Umorismo di sostegno
PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016
ANNO XI d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ
Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.
IN ARRIVO CENTINAIA DI TURISTI CAMUFFATI DA CERCATORI D’ORO PER EVITARE LA TASSA DI SOGGIORNO

IN ARRIVO CENTINAIA DI TURISTI CAMUFFATI DA CERCATORI D’ORO PER EVITARE LA TASSA DI SOGGIORNO
Il torrente Elvo per una settimana diventerà come il Klondike.
Ormai, nel biellese, è in crisi anche il settore aurifero e in continua diminuzione persino i profitti dei profittatori. Commenta il presidente dell’Associazione Pregiudicati Nomadi e Stanziali: “Nel periodo invernale abbiamo setacciato case e appartamenti con risultati deludenti e inferiori alle previsioni ISTAT”.
Cosa non farebbero i turisti pur di evitare la tristemente famosa e temuta tassa di soggiorno!
Ci avevano già provato alcuni turisti greci dormendo nel bagno, nella speranza che la tassa di soggiorno venisse applicata solo a chi soggiorna in soggiorno, o a chi dorme in camera da letto.
Successivamente alcuni scozzesi, discendenti dell’inventore della doccia scozzese, hanno tentato di risparmiare ulteriormente inventando la nanna scozzese, cioè dormendo sul balcone. Ma anche a loro non è andata bene: l’ufficio imposte di Biella è inflessibile, peggio di Equitalia.
Infine un gruppo di portoghesi ha tentato addirittura di non saldare neppure il conto della camera, ma è stato scoperto e costretto a pagare fino all’ultimo centesimo, compresi gli interessi di mora.
I più sgamati hanno provato ad andare a dormire nei comuni limitrofi non turistici, come Ponderano, Sandigliano o Pralungo, ma data la scarsità di alberghi hanno giocoforza dovuto fare ritorno a Biella, aggiungendo alla tassa di soggiorno il costo della benzina.
Inutile presentarsi a Biella in camper o in roulotte, la tassa di soggiorno è comunque dovuta, seppure in misura minore. Così può verificarsi il caso paradossale di un carrello tenda che pagherebbe una tassa di soggiorno di pochi centesimi, ma alla quale va aggiunto 1 euro e venti per il bollettino postale.
Un escamotage dell’Ufficio Imposte che salva capre, cavoli, tasse e turismo si è trovato grazie all’organizzazione di competizioni sportive di ogni genere, dal tennis da tavolino ai campionati di danza sulle ortiche, dal torneo di calcio balilla alla gara con sedie a rotelle da ufficio, passando attraverso il nuoto asincrono.
È vero che gli atleti non sono turisti, ma il loro seguito (parenti, amici e animali domestici compresi) lo sono. Ecco quindi, come per magia, l’incremento turistico servito su un piatto d’argento, senza spendere un centesimo in volantini o cartelloni pubblicitari.
Ma la fantasia umana non ha limite, quando si tratta di non pagare le tasse. L’ultima trovata è stata a dir poco geniale: organizzare un finto campionato per cercatori d’oro, in modo che tutti quanti, famiglie comprese, possano prendere il sole e fare il bagno nell’Elvo, senza dover pagare la fastidiosa gabella.
Purtroppo la festa pare sia stata guastata dall’ISTAT (Istituto Sociale Topi d’Appartamento Trafugatori) che ha confermato la scarsità di oro nel biellese; infatti, dopo che i loro associati hanno visitato per tutto il periodo invernale oltre un centinaio di abitazioni biellesi, sembra che le riserve aurifere della nostra terra siano scese sotto la media nazionale.
È stata istituita presso l’Agenzia delle Entrate un’apposita commissione straordinaria che dovrà decidere i provvedimenti da prendere. Secondo alcune indiscrezioni l’odiata tassa per ogni giorno di permanenza in terra biellese sarà convertita in imposta su ogni grammo d’oro trovato.
Di riffa o di raffa, che andiate in gita al Santuario di Biella con il Parroco o che andiate a sguazzare a piedi nudi nell’Elvo con un setaccio in mano, questi tre micragnosi euro al giorno vanno pagati.


IL PORTIERE O LA PORTIERA?

IL PORTIERE O LA PORTIERA?
Considerazioni di una nonna sui Mondiali di Calcio Femminile
Se si parla del portiere, si pensa al calcio, è ovvio. Se si parla della portiera, beh, la cosa è meno ovvia: c'è chi pensa alla portinaia del palazzo, e chi si ricorda di quella parte dell'auto che le donne sbattono troppo forte. A chi verrebbe mai in mente che in porta potrebbe esserci anche una donna?
Invece può, e questi intriganti mondiali di calcio femminile ci stanno dimostrando che può essere anche molto brava. La portiera della nostra nazionale è fantastica, e se potessi la adotterei come nipotina. Adoro quando la inquadrano da vicino: un viso d'angelo che assume l'espressione di una tigre che difende i cuccioli quando si appresta a parare un rigore, e che urla continuamente ordini ai difensori (dovrei dire difenditrici? Nemmeno il correttore di Word le riconosce, e si ostina a scrivere "di fenditrici", come fossero due parole). E le attaccanti? Agili, determinate, instancabili. E il centrocampo, e la difesa? Tutte meravigliose.
Quando segnano esultano meno dei colleghi maschi, ma si riorganizzano immediatamente, perché sanno che non basta un goal, se pure acrobatico e straordinario, per vincere la partita e superare il turno. Umili e combattive, quando cantano l'inno nazionale non biascicano, non si scaccolano, si vede che ci credono e per loro la frase "siam pronti alla morte l'Italia chiamò" ha un senso metaforico, ma sportivamente importante.
Quando vengono intervistate in tv parlano, udite udite, in italiano corretto, e usano parole come "pragmatico" "fuorviante" "meticoloso", parole che alcuni ben più famosi colleghi maschi non riuscirebbero nemmeno a leggere senza impappinarsi come scolaretti.
Ieri sera ho seguito per alcuni minuti una partita maschile degli under 21: ragazzoni muscolosi, esuberanti, impavidi. Forse sono più veloci delle ragazze, forse il gioco è più vivace come ha dichiarato qualche giornalista sportivo (io direi che è solo più confuso); certo il tifo è più rumoroso e i soldi in gioco sono tanti, tanti di più. Ma in quei pochi minuti ho visto scontri continui, due cartellini gialli, un giocatore a terra che si rotolava e faceva i capricci perché gli avevano pestato un dito, un altro che, subito dopo aver lanciato la palla in rete, sembrava si fosse annusato l'ascella, e invece aveva baciato un tatuaggio.
Non si può ribattere a quelli che dicono che le donne non hanno le palle, perché questa è anatomia. Ma metaforicamente parlando le hanno anche loro e, soprattutto, con le palle ci sanno fare davvero.


Le donne sanno fare i golf con le mani...

e i goal con i piedi
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