Umorismo di sostegno
PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016
ANNO IX d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ
Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.
I RE BIZZARRI

Mi sono sempre sembrati irrazionali i doni portati dai Re Magi a Gesù neonato. Intanto la mirra: una specie di resina prodotta da una pianta, che oggi viene utilizzata nella produzione di profumi e dentifrici. Che cosa poteva farsene un lattante? E dell'incenso? Fumare qualunque erba è vietatissimo in presenza di un bimbo, si sa. Ogni pediatra raccomanda di non farlo. Ma anche l'oro mi sembra del tutto inutile in una grotta fuori dal centro abitato, dove non si può barattare con generi di prima necessità.
Per un bimbo che viveva in una grotta era meglio portare legna per il fuoco, indumenti e coperte di lana, e magari i pannolini...
Questi Re Magi sono effettivamente personaggi un po' strani nel piccolo mondo del presepe. Hanno nomi altisonanti e inconsueti: Gasparre, Melchiorre e Baldassarre. Li guida una stella meglio di un navigatore GPS, da quando viene confezionato il presepe fino all'arrivo davanti al bambinello nel giorno dell'Epifania, quella che le feste porta via.
Poi il presepe si disfa, con grande spargimento di muschio, polvere e farina usata per tracciare la strada. Tutto finisce in cantina ben imballato.
E resta quel gap, quel vuoto misterioso nella storia di Gesù. Lo ritroviamo fanciullo, nella bottega del padre falegname o in chiesa a predicare ai sapienti, e senza aver frequentato la scuola dell'obbligo. Nessuno risponde alle innumerevoli domande che sorgono spontanee: come è arrivata lì la famigliola di Gesù? Quando ha traslocato dalla stalla alla casa-bottega, decisamente più decorosa? Per quanto tempo il bue e l'asino hanno sostituito il riscaldamento con il fiato? Forse hanno smesso quando è finita la scorta di fieno? O quando l'asino ha leccato il piatto di Giuseppe, ancora sporco di bagn-a-cahud, una tipica salsa araba molto piccante, e la notte il piccolo si è sentito male?
E se il plurale di Maria è "le tre Marie" com'è il singolare di Re Magi? Re Mago o Re Magio? E che cosa significa la parola Epifania? E tutte le feste che porta via in quale bidone della Raccolta Differenziata vanno a finire? E chi è, alla fine, la Befana? È vero, come dicono alcune malelingue, che è l'ex moglie di Baldassarre, incazzata nera perché come alimenti ha ricevuto tanto incenso, ma nemmeno un grammo d'oro?
Ma essendo un personaggio che giunge sulla scena lo stesso giorno dei Magi, non sarebbe stato più logico che si fosse chiamata Maga Magò?

DOPO L'INFLUENCER ARRIVA L’INUTILENCER
Non ne potete più di influencer e Youtuber?
Vi infastidisce che qualcuno si autodetermini vostro personal shopper?
Basterebbe ignorare questi content creator, ma non è sufficiente. Siamo letteralmente circondati da opinion leader, ognuno alla ricerca di follower e visibilità per ottenere like e così poter monetizzare al meglio il proprio lavoro di promozione.
Del resto, anche in epoca ante-internet, esistevano gli influencer.
Partendo dalle ristrette cerchie di amicizie, potevano influire sui consigli per gli acquisti i compagni di scuola o gli amici della compagnia.
Negli anni ’80 Toto Cutugno, autore eccezionale e acuto osservatore, cantava: “Figli della moda, la pubblicità ci frega, poi ci veste tutti uguali”.
Non erano esenti da questo meccanismo gli adulti e gli anziani, i quali dovevano sorbirsi amici di amici in casa per la presentazione di prodotti utili alla casa, oppure seguivano interminabili televendite sulle piccole reti televisive locali.
A diversificare l’offerta ci pensano le due punte di diamante dell’Accademia dei Cinque Cereali: i Nonni Abeffardi.
I Nonni sono già presenti sui principali social, pronti a dispensare consigli futili, spesso inutili ai follower. Grazie a questa trovata tenteranno si sollevare i loro “amici virtuali” dalle pesanti incombenze cui vengono sottoposti dai normali influencer.
Nonno Abeffardo tratterà argomenti di carattere sociale: come evitare di incontrare conoscenti al supermercato, o come sviare i disturbatori seriali e i fornitori di disservizi.
Nonna Abeffarda si occuperà di cose pratiche: calcolare il resto che si dovrebbe ricevere per una spesa anche se si usa la carta di credito, imparare a contare i gradini delle scale per ottimizzare salite e discese, decidere il font da utilizzare per compilare la lista della spesa, oppure stabilire l’orario ideale per controllare la cassetta della posta.
Grazie a questa tecnica i nostri INUTILENCER daranno una sensazione di sollievo ai follower che trascorrono le giornate seguendo gli influencer allo scopo di stabilire quale brand di calzature è appropriato, oppure che fragranza di profumo si addice alla loro personalità. Il principio applicato, noto sin dall’antichità, è “Ubi maior minor cessat”.

NON SIATE INDIFFERENTI
Il Comune di Biella invita a differenziare anche le briciole di pane lasciate sulla tovaglia al termine del pasto, ossia di non gettarle nel prato scuotendo la tovaglia, ma di raccoglierle e gettarle nell’apposito contenitore dell’umido. Se lo facessero le 23mila utenze di Biella, sostiene l'assessore che ha inoltrato l'invito, avremmo una maggiore produzione differenziata pari a 167 tonnellate annue (il che la dice lunga sulle capacità di sbriciolamento dei Biellesi a tavola e sulle "ecoballe" che riescono a produrre...).
Sempre nell'ottica del riciclo propongo di fare la stessa cosa per le caccole del naso: invece di usare il fazzoletto di carta, che poi va smaltito nell'indifferenziato, staccarle delicatamente con le dita e gettarle direttamente nella raccolta dell'organico.
Chissà se c'è qualcuno, al Comune di Biella o altrove, in grado di calcolare il numero di tonnellate di rifiuti così sottratti all'esecrabile indifferenziato?


DALLA FORCHETTA D’ARGENTO AL COLTELLO D’ORO
I migliori ristoranti italiani possono vantare riconoscimenti della Guida Michelin rappresentati dalle famose stelle e dalle forchette assegnate dal Gambero Rosso.
Le stelle e le forchette premiano la qualità della cucina, il servizio, la cantina e l'ambiente. Se ne possono ottenere fino a tre.
Questo vale per i ristoranti, ma come si potrebbero classificare le pizzerie? Il nodo gordiano da sciogliere è certamente impegnativo.
A darci un taglio ci pensa ancora una volta l’Università di Pensologia di Torino, infatti, il problema in sé non è tanto la pizza, quanto i coltelli del servizio che normalmente non tagliano e finiscono per “strappare” la pizza, diventando fonte di stress e rendendone difficile la consumazione.
Il riconoscimento adeguato alle pizzerie non è sicuramente la forchetta, ma il coltello.
Il “coltello d’oro” deve essere assegnato alle pizzerie sulla valutazione della medesima posata a corredo degli avventori.
L’apposita commissione composta dall’Accademia dei Cinque cereali dovrà valutare l’affilatura della lama, il materiale con cui è costruita e l’ergonomia dell’impugnatura.
Si potranno assegnare fino a tre coltelli d’oro in base ai seguenti requisiti:
Un coltello, se è possibile praticare tagli alla pizza senza particolare sforzo.
Due coltelli, se si possono effettuare tagli netti come se si utilizzasse un rasoio affilato.
Tre coltelli, se si possono effettuare tagli netti come se si utilizzasse un rasoio affilato e se le pizze per effettuare il test vengono offerte dal titolare del locale.
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Paul Rice - ACC

La qualità, la fragranza e il sapore, contribuiscono a servire ottime pizze ma, se il coltello non taglia, la pizzata in compagnia viene compromessa. Come diceva un vecchio spot pubblicitario: “La potenza è nulla senza il controllo”.
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I COMMERCIANTI CHIEDONO L'ADOZIONE DEL POS PER PAGARE IL PIZZO
Tempi duri anche per i taglieggiati. Le transazioni con pagamenti elettronici prendono piede con ritmi esponenziali e il contante scarseggia sempre più nelle casse dei commercianti e dei gestori di attività aperte al pubblico, col risultato che la disponibilità di liquidità va calando di giorno in giorno.
Se questo rappresenta un vantaggio sotto molti aspetti, ad esempio, si è meno esposti a furti e rapine, il maneggio di denaro fisico è ridotto al minimo, semplifica i conteggi di chiusura cassa a fine giornata, per altri versi, la mancanza di banconote può rappresentare un problema quando si presenta l’estorsore di turno; infatti, senza denaro, non è possibile soddisfare le richieste della malavita organizzata, mettendo in pericolo se stessi e i clienti presenti nel locale.
L’associazione dei commercianti vessati chiede l’istituzione di un’apposita carta di debito anonima per poter pagare il pizzo in sicurezza, senza correre il rischio, nel frattempo, di essere rapinati da altri malviventi.
Si tratterebbe di legare una carta al proprio conto, tuttavia senza mantenere la tracciabilità della transazione, in modo che non sia possibile risalire all’associazione per delinquere beneficiaria della cosiddetta “assicurazione obbligatoria” che permetta ai commercianti di continuare a lavorare serenamente.


GLI ALCOLIZZATI POTRANNO APRIRE LA PARTITA U.V.A.
Durante la CCXXIV seduta del consiglio comunale di Brevigliasco è stato approvato all’unanimità un emendamento inserito nel Decreto Salumi-Formaggi & Affini che prevede l’opportunità per gli amanti del buon vino di aprire società finalizzate alla consumazione di alcolici, con possibilità di deduzione dell’imponibile IRPEF e dell’imposta sul valore aggiunto.
In pratica gli alcolizzati professionisti potranno aprire la Partita U.V.A. (Unico Vero Alcolizzato) e disporre di tutti i benefici sinora riservati agli operatori che potranno regolarmente registrarsi alla C.C.I.A.A. (Camera Consumazione Indiscriminata Alimenti & Alcolici).
Grazie a questa manovra economica si prevede un apprezzabile aumento del PIL nei prossimi anni.

IL GURU CHE PREDICEVA IL PASSATO
Nel centro di Frottola Valtrompia, tra le montagne profumate di incenso e polenta, viveva un uomo misterioso noto come "il Guru che sussurra".
La gente faceva ore di fila per incontrarlo, credendo che potesse rivelare grandi verità...
Ma lui non prediceva il futuro. No, no. Il suo dono era predire il passato.
“Tu... hai perso l’autobus martedì scorso perché hai fatto colazione due volte!” sussurrava il Guru con occhi chiusi e voce profonda.
La folla mormorava: “È vero! È tutto vero!”
Il suo discepolo più devoto, Sveglius, un tipo sveglio ma un po' burlone, un giorno gli chiese: “Maestro, se tutti già sanno cosa è successo, perché vengono da te?”
Il Guru, senza scomporsi, rispose: “Perché io mi faccio i fatti di tutti e tutti tendono a dimenticare.”
In effetti, era impossibile batterlo: sapeva ogni pettegolezzo, ogni bicchiere rotto, ogni bugia detta a scuola. E lo raccontava con tale saggezza che la gente si sentiva purificata.
Alla fine, qualcuno osò chiedergli: “Maestro, riuscirai mai a predire il futuro?”
Il Guru sorrise: “Solo quando sarà passato.”
Da allora fu venerato come “Il Maestro del Ricordo Illuminoso”. E diventò leggenda.
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Patty Biancoperla – ACC (LUGLIO 2025)

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