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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO VI d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

CONTRAVVENZIONI A CATENA: NON IMPORTANO LE DIMENSIONI DEL MEZZO, OCCORRE SAPER USARE BENE IL BLOCCHETTO DELLE MULTE


Torino Marittima (provincia di Jesolo).


Quanto è accaduto nella giornata di sabato è paradossale e incredibile.


Un’anziana trentenne, residente in città, ha parcheggiato il suo enorme SUV in palese divieto di sosta, per recarsi al vicino tabaccaio ad acquistare le sigarette alla bimba che, nonostante frequenti la scuola primaria, è da anni un’accanita fumatrice.


Poco dopo aver lasciato l’autovettura si è fermata una pattuglia dei carabinieri, su Jeep Renegade, per sanzionare la sosta selvaggia.


Mentre i carabinieri stavano compilando il verbale, transitava una volante della Polizia che ha subito notato l’auto dei “cugini” della Benemerita parcheggiata sotto il cartello di sosta vietata. I poliziotti si sono così fermati per elevare una contravvenzione ai militari dell'Arma.


Dopo pochi minuti un agente della Polizia Locale, di passaggio in moto, ha notato la pantera della Stradale in divieto di sosta e ha deciso di sanzionare il parcheggio per divieto di sosta.


Nel frattempo un ausiliario del traffico durante il giro di routine in monopattino, scorgeva il motociclo del “collega” vigile urbano sotto il cartello di divieto e, estratto il blocchetto delle multe, ha provveduto a sanzionare il vigile urbano.


Quando la signora è tornata all'auto, ha assistito basita alla bagarre scoppiata tra le forze dell'ordine nel tentativo di stabilire chi avesse diritto di precedenza nel multare gli altri, pertanto si è potuta allontanare indisturbata senza vedersi consegnare il tanto odiato foglietto rosa con la sanzione pecuniaria.

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Paul Rice – ACC

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Il Comune di Torino M.ma ha provveduto all'installazione di adeguata segnaletica per evitare spiacevoli equivoci

GLI SCALTRI REBUSCEMI DI PICK ASSO

REBUS (9)

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L'ANGOLO DELLA (S)CULTURA

A cura di Manfredi Maria Miglio Marello

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GIOIA GENIALE

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Giochini

goduriosi,

gustose

goliardate.

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Garzoncelli

gagliardi,

gentiluomini

galanti,

gaudenti

giovinette

generose,

giostrano

gingillandosi.

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Giacendo

giulivi,

godono

gridando.

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Nonni Abeffardi



IL PROFESSOR MIGLIO E I SUOI


Il Vaffa della settimana va a

I responsabili di un cantiere stradale in via Manzoni, Posillipo, Napoli.

Con la seguente motivazione:

Inaugurato a marzo, è avanzato di 29 metri: 4,8 al mese, 18 centimetri al giorno.

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L’esortazione a recarsi a defecare sulla urtica dioica va a

36 anonimi giovani di Londra.

Con la seguente motivazione:

Si sono fatti iniettare il Covid-19, per essere studiati e fornire alla ricerca medica più informazioni possibili sulla malattia. Non è una pratica nuova: dopo la seconda guerra mondiale, 40mila volontari si sono lasciati infettare da malaria, tifo, dengue, colera. Ma non sappiamo se i volontari siano fessi stipendiati, o fessi gratuitamente.

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Il premio vauro ridens va a

Sur Dan, rapper messicano, mai sentito nominare prima.

Con la seguente motivazione:

Si è fatto impiantare catene d’oro al posto dei capelli,

con ganci attaccati al cranio, sotto la pelle.

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Il premio pane e volpe va a

Anonimo 46enne di Napoli.

Con la seguente motivazione:

Ha malmenato il proprietario di un bar, che aveva somministrato alcolici alla figlia minore della sua compagna. Ma ha sbagliato bar e barista, e ora rischia una querela.

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Il premio “ma ci faccia il piacere” va a

Il governo della Nuova Zelanda.

Con la seguente motivazione:

Tenta di liberarsi dalle sigarette entro il 2025.

Il primo provvedimento è vietare il fumo ai nati dopo il 20

LA SFIDA LETTERARIA SOLITARIA


In Italia un’auto si scontra contro un cinghiale ogni 48 ore, con un numero non chiaro di morti. Il cinghiale è un animale protetto. L’umano si cauteli, o defungerà.

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Mancano i sacerdoti, i restanti si devono dividere tra varie parrocchie. Il caso più eclatante è don Renzo, che in Trentino ne ha 17. Un consiglio ai giovani, in questo momento di crisi occupazionale: fatevi venire la vocazione. Fare il prete è un lavoro sicuro, garantisce la pensione, procura rispetto. E appagherà per aver fatto del bene.

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A Conegliano c’è una Lancia Fulvia parcheggiata nello stesso posto da 47 anni.

Ho avuto anch’io una Lancia Fulvia berlina, comprata strausata. La sua spia della riserva, rossa, da 5 millimetri per 40, illuminava sempre l’abitacolo. Senza soldi...

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Esiste il mestiere di closet organizer: è un professionista che ficca il naso nel tuo armadio, ti sbarazza dei vestiti fuori moda o inadatti a te. Ma lo devi anche pagare.

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Uno studio del Brain and Language Lab del Georgetown dimostrerebbe che dopo i 70 anni migliorano svariate capacità cognitive, quali l’autocontrollo, il processo decisionale, la navigazione, la lettura, e la gestione della matematica e della lingua. È una bellissima notizia: a me, restano solo più due anni per vivere da rimbecillito.

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Carlo Chievolti

LA STAMPELLA PRESENTA

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Leggo che Fico Raffaella annuncia al mondo che tal Pisu Nicola si trastullava il pupparuolo nel bagno del Grande Fratello Vip. È necessario, venirne informati? Sì!

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Un asilo di Milano è chiuso perché è stato rubato il tetto in rame. E risistemarlo costerà 70mila €uro. I ladri si stanno già fregando le mani, per il prossimo bottino.

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Il presidente USA Joe Biden dice che è necessario rafforzare il sistema sanitario globale, perché presto ci sarà un’altra pandemia. Possibile che glielo abbia detto la Cia, che ha indagato sui laboratori virologici statunitensi, dove progettano il virus?

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Scoperta la truffa di un pastore del Trentino: ha avuto 179.694 €uro di contributi statali dicendo di aver traslocato 150 pecore dalla Valsugana alle campagne laziali, vicino a Vivaro Romano. Spostamento mai avvenuto. La notizia non è la furbata di un classico italiano, ma che “l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura” paghi più di 1.000 (mille) €uro a pecora, per spostare pecore da qui a lì. E paga coi soldi tuoi!

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Istituito a Vienna il buono bordello. Gli incentivi alla vaccinazione anti-Covid si arricchiscono di un’ulteriore bizzarra iniziativa. Il bordello «Funpalast» organizza una «Lunga notte del vaccino», ed offre a ogni neo-vaccinato un buono di 30 €uro.

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Suntant Kathiw

IL PENSOLOGO - LE MIGLIORI DELLA SETTIMANA

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In 25 anni i casi di miopia sono aumentati del 14%. Troppo tempo a guardare certe cose online?

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La voce della mamma riduce il dolore ai bimbi prematuri. Quella del padre? Non sai chi sentire.

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Delude la Decima di Beethoven elaborata al computer. Dovevano commissionarla ai Maneskin.

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I partecipanti alla Marcia contro il surriscaldamento del Pianeta erano ben coperti per il freddo...

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Segnalate addirittura tre ore di coda per i tamponi rapidi. È la classica contraddizione in termini.

DALL'ALLUCE VALGO ALL'INDICE GLICEMICO


Nella nostra società tutto cambia molto rapidamente.


Persino le malattie si evolvono e si modificano: assumono nomi diversi, e si curano in modi nuovi.


Prendiamo ad esempio quella deformità del piede che un tempo si chiamava comunemente 'cipolla'. La storia del nome non è del tutto chiara. Si può presumere che dipendesse dalla forma: la nocca rossastra che fuorusciva dal piede fino a deformare le scarpe assomigliava in effetti a un cipollotto di Tropea. Per di più era dolorosa, quindi faceva piangere proprio come l'omonimo ortaggio. Così, se la vicina di casa si lamentava per il dolore alla cipolla, tutti capivano al volo il suo dramma, e si prodigavano in consigli pratici: "Hai provato gli impacchi con la malva?", oppure "Mettici sopra una moneta di rame", o ancora "Vai a Porta Pila, al banco di Cichin Pantufla: ha delle scarpe così morbide che ti sentirai in paradiso". In genere, se ne lamentavano solo le donne, più colpite, forse, a causa dell'utilizzo di scarpe a punta stretta e con il tacco alto.


Oggi il disturbo si chiama "alluce valgo", si corregge chirurgicamente, e finalmente anche qualche uomo ammette di soffrirne, senza timore di essere considerato poco virile. Del resto, oggigiorno la poca virilità non solo è ammessa, ma è strenuamente difesa per legge, quindi largo all'alluce valgo per uomini e donne, purché sia conservato il pollice opponibile.


Restando in tema di dita, oggi si parla molto di "indice glicemico". Se ne parla in televisione, in mensa e al bar: mangia questo e non quest'altro perché ha un basso indice glicemico, meglio la verdura della frutta perché ha indice glicemico inferiore, e così via, di esclusione in esclusione, fino a cibarsi di farro e cicoria, conditi con qualche goccia di olio evo. Anche l'olio evo è una novità: un tempo si sprecava il fiato dicendo olio extravergine di oliva, ma oggi il risparmio energetico è sacro. Viviamo nell'Evo dell'Olio Evo, epoca in cui, per stare bene, dovremmo mangiare come i contadini del Medioevo, che a torto si lamentavano, non sapendo quanto erano fortunati a non avere tentazioni alimentari. Noi, invece, tra una filippica e l'altra del nutrizionista di turno in tv, siamo bersagliati a tutte le ore da pubblicità irresistibili di fagottini alla crema, gelati cuor di panna e svariati tipi di nutella.


Tra le nuove malattie non possiamo trascurare quelle dei bambini: dislessia, disgrafia, discalculia, malattie un tempo sconosciute, ora certificate dagli specialisti come Disturbi dell'Apprendimento. La certificazione serve per ottenere a scuola una ulteriore maestra: l'insegnante di sostegno. Del resto, non è colpa dei bambini né dei genitori, ma si tratta di veri e propri disturbi: infatti disturbano parecchio la lezione.


Quando non erano ancora state scoperte queste malattie, i bambini rompiballe erano considerati indisciplinati, disattenti o, sbrigativamente, bambini maleducati. Non si conoscevano cure: li si teneva a bada con richiami, con le note sul diario e magari con qualche ceffone ogni tanto. Oggi invece la scienza ha fatto luce su un'intera famiglia di malattie infantili, che dipendono da una patologia dominante: l'iperattività o ipercinesia infantile. Non vi fate confondere: la parola ipercinesia non ha nulla a che vedere con i cinesi, anzi, a quanto dicono i cinesi stessi, questa malattia in Cina non esiste.


Anche l'Alzheimer e la demenza senile erano sconosciute cinquant'anni fa. Le persone che superavano i settantacinque anni erano poche, e se avevano problemi di memoria e di confusione mentale si parlava di arterioscleròsi (pronunciata con l’accento sbagliato), tant'è che la forma popolare piemontese per definire i vecchi rimbambiti era appunto 'arterio'. Quella parola giustificava tutte le smemoratezze e i comportamenti strambi degli anziani, tipo riporre in frigo gli occhiali, uscire con le pantofole, nascondere i cioccolatini sotto il cuscino.


Last, but not least, e mi scuso se state leggendo mentre siete a tavola, un disturbo piuttosto comune come la diarrea, che un tempo si definiva con simpatici epiteti dialettali, diversi da regione e regione, tipo "cagotto" "cacarella" e "squarau", si è evoluto in una malattia terribile: la gastroenterite. Anche le cure sono cambiate parecchio: dagli antibiotici siamo passati ai probiotici. Come tutti sanno, anti significa contro e pro significa a favore. Si desume che i batteri che razzolano nel nostro intestino non siano tutti uguali: ne esistono di cattivi e dannosi, ma anche di buoni e utili. Storie già sentite: al tempo della sovranità FIAT lo si affermava per i meridionali, e al tempo dell'egemonia ONG lo si dice per quelli ancora più meridionali...

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Stefania Marello - ACC



Primi casi di 'Pollice valgo',  malattia causata dallo sfrenato utilizzo dello smartphone

Piatto ricco nell'Evo dell'olio evo

LE PERLE DEI PIRLA

Se il mondo fosse comandato dalle lobby del calcio, il Green Pass verrebbe rilasciato previo abbonamento a SKY e DAZN?

Chaltron Teston

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Il modulo 5-5-5 di Oronzo Canà è stato il primo esempio di applicazione pratica della meccanica quantistica.

Freddy Marchiori

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Un tempo ci si riuniva davanti al desco, ora davanti al desktop; ognuno davanti al proprio.

M&M

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Non potrebbero mettere la benzina al prezzo politico di due Euro al litro per agevolarci nei calcoli?

Gary Buja

DOPO L’AGITAZIONE DEL SETTORE TRASPORTI, PROCLAMATO LO SCIOPERO DELL’ORDINE

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DOPO L’AGITAZIONE DEL SETTORE TRASPORTI, PROCLAMATO LO SCIOPERO DELL’ORDINE

TRENI, TRAM, AUTOBUS E AEREI PARTIRANNO A CASACCIO

PER DESTINAZIONI IGNOTE MA, PER LA PRIMA VOLTA, SARANNO PUNTUALI

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Recita un antico adagio (nel senso che va ripetuto lentamente): “Tutto a posto, niente in ordine”.


Ebbene, gli scioperi delle settimane passate hanno gettato le nostre città nel caos e i pendolari nel panico, creando non pochi disagi. Si dovevano attendere due ore per vedere partire il primo treno, per poi restare in piedi, stipati all’inverosimile, poiché i vagoni raccoglievano i passeggeri di ben quattro o cinque corse non effettuate durante lo sciopero.


La chiamano “agitazione di categoria”, ma alla fine gli unici che si agitano sono gli utenti.


Finalmente si porrà rimedio a questo inconveniente con una semplice regola: tutti i mezzi pubblici partiranno da dove capita, in direzione del tutto casuale e con destinazione non precisata. Il tutto dovrà avvenire in perfetto orario.


A Torino potrà succedere di prendere il 10 davanti al Valentino e scendere in Piazza Castello, oppure scendere in corso Vittorio per la coincidenza, che passerà puntualissima, ma diretta chissà dove.


I treni per Milano potrebbero arrivare a Porta Susa e poi invertire il senso di marcia verso Bardonecchia.


Con questo metodo nessuno rimarrà a piedi e neppure potrà dire di aver fatto il solito noioso viaggio da casa all’ufficio.


Aderirà a questa sorta di sciopero alla rovescia anche l’Aeroporto di Caselle; i passeggeri si recheranno in zona partenze muniti di valigia e attenderanno il primo volo. L’unico inconveniente potrà essere quello di finire a Stalingrado in bermuda o in Ghana con piumino e guanti da sciatore.


Per solidarietà anche i pedoni cammineranno in direzioni a casaccio finché non saranno stanchi o fino al raggiungimento della meta (purché avvenga in maniera del tutto casuale).

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Kristine Lachen assisted by Paul Rice (APRILE 2014)

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LA RISTAMPELLATA: questo articolo è stato scritto tra il 2016 e il 2018 e viene qui riproposto a grande richiesta.

L'ANGOLO DELLA (S)CULTURA

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A cura di Manfredi Maria Miglio Marello

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LA LUNA

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La luna

langue

lentamente

lasciando

lievi linee

luminescenti.

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Laidi licantropi

latrano

lamentosamente.

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Laggiù

luccicano lievi

le lucciole.

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Stefania Marello

LA STAMPELLA PRESENTA: LA POETESSA DI SAN MAURO MARE

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BREZZA

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Lieve brezza

che lenta intoni

soffusi canti oscilli

intorno alla battigia

e muovi l'onda

spargi l'acre sapore del mare

salsedine incolore,

respiri e inebri d'azzurro

il cuore nel sole

che muore.

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Caterina Tisselli

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Ringraziamo l'amica Caterina che,

direttamente dalla Romagna,

ci delizia con una poesia che mostra

le sfaccettature autunnali del "suo" mare.

GLI SCALTRI REBUSCEMI DI PICK ASSO


REBUS (1'3, 1, 5)

L'INARRIVABILE NONNO ABEFFARDO



L’Italia batte l’Inghilterra a cricket, loro sport nazionale. Hanno toccato il fondo.

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La giunta di Torino ha dato il via libera al progetto Gtt di mettere l’erba sul tetto delle pensiline del tram, col nobile scopo di sconfiggere lo smog. E rendersi ridicoli.

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Tre giorni di eventi per la tradizionale Festa dei Nocciolini di Chivasso. Tra gli ospiti illustri, spiccano la conduttrice Simona Ventura e il noto pilota della MotoGP Pecco Bagnaia. Perché non Khaby Lame, l’influencer noto più di Chiara Ferragni?

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Il frigorifero smart di Amazon saprà cosa mangi, cosa contiene, e quando scade. Non avremo più cibi da poter buttare. Non c’è più nessuno che si fa gli affari suoi?

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Johnson Righeira ha ottenuto 28 voti alle elezioni comunali di Torino. È meglio dei molti candidati che hanno avuto zero preferenze. Comunque, “L’estate è finita”.

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Nonno Abeffardo

LA SFIDA LETTERARIA SOLITARIA

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Non l’avrei mai detto, ma un terzo dell’Italia è costituito da foreste. Non ci resta che chiederci per quale arcano motivo i cinghiali preferiscano pascolare nelle città.

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Il “Ponte de fero” sul greto del Tevere sarebbe bruciato a causa di una braciolata dei baraccati, o di un fornelletto a gas, scegliete voi. E poi, fatevi almeno una risata.

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Il marchio Alitalia è in vendita a 290 milioni di €uro. Sì, zio Gino, è un po’ meno di 600 miliardi delle tue lire. Non c’è cascato nessuno, e puoi fare una grassa risata.

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Tentando di copiare un esperimento di altri, due ragazzi bergamaschi vorrebbero arrivare a possedere una casa partendo da un sasso, ma solo col baratto. A oggi sono arrivati al settimo scambio, grazie al quale hanno ottenuto una moto, una Suzuki Katana del 1983, del valore di circa 4500 €uro. Sembra una storia inventata. Il sasso autografato è stato scambiato con una mountain bike nuova. Di seguito, un liutaio napoletano ma operante a Modena l’ha scambiata con due strumenti di liuteria della sua ampia collezione. Basso e mandolino sono stati poi barattati con un MacBook Pro, poi scambiato a Crema con orecchini in oro bianco e diamanti, sostituiti da un orologio Eberhard degli anni ’50. Infine, la moto ormai considerata storica. Auguri!

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Sembra ieri che la Cina perseguiva la politica del figlio unico, e chi si permetteva di averne due veniva castigato pesantemente. E tralasciamo l’assassinio indotto di tante neonate, sacrificate perché considerate inutili, privilegiando un figlio maschio. Si è passati a incentivare a riprodursi, fino all’attuale divieto di abortire, successivo al probabile tracollo del sistema pensionistico, generato dall’innalzamento dell’età. Si può quindi concludere che, malgrado tutto, l’Italia non ha i governanti più fessi.

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Carlo Chievolti

LA MOSCA COCCHIERA IN PILLOLE

Il gossip allunga la vita. Uno studio dell’Università di Pavia dimostrerebbe che spettegolare fa bene alla salute: aumenta la produzione dell’ormone dell’ossitocina, riducendo il cortisolo: gli ormoni, rispettivamente, «della felicità» e «dello stress». Sparlare avrebbe un effetto sul cervello simile a quello procurato dal consumo di un alimento gradito. L’antropologo inglese Robin Dunbar, alla fine degli anni 90, aveva riconosciuto al pettegolezzo la “capacità positiva” di procurarci un’identità condivisa e di appartenenza, e che spettegolare di altre persone può farti sentire più connesso a chi ti circonda, e persino aiutarti a formare relazioni migliori. La rivista Current Biology ha pubblicato la ricerca dei neuroscienziati del Dartmouth College, che affermano che i pettegolezzi costituiscono circa il 14% di tutte le conversazioni quotidiane, e non dovrebbero essere relegati a semplici discorsi senza fondamento, ma come un modo per creare relazioni, poiché “implica fiducia e facilita il legame”. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino, 107 anni: “Non esercito il pettegolezzo. Morirò giovane?”.

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Gli uomini con tratti del viso lunghi e occhi grandi, e le donne col viso magro e gli occhi piccoli, sono percepiti come più promiscui. Alcuni esperti della Macquarie University, Australia, hanno identificato tali caratteristiche facciali come indicatori dell’interesse per il sesso occasionale. Lo studio, pubblicato sulla rivista Evolution and Human Behavior, suggerisce che le donne riescono a identificare correttamente le caratteristiche fisiche che negli uomini indicano interesse per l’avventura di una notte, ma non viceversa. Il professor Ian Stephen ha chiesto a un centinaio di 20enni di compilare il questionario Sociosexuality Orientation Inventory-Revised (SOI-R), che misurerebbe l’inclinazione verso i rapporti sessuali casuali, e non impegnativi. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “In sostanza, le donne scelgono come pare loro, gli uomini mediamente si accontentano di essere scelti da colei che concede loro le sue grazie”.

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Avere un marito comporta sette ore in più di lavori domestici. L’Università del Michigan ha analizzato il rapporto tra i sessi e le pulizie domestiche, negli USA, decretando che le donne mediamente si dedicano alle faccende di casa un’ora in più al giorno rispetto agli uomini. Se poi si hanno anche i figli a cui badare il bilancio è drastico: 26 ore in più di lavoro rispetto a quando erano single. I dati dei ricercatori hanno svelato che le donne tra 60 e 70 anni dedicano 21 ore a settimana alle pulizie di casa. Le single tra i 20 e i 30 anni ne impiegano la metà. Lo studio evidenzia che per i maschi è l’inverso. I single lavorano, ma lavoro diminuisce se trovano moglie. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Ho sempre onorato biblicamente le signore, ma evitato di tediarle imponendo loro la mia ingombrante presenza costante. Mi sono tutte grate”.

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La televisione ci deteriora il cervello. Secondo uno studio della Johns Hopkins University di Baltimora, ogni ora e 40’ ci fa invecchiare di un anno. L’autore della ricerca, Ryan Dougherty, sostiene che ci sono anche effetti a lungo termine: chi da ragazzino ha guardato più televisione si troverà con meno materia grigia da adulto. 599 persone sono state analizzate con risonanze magnetiche cadenzate per 25 anni. La soluzione è contrastare la passività e la sedentarietà, che si accompagnano alla visione, col movimento fisico. Il problema è la sedentarietà: causa il deterioramento cardiovascolare, che porta a un minore afflusso di sangue al cervello, che provoca una minore ossigenazione neuronale. Dopo un’ora, bisogna alzarsi per passeggiare. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Se considero quanta televisione guardo, sono immortale”.

IL PENSOLOGO - LE MIGLIORI DELLA SETTIMANA


Somministrare anti-Covid e antinfluenzale su braccia diverse. Però, pochi hanno la terza gamba.

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Medicina interna: “Recuperato il 90% dei ricoveri persi durante la pandemia”. “I sopravvissuti”.

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Gli umani del pleistocene accudivano le uova, per poi allevare pulcini. Gli antenati di Amadori.

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Il drone di un turista ha sbattuto contro la Torre di Pisa. È probabile qualcosa sia andato storto...

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Il Vaticano ha tolto il salario ai dipendenti senza il Green Pass. Incentivando così le bestemmie.

NEGAZIONISTI ACCANITI: ARRIVANO I NO FAX

Non c'è limite alla negazione senza esclusione di colpi.

Ora scendono in campo i NO FAX, si tratta perlopiù impiegati del settore privato, ai quali si stanno aggiungendo, di giorno in giorno, un maggior numero di dipendenti delle pubbliche amministrazioni che, non solo fanno utilizzo intensivo di email, ma prediligono gli allegati in formato PDF.

Pare che nel movimento si siano infiltrate frange estremiste che fanno abituale uso e abuso di colorati PNG e JPEG, si tratta di individui spietati che discriminano i tradizionali e pragmatici fac-simile "nero su bianco".

Il motto del movimento è: "Tira più un PDF che cento FAX".

Nonostante l'onda travolgente dei No Fax, vi sono alcuni irriducibili che oppongono resistenza, ostinandosi a stampare in triplice copia ogni PDF ricevuto perché, dopo anni di morboso attaccamento, non è facile separarsi dalla carta e dalle scartoffie.

Alcuni detrattori si domandano se non sia il caso di impegnare le proprie energie in qualcosa di più concreto, come ad esempio, impegnarsi nel settore "No Tax".

La risposta è semplice: i Taxisti sono un elemento fondamentale del tessuto urbano, e come si potrebbero sostituire? Con carri trainati da buoi?

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Freddy Marchiori assisted by GioZ (ACC)

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Il volantino del movimento

COME PIOVEVA


​Pur non essendo una "Gretina", devo ammettere, semplicemente ricordando il passato, che il clima è diventato piuttosto bizzarro. Non piove più come una volta - dico, da vecchia nonna nostalgica - e anche gli ombrelli non sono più gli stessi.


C'era una volta... il portaombrelli. Noi ne avevamo uno, pesante e panciuto come un'anfora greca. Stava nell'ingresso, accanto alla porta, e conteneva tutti gli ombrelli della famiglia: il più grosso, di pesante stoffa nera, era del nonno, che "aveva fatto la grande guerra" e raccontava di giorni terribili trascorsi sotto la pioggia battente nelle trincee, bagnato fino al midollo, e senza ombrello. Da vecchio reduce lo usava per andare in piola a giocare a scopa, e quando non pioveva gli serviva da bastone.


Quello nero più piccolo era del babbo: lo usava raramente perché girava in bicicletta anche con la pioggia, indossando una mantellina scura che lo faceva sembrare un becchino. Quello della mamma era bellissimo, con arabeschi colorati e il manico di avorio. Così bello che se c'era il temporale usava quello di papà, per paura che una folata di vento potesse romperlo. Poi c'erano i nostri, piccoli, azzurri, con il manico di un materiale duro dall'odore penetrante, che papà chiamava 'bachelite'.


Quegli ombrelli non erano cinesi: costavano cari, ma duravano tanto, e quando si rompevano c'era l'ombrellaio che sapeva ripararli.


Io ero una bambina precoce, cioè ero già sbadata e smemorata a sei anni, esattamente come adesso. Perciò mi capitava spesso di dimenticare l'ombrello, a scuola o a casa di qualche amica o in un negozio, ma lo ritrovavo quasi sempre. Una volta lo dimenticai alla fermata del tram, appeso a un cestino dei rifiuti: me ne accorsi quasi subito, scesi alla prima fermata e tornai indietro correndo, ma l'ombrello era sparito. Non solo mi presi una bella punizione, ma invece di comprarmene uno nuovo mi diedero quello di mia sorella, e l'ombrello nuovo lo ebbe lei, che era decisamente più attenta e responsabile di me. È questo lo stress dei bambini prodigio: avere fratelli e sorelle normali.


Nelle mattine di pioggia, alla fermata del tram c'era un tripudio di colori che sembrava un giardino olandese al tempo della fioritura dei tulipani: era il popolo dei mezzi pubblici. Ancora non è stato chiarito perché, nonostante le numerose ricerche scientifiche e ingegneristiche al riguardo, nelle giornate di pioggia il traffico delle città vada in tilt, e i mezzi pubblici siano in cronico ritardo. Quando arrivava finalmente il tram, era già strapieno, ma noi studenti ci accalcavamo gli uni agli altri per salire comunque, chiudendo gli ombrelli all'ultimo momento per non bagnarci, e chiudendo anche gli occhi per evitare che le bacchette ci potessero accecare. Saliti sul mezzo, pigiati come sardine, si cominciava a spingere cercando di raggiungere le porte della discesa in tempo per la nostra fermata, calcolata a stima perché i finestrini erano completamente appannati per l'umidità. In questo frattempo gli ombrelli, nostri e altrui, ci sgocciolavano nelle scarpe e negli stivali, e sul tram si cominciava a sentire un olezzo di stalla.


Oggi, di portaombrelli se ne vedono pochi, e i motivi sono tanti. Per cominciare andiamo tutti in macchina, anche da qui a lì, e portiamo i figli a scuola in auto fin dentro il cancello. Gli ombrelli li compriamo al mercato dai cinesi. Costano pochi euro, e si possono tenere in borsetta o in auto perché sono pieghevoli, ma pieghevoli una sola volta: la seconda si rompono e li butti via. Per questo, più che di portaombrelli c'è bisogno di cestini dei rifiuti in cui buttarli.


Infine, sono cambiate anche le piogge: sono diventate cinesi pure quelle, nel senso della durata e della cattiva qualità. Le piogge moderne sono forse più rare di quelle di una volta, ma in poco tempo sommergono strade e ponti, e allagano le pianure. L'ombrello serve a poco, e a volte l'acqua entra pure in casa, quindi una barca sarebbe più utile di un portaombrelli.

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Stefania Marello - AC

                                                                                                                 Come piovev

Come piove



Ed io pensavo ad un sogno lontano
A una stanzetta d'un ultimo piano
Quando d'inverno al mio cuor si stringeva
Come pioveva, come pioveva...

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(Armando Gill - 1918)

INVITO ALLETTANTE


Gli over60 non vaccinati sono un problema: all’appello ne mancano ben 158mila. Per convincere i riottosi, la Regione Piemonte ha chiesto alle Asl di inviare loro una lettera con la prenotazione per il vaccino (data, ora, luogo). Una proposta allettante.


E purtroppo, le truffe ai danni degli anziani indifesi sono ogni giorno più raffinate.

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Paolino Chievolti

Continua...

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