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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO XI d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

In questa sezione sono riportati articoli scritti tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC collaborava allegramente con LA TAMPA

A COSSATO IN ARRIVO ALTRE 24 ANTENNE DA 32 METRI GRAZIE A UNA RACCOLTA FIRME DEL COMITATO “AMICI DEL TELEFONINO”:


Secondo alcune indiscrezioni quella di Ronco sarebbe finta: inspiegabili i miglioramenti di ricezione millantati dai residenti.


Son passati mesi dall’installazione a Ronco di Cossato dell’antenna 3, così chiamata per differenziarla dalla 1, che si trova nella ex sede Sip di via Matteotti, e dalla 2 ubicata nei paraggi del cimitero, ma le polemiche non tendono a placarsi,


Si sono organizzate riunioni, convegni, e perfino una merenda sinoira per trattare decine di argomenti a tema, dall’elettromagnetismo alle microonde, dalla radioattività al funzionamento dei mangiacassette, ma nessuno fra gli eminenti ed esperti relatori intervenuti è stato in grado di stabilire l’effettivo pericolo per la salute da prolungata esposizione alle onde telefoniche e telefotoniche (per i cellulari con fotocamera).


Nel frattempo, sempre sull’onda, ma dell’entusiasmo, a Castellengo è nato il comitato “Amici del Telefonino” che, in poche ore, ha raccolto ben 12 firme facendo approvare l’installazione di altre 24 antenne equamente distribuite su tutto il territorio cossatese in grado di creare una rete a prova di startac anni ‘80.


Si è calcolato che la sommatoria dei campi magnetici prodotti dalle nuove antenne avrà una potenza di svariati GigaTesla e sarà in grado di far roteare altrettante pale eoliche posizionate nei comuni limitrofi, fornendo tanta energia elettrica quanta ne produrrebbe una centrale nucleare, il tutto senza rilasciare alcuna scoria radioattiva, pericolosissima per la salute dei cittadini.


Gli esperti dell’ARPA (la sezione musicofila dell’ASL) inviati sul posto per gli opportuni accertamenti, dopo aver analizzato l’aria e trivellato il terreno non hanno rilevato alcuna traccia di onde, né elettriche, né magnetiche, né tantomeno elettromagnetiche, dichiarando l’antenna assolutamente platonica. In realtà si tratterebbe di una trovata pubblicitaria per indurre i residenti a sottoscrivere un contratto proprio con quella compagnia telefonica.


L’idea ha infatti funzionato, tanto i residenti di Ronco, in difficoltà ad effettuare (e ricevere) telefonate, sono immediatamente passati a quella compagnia telefonica.


Gli inviati del comitato Amici del Telefonino, giunti sul posto, hanno constatato che nonostante l’antenna sia posticcia, effettivamente, i cellulari prendono ben cinque tacche, cosa assolutamente inspiegabile, tanto che hanno inoltrato formale richiesta per inserire il fenomeno accanto i famosi misteri di Fatima, come il “Miracolo di Ronco di Cossato”.

LE ROTELLE SONO TUTTE A POSTO?


Una storia di urbana follia


Margherita comincia ad essere avanti con gli anni, e si lamenta spesso di mal di schiena, specialmente quando porta borse pesanti.


Premuroso come sempre, suo marito le ha regalato una borsa con le rotelle.


È una via di mezzo tra l’ambizioso trolley e l’umile carrellino per la spesa; di sicuro costa meno di entrambi e, in termini di impegno, costa meno che scarrozzare la propria carampana a fare la spesa o al corso di ginnastica dolce.


Del resto - deve aver pensato il marito di Margherita - se un giorno un uomo geniale inventò la ruota, perché non approfittarne? E allora beccati questo, tesoro, e smettila di lamentarti.


Effettivamente è comodo, tranne che per due effetti collaterali.


Primo, il rumore. La borsa in questione non è precisamente un articolo di marca: suo marito, visti i prezzi di grandi firme come Roncato o Samsonite, si sarà convinto che, in fondo, anche i cinesi del mercato rionale siano una valida alternativa.


Perciò, le sue rotelline non sono dotate di cuscinetti a sfera, e neppure ricoperte di gomma ad assorbimento acustico.


Sono rotelline di plasticaccia dura, e quando girano su marciapiedi ruvidi e disastrati, come sono ormai tutti i marciapiedi delle nostre città, emettono un rumore incredibile, e girano anche le palle di chi lo sente.


Non è un fruscio, non è un cigolio, e neppure un rollio. Ad essere precisi si tratta di un rombo, e pare di trovarsi sotto un caccia F35 lanciato all’inseguimento di piccioni urbani a bassa quota.


Talvolta le persone che camminano davanti a lei sollevano la testa a scrutare il cielo, che naturalmente è vuoto e silenzioso. Allora si girano, e vedono questa donnina gentile che trascina una borsa dozzinale, che per qualche misteriosa ragione emette un rombo da cacciabombardiere.


Non sto a descrivervi gli sguardi rancorosi che le lanciano, come a dire: “Non basta il rumore micidiale di questa trafficata e invivibile città? Ti ci metti anche tu, con questa specie di rimorchio non omologato?”.


A volte lei rallenta l’andatura, per attenuare il rombo. Se incrocia i vigili urbani, la poverina accosta e si ferma (manca solo che metta anche le quattro frecce) per paura che possano farle la multa per guida di veicolo rumoroso.


Il secondo effetto collaterale è la scarsa tenuta di strada. Questo genere di veicolo non ha, come si dice, una perfetta aderenza. Se per esempio Margherita corre per attraversare un corso, di quelli in cui il semaforo verde per i pedoni dura meno di uno starnuto, e malauguratamente ci sono delle rotaie del tram sporgenti, il suo rimorchio s’imbizzarrisce, neanche fosse la biga di Ben Hur all’ultimo giro del Circo di Gerusalemme. Poi si solleva in aria, e plana rovinosamente su una delle fiancate.


Così le tocca fermarsi, sollevarlo di peso, rimetterlo in posizione, e riprendere cautamente l’attraversamento. Nel frattempo, il semaforo è diventato rosso, e le auto iniziano a strombazzare, coprendo per fortuna il rumore della borsa, finché la poveretta non è in salvo sul marciapiede.


Ma la sua schiena sta molto meglio, ora. Anzi, le è anche passato quel fastidioso dolore al gomito, quello per il quale il fisiatra aveva consigliato un ciclo di vibro-massaggi e qualche applicazione di ultrasuoni. Probabilmente le vibrazioni trasmesse dalla maniglia della borsa al braccio hanno avuto lo stesso effetto terapeutico.


Purtroppo però la borsa comincia a mostrare i segni dei chilometri percorsi: la convergenza è sballata, il pianale è compromesso, e sta perdendo una rotella.


Difficilmente supererà la revisione.


Margherita sta mettendo da parte i soldi per sostituirla con il nuovo modello della stessa ditta cinese, il Thunder Dragon Turbo Bag, 120 decibel di potenza sonora.


RAGAZZA, VUOI PROPRIO SAPERLO?



L’educazione sessuale prima del Rapporto Master e Johnson



“Sex & Lovers, a practical guide” è il titolo di un manuale di educazione sessuale, scritto da una sessuologa danese che lavora in Germania come terapista sessuale, e da una giornalista culturale. È stato pubblicato di recente in Inghilterra, ma il Times si chiede se sia troppo. Troppo pornografico, troppo esplicito, troppe foto di ragazzi di Berlino che stanno veramente facendo sesso. Contiene una guida alle misure del pene e l’analisi con lo schema di tutte le posizioni e fissazioni esistenti, più alcune indicazioni sul sapore dello sperma e l’elogio delle lenzuola in vinile “perfette per un’orgia a base d’olio”.


Leggere questa notizia e ricordare il “mio” manuale di educazione sessuale, pubblicato nell’Italia moralista e bigotta di circa mezzo secolo fa, è stato tutt’uno.


Di sesso in casa non si parlava proprio. La TV non ne accennava, i giornali nemmeno, la pubblicità manco a dirlo. La scuola? Non scherziamo: la mia maestra, più giovane e più audace della media degli insegnanti, un giorno ci spiegò che non basta lavarsi la faccia, ma bisogna farsi anche il bidè. E qualche genitore andò a lamentarsi dal Direttore.


Tra i ragazzini c’era ovviamente quello più ‘navigato’, che magari aveva ascoltato i discorsi della sorella maggiore: discorsi spesso confusi, capiti male e riportati peggio.


Finalmente, compiuti i quattordici anni, la mia mamma mi regalò un libro, dal titolo accattivante: "Ragazza, vuoi saperlo?".


Io volevo saperlo: ero stufa di non capire le barzellette sconce e di ridere o non ridere a sproposito. Beh, qualcosa sapevo già, ovviamente. Sapevo da tempo che i regali di Natale non li porta Babbo Natale e i bambini non li porta la cicogna. Sapevo anche che la mamma li porta in pancia per un po’ e poi escono proprio da lì sotto, ma mi mancava quel piccolo tassello: da dove e come entrano?


L’autore del libro era un prete e tanto bastava per tranquillizzare mia madre. Sì, avevi ragione mamma: chi meglio di un uomo che non si è mai fidanzato né sposato e non ha mai avuto figli può spiegare con consapevolezza lo strano fenomeno della riproduzione umana?


Non c’erano illustrazioni e l'atto sessuale era descritto con freddezza scientifica in poche righe, nelle quali il religioso spiegava alla ragazza (quella che voleva saperlo) dove andava messo il cosino che Dio aveva dato in dote ai suoi coetanei, e che lei aveva visto qualche volta a scuola, sbirciando nel bagno dei maschietti. Nient’altro.


Rilessi quelle righe decine di volte, chiedendomi come, quando e dove potesse avvenire lo strano rituale. Il quando era accennato: bisognava aspettare di essere sposati. Quindi, non c’era fretta: con comodo, avevi tutta la vita coniugale davanti. Ma dove? Noi ragazze eravamo conservate con scrupolo in un’ignoranza al limite del ritardo mentale perciò ognuna di noi aveva le sue ridicole e assurde fantasie. A me il luogo più adatto sembrava il bagno e fantasticavo ogni volta su posizioni al limite dell’equilibrismo, tra il bidè e la vasca da bagno. In ogni caso, dopo quell’unico rito sessuale (il libro ne parlava sempre al singolare), la donna si sarebbe ritrovata incinta. Una responsabilità mica da ridere. Proseguendo in quella edificante lettura c’erano alcune pagine sulla gravidanza e sul parto. Tutto asettico, da manuale di fisiologia ostetrica. Niente figure nemmeno qui. L’idea che un bambino grosso come un’anguria potesse uscire da una fessura tanto minuscola mi suscitava una certa apprensione. Esaurita in poche pagine la parte fisiologica, il resto del libro era costituito da noiosi sermoni sulla morale e sulla virtù: parole come serietà, responsabilità, riserbo, pudore, dedizione alla famiglia ricorrevano di continuo. Cominciavo a chiedermi se era così augurabile sposarsi, e così desiderabile fare l’amore con il mio futuro marito. Forse era meglio restare zitella come la zia Ida. O, ancora più sicuro, farmi suora. Se la Chiesa in quegli anni era già preoccupata per il calo delle vocazioni religiose, quel prete aveva individuato un rimedio.


Dopo quella edificante lettura credo di aver avuto la mia prima crisi depressiva.


Ero davvero diventata grande!

RIVOLUZIONE? NO, GRAZIE. RIBELLIAMOCI, MA CON MODERAZIONE



I risultati delle recenti consultazioni elettorali sono chiari: gli italiani sono stati spaventati dai discorsi di Grillo (non conoscendo forse l’antico proverbio “grillo che abbaia non morde”), e si sono rifugiati nel sorriso rassicurante di Renzi, un uomo dalle innegabili facoltà ipnotiche.


Ma perché i sondaggi ci hanno raccontato fino all’ultimo tutta un’altra storia?


Che razza di “sonda” hanno usato, gli esperti sondaggisti, per tastare il polso dell’elettorato? Forse una sonda spaziale? È probabile. Però, la sonda deve essere finita per errore su Marte, a causa di un guasto al navigatore.


Così, invece dell’orientamento di voto degli italiani ha captato le preferenze dei marziani. Logico che i marziani abbiano manifestato preferenze per un extraterrestre. E in effetti, sotto una certa luce, e con l’audio distorto (ma nemmeno poi tanto), Grillo potrebbe sembrare un marziano.


In realtà la gente non vuole la rivoluzione, anzi ne è terrorizzata.


Parole come chiarezza, onestà, rinuncia ai rimborsi elettorali, impegno e serietà suonano come una tremenda minaccia al quieto vivere quotidiano. È una minaccia all’antica e rassicurante politica dell’arrangiarsi e sperare.


Gli italiani si lamentano, mugugnano e protestano, ma nessuno farebbe la rivoluzione, e pochissimi accetterebbero un cambiamento radicale. La parola stessa “radicale” fa paura: fa venire in mente i radicali che si studiavano a scuola nell’ora di matematica, dei quali non si capiva un accidente; o peggio ancora ci ricorda i “radicali liberi”, quelle odiose entità che circolano malauguratamente nel nostro corpo, e sono responsabili di ogni ruga, disturbo, o brutta malattia che ci potrebbe venire. Per non parlare di Pannella, e delle sue decennali frantumazioni.


L’Accademia dei Cinque Cereali ha organizzato un sondaggio: un campione rappresentativo di adulti tra i 18 e i 99 anni ha “immaginato” un evento talmente grave da richiedere la mobilitazione delle piazze, seguita da una inevitabile rivoluzione.


I risultati sono stati sconcertanti. Tra gli eventi che potrebbero scatenare la rivolta popolare risulta al primo posto la sospensione del Campionato di Calcio o della Champions League.


Segue la chiusura immediata di tutti i siti porno della rete.


Al terzo posto troviamo, a pari merito, l’annullamento di alcune trasmissioni televisive come Il Grande Fratello, Uomini e Donne, e Forum, e il ritiro dal mercato di ogni tipo di cellulare: Smartphone, iPhone e diavolerie consimili da parte di Guariniello, per accertamenti sui rischi per la salute.


Al quarto posto troviamo l’annullamento di tutti i giochi d’azzardo, dai Gratta e Vinci al Superenalotto.


Infine sembrerebbe che pochi - ma qualcuno, c’è di sicuro - sarebbero disposti a scendere in piazza se non venisse più pubblicata LA TAMPA…

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Continua...

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