette e dormirete un'ora in più.

E chi soffre di insonnia? Peggio per lui: soffrirà un'ora in più rigirandosi nel letto.


L'IRIDE (Istituto di Ricerche Inutili e DEmenziali) ha intervistato un campione rappresentativo di individui soggetti a disturbi del sonno, chiedendo come abbiano trascorso quella specifica ora, e ottenendo le risposte che qui riportiamo.

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Gli obbedienti (50%)

Queste persone, consapevoli della loro difficoltà nel prendere sonno, hanno assunto un sonnifero, per essere sicuri di ottemperare a quanto richiesto dal Governo: dormire un'ora in più.

Una piccola parte di questi, invece, ha preferito non assumere farmaci e provare a dormire con metodi naturali, tipo tisane e camomille (che forse funzionerebbero, se non fossero anche diuretiche), o la tradizionale conta delle pecore. Ma anche quest'anno c'è stato, in coincidenza non casuale con il ritorno all'ora solare, uno sciopero generale delle pecore, proclamato dal sindacato sciovinista S.C.I.OV.I. (Scioperi Controllati e Integrati degli Ovini Italiani). Le pecore, al belato unanime di "Contarci tutte, contarci meno", correvano qua e là, disordinatamente, e non si lasciavano contare. E non si vedeva in giro nemmeno un pastore, ma che dico, nemmeno un cane pastore, perché tutti impegnati nelle trattative con lo S.C.I.OV.I. Insomma: un'ora di insonnia nel caos totale.

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I lettori (25%)

Questi hanno provato a leggere un libro o una rivista per tutta l'ora, ma per evitare di essere denunciati da qualche vicino impiccione, leggevano sotto le coperte alla luce di una torcia. Tutti hanno ammesso di non aver capito un tubo di quanto letto.

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I pignoli (25%)

Sono coloro che, con svizzera precisione, hanno voluto sistemare tutti gli orologi di casa esattamente alle due di notte, come da direttiva ufficiale. La maggior parte ha ammesso di non esserci riuscita, perché l'operazione è così noiosa da risultare fortemente soporifera. Perciò, dopo aver cambiato l'ora su alcuni orologi, colti da sonnolenza irresistibile, sono crollati addormentati, senza riuscire a completare l'operazione. Il mattino dopo non ricordavano più quali orologi avessero l'ora solare e quali quella legale. Conclusione: all'ora di pranzo non c'era un orologio che segnasse l'ora giusta.

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Stefania Marello - ACC




Contale, se ne hai il coraggio!

LA MOSCA COCCHIERA IN PILLOLE

IN PILLOLE

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Il branco vince. I pesciolini, anche se non sanno contare, scelgono di aggregarsi al branco più affollato, perché hanno più probabilità di sopravvivere all’attacco dei predatori. Questa capacità di orientamento spazio-temporale c’è anche negli insetti. Negli umani il concetto di branco ha connotazioni negative: solitamente si delinque. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino, 107 anni: “Mai fatto parte di un branco, e sono ancora qui”.

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Suonare uno strumento musicale mantiene giovane il cervello, e frena il declino della capacità di percepire il parlato a cui solitamente si va incontro con l’avanzare dell’età. Lo dimostra lo studio pubblicato sulla rivista Plos Biology dalla Baycrest Academy for Research and Education (Can) e dall’Accademia cinese delle Scienze. I ricercatori hanno usato la risonanza magnetica funzionale per misurare l’attività cerebrale di 25 anziani musicisti, 25 anziani che non suonavano alcuno strumento, e 24 giovani non musicisti, a cui era stato chiesto di ascoltare e identificare sillabe mascherate da suoni rumorosi. I risultati dimostrano che gli anziani musicisti fanno meno fatica a riconoscere il parlato rispetto ai coetanei non musicisti, il cui cervello va in sovraccarico per cercare di compensare il declino cognitivo legato all’età. Gli anziani musicisti hanno attività e connettività delle aree del cervello simile a quella dei giovani non musicisti. La musica potenzia la riserva cognitiva, compensando il declino dell’età, mantenendo integrità e architettura funzionale delle reti neurali. Lei Zhang: “Lo stile di vita positivo aiuta gli anziani ad affrontare l’invecchiamento cognitivo, e ad intraprendere un hobby gratificante qual è suonare uno strumento”. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Suona: meglio uno strumento che disturbi il condominio”.

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I videogiochi riducono stress e ansia, e stimolano la creatività, quindi favoriscono la felicità. Lo rileva “The power of play”, studio condotto su 24mila videogiocatori di 21 Nazioni, tra le quali l’Italia, presentato a Pesaro nella Giornata mondiale sulla salute mentale, durante il Festival sui videogiochi a impatto sociale. Coordinata da ESA, Entertainment Software Association, con Iidea (l’associazione di categoria dell’industria dei videogiochi in Italia) e Video games Europe, dimostra che in Italia il 71% dichiara di giocare per rilassarsi e ridurre lo stress, il 60% come antidoto contro l’ansia, il 49% per combattere la solitudine, e il 54% per aumentare la felicità quotidiana. Il sollievo dallo stress risulta tra i tre principali benefici percepiti in tutte le 21 Nazioni coinvolte. Un videogiocatore su due afferma di giocare per stimolare la mente. I generi più amati sono i puzzle game (51%), seguiti dai giochi d’azione (35%), e basati su abilità o fortuna (33%). Gli italiani riconoscono ai videogiochi un ruolo nello sviluppo di competenze professionali: il 34% ritiene che l’esperienza videoludica abbia avuto impatto positivo sul percorso lavorativo o formativo, grazie a creatività (70%), problem solving (67%), lavoro di squadra (64%), pensiero critico (57%), e gestione del tempo (50%). Il 28% afferma che i videogiochi hanno influenzato le proprie scelte di studio o di carriera. Sul piano sociale, il 39% dei genitori intervistati afferma che giocare insieme ai figli ha migliorato la relazione familiare, il 61% riconosce ai videogiochi la capacità di creare connessioni sociali. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Mai giocato, e non ho mai riscontrato una tale quantità di facezie in un’unica cosiddetta ricerca. Se ho figli sparsi nel mondo, non li conosco”.

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È nato prima l’uovo o la gallina? La gallina! La proteina OC-17, essenziale per la formazione di gusci robusti, viene prodotta esclusivamente dalle galline. Senza questa proteina, i gusci non possono formarsi correttamente. Le uova con l’OC-17 possono provenire solo da una gallina. I ricercatori hanno analizzato i gusci d’uovo utilizzando tecniche biochimiche avanzate, confrontando le proteine di vari uccelli: l’OC-17 è stata trovata soltanto nelle uova di gallina, dimostrando il suo ruolo unico nella formazione del guscio. Questa fondamentale proteina aiuta a cristallizzare il carbonato di calcio, rendendo il guscio più resistente, per proteggere l’embrione in sviluppo. Lo studio risolve un antico enigma biologico, e offre spunti affascinanti su come le proteine si evolvano e si specializzino in natura. Mostra come molecole come l’OC-17 possano avere un ruolo cruciale nel determinare i risultati evolutivi. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Scienziati, preferite la frittata oppure il brodo di gallina?”.

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Siamo sempre più stanchi. Un americano su tre si sveglia esausto e la produttività lavorativa ne risente. Un sondaggio di Talker Research su 2.000 americani rivela cosa ci ruba l’energia, e non è solo il lavoro che lascia esausti. Le interazioni sociali, le faccende domestiche, e persino il clima sono i principali responsabili della nostra crisi energetica quotidiana. Una ricerca, commissionata da Zipfizz, ha rilevato che un terzo degli americani incolpa il proprio lavoro per la stanchezza: è solo una parte delle cause. Essere interrotti nel parlare è in cima alla lista delle perdite di energia sociale, secondo il 15% degli intervistati, le chiacchiere imbarazzanti seguono con l’11%, poi le interazioni col servizio clienti (9%) e le conversazioni con sconosciuti (9%) completano la classifica delle situazioni sociali energeticamente dispendiose. Poi i consigli non richiesti (8%), i pettegolezzi in ufficio (6%) e le videochiamate di gruppo (4%). La mancanza di sonno di qualità incide con il 42%, il ciclo infinito di lavori domestici e faccende con il 28%, poi le preoccupazioni finanziarie (26%), il maltempo (20%), e le interazioni sociali noiose (19%). Anche nel fine settimana, non arriva il sollievo: il 48% si sente distrutto nei giorni di riposo. Marcela Kanalos, portavoce di Zipfizz: “Le nostre energie sono messe a dura prova anche prima del pranzo. C’è la soluzione. La vera energia deriva da scelte piccole e costanti: dormire meglio, idratarsi e avere tempi di inattività significativi che si sommano nel tempo”. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Anche voi vi siete stancati leggendo questo sproloquio?”.

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ChatGPT fa diventare più stupidi? Uno studio del MIT Media Lab, col Wellesley College Massachusetts e il College of Art and Design, ha conclusioni preoccupanti. 54 partecipanti, osservati più mesi per valutare l’impatto dell’IA sulla memoria, sul pensiero critico, e sul coinvolgimento cognitivo, ha stabilito che chi la sfrutta per scrivere manifesta un serio declino cognitivo. Lo studio, Your Brain on ChatGPT, ha suddiviso i partecipanti in tre gruppi. A ciascun gruppo è stato chiesto di scrivere saggi in 20 minuti su temi analoghi a quelli del SAT scolastico, la prova con cui gli studenti americani accedono all’Università. Si sono mescolati test con ChatGPT, i motori di ricerca, o senza strumenti esterni. L’attività cerebrale è stata monitorata tramite elettroencefalografia (EEG) su 32 aree del cervello poi valutata da correttori umani. Riscontrati valori più bassi di connettività nella banda alfa, associata alla memoria e al linguaggio, lacune nella memoria, e difficoltà nella strutturazione del pensiero, maggiore pigrizia cognitiva con riduzione della consapevolezza autoriale. La coordinatrice dello studio, Nataliya Kosmyna, spiega che l’uso precoce dell’IA nei contesti scolastici è particolarmente rischioso per i cervelli in fase di sviluppo. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Ci sono molti stupidi senza interventi tecnologici esterni”.

CERA UNA VOLTA

Il tempo delle cere



Negli anni cinquanta e sessanta i pavimenti degli appartamenti di città erano in graniglia, oppure in marmo e in legno nelle abitazioni più lussuose. In tutti i casi si lavavano e poi si lucidavano a specchio con la cera. La maggior parte delle mamme erano casalinghe, fissate con la pulizia e il decoro. "Fare bella figura" con gli ospiti era il loro obiettivo principale, poco importava se gli ospiti erano sempre gli stessi, cioè la vicina di pianerottolo per il rito del caffè, e la suocera e la cognata in visita la domenica. Perciò la casa doveva essere impeccabile e i pavimenti tirati a lucido.


La lucidatrice era quell'oggetto inquietante che ogni casalinga custodiva nel ripostiglio o sul balcone. Era dotata di svariati tipi di spazzole, che si dovevano utilizzare, in passaggi successivi, sul pavimento lavato e incerato a dovere. Era un arnese solo in apparenza disanimato. Quando si collegava la spina alla presa di corrente, la lucidatrice acquisiva una mostruosa vita propria: si illuminava, emetteva un rumore infernale e, mentre il sacco per la raccolta della polvere si gonfiava come una mongolfiera, essa iniziava a girare su se stessa a causa del moto vorticoso delle sue spazzole. E solo una casalinga esperta e ben allenata riusciva a dominarla e a sottometterla al suo volere.


Ricordo che, dopo che mia mamma aveva lavato, incerato e lucidato i pavimenti, la casa assumeva una dimensione sacra. Arrivando da fuori ti rendevi subito conto, dall'odore e dalle pattine schierate in attesa all'ingresso, che erano state effettuate le grandi manovre. Perciò entravi con circospezione, quasi come in un santuario: infilavi le pattine e ti avviavi strisciando i piedi, come uno sciatore di fondo in salita e senza bastoncini, fino al ripostiglio, dove era d'obbligo togliersi le scarpe e infilarsi le ciabatte. Se fuori pioveva o nevicava le scarpe le dovevi togliere sullo zerbino e lasciare sul pianerottolo, insieme all'ombrello. L'operazione non era semplice, specie se eri impacciato dall'impermeabile e dai guanti, e richiedeva una certa agilità e notevoli doti di equilibrio.


Su quel pavimento si sarebbe potuto mangiare senza dover utilizzare i piatti: non c'era una briciola, un'ombra, un alone; la polvere e i suoi migliori amici, gli acari, giacevano sconfitti e agonizzanti, risucchiati dentro il sacco. Tutto era sterile, terso, splendente.


Noi figli subivamo senza protestare l'obbligo delle pattine, la rumorosità invadente dell'attrezzo che sovrastava l'audio della TV dei Ragazzi, le raccomandazioni a raffica di mamma, di non sgocciolare vicino al lavello, di non camminare con le scarpe e di non sbrodolare a tavola. Accettavamo le sue rampogne in caso di errore.


E anche i padri accettavano le pattine senza discutere. In fondo era un piccolo scotto da pagare per avere riconosciuti i loro diritti a non dare una mano nelle faccende domestiche, a non occuparsi dei figli e della spesa, a dedicarsi soltanto al lavoro e alla carriera. E a coltivare il loro unico sogno: un cospicuo aumento di stipendio che rendesse possibile cambiare l'automobile con una più grande e potente.


E se la moglie non fosse stata d'accordo? Per ammansirla bastava regalarle il nuovo modello turbo di lucidatrice tedesca, extra piatta per infilarsi meglio sotto i mobili, con più spazzole e lo speciale accessorio per la perfetta lucidatura degli angoli.

IL BON TON DEL POSTEGGIO SELVAGGIO

DAL PARCHEGGIO AL PORCHEGGIO IL PASSO È BREVE

L’ultima Cassazionata. La Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che è reato parcheggiare troppo vicino a un’auto già in sosta. E per questo ha condannato per violenza privata un tale che ha fermato l’auto vicino a un’altra, costringendone il proprietario a dover scendere dal lato opposto. Benissimo: ecco un nuovo pretesto ai vigili urbani e agli ausiliari del traffico per fare un altro po’ di cassa per il comune.

Il vecchio tarlo


Sono d'accordo, a volte posteggi negli appositi spazi già stretti e poi ti arriva uno che te la parcheggia fuori dagli spazi laddove, la sua auto ci passa al pelo, a 10 cm di distanza dalla tua. Lui scende dall’auto comodamente dal suo lato libero e a te non resta che attendere il suo ritorno, oppure entrare attraverso il bagagliaio.

Paul Rice


Io quando parcheggio bado sempre a non recare disagi agli altri già parcheggiati e, a volte, sistemo l’auto appositamente male per limitare gli spazi ed evitare che qualche posteggiante della domenica mi impedisca poi di uscire con l'auto.

Se trovi l’auto rigata, normalmente, è stato uno che soffre di amnesie (nella fattispecie dimentica di lasciare il biglietto con il recapito per l’assicurazione).

Wild Rice


Figurati io. Quando andavo al parcheggio della COOP di Chivasso sopra il supermercato, da tremilioni di posti, parcheggiavo sempre in fondo all’angolo opposto all’entrata, proprio per non avere collionazzi vicini.

Ovviamente, trovavo a volte la signora Collionazzi che posteggiava vicino a me, possibilmente a 10 centimetri, ignorando gli altri duemilioninovecentomilanove- centonovantanove posti vuoti.

Nonno Abeffardo


La nonna invece parcheggia male senza nemmeno pensare al dopo o agli stronzi: lei ha una specie di dono, un talento innato.

Con lei sicuramente i comuni fanno CASSA e la Suprema Corte farà CASSAZIONE.

Nonna Abeffarda


IL PROFESSOR MIGLIO E I SUOI

CHI HA TEMPO NON ASPETTI TIMES

L'INARRIVABILE NONNO ABEFFARDO

LA MOSCA COCCHIERA IN PILLOLE

LEZIONI DI ECONOMIA SPICCIOLA




L'economia spicciola, come dice la parola, è basata sul movimento degli spiccioli, e non di ingenti capitali.


Iniziamo spiegando che cos'è un investimento e come realizzarlo.


Per fare un buon investimento occorrono i mezzi: una automobile o una motocicletta vanno benissimo; con la bicicletta invece l'investimento è rischioso, perché se investi un pedone corpulento rischi di cadere e farti male.


L'investimento può essere a breve o a lungo termine . Dipende da quanta strada fai con il malcapitato sul cofano.


Non sempre investire conviene.


Se ad esempio un bimbominkia ti attraversa la strada incurante del semaforo rosso, senza alzare nemmeno un occhio dal suo cellulare, pensaci bene prima di decidere se l'investimento sia opportuno. Nemmeno il miglior esperto di economia può sapere se il bimbominkia diventerà un adultominkia, oppure un premio Nobel, per la scoperta del gene che trasmette la terribile Sindrome del Fesso Inconsapevole.


Non dimenticare che anche i tuoi pochi spiccioli per il Fisco sono appetibili, perciò, a volte, spendere tutto ciò che hai può rivelarsi la scelta migliore. Potresti così toglierti qualche sfizio, come l'acquisto di una prestigiosa Fiat 128 del 1973, o tenere in casa un'iguana, come animaletto da compagnia. In visite dal veterinario e mangime selezionato ti costerebbe una fortuna, ma almeno il fisco non ti potrebbe perseguitare.


A meno che il Ministero dell'Economia decida che l'iguana debba essere considerata un bene di lusso, come un cavallo o una barca.



SCIOPERI TROPPO INVASIVI? VIA AL SEMISCIOPERO



In Italia ogni scusa è buona per indire un nuovo sciopero. Ci si astiene dal lavoro continuamente, tanto che risulta difficile distinguere la fine di una manifestazione e l’inizio di un’altra, e la confusione regna sovrana; ci sono operai che iniziano lo sciopero per il rinnovo del contratto e, dopo giorni di cortei e conferenze, si rendono conto di trovarsi a loro insaputa alla contestazione per gli straordinari degli operatori telefonici.


Ogni sciopero che si rispetti porta enormi disagi ai lavoratori dei settori non direttamente coinvolti nella serrata e ai cittadini che subiscono le conseguenze della protesta.


Del resto lo sciopero per definizione, nasce con l’intento di mettere pressione al governo al fine di ottenere migliori condizioni lavorative.


L’Accademia dei Cinque Cereali, per dare un colpo al cerchio e uno alla botte, ha trovato il giusto compromesso per tutelare i diritti dei lavoratori e quelli della comunità.


Si tratterebbe semplicemente e banalmente di organizzare il semisciopero, ovvero uno sciopero a metà, in modo che i disagi siano contenuti.


Ad esempio, i ferrotranvieri potrebbero effettuare solo i viaggi di andata e non i ritorni, i metalmeccanici potrebbero eseguire i lavori a metà, gli addetti alla ristorazione potrebbero limitarsi a distribuire gli ingredienti ma non i piatti cucinati, e così via…


Gli unici ad avere difficoltà rimarrebbero gli operatori del settore trasporto aereo, che dovrebbero decollare, ma non atterrare e, come recita un antico adagio, 

Continua...

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