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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO VI d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

In questa sezione sono riportati articoli scritti tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC collaborava allegramente con LA TAMPA

INTENDIAMO MASSACRARVI ULTERIORMENTE


A seguito della geniale intuizione di far pagare l’IMU maggiorata ai proprietari detti lungodegenti, ricoverati in ospedali o case di riposo, sulla casa che non abitano, e quindi diventa seconda casa, l’articolo 13 del decreto Salva Italia vanta da oggi un simpaticissimo sotto-codicillo: quando si va in vacanza, la casa abitata abitualmente diventa istantaneamente seconda casa, quindi dovremo anche in questo caso pagare l’IMU maggiorata.


Attenzione a compilare correttamente l’apposito modulo (al momento non è stampato, e nemmeno allo studio, ma indispensabile) che riporterà le date di inizio e fine vacanza, località e sistemazione (barrare la casellina Hotel, o pensione, igloo, tukul, yacht di Briatore, dalla zia Pina...), e costo della stessa supportato da opportuni documenti.


Allegare alla documentazione quale prova qualsivoglia scontrino: autostrade, benzinai, ristoranti e bar, eccetera, per facilitare i controlli incrociati coi suddetti fornitori di servizi, e per acclarare, allo stesso tempo, la congruità delle spese, confrontate con la dichiarazione dei redditi da voi esibita.


Evitare accenni a relazioni con malavita locale, oppure vucumprà: è noto che sono organizzazioni che il governo non sa e non vuole disturbare, che purtuttavia prenderebbe nota dei fatti per potervi sanzionare opportunamente.


Ricordare: è dovere di un buon cittadino pagare l’IMU sulla seconda casa, e pagare le tasse sulle tasse (maturate per chiunque abbia una possibilità di recarsi in ferie altrove) esplicitamente contemplate per chiunque di voi non abbia relazione diretta con il governo, la politica, il sindacato, la pubblica amministrazione...


Verrà giudicata benevolmente una allegata dettagliata cronistoria delle attività sessuali compiute nel periodo, con specificazione del genere: old style, omosex, perverso (specificare quale).


Il dato è ininfluente ai termini della tassazione (per il momento, ma ci stanno lavorando), ma soddisfa il desiderio morboso di quel genio del Premier, (sia sempre genuflentemente adorato) e del suo esecutivo, di conoscere, in dettaglio, i fatti vostri.

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Italo Miglio - assist by Paul Rice (APRILE 2012)

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

ANZIANO MORTO DA TRE ANNI CONTINUAVA A RITIRARE LA SUA PENSIONE ALL'UFFICIO POSTALE


INCROCIARE I DATI MA ANCHE LE DITA

Era morto da più di tre anni ma non se n’era accorto o forse, nessuno si era premurato di dirglielo. Nasce da questo curioso antefatto, un episodio che vede coinvolto un ancor giovane ottantasettenne di Balmarinzo, piccolo centro rurale dedito all’industria tessile della val Perescolana. Incrociando i dati dell'Anagrafe con quelli dell'INPS le Fiamme Gialle di Minurdello si sono accorte che Cosimo Rirà continuava a ritirare l'assegno di pensione nonostante risultasse defunto tre anni prima.

Sempre dall’incrocio di tali dati, emergeva che l’uomo avrebbe percepito mensilmente una cifra enorme pari a circa 218.089 euro che, moltiplicata per almeno 36 mensilità indebitamente incassate, raggiungeva la ragguardevole entità di ben 7 milioni, 851mila, 204 euro. Tale somma si sgonfiava di parecchio allorché ci si accorgeva che, nell’incrociare i dati, il modesto ammontare della pensione minima era stato moltiplicato per se stesso.

Gli stessi finanzieri autori di molteplici interventi miracolosi, si appostavano per cogliere l’uomo in flagranza di reato. Una squadra delle Fiamme Gialle particolarmente ben addestrata che era stata in grado di far riacquistare l’uso della vista a decine di ciechi, di far correre numerosi paraplegici e addirittura di far ricrescere arti che si credevano perduti per sempre.

L’impresa alla quale si stavano accingendo era però di importanza biblica: stavano tentando di far resuscitare un uomo.

Tale evento, a memoria d’uomo è accaduto solo un paio di volte ed entrambi gli eventi accaddero circa duemila anni fa, quando la possibilità d’incrociare dati anagrafici e fiscali non c’era ancora. Ciò rappresentava un punto a favore dei militi che d’altro canto avrebbero dovuto confrontarsi con un genio della resurrezione che seppe praticarla su di un poveretto dell’epoca e poi perfino su se stesso, sebbene non appartenesse alla Guardia di Finanza.

Fermato mentre si trovava in coda all'ufficio postale, l'uomo veniva colto da una crisi di nervi e, urlando di essere ancora vivo, rifiutava di ammettere la truffa anche di fronte all'evidenza del certificato anagrafico. Poi si è accasciato, forse per un malore simulato.

Ricoverato presso la Clinica “Sedes Dementiae” non ha ripreso conoscenza e il medico legale incaricato dall'INPS ha potuto finalmente dichiararne la morte. Una volta deceduto, Cosimo Rirò è stato dimesso ed è tornato presso la sua abitazione in via San Lazzaro dove lo abbiamo raggiunto per una breve intervista: «Credo che comincerò una nuova vita - ha detto il pensionato - mi sento in splendida forma. Sono già d’accordo con altri tre amici e coetanei e andremo a vivere in Paraguay. Là, con la pensione minima, si vive da nababbi e poi, mi piace il nome di quella nazione: Paraguay».

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Stefania Marello e Franco Cannavò – ACC (MARZO 2012)

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA



CHI TOSSISCE DISTURBA ANCHE TE, DIGLI DI SMETTERE

Campagna contro la Tosse nei Luoghi Pubblici

Per chi ha il vizio di tossire, smettere non è facile. Per questo i nostri inesperti dell'ACC hanno messo a punto cinque (uno a testa) consigli:

1 - Iscrivetevi ad un Centro Tossitori Anonimi che si trovano presso le ASL e frequentate con assiduità. Ascoltare la tosse degli altri può aiutare a controllare la propria.

2 - Non scoraggiatevi se i farmaci non hanno ancora avuto effetto. Esistono sicuramente in commercio rimedi naturali che non avete ancora provato: sciroppo di rape andine, pasticche a base di miele, propoli e cera di api con la diarrea, radici di liquirizia della Nuova Zelanda, ancora sporche di terra. Sono costosi e potrebbero provocarvi carie e diabete, ma val la pena di provare.

3 - Se siete fumatori è meglio, almeno potrete provare a smettere. Se non lo siete è il momento giusto per iniziare.

4 - Ripetete a voi stessi almeno tre volte al giorno, lontano dai pasti, la formula: sono una persona forte e sicura di me, e non ho alcun bisogno di tossire

5 - Se vi capita di aver voglia di tossire ad un concerto, uscite immediatamente e, una volta in strada, fate profonde inspirazioni, mentre sfrecciano le auto sollevando polveri sottili e PM10. Vi passerà anche la voglia di rientrare.

Se dopo un mese non sarete ancora riusciti a smettere, rivolgetevi ad un otorino dell'Ospedale Fatecosìcosì Fratelli di Roma e fatevi togliere le tonsille: avete ben il 48% di probabilità che vi lesioni le corde vocali. Questo non eliminerà la tosse, ma la renderà molto più sopportabile agli altri.

Mara Meo (MARZO 2012)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

AMBASCIATORI NON PORTANO PENE


Uno studio del Dipartimento di Patologia Riproduttiva dell’Università di Padova ci informa che la lunghezza del pene degli italiani si riduce di un centimetro ogni 50 anni.


In dettaglio, leggo che nel 1948 era lungo in media 9,7 centimetri, nel 2001 si è ridotto a 9, ora vale 8,9.


A parte la tristezza del lavoro di questi ricercatori, che si prestano a misurare volatili col doppio decimetro, mi chiedo: tali misurazioni sono "a freddo", oppure merito di propormi quale competitore del divino Rocco Siffredi?


Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino, conferma: «Eh sì, si riduce». E questa volta non parliamo di dimensione del telefonino cellulare.


L’illustre Psichiatra del Computer Dottor Gioz esorcizza: «Si riduce ogni 50 anni? Per fortuna, a me ne mancano ancora cinque!».

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Italo Miglio (FEBBRAIO 2012)

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

RESOCONTO DA UN TRATTATO SCIENTIFICO


Il celebre trattato del Professor Giangiacomo Petruzzelli, Ordinario di Fisiologia presso l’Università di Bari, che mette in relazione le reazioni della muscolatura del corpo umano a seguito delle emozioni, verte attorno al concetto che i muscoli al di sopra del diaframma siano da considerarsi “intelligenti”, e viceversa i muscoli al di sotto del diaframma siano “ignoranti”.


La teoria verte sulla riconoscibilità, da parte nostra, dello stato di reazione del prossimo agli eventi:


1) chiunque sa riconoscere uno stato d’animo guardando i lineamenti;


2) solo i cosiddetti addetti ai lavori, cioè studiosi, fisiatri e fisioterapisti, sanno interpretare correttamente la postura, il collo, e la schiena;


3) nessuno interpreta alcunché, vedendo quadricipite o gastrocnemio.


Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino, obietta: “Quindi, a parer vostro, il pirillo non somatizza?”.

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Italo Miglio – ACC (FEBBRAIO 2012)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

ATTENTATO AL PROTETTORATO STATUNITENSE DI TORRAZZA PIEMONTE


Un nucleo di facinorosi ha imbrattato i cancelli con un sovversivo colore rosso.

Solo il tardivo intervento della Security, sorpresa in piena pennichella, ha impedito che sul pennone venisse issata una bandiera rossa con "calce e pennello".

Intanto, dall’altro protettorato di Torrazza al Mare fanno sapere di sentirsi abbastanza al sicuro da eventuali analoghi attentati

ACC (LUGLIO 2012)

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

BREVE STORIA DELLA DENTIERA

A CURA DI SAI STORIA? E DEGLI AMICI DELL’ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI

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Gli uomini primitivi non usavano dentiere. Questo non perché avessero i denti sani, ma perché morivano piuttosto giovani, prima di perdere i denti.


Durante il Periodo Anoressico e il Periodo Cretinaceo (caratterizzato dalle palafitte costruite direttamente sui fiumi infestati dai coccodrilli) molti morivano con ancora i denti da latte.


I primi nella storia dell’umanità a portare la dentiera furono gli Etruschi, che, intorno al IV sec a.C. scolpivano denti finti di osso animale e li legavano tra loro con filo di rame.


Questi marchingegni erano chiamati Etruschini, da cui derivò il termine truschino, cioè imbroglio, inganno.


Presso l’antica Roma furono i legislatori a fare largo impiego di dentiere. Infatti, durante l’incisione della Legge delle XII tavole, erano spesso coinvolti in incidenti causati da fenomeni di rimbalzo tra martello e scalpello (cfr Publius Terentius Afer – Paperer- rima – II, 12).


Anche il sommo Dante usava una protesi dentale, anzi, si deve a lui la parola italiana, derivata dal latino attraverso il vulgaris DANTE – DANTIERA – DENTIERA.


Secondo alcuni storici Cristoforo Colombo portava la dentiera. Durante la navigazione verso il Nuovo Mondo, quando lasciava il timone al mozzo di fiducia (tale Cechin Schettin De Venessia) per andare a riposare sottocoperta, si toglieva la dentiera e la lasciava in una tazza.


Si narra che una notte la sua ciurma, per fargli uno scherzo, gli sostituì la dentiera con la dentatura di una murena.


Non solo Colombo non si accorse di nulla, ma scoprì con Gioia (l’inventore della bussola, n.d.r.) di essere in grado di mangiare le noci con tutto il guscio.


Solo quando scese dalla Caravella e si chinò a baciare la terra, gli cadde la dentiera e s’avvide che non era la sua. Ma era tale la sua gioia (non Gioia... n.d.r) che non si arrabbiò, anzi la usò come timbro per convalidare gli atti di proprietà sulle terre da lui scoperte.


Nel XVII secolo, orde di soldati mercenari germanici, i mitici Lanzichenecchi, portarono in Italia due cose: la peste bubbonica e le dentiere tedesche, praticamente indistruttibili.


Fu poi Galileo Galilei ad inventare la pasta adesiva per dentiere. Subito dopo pronunciò la leggendaria frase “e pur si muove!”. A Isacco Newton, mentre stava sdraiato sotto un albero, cadde una mela sui denti.


Egli si alzò e corse a casa a fare sciacqui con Odjosan. Poi iniziò a scrivere la Legge di Gravitazione Universale, che trattava la caduta dei gravi e dei denti.


Soltanto dopo aver completato il trattato si recò dal suo dentista, ma trovando lo studio chiuso per ferie esclamò: “Oh don’t oh technic!”.


Nel 1884 a Torino l’ing. Tommaso Agudio inventò la dentiera di Superga.


Ma Torino è importante nella storia della dentiera anche per il Museo della Dentognomica Criminale, fondato nel 1901 da Cesare Illuminato, detto l’Ombroso per il suo carattere permaloso e schivo. Cesare l’Ombroso era scopino presso il Manicomio di Collegno e studiava medicina alle scuole serali. Si laureò con una tesi dal titolo affascinante: “Relazione tra forma della dentiera e tendenza alla criminalità nell’homo Sapiens e Insipiens”.


Ancora oggi la sua collezione di dentiere di detenuti si può ammirare al Museo L’Ombroso.


Arriviamo così agli anni ’50 e al boom economico, chiamato così perché tutto era economico, compresa la cucina che qualche volta faceva boom per difetti del tubo del gas (economico anch’esso). Anche la dentiera era disponibile in versione economica e ottenibile con la raccolta punti del detersivo. Con soli 1.245.000 fustini di Bio Lento la dentiera veniva spedita direttamente a casa per posta.


Finalmente il bucato e i denti erano veramente bianchi. Anche i corsi d’acqua e il mare diventavano sempre più bianchi e con la bassa marea facevano anche le bollicine.


Intanto, con l’utilizzo di tecniche avanzate e di nuovi materiali, le dentiere erano così belle e naturali, che a volte era difficile distinguere chi le portava e chi no, almeno fino a Natale e al primo morso al tradizionale torrone.


Oggi invece la crisi sta facendo sentire i suoi effetti anche sulla dentiera.


Dentisti e odontotecnici non sono più i privilegiati evasori del fisco, ma anch’essi stanno diventando vittime di quella piaga sociale, di quel malcostume diffuso che prima toccava solo i poveri: pagare le tasse.


La categoria, sempre più tartassata, è stata costretta, per poter sopravvivere, ad utilizzare materiali meno costosi, di provenienza cinese.


Le moderne dentiere necessitano di qualche cura in più, patiscono l’umidità e il contatto con gli alimenti, ma per il resto sono più che soddisfacenti.


Vengono vendute con un kit di manutenzione, costituito da un mini-phon a batteria e una serie di cannucce di varie misure per l’assunzione del cibo.

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Stephanie Hop-là (FEBBRAIO 2012)


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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

OPERAIO DISOCCUPATO FINISCE IN CARCERE PER UNA INTERCETTAZIONE TELEFONICA

SCANDALO FINANZIAMENTI ALLA MARGHERITA


Giovanni Scalogna, ex operaio della Ditta Fratelli Rosario & C., fallita di recente a causa della concorrenza cinese, è stato condotto in carcere sull’onda delle indagini per lo scandalo Lusi dei finanziamenti alla Margherita.


Lo avrebbe incastrato una intercettazione telefonica.


L’uomo, il cui cellulare era finito casualmente sotto controllo, a causa di un virus informatico delle banche dati della Guardia di Finanza, durante una telefonata, avrebbe detto:


“Mi raccomando: dì ai ragazzi che possono prendersi la loro parte della Margherita, ma devono lasciarne una grossa fetta per me e una per Lusi”.


Scalogna è ora in attesa di essere ascoltato dal magistrato competente.


Ai giornalisti e al difensore d’ufficio Scalogna ha dichiarato di essere stato frainteso: lui stava parlando con la suocera e l'oggetto della raccomandazione non era la Margherita (partito), bensì la margherita (la torta preparata dalla suocera) e che Lusi sarebbe in realtà Lucy, cioè sua moglie, la signora Lucia Nera in Scalogna.

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Mara Meo

Stefania Marello (FEBBRAIO 2012)

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

LUNGHEZZA ATTRIBUTI

In risposta ad alcuni articoli apparsi su LA TAMPA e da noi smentiti anche se non pubblicati

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A seguito dello studio del Dipartimento di Patologia Riproduttiva dell’Università di Padova, che ci informò che la lunghezza media del pene degli italiani si è ridotta a 8,9 centimetri, il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino, ha deciso di approfondire la veridicità dello studio, sguinzagliando per tutta la Penisola un esercito di “ricercatrici”.


Il responso è sconvolgente. Si conferma la preponderanza di dispositivi lunghi 89 millimetri ma visivamente simili ad un tappo di damigiana, il che ne rende problematico l’utilizzo.


Vi sono tuttavia, dal lato opposto dello spettro della casistica, congegni di ben 178 millimetri (pari alla somma di due, in sequenza): stimabili per lunghezza, ma sottili come una matita. Il che ne rende superflua la presentazione a qualsivoglia partner.

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Prof. Italo Miglio – ACC (MARZO 2012)



A causa di un errore fortuitamente voluto, questa, pur essendo a Torrazza, non è la sede del Dipartimento dell’Università di Pensologia di Torino

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AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

CRISI SOCIO-ECONOMICA

Lui lavorava alla Fiat, lei era precaria in un call center.


Volevano avere un bambino e perciò andarono al Dipartimento di Patologia Riproduttiva di Padova. Risultarono perfettamente in regola: lui con pene di lunghezza e larghezza ottimali, lei con tutto in ordine, tette comprese.


Così, felici e rassicurati, ebbero subito un bambino.


Lei, come precaria, non aveva diritto alla maternità pagata, perciò doveva subito riprendere il lavoro. Cercarono un nido, ma in quelli pubblici (pochi) non c’era posto.


Allora si rivolsero al nido privato, il Bimbo d'Oro. C’era posto, ma non riuscivano più a pagare l’affitto. Furono sfrattati e andarono a vivere in una tenda nel parco.


Ma a causa della crisi lui fu licenziato. Così poteva restare a casa (in tenda) a guardare il bambino e, risparmiando i soldi del nido, andarono in banca a chiedere un mutuo per comprarsi un alloggio. Ma la Banca non lo concesse perché lavorava solo lei ed era precaria.


Arrivò l’inverno e a dormire in tenda lei si ammalò e perse il posto precario.


Il bambino era sempre più grasso e sempre più pallido, perché mangiava solo hamburger frullati che costavano molto meno delle pappe ai cereali, della verdura e del latte. Aveva un pene piccolissimo.


Lui propose di portarlo al Dipartimento di Patologia Riproduttiva di Padova. Lei lo colpì con una spranga, poi prese il bambino e si buttò nel fiume.


La gente disse: era una famiglia normale, non ci spieghiamo questo gesto.

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Stephanie Hop-Là (MARZO 2012)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

Continua...

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